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Il premio Pezcoller al professor Alberto Mantovani

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Sabato 11 maggio al teatro Sociale di Trento, ore 10, si terrà la tradizionale cerimonia di consegna del Premio alla ricerca oncologica Pezcoller-Aacr 2019, assegnato al prof. Alberto Mantovani (Istituto clinico Humanitas di Milano).

Mantovani sarà introdotto dal presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni.

È la prima volta che il Premio Internazionale Pezcoller viene attribuito ad un italiano che lavora in Italia.

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Sarà l’occasione per dialogare con uno scienziato considerato tra i dieci migliori immunologi al mondo e il più importante tra i ricercatori italiani nell’ambito delle scienze biomediche.

Il prof. Mantovani ha scoperto la stretta relazione tra infiammazione e tumori, basata sui macrofagi, che come “poliziotti corrotti” anziché combattere facilitano la crescita del cancro.

«Le ricerche di Alberto Mantovani hanno svelato aspetti totalmente nuovi della biologia dei tumori, aprendo nuove possibilità terapeutiche. Il Premio di quest’anno è anche un riconoscimento alla ricerca italiana», afferma Enzo Galligioni.

La Fondazione prof. Dott. Alessio Pezcoller – nata nel 1986 per volere del professor Alessio Pezcoller (1896-1993) già Primario dell’Ospedale S. Chiara di Trento – ha come fine istituzionale la promozione scientifica per la lotta contro le malattie che affliggono l’umanità e, specificatamente, contro il cancro.

Il «Pezcoller Foundation-AACR International Award for Extraordinary Achievements in Cancer Research» premio alla ricerca scientifica in campo oncologico, in collaborazione con l’Associazione Americana Ricerca sul Cancro, è assegnato ogni anno da un comitato scientifico internazionale.

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Positive Business Award: alla “Be Factory” di Progetto Manifattura il premio per l’innovazione

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L’incubatore della green & sport economy di Trentino Sviluppo è stato premiato ieri a Milano, dalla Scuola di Palo Alto, per la capacità di innovare.
Per la prima volta sul “red carpet” dei Positive Business Award, ieri sera a Milano, era rappresentato anche il Trentino.

Progetto Manifattura, l’incubatore della green & sport economy di Trentino Sviluppo è stato infatti premiato per la propria “capacità di innovare in un mondo in continua evoluzione”.

Sul palco della prestigiosa kermesse organizzata dalla business school di Palo Alto, accanto alla società di sistema provinciale, c’erano gruppi multinazionali come Huawei, Samsung, Oracle, sportivi del calibro dell’olimpionica Michela Moioli e del pallavolista Ferdinando De Giorgi e protagonisti dei media tra cui la giornalista Barbara Palombelli e il documentarista Roberto Giacobbo.

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Ad accomunarli la “positività” intesa come valore fondante della propria organizzazione aziendale e un approccio lavorativo che mette al centro le relazioni interpersonali, la creatività e la capacità di rispondere in maniera innovativa alle sfide della post modernità.

Nella stessa settimana in cui il Trentino si conferma nella Top 5 dei territori più innovativi d’Italia secondo il “Quadro europeo di valutazione 2019”, Progetto Manifattura, l’hub di Trentino Sviluppo a Rovereto, con i magneti della sostenibilità, della domotica e dello sport-tech, vince la sesta edizione dei Positive Business Award promossi dalla Scuola milanese di Palo Alto.

Nello specifico Progetto Manifattura è stata premiata durante la serata di ieri, mercoledì 19 giugno, nella categoria “Innovazione”, per il nuovo importante ampliamento che metterà a disposizione, nella Be Factory, oltre 25 mila metri quadrati di spazi produttivi costruiti in gran parte in legno, ad alta efficienza energetica, elevato comfort, contenuto impatto paesaggistico.

La giuria, composta da imprenditori, manager, giornalisti e professionisti, ha apprezzato la capacità di adattamento creativo dell’incubatore, che nei suoi primi 150 anni di storia ha saputo interpretare questo vocabolo nelle sue più diverse sfaccettature.

