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Trento

Europa, le buone pratiche del Trentino nella formazione dei giovani

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La sala giunta di Palazzo Europa (secondo piano) ospiterà dalla mattina di lunedì 6 maggio il meeting, aperto a delegazioni europee, dedicato alle nuove opportunità per i giovani fuori dai percorsi formativi.

Si tratta di un momento importante di confronto che presenterà le buone pratiche – intese come politiche, attività e progetti – che la Provincia autonoma di Trento ha adottato e sta sviluppando per affrontare e limitare il fenomeno dei NEET, ovvero i giovani tra i15 e i 29 anni che sono al di fuori dei percorsi formativi ed educativi o del mondo del lavoro.

L’incontro fa parte del progetto europeo NO-NEETs, di cui la Provincia autonoma di Trento è capofila, e si terrà in città dal 6 all’8 maggio prossimi.

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Il fenomeno della disoccupazione giovanile ha assunto in Europa una rilevanza economica e sociale senza precedenti negli ultimi decenni, tanto da essere collocato in primo piano nell’Agenda politica dell’UE.

Particolare attenzione è riservata ai giovani NEETs, cioè ai soggetti dai 15 ai 29 anni che non lavorano e non stanno partecipando a un percorso formativo, scolastico o di tirocinio. Pur eterogenea la cosiddetta “generazione NEET” è composta per più del 50% da giovani inattivi, cioè che non ricercano un lavoro, soprattutto perché scoraggiati.

Il passaggio da tale stato a quelli dell’esclusione sociale, della deprivazione economica e della marginalizzazione permanente o di lunga durata può essere facile. La non iscrizione ad un centro pubblico per l’impiego ne impedisce inoltre l’ammissione a garanzia per i giovani.

Per affrontare la problematica risulta necessario individuare, testare e validare dapprima delle strategie e degli strumenti che siano in grado di ridare fiducia a questi giovani, verso le istituzioni, verso il mercato del lavoro e verso sé stessi.

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“Simili processi di riattivazione – spiegano gli organizzatori – devono consentire in particolare a questi giovani di intercettare dei processi di formazione quale conclamato e principale strumento per superare la loro condizione”.

Questi processi devono però essere costruiti in continuità con quelli di riattivazione, cioè tenendo conto dei gap e delle condizioni psico-sociali dei giovani da intercettare. Una volta riattivati e riavviati verso percorsi di apprendimento delle competenze essenziali per la vita e il lavoro, questi giovani possono anche beneficiare con successo dei percorsi ordinari di garanzia per i giovani.

Obiettivi del progetto e del meeting che si aprirà lunedì a Trento, sono quindi la definizione condivisa di strategie e strumenti per la riattivazione e, una volta maturata tale condizione, per il concreto accesso alla formazione, orientata a fornire competenze per la vita e per la cittadinanza attiva.

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Trento

Treni: è operativo il collegamento diretto Trento-Milano

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C’era anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti questa mattina, alla stazione ferroviaria di Trento, per l’avvio del collegamento diretto con Milano, che da oggi sarà quotidiano.

Il Frecciarossa parte alle 09.19 da Trento, con arrivo a Milano Centrale alle 11.45, il ritorno è alle 15.45 da Milano Centrale, con arrivo a Trento alle 18.15.

Si concretizza dunque il collegamento, con partenza da Bolzano – a questa prima corsa ha partecipato anche il vicepresidente Daniel Alfreider – salutato con soddisfazione dal presidente Fugatti, accompagnato dal dirigente del Servizio trasporti, Roberto Andreatta, presente anche il direttore regionale Trenitalia, Roger Hopfinger.

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”Si ripristina – ha commentato Fugatti – una relazione che ha anche un forte valore simbolico con la capitale economica d’Italia e con una Regione con la quale la nostra Provincia ha rilevantissime connessioni per quanto riguarda il turismo, basti pensare ai treni pieni che sono arrivati in questi giorni proprio da Milano, attivati straordinariamente per la visita ai mercatini. Questo treno è anche un sintomo evidente che il servizio ferroviario è enormemente cresciuto in questi anni in Italia: sino a poco tempo fa non c’erano i collegamenti veloci che abbiamo ora verso Roma: cinque coppie di treni e la possibilità di trasferimenti rapidi anche verso Bologna e Firenze. Una Provincia ed una Regione dunque sempre più connesse con il resto del Paese e dell’Europa”.

