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Trento

Anarchici: il Tribunale del Riesame concede i domiciliari

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Il Tribunale del Riesame ha accolto l’appello cautelare presentato dalle difese concedendo i domiciliari per i sei anarchici finiti in carcere a marzo con l’accusa di terrorismo.

La settima arrestata, Sacha Beranek di 33 anni residente a Rovereto, era già ai domiciliari per problemi di salute, e il Tribunale del Riesame ha deciso per lei la revoca completa.

Per lei ora vige solo l’obbligo di dimora in città.

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La decisione è arrivata dopo che gli avvocati avevano fatto appello contro la prima sentenza del Riesame, che aveva confermato le decisioni del Gip.

Tutti i sei anarchici avevano la residenza a Bosco di Civezzano, appartamento ritenuto dagli investigatori il “covo” della cellula anarchica, e ora torneranno dai propri genitori per gli arresti domiciliari.

Luca Dolce, 32 anni tornerà a Trieste, Giulio Bernusco, 31 anni e Agnese Trentin, 31 anni a Treviso,  Roberto Bottamedi, 28 anni sull’Altopiano della Paganella,  Andrea Parolari, 45 anni a Rovereto e Nicola Briganti, 44 anni a Pisa.

La situazione più grave riguarda 4 imputati, Dolce, Bottamedi , Berdusco e Trentin, ai quali il procuratore Sandro Raimondi  ha contestato l’articolo 270 bis, cioè l’associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico.

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Ricordiamo che per ora sono sei gli episodi contestati agli anarchici in carcere dall’8aprile 2017 al 13 ottobre 2018 e riguardano i danneggiamenti del laboratorio di matematica industriale e crittografia del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università di Trento e del traliccio della società «Spa Towers».

Poi di cinque ponti ripetitori radio-televisivi e delle apparecchiature per la trasmissione di segnali radiofonici, telefonici e telematici sul Monte Finonchio e soprattutto il fallito attentato a nove autoveicoli della polizia locale (le molotov rimasero inesplose).

Infine la devastazione ad una filiale Unicredit con un ordigno esplosivo a Rovereto, il danneggiamento della sede dell’agenzia di lavoro interinale Randstad, e l’ordigno esplosivo nei pressi della sede della Lega ad Ala poco prima dell’arrivo del ministro dell’interno Matteo Salvini.

Devastazioni che hanno provocato centinaia di migliaia di euro di danni.

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Trento

Fugatti risponde a Ghezzi: trasporto pubblico gratuito solo ai richiedenti asilo che ne hanno necessità

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​Con il ritiro, dal 1° marzo di quest’anno, di parte degli abbonamenti per il trasporto pubblico gratuito (le smart card “contacless”) concessi ai richiedenti asilo, la Giunta ha voluto distinguere tra chi ha la necessità di vedere confermata la possibilità di circolare liberamente sui mezzi della Provincia e coloro che hanno invece esigenze diverse e più limitate.

Questa la risposta data a nome dell’esecutivo dal presidente Fugatti a un’interrogazione che Paolo Ghezzi, consigliere provinciale di Futura, aveva presentato il 20 marzo scorso.

“Questa amministrazione – scrive il governatore – ha ritenuto di commisurare il beneficio della gratuità dei viaggi in relazione ai bisogni specifici dei soggetti beneficiari”.

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Le tessere, prosegue il presidente, che rispettano le norme sulla tutela dei dati personali, sono state ritirate dai centri che operano in collegamento  con Cinformi, mentre a Trentino Trasporti la Provincia ha chiesto di produrre titoli di viaggio con scadenza mensile in numero adeguato per gli utenti non beneficiari della libera circolazione.

“La limitazione degli spostamenti – precisa, concludendo, Fugatti – è stata effettuata per i soli richiedenti asilo che non necessitino di viaggiare con continuità (anche per evitare fenomeni, purtroppo avvenuti in passato, di utilizzo improprio e a fini impropri, della possibilità di viaggiare liberamente sul territorio trentino). Per coloro che hanno bisogni famigliari, di salute o formativi, le smart card continuano ad essere valide”.