Se durante l’Impero austroungarico, infatti, la Manifattura Tabacchi di Rovereto era riconosciuta nell’Europa continentale come un centro d’innovazione, leader nell’ambito della solidarietà tra lavoratori grazie ad istituti come il banco di mutuo aiuto e l’asilo aziendale, oggi è un hub all’avanguardia, vivaio di gruppi industriali e startup attente alle sfide dell’economia circolare, della qualità della vita, dell’edilizia e della mobilità sostenibile, pronto a crescere ancora nei nuovi 25 mila mq di spazi della “Be Factory” disegnata da Kengo Kuma ed in corso di costruzione da parte di Colombo Costruzioni Spa.

“Ora come allora – ha commentato Nicola Polito, direttore operativo di Trentino Sviluppo, ritirando il premio – Progetto Manifattura conferma che fare impresa nel cuore delle Alpi, puntando su bellezza, qualità, creatività e competenze professionali elevate è una sfida vincente”.

Sul palco, accanto a Trentino Sviluppo, anche gruppi industriali multinazionali come Huawei e Samsung, Oracle e Il Melograno, eccellenze della tecnologia e della ricerca made in Italy tra cui Zucchetti spa e Fondazione Umberto Veronesi e “positive leader” provenienti dal mondo dei media – come la giornalista Barbara Palombelli e il documentarista Roberto Giacobbo – e dello sport, del calibro di Michela Moioli, oro olimpico nello snowboard e l’allenatore della Lube Civitanova Ferdinando De Giorgi.

Nella primavera 2020 la Be Factory sarà completata e potrà diventare il nodo di una rete che unisce aziende, ricerca, innovazione e creatività intrecciandosi alle iniziative che potranno nascere e svilupparsi nelle aree di montagna, anche grazie al recente bando che Trentino Sviluppo ha promosso in tal senso, in aderenza alle linee guida della Giunta provinciale, i risultati degli Stati Generali della Montagna e quelli del FORUM per la Ricerca.

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Il web in rivolta: cancellata la pagina wikipedia di Salvatore Aranzulla

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Salvatore Aranzulla: il divulgatore informatico che da una mano gratuita agli italiani.

È statisticamente impossibile non aver mai incontrato il nome di questo signore navigando nell’infosfera italiana di internet, e la sua risonanza nell’immaginario collettivo è tale da rendere assurda la necessità di dover spiegare chi sia.

Ciononostante, Salvatore Aranzulla non ha più una pagina su Wikipedia Italia, e capire il perché è stato davvero difficile.

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Basta entrare nel suo blog, digitare il problema in cerca di soluzione che è subito trovata grazie alla sua vastissima banca dati.

Si tratta di un sistema a titoli che si aggiorna sulla base delle richieste degli utenti.

Aranzulla è però anche scomodo se la sua pagina in Wikipedia è stata cancellata perché considerato sopravalutato.

È nel corso di 8 anni di lavoro, prima per Virgilio e poi come affiliato de Il Messaggero, che Salvatore Aranzulla ha costruito un impero basato su pratiche di search engine optimization (SEO) sfruttate allo stato dell’arte, risposte alle domande più ricercate dagli utenti italiani di internet e un personaggio piacevolmente conforme all’idea del “tuo amichevole nerd di quartiere”.

Alcuni anni fa però Salvatore tuonò sulla sua pagina Facebook da oltre 330.000 ‘mi piace’, “Amici cari, vi dico solo che concorrenti di bassa lega e rosiconi stanno proponendo l’eliminazione della mia voce da Wikipedia.”.

Cosa che poi infatti dopo alcuni anni si è puntualmente verificata.Ci troviamo di fronte ad un trentenne autodidatta, nato nel 1990 a Caltagirone che a soli 12 anni ha aperto aranzulla.it con soluzioni ai problemi tecnologici che oggi conta su 700 mila contatti giornalieri.

Il suo fatturato annuale è pari a 3 milioni di euro, ha dieci dipendenti, insomma un successo a tutto tondo.

Tutto nasce dal primo computer acquistato nel 2000 a dieci anni e utilizzato da autodidatta quasi forzato perché all’epoca non era facile potersi confrontare con persone competenti.

Al piccolo Aranzulla arrivavano le domande più disparate, tanto che iniziò a dare risposte scritte.

Con l’arrivo di Internet nel 2002, Aranzulla creò il primo spazio dove caricava le risposte, iniziando così a creare un archivio a livello amatoriale.

Ma il sogno svanì con la prima bolletta pari al triplo dello stipendio del padre che prontamente staccò la connessione.

Ma quando si ha la consulenza nel sangue non si conoscono ostacoli e bastava che i genitori si assentassero per qualche ora che il piccolo Aranzulla si ricollegava al web per aggiornare il suo blog.

Nel 2008 furono 300 mila gli italiani che si collegarono al sito.

A quel punto tutto era pronto per dare al blog una veste commerciale che arrivò con i banner pubblicitari che comparivano a fianco degli articoli gratuiti.

Con i primi guadagni Salvatore Aranzulla si trasferì a Milano dove ebbe inizio la sua crescita progressiva.

Per capirci l’affitto e la retta universitaria per frequentare la facoltà di Economia Aziendale e Management alla Bocconi erano pagati col guadagno del sito.

La modalità di aggiornamento del blog è sempre la stessa, ovvero “ il sistema dei titoli” , dalle ricerche online degli utenti si individua l’argomento sul quale scrivere l’articolo che oggi sono arrivati a 10 mila.

Praticamente ci sono risposte semplici per tutti i problemi.

Le domande? Dalle più elementari : come scaricare la musica o come si installa un antivirus a quelle più complesse.

Fino a pochi anni fa il 90% delle domande erano relative a problematiche legate al pc, oggi sostituite dal cellulare.

Alla base del provvedimento c’è una decisione del popolo di Wikipedia secondo il quale l’informatico non rispetta determinati “criteri enciclopedici” .

Il regolamento di Wikipedia si basa su 11  principi a cui una pagina deve sottostare per essere pubblicabile

La pagina di Aranzulla, secondo queste regole, è stata rimossa correttamente.

Essere divulgatore non appare in nessuno dei requisiti essenziali per essere su Wikipedia, così come non è sufficiente avere scritto dei libri.

Intanto Aranzulla, non se la prende più di tanto e su Facebook ironico chiede: «Devo forse andare a Uomini e Donne per potere stare su Wikipedia?»

 

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Forum per la ricerca, si parte venerdì 10 maggio. Ecco i nomi dei 15 esperti

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Inizieranno venerdì 10 maggio i lavori di Trentino Research Habitat: questo il nome dato al “FORUM per la ricerca” istituito dalla Provincia autonoma di Trento lo scorso 12 aprile.

Un percorso articolato in cinque giornate di lavoro, più un incontro pubblico conclusivo, durante le quali, partendo da un’analisi dello stato dell’arte della ricerca trentina, verranno individuate le migliori traiettorie di sviluppo future.

Il documento finale, pronto entro fine luglio, conterrà indicazioni sugli ambiti di ricerca più significativi per lo sviluppo del territorio, evidenziando i filoni in grado di tradursi con maggiore efficacia in fattori di vantaggio competitivo per le imprese e il tessuto economico locale.

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Verranno anche evidenziate le più efficaci forme di intervento pubblico a supporto della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

Il gruppo di lavoro è composto da 15 esperti di livello internazionale coordinati da Emil Abirascid, giornalista ed esperto di innovazione. Organizzazione e gestione operativa del FORUM sono affidate a Trentino Sviluppo. Sede dei lavori la storica Manifattura Tabacchi di Rovereto, tra i più importanti hub italiani dell’innovazione sostenibile.

Fulcro di Trentino Research Habitat, il FORUM per la ricerca, è un gruppo di lavoro composto da 15 membri individuati tra i migliori esperti a livello nazionale ed internazionale in materia di ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, trend di mercato.

Otto esperti sono stati individuati dalla stessa Provincia autonoma di Trento, due ciascuno sono espressione dei centri di ricerca pubblici trentini (Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach). Mario Calderini, presidente del Comitato provinciale per la ricerca e l’innovazione, ne fa parte di diritto.

Ecco i loro nomi:

-Emil Abirascid, giornalista, scrive di innovazione per Il Sole 24 Ore, fondatore e direttore del magazine Startupbusiness, scelto quale coordinatore scientifico del FORUM.

-Anna Amati, fondatrice di Meta, piattaforma per l’innovazione orientata allo sviluppo economico e al supporto alle aziende e ai territori, speaker e testimonial nel campo del trasferimento tecnologico.

-Fabio Arpe, banchiere, fondatore e Ceo di Arpe Group, consulente finanziario e d’impresa.

Giulio Buciuni, docente di Imprenditorialità al Trinity College di Dublino, esperto in mentoring per le piccole imprese.

Renato Burri, ingegnere dei materiali, attivo in studi, ricerche e progettazioni nel campo dell’informatica, della fisica, dell’elettronica e dei modelli matematici predittivi.

Mario Calderini, ingegnere meccanico, docente alla School of Management del Politecnico di Milano, presiede l’advisory board su Ricerca Innovazione della Regione Lombardia e il Comitato per la Ricerca e l’Innovazione della Provincia di Trento.

Luigi Crema, fisico, ricercatore di Fondazione Bruno Kessler, responsabile dell’Unità ARES (Applied Research on Energy Systems) del Centro Materiali e Micro sistemi.

Flavio Deflorian, prorettore dell’Università di Trento, ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali, esperto in durabilità e protezione dei materiali; Claudio Ioriatti, fitoiatra e direttore del Centro di Trasferimento tecnologico della Fondazione Edmund Mach.

Fabio Massimo Frattale Mascioli, ingegnere elettronico e informatico, professore universitario, esperto di conversione energetica, veicoli elettrici e ibridi, machine learning.

Alessandro Quattrone, ordinario di patologia molecolare all’Università di Trento e direttore del Centro di Biologia Integrata – CIBIO.

-Anna Paola Rizzoli, medico veterinario, esperta di sviluppo sostenibile delle produzioni agroalimentari, direttrice del Centro ricerca e innovazione di Fondazione Edmund Mach.

-Andrea Simoni, ingegnere elettronico, segretario generale di Fondazione Bruno Kessler.

Paolo Traverso, direttore del Centro IT di Fondazione Bruno Kessler.

Enrico Zaninotto, economista, esperto di organizzazione d’impresa, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Trento.

Il FORUM per la ricerca sarà un percorso articolato in sei giornate di lavoro, a partire da venerdì 10 maggio con l’avvio ufficiale e la visita del gruppo di esperti ai centri di ricerca.

Le altre giornate di lavoro sono programmate per sabato 11 maggio, venerdì 14 e sabato 15 giugno, sabato 22 giugno, mentre il 20 luglio si terrà la giornata conclusiva e di presentazione di quanto emerso durante i lavori.

Il percorso di approfondimento, oltre al contributo diretto degli esperti, prevede anche il coinvolgimento delle categorie economiche, attraverso le associazioni di categoria, di portatori di interessi e delle strutture provinciali più connesse allo sviluppo economico.

Il FORUM prenderà in considerazione alcune delle linee di sviluppo più promettenti della ricerca applicata dei prossimi anni quali l’edilizia sostenibile, le energie rinnovabili, la mobilità pulita, le tecnologie a idrogeno, le biotecnologie, la genetica, l’intelligenza artificiale, la sensoristica, l’elettronica, l’analisi e gestione dei dati, l’Internet of Things, i materiali innovativi, l’agrifood, le neuroscienze e le scienze cognitive.

L’obiettivo è quello di individuare le traiettorie mondiali di sviluppo della ricerca e dell’innovazione, intersecandole con le conoscenze e tecnologie presenti in Trentino e le più efficaci forme di intervento a supporto della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

Il documento finale che uscirà entro luglio 2019 dai lavori del FORUM conterrà indicazioni importanti sugli ambiti di ricerca più significativi per lo sviluppo del territorio provinciale.

Ciò permetterà di concentrare le risorse pubbliche nelle direzioni che appaiono maggiormente convincenti, pur garantendo il necessario e imprescindibile sostegno alle attività di ricerca di base, libera e fondamentale.

Delle evidenze emerse nell’ambito del FORUM si terrà conto nella stesura del nuovo Programma pluriennale della ricerca, principale documento provinciale di programmazione in materia.

In allegato la scheda con una breve presentazione dei 15 esperti che compongono il FORUM per la ricerca – Trentino Research Habitat

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