Arrivando da Bolzano, il treno, in direzione di Milano, ferma anche a Rovereto, Verona, Peschiera del Garda e Brescia. Da Milano verso Trento il treno ferma a Brescia, a Desenzano (e non a Peschiera del Garda come all’andata), e poi anche a Verona e Rovereto.

Dopo la fermata di Trento, riparte per Bolzano.

La novità è frutto dei contatti, avuti negli scorsi mesi, tra le Provincia autonome di Trento e Bolzano con il Gruppo FS. Nel 2015 la Provincia autonoma di Trento aveva già istituito il collegamento diretto per Expo Milano, incontrando il favore degli utenti. L’esperimento fu ripetuto, in via temporanea, anche nel gennaio 2016 con una corsa domenicale.

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La tratta ferroviaria diretta amplia i collegamenti con la Lombardia che già vedono nei fine settimana, a partire da dicembre, il collegamento diretto con autobus tra Brescia e Madonna di Campiglio

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Trento

Artigiani, presenza fondamentale per lo sviluppo del Trentino

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Valorizzazione e sostegno delle imprese artigiane, rilancio degli investimenti e semplificazione degli appalti sono stati i temi cardine degli interventi del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dell’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, ieri mattina al teatro di Valle dei Laghi in occasione dell’assemblea generale dell’Associazione artigiani del Trentino.

Quella delle piccole aziende è ritenuta dalla Provincia una presenza fondamentale per la crescita e lo sviluppo del Trentino; per questo la giunta ha intrapreso diverse iniziative di supporto.

“L’ultima è stata lanciata solo pochi giorni fa” ha evidenziato l’assessore Failoni, riferendosi al progetto “Reload”, che punta a far crescere le competenze all’interno delle micro e piccole imprese, oltre che a favorire il ricambio generazionale. “In questo primo anno di legislatura, la collaborazione con la vostra associazione è stata positiva e puntuale” sono state le parole del governatore, che nel corso del proprio intervento ha risposto alle sollecitazioni del presidente degli artigiani Marco Segatta.

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“Gli investimenti dell’ente pubblico sul territorio rappresentano un volano per la nostra economia. Per questo motivo, nella manovra finanziaria in questi giorni all’esame del Consiglio provinciale, sono stati previsti 200 milioni di euro in più all’interno di questo capitolo di spesa.

Prevediamo il finanziamento di una grande opera pubblica all’anno e per velocizzare l’apertura dei cantieri sul territorio abbiamo approvato una legge che punta a rendere più snelle le procedure di appalto” ha spiegato il presidente della Provincia, che ha parlato anche del nuovo piano di efficientamento energetico degli immobili pubblici, annunciando l’incremento dei fondi per questo obiettivo che rappresenta un’opportunità per l’economia locale. In vista delle Olimpiadi invernali 2026, invece, lo Stato ha stanziato un miliardo di euro di finanziamento per le Regioni e le Province autonome interessate:

“Dobbiamo essere pronti. Per operare in maniera il più possibile celere con progetti e appalti, la Provincia potrà avvalersi di nuovo personale a tempo determinato” ha detto il governatore.

Con riferimento alla revisione della legge 6 sugli incentivi alle imprese si è parlato di valutarne l’impatto anche con la collaborazione della Camera di commercio, al fine di sostenere gli interventi che più di altri possono favorire la crescita delle piccole e medie imprese. Intanto, attraverso la manovra di bilancio, sarà introdotto un indicatore di svantaggio territoriale per favorire la presenza delle aziende nelle valli:

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“Si tratta di uno strumento di cui si è discusso in maniera approfondita nell’ambito degli Stati generali della montagna e che punta ad indirizzare le politiche provinciali verso le aree del Trentino che necessitano maggiori attenzioni, anche in materia fiscale. Allo stesso tempo, continueremo a favorire i servizi di trasporto pubblico per collegare città e valli servendoci della collaborazione dei privati: i risultati ottenuti finora sono positivi”.

