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Benessere e Salute

Natalità: in Italia sono il 46,5% le famiglie con un figlio unico

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In Italia le famiglie con un figlio unico sono il 46,5%, ma si tratta di una percentuale in aumento.

Ma la scelta è libera o condizionata da fattori esterni?

La media dei figli per le donne italiane è in calo costante, attualmente siamo sul’1,24.

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Al centro nord le donne con un solo figlio sono pari al 30%, secondo l’Istat tra il 2008 ed il 2017 i figli successivi al primo, sono diminuiti del 17%.

Le motivazioni sono le più disparate.

C’è chi a livello educativo considera la condizione di figlio unico, migliore rispetto a quella di chi ha fratelli, ma ovviamente vale anche il concetto inverso.

In passato i figli unici erano una minoranza e come tali erano socialmente più isolati.

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Al contrario oggi la loro numerosa presenza, costringe le famiglie ad aprirsi maggiormente.

Non manca nemmeno l’aspetto economico – sono ancora scarsi gli aiuti per incentivare le nascite – , ma anche quello della paura del futuro: occupazione, pensione, contesti sociali critici, fanno decidere per il figlio unico, piuttosto che una prole numerosa.

I figli unici hanno un diverso rapporto con i genitori ?

Da una parte si crea una sorta di triangolo con i genitori che non devono dividere con nessun altro le ore libere e la sfera affettiva.

Ma il rischio è che questo particolare rapporto si possa trasformare in dipendenza e specialmente nell’età adolescenziale, è importante permettere ai figli di emanciparsi per conquistare la giusta autonomia.

Il crescere solitario del figlio unico, può incidere sulla personalità?

Il rischio può essere quello di chiudersi in se stessi diventando egoisti, oppure eccessivamente altruisti per garantirsi la presenza di altri bambini.

Di certo viene a mancare la competizione con i fratelli e c’è la possibilità di cadere nell’egocentrismo.

Chi è ad avere maggiori capacità: i figli unici o coloro che devono condividere le attenzioni?

Tendenzialmente i figli unici passando più tempo con gli adulti possono maturare prima dei coetanei con fratelli ed iniziano prima a utilizzare un linguaggio più evoluto.

Ma l’Italia va anche in controtendenza rispetto ad altre nazioni e non sempre c’è proporzione tra il tempo trascorso con i genitori e lo sviluppo di competenze.

Infine lo welfare potrà essere utile da solo a invertire la tendenza del figlio unico?

Partendo dal presupposto che un figlio rappresenta un investimento nel tempo, non ha senso un intervento una tantum, come il bonus bebè anche da 1000 euro.

Gli asili costano poco solo per chi dimostra di essere povero, per tutti gli altri la spesa è almeno di 400 euro al mese. Ad essere necessari sono interventi che diano sicurezza come in Francia ed in Svezia dove si interviene sul lungo termine su scuola e lavoro.

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Benessere e Salute

Autunno senza stress, la soluzione è a tavola: ecco gli alimenti e le vitamine perfetti

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L’arrivo dell’autunno porta con sé giornate più brevi e una natura dai colori più caldi, con questa stagione si iniziano però a sentire gli effetti del cosiddetto “mal d’autunno” che, come sintomi, comporta stanchezza, ansia, irritabilità e malinconia.

Gli americani lo chiamano “back-to- school blues”, ma è un fenomeno diffuso in tutto il mondo e i dati ISTAT confermano che riguarda addirittura 4 italiani su 5.

Uno dei rimedi per combattere questo malessere è sicuramente quello di porre maggiore attenzione a ciò che portiamo ogni giorno in tavola, assumendo alcuni alimenti in particolare con alto contenuto di vitamine. Andiamoli a vedere.

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L’AUTUNNO IN TAVOLA: GLI ALIMENTI E LE  VITAMINE CONSIGLIATE – I nutrizionisti consigliano di assumere i seguenti alimenti: la melagrana, ricca di sali minerali e vitamine A, C e K, l’uva, ricca di antiossidanti, le castagne che, oltre ad essere ricche di sali minerali e proteine, contengono anche carboidrati e quindi bisogna star attenti a non eccedere.