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Trento

Segnana: “Il nostro impegno per aiutare i giovani a creare una loro famiglia”

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Si è svolto martedì pomeriggio in Sala Conferenze A. Silvestri presso la Facoltà di Economia il confronto sul Piano Famiglia della Provincia autonoma di Trento. Molti i soggetti e rappresentanti delle associazioni che vi hanno preso parte.

L’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, ha concluso i lavori puntando l’attenzione sul piano straordinario per la famiglia approvato venerdì scorso in giunta provinciale “E’ ormai da qualche anno che si parla di denatalità e il Trentino non ne è esente. Questa, dunque, è la sfida che ci aspetta per i prossimi anni, sviluppare delle politiche che possano aiutare le giovani coppie a formare una famiglia ed evitare, anche, lo spopolamento dei territori di montagna”, ha detto l’assessore Segnana

“In assestamento e in finanziaria abbiamo inserito una serie di interventi che vanno dal ticket sanitario gratuito al voucher sportivo e al bonus bebè per i nati dal 2020. – ha continuato l’assessore Stefania Segnana – Altre forme di sostegno per le famiglie che sono presenti all’interno del piano verranno elaborate durante la legislatura, come è stato ampiamente illustrato oggi. L’aiuto deve arrivare su più fronti, a 360 gradi per sostenere le mamme e i papà nella quotidianità”

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Accompagnata, nell’intervento finale dal dirigente generale, Agenzia per la Famiglia, la natalità e le politiche giovanili Luciano Malfer, l’assessore ha ascoltato anche una parte degli interventi in programma come quello dei professori Cristiano Gori (Politica sociale Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università di Trento) e Stefani Scherer (Sociologia dell’omonimo Dipartimento). Poco prima era stato il professor Carlo Buzzi (Sociologia Dipartimento Sociologia e Ricerca sociale) a valutare il piano straordinario che la Provincia autonoma ha adottato recentemente.

Sottolineato dall’assessore che si tratta di “un piano strategico straordinario di legislatura, che pone la famiglia e la natalità al centro dell’azione di governo. Suddiviso in 36 interventi, alcuni già in essere e articolati a loro volta in macro aree quali misure di sostegno al reddito, servizi di conciliazione vita-lavoro, iniziative per la transizione all’età adulta, azioni che vanno a rafforzare le reti familiari e l’associazionismo e altre che vanno a sviluppare il sistema trentino qualità famiglia”.

La dirigente dell’istituto di statistica della Provincia autonoma di Trento, Giovanna Fambri, ha illustrato in apertura di convegno le analisi dei pricncipali indicatori socio-economici mentre è toccato a Luciano Malfer spiegare alla sala gremita di giovani (in parte studenti) il Piano strategico di legislatura della provincia autonoma.

Sono intervenuti anche Paolo Holneider vicepresidente del Forum associazioni familiari del Trentino e Simona e Giuseppe Magistri segretari del Consiglio nazionale dell’associazione nazionale famiglie numerose.

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“Le dinamiche demografiche saranno uno dei fattori cruciali dell’economia e lo stesso sviluppo del Trentino – è stato sottolineato dall’assessore e dal dirigente – dipenderà non solo dalle politiche economiche, ma anche da quelle sul benessere familiare, che aiutano a mantenere le persone sul territorio e sanno innescare dinamiche equilibrate, con rapporti sostenibile fra giovani e anziani. E’ fondamentale qualificare sempre più il nostro come un territorio amico della famiglia, accogliente e attrattivo per le famiglie e per tutti i soggetti che interagiscono, le famiglie rappresentano un presidio fondamentale per un territorio orograficamente complesso come il nostro, ma anche un presidio della struttura stessa della società. La famiglia è quel luogo fondamentale dove si creano i legami primari, dove si costruiscono i cittadini di domani, per questo è fondamentale promuoverla e sostenerla nelle proprie funzioni sociali. Vogliamo creare nella nostra comunità quelle condizioni di fiducia necessarie per rendere in grado le famiglie e i giovani di realizzare i propri progetti di vita: vanno in questa direzione i tanti interventi che abbiamo già messo in campo, penso all’assegno di natalità, all’abbattimento delle rette dei nidi, ai buoni sportivi e culturali, alla deduzione dei redditi di lavoro femminile.”

