Connect with us
Pubblicità

Hi Tech e Ricerca

Energia intelligente: Green Energy Storage si insedia in Progetto Manifattura

Pubblicato

-

L’energia del futuro sarà sempre più “verde” e ha bisogno di essere immagazzinata.

Green Energy Storage ha siglato con Trentino Sviluppo l’accordo di insediamento in Progetto Manifattura a Rovereto, su una superficie di 650 metri quadrati destinati principalmente alla produzione di batterie a flusso, basate su materiale organico e biodegradabile, destinate a immagazzinare energia anche per periodi molto lunghi, fino a 15 anni.

L’azienda prevede di passare dai 13 dipendenti attuali a 25 collaboratori entro la fine dell’anno. Green Energy Storage detiene alcuni brevetti in esclusiva per l’Europa e si accinge a registrarne altri. Una batteria a flusso da 5 kW, in grado di fornire fino a 10 kWh di energia a un condominio, è un parallelepipedo della dimensione di due metri per uno.

Pubblicità
Pubblicità

L’operazione è stata salutata con soddisfazione dall’Assessorato allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, in quanto chiude un cerchio virtuoso partito dalla ricerca, passato dalla prototipazione e che ora con l’avvio della produzione si appresta ad arrivare sul mercato, con positive ricadute sulla filiera locale e sull’occupazione.

Il meccanismo è semplice. La tecnologia è sofisticata. Il business molto promettente. Perché in futuro, per un pianeta sostenibile, sarà sempre più necessario produrre energia da fonti rinnovabili e non inquinanti. Come il sole e il vento. Ma, trattandosi di fenomeni fisico-atmosferici, sono soggetti a variabili, a picchi e flessioni. L’energia prodotta, quindi, deve poter essere conservata.

Green Energy Storage è nata nel 2015 e in questi giorni ha siglato l’accordo con Trentino Sviluppo per fare il proprio ingresso nell’edificio “Magazzino Botti” di Progetto Manifattura, il polo della green & sport economy di Rovereto. Il 50,6% del capitale sociale appartiene alla Skyres srl, della famiglia Pinto di Roma. Salvatore Pinto, ingegnere, è fondatore e presidente di Green Energy Storage.

«Quello dell’energy storage – spiega Salvatore Pinto – è il mercato più grande al mondo per i prossimi decenni. Si stima che solo in Europa, fino al 2030, varrà 169 miliardi di euro, 400 miliardi di dollari in tutto il mondo». I primi test di queste speciali batterie sono stati svolti all’Università Tor Vergata di Roma.

«Poi abbiamo trovato in Fondazione Bruno Kessler – aggiunge Pinto – un partner competente per la definizione di elettrodi e membrane».

«In Fbk a Povo azienda e ricercatori hanno lavorato fianco a fianco nello sviluppo della parte ingegneristica, nella validazione, nel testare i singoli componenti e nella continua attività di ricerca per ridurre i costi», spiega Luigi Crema, responsabile dell’Unità di ricerca applicata ai sistemi energetici ARES, composta da una ventina di ricercatori e tecnici, fisici, ingegneri, esperti di software e intelligenza artificiale.

«Le competenze di Fbk, le opportunità della Legge 6 della Provincia autonoma di Trento, il supporto territoriale di Trentino Sviluppo – sottolinea Crema – hanno fatto da forte volano attrattivo per questo progetto d’impresa».

«Siamo tra i primi al mondo – prosegue Pinto – ad utilizzare la chimica organica per questi processi: utilizziamo il chinone, molecola carbonica vegetale ma ottenibile anche con sintesi industriali. Le batterie del nostro smartphone e delle nostre automobili sono a ioni di litio. Hanno alte densità, ma anche criticità dovute alla combinazione di elevata potenza ed energia insieme. Nelle batterie a flusso, invece, potenza ed energia sono divise, sono più sicure perché lavorano a temperatura ambiente e sono basate su pompe, elettrodi, membrane, ossidoriduzione e poi accumulo. La scala di riferimento per un loro utilizzo va dalla casa, dal condominio in su, ma saranno utili anche per la mobilità elettrica».

Tra le potenzialità più innovative di queste “celle” energetiche c’è l’applicazione dell’intelligenza artificiale: «Il futuro prossimo sarà fatto da singoli utenti che possono produrre e suddividere energia, ottimizzandola, persino vendendola al vicino quando sono in ferie», precisa Pinto. Già ora l’energia stoccata può durare circa 5 mila cicli, vale a dire una quindicina d’anni.

Nel 2017 è partito il primo crowdfunding per Green Energy Storage, che ha potuto contare su 300 investitori e 1 milione di euro raccolto. Nell’ultimo anno sono stati coinvolti altri 600 soci, molti di loro anche clienti, per un totale di 2 milioni di euro.