L’assessore Roberto Failoni, nel corso del proprio intervento si è concentrato in particolare sul progetto di comunicazione “Reload”, frutto della collaborazione tra Agenzia del Lavoro, Dipartimento sviluppo economico della Provincia e associazione artigiani:

“L’attività all’interno delle piccole imprese trentine non va considerata di serie B, ma è anzi un’opportunità e una garanzia per il futuro dei giovani, in particolare di quelli più brillanti e creativi. È però necessario un salto culturale da parte delle famiglie”. Failoni ha ricordato l’importante sinergia con il settore turistico ed evidenziato la difficoltà di alcuni imprenditori ad accedere al credito: per farvi fronte, la Provincia ha attivato il Fondo di garanzia con 5 milioni di euro, grazie ad un accordo con il Ministero dello sviluppo economico. Infine, l’assessore ha evidenziato l’importanza di valorizzare la figura dei Maestri artigiani:

“Rappresentano la qualità e la professionalità alla quale devono tendere tutti i comparti economici del Trentino”.
 

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Trento

La Space Economy trentina si è presentata a Roma

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Anche la Provincia autonoma di Trento, con un programma di investimenti in progetti e infrastrutture innovative in ambiti quali la meccatronica, i materiali avanzati, le nanotecnologie e la fisica, si candida ad un ruolo di rilievo nella Space Economy nazionale.

Per questo motivo ha partecipato nei giorni scorsi al New Space Economy ExpoForum, il primo forum europeo, con un team di aziende e istituzioni pubbliche nel settore dell’innovazione aerospaziale.

Un’importante occasione di confronto con distretti storici, contatti con realtà del settore e conoscenza di nuovi sviluppi.

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Fare sistema e favorire l’incontro tra industria, mondo dello spazio e la ricerca: già da tempo è permeato anche in Italia il concetto di space economy, la nuova economia che guarda al futuro e che nello spazio vede il nuovo ambiente nel quale sviluppare tecnologie inedite che potranno essere utili sulla Terra, a partire da quelle al servizio dell’industria farmaceutica e dell’agricoltura di precisione.

Il taglio del nastro c’è stato nei giorni scorsi in occasione del primo New Space Economy Expoforum 2019, organizzato nella Capitale da La Fondazione E. Amaldi, Fiera Roma e Space Foundation, al quale il Trentino non si è fatto attendere.

Pronto per condividere l’esperienza provinciale nell’ambito dell’innovazione aerospaziale – grazie agli investimenti in progetti e infrastrutture innovative in campo meccatronico, dei materiali avanzati, delle nanotecnologie e della fisica – il nostro territorio si è presentato con una delegazione composta da Trentino Sviluppo, HIT, FBK, ProM Facility e le aziende Optoi e Cyber Marconi.

L’occasione ha permesso di entrare a contatto con numerose realtà del settore per conoscere gli strumenti di finanza e i prossimi programmi di sviluppo promossi da ASI ed ESA.

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Molto interessanti anche i confronti con i distretti storici come quello Pugliese e Laziale e gli incontri B2B per stingere rapporti con aziende del settore presentando il territorio e le sue competenze.

Nel corso delle tre giornate, dal 10 al 12 dicembre, la kermesse romana ha visto un susseguirsi di conferenze, workshop e incontri dedicati al tema dello sviluppo di nuove applicazioni e tecnologie derivate dallo spazio, rappresentando una grande opportunità di incontro per aziende innovative, startup, investitori ed enti pubblici attivi nel settore aerospaziale.

In scena le migliori expertise nel campo della tecnologia applicate allo spazio da enti di ricerca ad aziende ed una serie di seminari che hanno spiegato come queste tecnologie potranno permeare la vita di tutti i giorni.

“Investire sullo spazio significa investire sul futuro, anche in termini di miglioramenti concreti della vita sulla terra, dal settore della medicina a quello dell’agricoltura, passando per la mobilità e la sicurezza” – sono state le parole del discorso inaugurale del prof. Universitario Roberto Battiston, Chair del Comitato scientifico di New Space Economy European ExpoForum nel suo discorso di apertura – “Lanciare satelliti è diventato sempre più economico e la “New Space Economy” è cresciuta di conseguenza arrivando, nel 2018, a superare i 400 miliardi di dollari di valore globale”.

Non a caso, la quasi totalità dei settori economici si interseca più o meno direttamente con lo spazio e la sua economia e l’Italia ha una filiera completa nel settore spaziale e ricopre un ruolo di leadership in Europa, confermandosi terzo contributore dell’Esa, nonché uno dei pochi Paesi capaci di fornire tecnologie e programmi in tutti i comparti (Scienza, Esplorazione e osservazione dell’Universo, Osservazione della Terra, Lanciatori, Ssa-sicurezza, Telecomunicazioni, Navigazione e nuove tecnologie.

 

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