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Trento

Maltempo: per l’agricoltura danni limitati, ma resta l’allerta gelo

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L’evento eccezionale di maltempo cha ha visto coprire di neve frutteti e vigneti del Trentino nelle giornate di sabato e domenica non sembra aver causato danni ingenti.

Gli esperti, però, confermano il rischio gelo.

La risposta ai cambiamenti climatici dai PEI: adattamento e ricerca.

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La memoria corre subito a fine aprile 2017 quando le colture della nostra provincia sono state fortemente colpite da una gelata che non si registrava da decenni.

Evento meteo straordinariamente negativo che ha causato ingenti danni alle produzioni trentine.

“Fortunatamente – evidenzia Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. Trento – nel 2017 sono entrate in gioco le coperture assicurative che hanno liquidata oltre 155 milioni di euro a favore degli agricoltori colpiti dalla catastrofica gelata”.

“La nevicata a bassa quota di domenica, non ha causato danni ingenti – spiega Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento – i nostri tecnici ci hanno segnalato problemi limitati in alcune aree della nostra provincia che potrebbero eventualmente compromettere leggermente la qualità delle produzioni colpite.

Per quanto riguarda la campagna assicurativa in corso – continua il direttore – possiamo dire che oltre 320 milioni di euro di valore di produzione sono assicurati nella nostra provincia evidenziando un trend in crescita, anche grazie alle sempre più innovative soluzioni di gestione del rischio disponibili per gli agricoltori. Mi riferisco alle garanzie di polizza migliorate e, in particolare, ai fondi per la stabilizzazione del reddito IST, che da quest’anno permetteranno di tutelare il reddito di melicoltori e allevatori.

Il 2019, comunque, fa rimanere con il fiato sospeso gli agricoltori, sempre con la paura di rivivere il 2017. L’evento meteo avverso del 2017 – sottolinea Berti – ha permesso la nascita di un progetto PEI (Partenariato europeo per l’innovazione) proprio per conoscere il rischio gelo delle diverse microaree produttive della nostra provincia e, attraverso la stretta collaborazione tra ricerca e mondo produttivo di delineare le migliori soluzioni di difesa da adottare. Sono alla prova da parte della Fondazione Mach, diversi sistemi di difesa attiva (wind machine, fog machine e antibrina a basso consumo d’acqua). Nel contempo la Fondazione Kessler e l’Università di Trento sono impegnate nello studio e caratterizzazione delle diverse aree attraverso lo studio dei dati sfruttando l’intelligenza artificiale. Fortunatamente, anche da un evento decisamente catastrofico è stato possibile strutturare un esempio virtuoso di progetto a favore dell’agricoltura trentina – evidenzia il direttore. Inoltre, anche i Consorzi di miglioramento fondiario, Apot e CIF stanno lavorando all’interno del PEI al fine di creare un vero e proprio strumento di supporto alle decisioni a disposizione di agricoltori e tecnici per conoscere quale sia la migliore scelta agronomica per un determinato appezzamento, varietà, portinnesto, sistema di difesa, concimazione, ecc.”.

“Eventi come quello di domenica – spiega Andrea Piazza di Meteotrentino – sono molto rari. Il rischio gelo resta confermato tra la notte di lunedì e martedì ma, alle quote basse, solo limitatamente alle zone pianeggianti dove cesserà del tutto il vento. Fortunatamente – continua Piazza – non si attendono abbassamenti particolarmente consistenti, al più di qualche grado sotto lo zero”.

“Come Università di Trento – evidenzia Dino Zardi, responsabile del nuovo corso di laurea in meteorologia delle Università di Trento e Innsbruck – stiamo cercando sia di affinare la precisione del nostro modello meteorologico previsionale (meteo.unitn.it), sia di approfondire le dinamiche di quest’ultimo evento, così come di quello devastante dello scorso ottobre, per capire come si inseriscono in un quadro di cambiamenti climatici in corso. La domanda è: questi eventi estremi potrebbero diventare più frequenti? Come impattano sulle colture, tenuto conto dell’epoca vegetativa in cui si verificano? Infatti, le piante potrebbero trovarsi in una fase fenologica anticipata rispetta alla media, a causa delle temperature medie più elevate che sempre più spesso si sono registrate nei mesi di febbraio e marzo negli ultimi anni”.