 

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Trento

“L’agricoltura virtuosa”: la Lectio di Andrea Illy a 250 studenti di San Michele

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“Il riscaldamento globale è oggi la madre di tutte le cause, non solo per il suo impatto devastante ma anche perché presto diventerà irreversibile e autoalimentato. La decarbonizzazione è dunque oggi una priorità assoluta. L’agricoltura è responsabile del 25% delle emissioni di gas serra, a causa dell’esasperata ricerca della produttività tipica dell’agricoltura convenzionale. Un nuovo tipo di agricoltura, che chiamo rigenerativa, può invertire completamente il ciclo, che da vizioso può diventare virtuoso”.

Parole dell’imprenditore Andrea Illy, presidente di illycaffè, che ha tenuto ieri, alla Fondazione Edmund Mach, una lectio magistralis agli studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Tecnico e del Corso di laurea in viticoltura ed enologia sul tema dell’agricoltura virtuosa ovvero delle migliori pratiche agronomiche in risposta al cambiamento climatico e alla sostenibilità di lungo periodo.

Ad introdurre la presentazione dell’imprenditore che da oltre 30 anni studia il clima, è stato il presidente FEM, Andrea Segrè, che ha ricordato i 17 obiettivi identificati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e la necessità di declinare questi obiettivi in una specifica strategia di sviluppo, in un “modello” applicato.

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“Ogni giorno, da 145 anni – ha spiegato Segrè- nei nostri laboratori, aule e campi sperimentali lavoriamo per trovare risposte concrete alle esigenze del territorio, inserite però in una prospettiva globale che è appunto quella degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030”.
La lectio magistralis, durata circa un’ora e mezza, è stata attentamente seguita dal giovane pubblico che non ha esitato a fare domande alla conclusione della presentazione.

“L’agricoltura è responsabile del 25% delle emissioni di gas serra –ha spiegato Andrea Illy-. Ciò ha portato anche ad un depauperamento del suolo, che è il più importante serbatoio di carbonio dopo gli oceani. La nota positiva, però, è che l’arricchimento dei terreni con materia organica può migliorare di molto la carbon efficiency, come già dimostrato ad esempio dall’agricoltura rigenerativa, al punto di ambire a diventare carbon negative. Oltre al sequestro di carbonio atmosferico, l’agricoltura ’carbon based’ porta con sé molti altri benefici, tra cui la migliore conservazione dell’acqua, l’aumento della biodiversità e delle conseguenti fissazione dell’azoto e difese naturali contro gli agenti patogeni, riducendo così la dipendenza dall’agrochimica”.

L’idea dell’agricoltura virtuosa sviluppata da Andrea Illy si basa su un doppio beneficio, per l’ambiente e per la salute. Alla base sta il concetto che la salute del suolo porta alla salute delle piante e ai conseguenti benefici nutrizionali degli alimenti. Oltre all’assenza di contaminanti, il microbiota del suolo aumenta infatti la produzione di agenti fitochimici che interagiscono anche con il microbiota umano, con possibili effetti protettivi per le malattie non trasmissibili che solo la principale causa di mortalità.

L’oggettivazione del doppio beneficio sfrutterà l’intelligenza artificiale, come tecnologia abilitante. A tal fine la Virtuous Agriculture necessiterà di un food system, che coinvolga tutta la catena: dagli agricoltori ai consumatori, che potranno in questo modo accedere alla totale tracciabilità e ad un network di innovazione aperta per la generazione continua di conoscenza.

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