Continuando in questa lista troviamo anche la zucca, ricca di vitamine proprio come come i cavoli, i broccoli e gli spinaci.

Tra gli altri alimenti assolutamente consigliati in autunno troviamo molta della frutta di stagione: mele e pere contengono fibre e vitamine, i kiwi rafforzano il sistema immunitario grazie al loro alto contenuto di vitamina C, proprio come gli agrumi (come ad esempio limone, arancia e bergamotto).

DALLA C ALLA D, TUTTE LE VITAMINE DELL’AUTUNNO –  In autunno, come durante tutto l’anno, è dunque fondamentale avere il giusto apporto di vitamine e avere un’alimentazione bilanciata. In aggiunta ad un corretto piano alimentare si può anche scegliere di completare la propria dieta con alcuni integratori specifici, come quelli presenti tra i prodotti benessere dello store online di shop-farmacia ad esempio, così da assicurarsi di assumere il corretto apporto di vitamine e nutrienti per affrontare al meglio questa stagione.

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Passando nello specifico alle vitamine ecco quelle più importanti:  

Vitamina C: rafforza le difese immunitarie e ha una funzione antiossidante sui nostri tessuti.

Vitamina B: rinforza i muscoli e regola i processi cognitivi.

Vitamina D: molto importante per il suo effetto sulle ossa, dato che ha il compito di aiutare il calcio a fissarsi sulle strutture ossee e a renderle più resistenti.

Stesso discorso vale anche per i carboidrati e le proteine, visto che sono molto importanti per il corretto funzionamento del nostro fisico.

I primi servono a darci l’energia per affrontare tutti gli sforzi giornalieri che aumentano maggiormente in autunno dopo il periodo estivo dedicato al relax, mentre le seconde costituiscono la struttura del nostro corpo.

Oltre all’alimentazione ricca di vitamine e proteine, per “vivere al meglio” l’autunno, è fondamentale dormire con regolarità, con un sonno di almeno sette ore.

Al contempo è molto importante non abusare di caffeina e teina, limitandone quindi l’uso, e aumentare l’assunzione di acqua: alcuni specialisti consigliano di bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno così da restare sempre idratati e di buon umore.

Insomma in autunno più che mai bisogna tenere sempre alte le difese immunitari e cercare sempre di prendersi del tempo per la cura della propria persona senza stressarsi troppo.

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Benessere e Salute

Stop per lotti Buscopan Antiacido, Zantac e Ranidil perché cancerogeni

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 Si allunga la lista dei lotti di farmaci per trattare problemi gastrici e contenenti il principio attivo ranitidina, fermati in via precauzionale dal Ministero della Salute a causa della presenza di una impurità considerata potenzialmente cancerogena.

Con l’ultimo provvedimento pubblicato dall‘Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), arrivano a quota 700 e vi rientrano anche 13 lotti di Buscopan Antiacido.

Lo scorso 20 settembre è stata diffusa una prima lista di lotti di farmaci con il principio attivo ranitidina prodotto dall’officina SARACA LABORATORIES LTD in India, ritirati in quanto contenti la N-nitrosodimetilammina (Ndma).

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Con il nuovo aggiornamento, passano da 195 a circa 700 i lotti di farmaci ritirati in via precauzionale, in attesa di accertamenti: tra questi 13 lotti di Buscopan antiacido da 75 mg in compresse effervescenti con scadenza il primo maggio 202.

Nella lunga lista si trovano inoltre 34 lotti di Zantac tra compresse, fiale e sciroppo. E, ancora, tra gli altri, 22 lotti di Ranibloc, diversi lotti di Raniben, Ranidil, Ulcex, Ranitidina Zentiva, Ranitidina Hexa.

La lista completa è sul sito dell’Aifa

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Benessere e Salute

Rimanere amici dopo la fine dell’amore: quasi sempre è un ulteriore fallimento

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Fatti di cronaca nera in serie, anche locali, farebbero pensare che col proprio/a ex non sia possibile rimanere amici.

Ma quando finisce un rapporto è proprio così?

Non ci si può fidare più di tanto del comportamento delle coppie famose dove finzione e sincerità s’intrecciano senza soluzione di continuità, quindi cerchiamo una risposta nel quotidiano delle persone normali.

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C’è chi come lo scrittore svizzero Alain de Botton filosofo del quotidiano” afferma che l’amicizia con un ex è il tradimento di tutto ciò che è stata una bella relazione e un’offesa agli ideali dell’amicizia.

Per la psicologa Maria Cristina Zezza: “prima di aprire un nuovo rapporto dev’essere conclusa e elaborata la fine della storia”.

Nello specifico per entrambi i partner dev’essere finito l’amore, se no l’amicizia potrebbe diventare essa stessa un ostacolo alla separazione.

Al contrario potrebbe servire per elaborare il distacco da parte chi è ancora innamorato?

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Difficile, perché il passaggio da amante ad amico nella maggior parte dei casi è considerata una sconfitta: una sorta di ricordo costante della propria colpa.

In questa fase poi, l’essere gentili può anche essere frainteso, quindi la soluzione migliore è quella di una distanza civile.

Se si può smettere di essere una coppia coniugale non si smette di essere genitori e quindi un buon rapporto è quasi obbligatorio anche se può portare a problematiche in serie col nuovo partner.

In questo senso può essere una soluzione una vacanza in stile famiglia allargata: vecchi e nuovi partner e rispettivi figli?

Molto dipende dall’età; se sono piccoli è meglio evitare; come nel caso che non siano ben inseriti nelle nuove coppie.

La gelosia nei confronti del nuovo partner, è uno dei sentimenti più diffusi tra i figli anche perché il loro sogno, è quello che un giorno mamma e papà possano rimettersi insieme e in presenza di nuovi rapporti, non è per nulla facile che siano collaborativi.

Dopo giorni, mesi se non anni vissuti in coppia, bisogna abituarsi a ragionare singolarmente e spesso, all’idea di perdere definitivamente la persona con cui si è trascorso del tempo insieme, si decide di comune accordo di trasformare l’amore ormai finito in amicizia. Ma quasi sempre non è una buona scelta.

Le principali ragioni che spingono a rimanere amici possono essere diverse – come scrive il sociologo Francesco Alberoni –   la prima è sicuramente la sicurezza, ovvero la paura di ritrovarsi da soli e di non poter più contare sull’altro partner.

Proporre un rapporto di amicizia suona sempre come un po’ meno doloroso e consente comunque di poter giovare della compagnia dell’altra persona. Ovviamente affinché l’amicizia funzioni, devono essere entrambe le parti a volerlo.

Alcuni decidono di rimanere amici per educazione e forse per ripulirsi la coscienza, per apparire meno duri agli occhi dell’altra persona che si sta lasciando.

Questo è tipico dei soggetti ansiosi che temono le conseguenze future e preferiscono scegliere la via più semplice anziché troncare in modo definitivamente.

Tuttavia, essere gentili e mantenere un atteggiamento positivo con il proprio ex non è sempre facile. Inoltre, anche in questo caso l’amicizia non è destinata a durare a lungo proprio perché si basa su fondamenta piuttosto fragili.

Infine, c’è anche chi mantiene l’amicizia con il proprio ex perché sotto sotto prova per lui o per lei un certo desiderio.

Il fuoco dell’amore continua a bruciare vivo e l’amicizia può essere vista come l’opportunità per recuperare la passione di un tempo, come una seconda chance.

Se c’è un’attrazione irrisolta, questo può solo significare che si prova ancora qualcosa per l’altra persona. Il desiderio può nascere dal fatto che, in seguito alla rottura, ci si sente emotivamente legati e vulnerabili.

Ravvivare un rapporto con queste premesse può però essere emblematico: non è infatti detto che l’altra meta della coppia sia altrettanto interessata e si rischia di confondere l’amicizia con l’amore, con conseguenze disastrose.

È sempre meglio non forzare mai la relazione ex e amici ed evitare il più possibile i condizionamenti, soprattutto interni, comportandosi sempre in modo adulto, civile e responsabile.

In concreto se la storia finisce è meglio spezzare per sempre le catene, liberarsi prima possibile dal passato, bello o brutto che sia stato, e cercare nuove motivazioni e opportunità. 

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