Pubblicità
Pubblicità

Hi Tech e Ricerca

Robosense: nascono a Pergine le tecnologie che danno “occhi” ai magazzini intelligenti

Pubblicato

-

Nata come startup alla fine del 2012, l’azienda cresciuta grazie al supporto di Trentino Sviluppo e ad una costante collaborazione con i laboratori di ricerca dell’Università di Trento, è impegnata a “dare occhi” intelligenti ai sistemi informatici di automazione.

Robosense fornisce tecnologie che permettono di leggere con sicurezza e precisione imballaggi e merci, favorendo l’automazione dei grandi magazzini di logistica.

Vision computing che trova applicazione anche nel settore della mobilità autonoma dei disabili e nelle sezioni di “controllo radiogeno” degli aeroporti di Roma, Milano e Napoli per automatizzare e rendere più veloci le operazioni di controllo ai check-in.

Pubblicità
Pubblicità

Robonsense è una startup innovativa supportata con il bando Seed Money-FESR. A breve assumerà altri due ingegneri meccatronici.

Robotica e sensoristica a braccetto, per rendere più facile e più comoda la vita dell’uomo.

Tecnicamente Robosense, fino al prossimo anno, sarà ancora una startup innovativa. Poi il salto tra le aziende mature sarà inevitabile, visti i passi da gigante compiuti finora.

L’azienda, nata nell’ambito dell’Università di Trento ed insediata nel Business Innovation Centre (BIC) di Pergine Valsugana, sta allargando infatti sia il proprio campo d’azione tecnologico che i propri mercati all’estero.

«Il nostro lavoro – spiega Mattia Tavernini, amministratore delegato di Robosense – è quello di dare intelligenza alle macchine attraverso l’automazione e la sensoristica. Usiamo la robotica sia in ambito industriale meccatronico che per sviluppare sistemi innovativi di assistenza per disabili gravi».

Il board aziendale è completato dal professor Mariolino De Cecco, docente di ingegneria all’Università di Trento e responsabile del Laboratorio di misure meccaniche dell’ateneo trentino (MIRo Lab), Alberto Fornaser e Luca Baglivo. Luca, Alberto e Mattia si sono formati presso lo stesso laboratorio MIRo Lab.

«Il nostro principale settore di riferimento – aggiunge Tavernini – è quello della logistica e del packaging. Con i nostri algoritmi basati su elaborazione di dati 3D permettiamo alle grandi aziende di muovere con sicurezza, precisione e massima automazione muletti e veicoli a guida autonoma all’interno dei magazzini.».

«Riusciamo a far sì che queste macchine ricostruiscano la volumetria, individuino pallet da inforcare fino ad altezze superiori ai 15 metri o gruppi di scatoloni da imballare con film plastico senza bisogno dell’operatore».

Il “segreto” sta nella profonda conoscenza della tecnologia che sta alla base della scienza della misurazione, che consente di elaborare con estrema accuratezza e robustezza informazioni di solito molto rumorose a causa delle interferenze tipiche degli ambienti industriali.

«Una nostra applicazione, ad esempio – spiega Tavernini – è presente presso la multinazionale Procter & Gamble, che in Germania utilizza i nostri algoritmi per la logistica dei famosi pannolini Pampers su scaffalature alte anche più di 15 metri». Nel gergo industriale, queste funzioni sono comprese sotto l’ombrello dello “smart finding, identification and picking”.»

Da marzo 2019 la società è insediata nel Business Innovation Centre di Pergine Valsugana:

«Qui abbiamo opportunità di crescita, networking, spazi adeguati, infrastrutturazione telematica e digitale, servizi di business e internazionalizzazione. Abbiamo partecipato ai bandi di Trentino Sviluppo a supporto delle startup».

Fondamentale per la nascita di Robosense è stata infatti l’opportunità del Bando FESR 1-2011 Seed Money, che ha finanziato la startup con un contributo erogato, a fondo perduto, pari a 103 mila euro.

Automazione industriale, logistica ma anche misurazioni e computer vision:

«Le tecnologie video 3D – prosegue Tavernini – ci permettono anche di realizzare prodotti costituiti sia da un hardware che da un software in grado di pesare e misurare la volumetria di pallets, pacchi, imballaggi destinati alla spedizione, e quindi determinarne la tariffa di spedizione».

Sensori e tecnologie video in 3D consentono attività di mapping, riconoscimento e localizzazione di oggetti. Ciò che prima veniva individuato tramite laser scanner (che misurava la distanza utilizzando un raggio di luce in rotazione attorno a un asse), oggi si realizza con telecamere 3D che risultano più economiche e flessibili.

«Il mercato sul quale stiamo trovando i maggiori consensi – conclude Tavernini – è quello delle grandi aziende di logistica francesi che hanno necessità di sistemi di “visione” industriale».

