Connect with us
Pubblicità

Trento

Arresto richiedenti asilo: le gravi responsabilità del trio delle meraviglie

Pubblicato

-

Otto richiedenti asilo arrestati solo nell’ultima operazione antidroga portata a termine dalla Questura di Trento. (qui articolo)

Decisamente il progetto di accoglienza portato avanti dal trio delle meraviglie composto da Andreatta, Zeni e Olivi con l’aggiunta del codazzo di associazioni e cooperative alcune create specificatamente per gestire parte del business dell’accoglienza, va rivisto.

Forse anche in maniera più radicale rispetto a quanto va facendo la giunta di centro destra in Trentino.

PubblicitàPubblicità

Gli arresti in serie sono la conferma del fallimento non solo del progetto di accoglienza del centro sinistra, ma anche dell’inefficienza di tutte quelle strutture che operano al contatto con i richiedenti asilo che li dovrebbero controllare, segnalando anche le persone o situazioni a rischio.

In più se si viene in Italia e nello specifico in Trentino, alla ricerca di un supporto umanitario e si ricambia spacciando morte per le strade della città, questo fenomeno va drasticamente azzerato.

In primo luogo con l’estradizione immediata dei soggetti interessati che compiendo reati devono perdere tutte le tutele legate alla loro posizione di richiedenti.

Non è sufficiente che questi spacciatori una volta condannati, vengano espulsi dal programma di protezione.

In questo caso restano sul territorio e non avendo più nulla da perdere diventano soggetti ancora più pericolosi.

Peccato che col trio delle meraviglie – Andreatta, Zeni e Rossi – i controlli fossero ridotti ai minimi termini ed in sostanza si faceva finta di non vedere quello che succedeva per le strade della città perché farlo, avrebbe messo in crisi lo sbandierato progetto accoglienza, segnalato come perfetto e da imitare.

A concretizzare quella che veniva indicata come una “ percezione sbagliata” è stata sufficiente una maggior pressione investigativa.

Si è intervenuti nelle zone a rischio, costringendo gli spacciatori a muoversi in luoghi meno conosciuti, ma fondamentalmente si è smesso di non vedere, come voleva il centro sinistra.

Ed allora ci accorgiamo che questi richiedenti asilo che per la maggior parte non hanno nessun motivo per essere riconosciuti tali, si muovono nel nulla e fino a poco tempo fa pure gratuitamente, e utilizzano le giornate per spacciare.

Ma dove sono finiti gli operatori delle cooperative che avrebbero dovuto sorvegliarli?

Con questa ripetuta dimostrazione di incapacità dovrebbero andare a fare un altro lavoro.

E’ vero che gli spacciatori non sono solo i richiedenti asilo o gli stranieri in generale, ma lo spaccio di chi è ospite per motivi umanitari è di certo un’aggravante.

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Morte Sofia Zago per malaria: ci sono 3 nuovi indagati

Pubblicato

-

Una tragica vicenda che sembra non avere mai fine.

Stiamo parlando della morte della Piccola Sofia Zago, avvenuta il 4 settembre 2017 presso l‘ospedale di Brescia a causa della malaria contratta all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un’infermiera del reparto risulta già indagata ed ora ci sono altre tre persone indagate per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

Pubblicità
Pubblicità

Il gip Marco La Ganga infatti aveva respinto la richiesta di archiviazione

I due nuovi indagati sono due infermiere ed un medico pediatrico non più in servizio.

La procura nell’ottobre del 2018 aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip ora  ha ordinato di verificare i protocolli seguiti e per quanto tempo il sangue di un paziente con la malaria conservi la propria capacità di contagio batterico.

Il pm ha chiesto quindi un incidente probatorio, al quale potranno partecipare anche gli indagati con i rispettivi consulenti.

Tutti e quattro gli indagati erano in servizio nel reparto nei giorni in cui la piccola contrasse la malattia nell’ospedale.

È questa ad ora l’unica certezza in una vicenda con ancora troppi misteri ancora lontana dalla sua conclusione.

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Orti comunali Spini di Gardolo: il 5 settembre la serata di assegnazione

Pubblicato

-

Entro il 31 agosto i pensionati residenti a Spini potranno presentare la domanda per l’assegnazione di un orto comunale.

In totale le aree coltivabili sono 12 delle quali una sarà destinata a progetti comunitari, tutte di 30 metri quadrati e di proprietà comunale.

I moduli di richiesta assegnazione, si potranno avere contattando Bruna Pasolli ( 347-2543653) in orario pomeridiano.

Pubblicità
Pubblicità

Il 5 settembre avrà luogo la serata di assegnazione che si svolgerà presso la sede dell’associazione Comitato Amizi del Pont dei Vodi, in Via del Loghet 63.

Esaurite le assegnazioni agli eventi diritto, gli eventuali orti liberi, saranno assegnati tramite sorteggio agli altri richiedenti.

Se a Spini gli orti comunali sono ormai in fase di decollo, tutto è ancora fermo e purtroppo lo sarà ancora per lungo tempo, alla Vela.

Qui l’attesa sarà almeno di un anno a causa di due problemi di non facile soluzione.

Il primo è dovuto dalla necessità di ultimare la nuova struttura del canile; solo allora si potrà quantificare lo spazio che resterà a disposizione degli orti comunali e a quel punto si inizieranno le pratiche per il passaggio di proprietà.

Passaggio di proprietà che non si preannuncia per nulla semplice, perché dovrà avvenire tra Trentino Trasporti, Provincia e Comune e si dovrà stabilire anche la formula: “permuta o acquisto”.

A questo punto per quelli che sarebbero dovuti essere gli orti della città, i tempi si allungano in maniera preoccupante: Per accorciarli si deve chiudere il prima possibile il cantiere del canile.

A questo punto è altrettanto necessario individuare e quantificare il valore economico, dei lavori che mancano al completamento del canile comunale.

Successivamente realizzarli nel più breve tempo possibile per poter dare il via alla complessa operazione del passaggio di proprietà.

L’amministrazione comunale di centro sinistra aveva pomposamente presentati quelli della Vela, come gli orti della città.

Ma a quanto pare anche questo, sarà uno dei tanti problemi irrisolti da parte di questa amministrazione comunale.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Trento

Campo Coni di Via Maccani: arrivano 2,2 milioni per la pista indoor

Pubblicato

-

La Provincia ha dato il via libera al finanziamento per l’ex campo Coni di via Maccani.

Con una delibera l’amministrazione provinciale ha deciso di quantificare la spesa ammessa per l’investimento in 2.200.000 euro.

Il finanziamento riguarda la realizzazione della nuova pista da 60 metri e delle aree per l’allenamento, oltre ai relativi spogliatoi presso il campo di atletica leggera “C. Covi e E. Postal” di Trento.

Pubblicità
Pubblicità

L’impianto indoor di via Maccani sarà inaugurato alla fine di settembre. (qui puoi vedere a che punto sono i lavori)

Sulla base del documento preliminare di progettazione esposto al Comune, la Provincia ha deciso che il finanziamento avverrà con rate decennali da 273.975,35 euro.

Per finanziarle si è provveduto all’utilizzo parziale delle risorse di 1.500.000 euro annui già impegnati per 10 anni con determinazione  del Dipartimento Istruzione sul bilancio provinciale 2007 e già assegnate a Cassa del Trentino con delibera del Servizio Sistema Finanziario Pubblico Provinciale.

Inoltre la Provincia dichiara che i finanziamenti concessi saranno erogati in conto capitale sulla base del valore attuale del contributo in annualità tramite Cassa del Trentino che finanzia i Comuni trentini per conto della Provincia.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza