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Fiemme, Fassa e Cembra

Val di Fassa: «Esiste un problema sicurezza per la presenza di lupi»

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“Dalla riunione odierna del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza è emerso che la presenza di un branco di lupi in val di Fassa, molto confidente verso l’uomo, può rappresentare un problema per la sicurezza delle persone. E’ la prima volta che il Commissario del Governo e il rappresentante di Ispra accostano alla presenza del lupo in Trentino la questione dell’incolumità delle persone, siano esse residenti o turisti”.

E’ questa la sintesi del presidente della Provincia autonoma di Trento sul tavolo di lavoro convocato per il primo pomeriggio di ieri presso la sede del Commissariato del Governo di Trento.

Attendo ora – ha aggiunto il presidente – che il prefetto Sandro Lombardi invii il verbale della seduta, con una comunicazione ufficiale, così da procedere con la richiesta, che recapiteremo al ministero dell’Ambiente , di operare in deroga alle attuali normative e procedere al prelievo, in particolare la cattura, degli esemplari che più volte in passato sono entrati nel centri abitati della val di Fassa. Questi esemplari si sono spinti fin nei giardini delle abitazioni private o nei parchi giochi, frequenti in quel momento da adulti e bambini”.

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In chiusura, è intervenuta anche l’assessora provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca: “Condivido le preoccupazioni del mondo agricolo e degli allevatori in particolare. Le nostre risorse dovrebbe essere rivolte a investimenti nelle aziende per aumentarne la competitività e non in recinzioni dall’efficacia limitata”.

In apertura dei lavori del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, il prefetto Sandro Lombardi ha riassunto l’attività fin qui svolta dal gruppo di lavoro, riassumendo le diverse prescrizioni della normativa nazionale e locale in materia di grandi predatori.

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Lo stesso commissario del Governo ha ricordato la preoccupazione crescente degli amministratori e delle popolazione, compresi gli allevatori, per i ripetuti avvistamenti, incontri e predazioni del grande predatore all’interno anche dei centri abitati. Inoltre, il commissario ha ricordato il numero di lupi presenti in Trentino: 70 esemplari, divisi in 7 branchi, localizzabili soprattutto nelle zone della val di Fassa, Vallagarina (Monti Lessini), e Alta val di Non.

“Nel corso di questi mesi – come ha ricordato il commissario del Governo -, proprio per rispondere alla mancanza di serenità da parte della gente, sono state attivate le prime misure preventive, quali gli incontri informativi con le popolazioni e i controlli da parte delle forze dell’ordine in diverse fasce orarie della giornata”.

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Il tavolo di lavoro ha visto poi gli interventi dei sindaci, in particolare della valle di Fassa.

Il sindaco di Canazei ha sottolineato come sia venuta meno la garanzia che il lupo possa attaccare l’uomo:  “Di recente abbiamo inviato a tutte le famiglia del Comune un opuscolo con le informazioni e i comportamenti da tenere in caso di incontro con un lupo”.

Inoltre, il sindaco ha espresso preoccupazione per possibili forme di contagio da parte dell’esemplare, più volte avvistato in paese, affetto da rogna. Un’ipotesi questa ridimensionata dal rappresentante dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Il sindaco di Sèn Jan (San Giovanni di Fassa) e la procuradora del Común general de Fascia hanno portato all’attenzione dei partecipanti del tavolo le testimonianze di coloro che si sono ritrovati il lupo nel giardino di casa o in aree pubbliche.

Di predazioni hanno invece parlato i colleghi di Mazzin e Moena: “I danni registrati dai gestori di malghe sono importanti e questo rischia di minare la fiducia degli allevatori che potrebbero preferite la stalla all’alpeggio estivo”, hanno aggiunto.

Della stesso tenore sono stati gli interventi dei rappresentanti degli allevatori (Coldiretti, Cia e Confallevatori): “A poco più di mese dalla riapertura della stagione degli alpeggi c ‘è molta preoccupazione, sia per le predazioni dei capi di bestiame sia per l’incolumità degli stessi pastori che spesso dormono all’aperto con gli animali. Se gli allevatori rinunciano a portare al pascolo gli animali – hanno concluso – il danno non è solo limitato al nostro comportato ma anche a quello turistico e commerciale”.

Il Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento ha segnalato due novità in tema di gestione dei lupi, ovvero l’autorizzazione da parte del ministero dell’Ambiente ad interventi di dissuasione e, soprattutto, la cattura di 5 esemplari per consentire approfondimenti e studio sulle loro abitudini.

Piero Genovesi, del Servizio per il coordinamento delle attività della fauna selvatica di Ispra (il braccio tecnico del ministero dell’ambiente), ha ricordato le numerose segnali di avvistamento di lupi che arrivano dall’intera penisola: “Il pericolo per l’uomo non va sottovalutato, non esiste rischio zero ma limitato”.

In particolare per la valle di Fassa, anche in risposta alle sollecitazioni dei sindaci e del presidente della Provincia autonoma di Trento, il tecnico ha concordato circa la possibilità che, comportamenti oltremodo “confidenziali” da parte di alcuni esemplari, possano generare possibili situazioni a rischio sicurezza e incolumità per le persone. Inoltre Genovesi ha ipotizzato l’opportunità di monitoraggio per il branco di lupi che ha colonizzato i monti Lessini e che si è protagonista delle incursioni in Vallagarina.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Predazzo: incastrato ladro seriale di sci. Il bottino veniva venduto ad un negozio piemontese

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Avendo registrato diversi furti di costosi sci nel comprensorio di Bellamonte, i Carabinieri della Stazione di Predazzo hanno passato al setaccio una mole di filmati, estrapolati dai sistemi di video sorveglianza, presenti su tutto il comprensorio sciistico e dopo decine di ore di osservazione dei video, hanno individuato un sessantaquattrenne Veneto, con importanti precedenti penali per furto.

I Carabinieri hanno scoperto che l’uomo – sempre con lo stesso metodo – si appostava per osservare gli avventori dei rifugi o delle baite e appena vedeva depositare un “articolo interessante”, senza destare sospetti, con estrema disinvoltura raggiungeva la rastrelliera e prelevava gli sci lasciati dal malcapitato sportivo, per caricarli nella propria autovettura ed allontanarsi.

I militari, associando gli episodi con analoghi registrati nella Provincia, sono giunti rapidamente ad individuare il ladro e dopo un confronto con i commilitoni della Stazione di Castel Tesino, sono stati in grado di dare un volto ed un nome allo spregiudicato malvivente.

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L’azione investigativa dei Carabinieri di Predazzo però non si è fermata al solo furto, ma è proseguita per appurare se, dietro al manovale, vi fossero anche dei ricettatori e approfondendo, ottenuto un decreto di perquisizione per il domicilio dell’indagato, hanno fatto accesso alla sua abitazione di Castelfranco Veneto.

Qui, i Carabinieri della val di Fiemme sono risaliti lungo la filiera dello smercio, appurando che il ladro si era servito di un compiacente negozio Piemontese, per piazzare il bottino.

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Sulla base delle verifiche, i Carabinieri di Predazzo quindi hanno interessavano i militari della Compagnia di Chieri (TO), che con le precise indicazioni su un negozio della zona, hanno recuperato 5 paia di costosi sci, restituiti ai legittimi proprietari e hanno denunciato il negoziante per incauto acquisto.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Cavalese: masso centra un’auto, sfiorata la tragedia

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Ieri verso le 19.30 dei massi sono caduti lungo la strada all’altezza della frazione di Marco nel comune di Cavalese.

Uno di questi massi ha centrato un’auto in transito, che è stata rimossa dal carro attrezzi.

La pietra ha colpito la parte anteriore del mezzo salvando così l’incolumità del conducente che se l’è cavata solo con un grande spavento.

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Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Cavalese che hanno deciso insieme al sindaco e all’ufficio tecnico di chiudere il tratto di  strada interessato dalla caduta.

La porzione di strada chiusa è compresa fra il residence Des Alpes e l’incrocio con la caserma dei carabinieri.

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Nella mattinata di oggi avverrà il sopralluogo dei geologi, che cercheranno di capire le cause dello smottamento. Dovranno decidere se basterà un disgaggio o se la roccia avrà bisogno di altri interventi.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ambienti flessibili per l’apprendimento: a Cavalese il 1° seminario di rete

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Si terrà a Cavalese, sabato 18 gennaio 2010, presso la Biblioteca Comunale, il primo incontro formativo su didattica innovativa e ambienti di apprendimento, voluto dalla Rete I.d.e.a.

Innovazione didattica e ambienti di apprendimento”. La Rete I.d.e.a. nasce con l’intento di sviluppare e mettere a sistema le pratiche innovative che le scuole ritengono particolarmente efficaci.

L’appuntamento richiamerà a Cavalese un centinaio di insegnanti appartenenti alla rete, provenienti dagli Istituti Comprensivi: Cavalese (capofila), Ladino di Fassa, Trento 5, Trento 6, Rovereto Nord, Avio, Borgo Valsugana e Riva 2. Il seminario avrà inizio alle ore 9.00 e si concluderà alle 17.00.

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I.d.e.a. è la prima di una serie di reti di scuole legate allo sviluppo della didattica innovativa sul territorio trentino.

Questa prima rete è stata realizzata a seguito di incontri mirati tra la Sovrintendente scolastica Viviana Sbardella, i dirigenti scolastici, alcuni docenti e Iprase. La convinzione da cui si parte è condividere le buone prassi già in atto in alcune scuole, affinché diventino patrimonio comune e possano così produrre effetti positivi sulla qualità del sistema di istruzione.

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Tema del primo incontro di rete saranno gli “ambienti flessibili” per l’apprendimento. La giornata di studio, che si terrà presso la biblioteca di Cavalese, si terrà sabato 18 gennaio 2020, avrà inizio alle ore 9.00 e sui concluderà alle 17.00.

Tra i relatori interverranno: Elena Mosa, Raffaella Carro, Silvia Panzavolta e Maria Guida di INDIRE, Alessandra Galletti e Beate Weyland dell’Università di Bolzano. Le relazioni degli esperti saranno intervallate da momenti di approfondimento e da workshop di condivisione di idee progettuali.

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