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Trento

Studi post-diploma, il sostegno alle famiglie con il Contributo provinciale

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Sostenere economicamente gli studenti trentini che affronteranno un percorso di studi post diploma, con un contributo provinciale proporzionale a quanto accantoneranno le famiglie di ciascuno studente durante la scuola superiore.

Questo, in sintesi, l’obiettivo della misura che fissa al 31 agosto la scadenza per effettuare il versamento annuale per gli studenti del secondo ciclo di studi.

Un’iniziativa di aiuto alle famiglie, che potranno così dare vita a un piano di risparmio al quale concorrerà la Provincia al momento dell’iscrizione all’università, con una somma in denaro tale da aumentare in maniera importante il capitale accumulato per le spese universitarie.

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Si continua così ad investire nelle risorse umane, nella convinzione che una maggiore preparazione sia per i giovani un elemento determinante nella ricerca di lavoro.

Il contributo per gli studi post diploma è una misura voluta dalla Provincia autonoma di Trento per aiutare le famiglie trentine a sostenere le spese per gli studi dei propri figli.

La misura prevede, a fronte di un piano di risparmio effettuato dalla famiglia, l’erogazione di una somma di denaro al momento dell’iscrizione  ai percorsi di studi post-diploma, universitari e di alta formazione proporzionale a quanto accantonato.

Accedere al contributo è facile, sarà sufficiente:

– aprire un libretto di risparmio o un conto corrente o un piano di accumulo di capitale (PAC) o polizze assicurative;

– versare per ogni anno scolastico, entro il 31 agosto, una somma di denaro per un periodo da 3 a 5 anni precedenti all’iscrizione a percorsi di studio post diploma;

– accumulare una somma complessiva compresa tra 3.000 e 6.000 euro;

– avere un indicatore ISEE famigliare compreso tra 23.001 e 32.000 euro.

Si tratta di una misura importante se si pensa che, se una famiglia risparmia una cifra tra i 3.000 e i 6.000 euro negli anni delle scuole superiori, quando lo studente si iscriverà a un corso post-diploma, sia in Trentino che fuori provincia o all’estero, potrà ricevere un aiuto pubblico provinciale fino al doppio di quanto risparmiato.

La domanda dovrà essere presentata agli Uffici provinciali nell’anno di iscrizione ai percorsi post diploma, completa della documentazione che attesta l’avvenuto accumulo e dell’indicatore ISEE della famiglia. Ogni anno viene pubblicato un bando con le modalità e le scadenze per inoltrare la richiesta.

I versamenti per costituire il risparmio dovranno essere effettuati entro il 31 agosto.

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Trento

Santa Chiara: ora arrivano anche i venditori di penne abusivi

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Il posto è il più frequentato di Trento, cioè, l’ospedale santa Chiara di Trento, il trucco è il solito ed è vecchio come il «cucco».

Da stamane due venditori di penne abusivi stazionano davanti all’entrata dell’ospedale tentanto di ricavare qualche offerta dai parenti in visita ai malati.

«Ti danno in mano due penne e ti dicono che devi fare un’offerta» – spiega un nostro lettore.

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Alla domanda a chi andassero poi i soldi ecco la risposta: «siamo un associazione che con il ricavato aiuta i disoccupati».

Il dubbio che al primo posto tra i disoccupati ci siano proprio loro due, diviene certezza, specie dopo aver capito che non viene rilasciata nessuna ricevuta.

I due, intorno ai 40 anni, italiani, ma con accento meridionale durante la mattinata pare siano comunque riusciti a convincere qualche anziano a versare l’obolo.

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Trento

Orso M49: gli ultimi aggiornamenti

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Prosegue l’attività di monitoraggio, di informazione, supporto e presidio territoriale da parte del personale forestale nell’area interessata dalla presenza dell’orso M49 fuggito lunedì scorso dal recinto del Casteller.

Una nuova fotografia scattata da una fototrappola testimonia la presenza di M49 sui pendii della Marzola.

L’ultimo scatto risale alle 22.54 della scorsa notte in un’area non molto distante da quella dove è stata rilevata la sua presenza ieri mattina.

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