Anche negli aeroporti, per velocizzare e rendere sicure le procedure di check-in, occhi 3D possono aiutare.

E così Robosense di Pergine Valsugana ha fornito la sua tecnologia agli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Napoli Capodichino per rilevare la presenza (persino di un anello o di un biglietto da visita dimenticato) nelle vaschette usate per il passaggio alla macchina radiogena.

Un operazione che permette di non impegnare personale di servizio a questo scopo e favorire, in automatico, tramite un nastro, il ritorno della vaschetta al punto di partenza, a beneficio dei passeggeri successivi.

Ma la tecnologia robotica di Robosense trova applicazione anche nel settore degli ausili alla disabilità.

Sono in via di sperimentazione e perfezionamento delle interfacce a disposizione di disabili in carrozzina per indirizzare il proprio mezzo con un semplice sguardo.

La carrozzina seguirà il punto che l’occhio guarda sullo schermo di un visore montato solidalmente con il mezzo. Un aiuto importante per patologie come la SLA o la tetraplegia, che ha imposto finora a persone che ne sono affette di manovrare la carrozzina con il mento, la lingua, persino il soffio.

Così, invece, la guida avviene con gli occhi. È molto più intuitiva e si sta cercando di ridurre al minimo l’effetto di stanchezza sul campo oculare donando a tali carrozzine capacità robotiche allo scopo di portare automaticamente l’utente da una posizione all’altra della propria abitazione.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Tecnologia

Number neighbor: il nuovo pericoloso gioco made in U.S.A.

Pubblicato

-

“Ciao sono il tuo vicino di numero!”

Inizia così la nuova moda che sta spopolando negli Stati Uniti e che prevede di contattare via sms i propri vicini di numero.

L’Estate si sa è il periodo più ambito per i teenager e sembra che, un po’ per noia un po’ per stupidità, si inizino giochi dai risvolti pericolosi.

La procedura è molto semplice si accede all’applicazione di messaggistica, si sottrae o si aggiunge un numero al proprio e si invia il messaggio.

Il gioco non finisce qui, dopo aver conversato un pò e aver preso confidenza con l’interlocutore si procede a condividere gli screenshot delle conversazioni su twitter.

Questo gioco è privo di logica e l’unica motivazione sembra essere quella di combattere l’ozio.

“Number neighbor“ questo è il nome del gioco, un gioco che potrebbe rivelarsi pericoloso se al di la del telefono ci fosse un truffatore o un malintenzionato.

Nel momento in cui si salva in rubrica il “vicino di numero” lo si ha immediatamente tra i contatti WhatsApp.

Iniziando poi  la conversazione con una propria descrizione si mette in pericolo anche la propria privacy.

Le generazioni attuali sembrano sempre meno sensibili ai pericoli che si corrono giocando in maniera leggera con i social o le app di messaggistica.

Una mancanza che espone i meno accorti ai pericoli di malintenzionati o truffatori.

“Ciao sono il tuo vicino di numero!” è un gioco che sembra non essere ancora approdato nel Bel Paese ma siamo certi che non mancherà di fare la sua comparsa tra i confini dello Stivale.

Un appello quindi è doveroso da parte nostra nei confronti di tutti quei genitori che hanno dei figli ancora teenager.  Parlate con loro spiegando a cosa vanno incontro.

“Number neighbor“ per ora sembra circoscritto al territorio Americano ma non vi sentiate tranquilli perché presto potreste ricever un messaggio che recita:

“Ciao sono il tuo vicino di numero!”

Continua a leggere

Hi Tech e Ricerca

Questa immagine è in bianco e nero o a colori? La nuova illusione ottica che sta facendo impazzire tutti

Pubblicato

-

Una nuova illusione ottica sta spopolando in rete, tanto da diventare in poco tempo virale. Si tratta di una immagine in bianco e nero che il nostro cervello reinterpreta vedendola a colori.

L’immagine è stata realizzata da Øyvind Kolås, sviluppatore di software digitali, con una tecnica detta Color Assimilation Grid Illusion.

 L’esperimento consiste nella sovrapposizione di una griglia di linee colorate (i colori sono il blu, il rosso, e l’arancione) su una qualsiasi foto in scala di grigi: l’obiettivo è dimostrare che utilizzando questa tecnica il cervello percepisce come colorata la foto che in realtà è in bianco e nero. Ed in effetti è esattamente ciò che accade. Ma perché?

Pubblicità
Pubblicità

A spiegarlo è Lionel Page, della University of Technology di Sydney: “Ciò che vedi è quello che il tuo cervello pensa che sia la realtà, date le informazioni imperfette che riceve”.

Il test è stato fatto anche con dei pallini colorati al posto della griglia e il risultato è evidentemente simile.

Questa tecnica, però non funziona soltanto sulle immagini statiche. E per dimostrarlo è stata applicata anche su un video in bianco e nero.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza