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Italia ed estero

La stangata americana arriva in Cina ma forse anche in Italia. A rischio il comparto del vino

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La pace tanto attesa tra Stati Uniti e Cina sembrerebbe non arrivare mai.

Come un fulmine a ciel sereno Donald Trump ha annunciato che a partire da venerdì prossimo aumenteranno i dazi per il mercato cinese.

Le tasse su 200 miliardi di dollari di prodotti made in China saliranno dall’ attuale 10% al 25% , minacciandone inoltre altri 350 miliardi.

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Una mossa secondo il Presidente americano “obbligata” perchè le trattative con Pechino, in corso ormai da cinque mesi procedono troppo lentamente.

L’indesiderato annuncio avviene pochi giorni prima della visita in America del vice premier cinese Liu He per l’Accordo economico con gli Stati Uniti. Nelle ultime ore il vice premier, starebbe rivalutando il viaggio perchè colto di sorpresa dalle recenti affermazioni di Trump.

In molti pensano che la mossa del presidente americano di aumentare i dazi possa essere una strategia per spingere la Cina ad arrivare più velocemente ad un intesa commerciale.

Per ora i risultati di queste ore sono le sofferenti borse cinesi che stanno risentendo pesantemente dei duri attacchi del potente americano crollando al -5,58% per Shangai.
La stangata americana potrebbe non limitarsi alla Cina ma arrivare fino in Italia in pochissimo tempo.

Coldiretti lancia l’allarme ricordando che oggi 06/05 è prevista l’indagine da parte del Dipartimento del Commercio Usa sulla proposta di apporre dazi su una lunga lista di prodotti dell’Unione Europea.

La cosiddetta “black list” dei prodotti europei arriverebbe ad un importo complessivo di 11 miliardi di dollari comprendendo importanti prodotti agricoli italiani: sarebbe il vino il prodotto made in Italy più colpito ma non mancano all’elenco olio, formaggi e molti altri.

Una grossa fetta del fatturato di molte industrie agricole italiane è in mano agli americani e una possibile imposizione di dazi da parte di Trump potrebbe cambiare drasticamente la situazione economica.

L’indagine da parte del Dipartimento dovrebbe concludersi il 28 maggio.

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Italia ed estero

E ci risiamo! Il muretto di via Ponte a Ceniga colpisce ancora

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Cambiano il giorno, il mese, l’automobile e il conducente, ma il posto è sempre lo stesso.

Siamo a Ceniga in quella che ormai viene chiamata non più via Ponte, ma la strada del muretto assassino.

Si, del muretto dove vanno a finire le autovetture, e non si sa bene come.

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Nello stesso identico posto il 18 giugno 2019 era successo lo stesso incidente.

Un’autovettura per cause imprecisate era uscita di strada finendo sopra a quello stesso muretto. (foto sotto)

Oggi è successo lo stesso, ad uscire di strada ed adagiarsi sul muretto questa volta è stato un turista tedesco. 

Per rimettere in strada la sua autovettura sono dovuti intervenire ancora una volta i vigli del fuoco. 

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Italia ed estero

Affidi dell’orrore Bibbiano: 4 bambini sono tornati alle famiglie naturali

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Nella foto Federica Anghinolfi, detta la Zarina degli affidi e mente dell'operazione

Quattro dei sette bambini coinvolti nell’inchiesta “Angeli e Demoni” condotta dalla procura di Reggio Emilia a proposito di affidi illeciti a Bibbiano, sono tornati con i genitori naturali.

La decisione del tribunale per i Minorenni di Bologna non è recente ed è emersa nelle verifiche e nei controlli avviati dagli uffici giudiziari minorili su segnalazione della Procura reggiana di anomalie e illeciti da parte dei servizi sociali della Val d’Enza.

Ricordiamo che sono diciotto le persone raggiunte da misure cautelari e circa una trentina gli iscritti al registro degli indagati.

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Persona di spicco il sindaco di Bibbiano in quota PD Andrea Carletti

Le accuse sono quelle di aver sottratto i minori alle famiglie per darli in affido retribuito a conoscenti, amici, bravi pagatori e coppie Gay.

L’inchiesta della Procura di Reggio Emilia porta alla luce sconcertanti scenari con bambini affidati a soggetti titolari di sexy shop o addirittura a famiglie gay.

La dirigente Federica Anghinolfi, detta la Zarina degli affidi, attivista del mondo omosessuale e convinta sostenitrice dei diritti della coppie omosessuali sembra essere la figura chiave.

Pare che la donna obbligasse le assistenti sociali a falsificare verbali o a redigerli con informazioni false tanto da giustificare l’allontanamento dei bambini dalle famiglie per poi essere dati, dietro corrispettivo, in affidamento a famiglie amiche.

Per lei le accuse sono di falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni personali gravissime, perché pare che hai bambini venisse praticato addirittura il lavaggio del cervello con scariche elettriche al fine di cancellare e correggere la loro memoria.

La donna inoltre costringeva operatori sociali e addetti a redigere falsi verbali che attestassero le precarie condizioni di vita tra le mura domestiche dei bambini.

Case fatiscenti, muffe, assenza di igiene o anche la semplice assenza di giocattoli, tutti aspetti che durante i procedimenti davanti ai tribunali dei minori avrebbero spinto i giudici a favorire l’allontanamento dei bambini dalle loro famiglie.

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Italia ed estero

Corruzione per Siri, 30 mila euro in cambio di alcuni emendamenti.

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In queste ultime ore sta avendo luogo la diffusione progressiva delle carte relative alla nuova inchiesta riguardante Armando Siri, Sottosegretario costretto ad abbandonare il Governo all’alba dell’apertura di questo fascicolo.

Secondo le accuse sarebbero gli altri due protagonisti della faccenda Paolo Arata e l’imprenditore dell’eolico Nicastri legato al clan Cosa Nostra, ad aver fatto molto nell’ultimo anno per legare quanto più possibile Siri al Governo.

Non solo, ma da queste carte emerge anche un intrigo di interessi e di tentativi di pressioni che sono arrivati fino al palazzo più alto delle nostre istituzioni, il Quirinale.

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Infatti, per sponsorizzare Armando Siri, Paolo Arata tentò di avvicinare inutilmente perfino il Presidente Mattarella.

Il sogno di Arata si fondava sull’inserimento di un emendamento che favorisse il suo business di energie rinnovabili all’interno del contratto di Governo.

Arata spinse in tutti i modi per Armando Siri facendolo chiamare da Berlusconi tramite Ganni Letta.

“ Il Professore”, così viene chiamato ricorre anche a raccomandazioni internazionali attraverso un ex stratega di Donald Trump, il Cardinale Arnold Leo Bruke.

Secondo le intercettazione, tutto questo sarebbe avvenuto in cambio di 30.000 euro.

Il 18 maggio è stata inserita una nota in riferimento al bio metano ancora non è ancora certo se Siri abbia ricevuto il denaro promesso.

L’accusa fonda su conversazioni davvero forti e giovedì 25/07 a Roma ci sarà l’ incidente probatorio.

I P.M. confidano che Nicastri dichiari al GIP l’impegno di Siri a far inserire i provvedimenti di legge maggiori incentivi per gli impianti eolici.

Materiale veramente scottante tanto che molte parti di questa inchiesta sono coperte da omissis, ciò significa esistono altri passaggi delicati ed altre figure che sono state toccate.

Nonostante l’equilibrio del Governo sia sul filo di un rasoio questo è bastato per alimentare le polemiche.

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