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Valsugana e Primiero

Cervo investito sulla Statale 47, ma è giallo sulla sua morte

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Ieri sera poco dopo le 23.00 è stato segnalato in fondo ad una rampa sulla Statale 47, in zona Col delle Alte, un grosso cervo di circa 140 chili rantolante ma ancora vivo.

L’animale era stato investito quasi sicuramente da un grosso camion e nell’urto è finito nella rampetta.

Il povero cervo aveva tutte e 4 le gambe spezzate e parte delle interiora penzolanti dal corpo.

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Le sue condizioni erano critiche.

Sul posto allertati dalla caserma di Trento sono arrivati sul posto i Vigili del Fuoco di Levico Terme che hanno dovuto recuperare l’animale con l’autogru per poi regalarlo all’associazione cacciatori di Levico, e i Carabinieri di Borgo Valsugana

Ma però sulla morte dell’animale ci sarebbero due versioni molto differenti  e contrapposte fra loro. 

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La prima versione riportata da un operatore dei Vigili del Fuoco di Levico arrivati suo luogo dell’incidente dopo la morte dell’animale parlerebbe di una fine avvenuta per due colpi di pistola da parte del capo della Forestale.

Il forestale, d’accordo con il veterinario, arrivato subito sul luogo dell’incidente, avrebbe deciso per l’abbattimento dell’animale con due colpi di pistola per evitare all’animale ulteriori sofferenze.

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I vigili del Fuoco raccontano di aver visto i due fori di proiettili sulla carcassa dell’animale ma di non aver assistito personalmente all’operazione del forestale e del  veterinario.

La seconda versione invece viene fornita da un testimone che era sul posto.

La sua ricostruzione – se  vera – risulterebbe piuttosto inquietante.

Venerdì alle 23.30 circa in seguito a un investimento di cervo sulla strada statale 47 della Valsugana in zona Levico Terme interveniva il corpo forestale di Levico terme con i vigili del fuoco volontari.

L’animale risultava ferito e la guardia forestale decideva di abbatterlo utilizzando un’ arma da sparo,  – spiega il testimone – esplodendo dapprima 2 colpi dalla rampa adiacente alla statale in direzione di una strada secondaria che conduce a zona abitata nella quale i vigili del fuoco volontari stavano svolgendo il proprio intervento, successivamente non riuscendo nell’intento di finire l’animale l’ufficiale sparava ulteriori 2 colpi sempre nella medesima direzione mettendo altresì in pericolo l’ incolumità dei vigili del fuoco volontari che stavano prestando il proprio servizio.

Nonostante i 4 colpi esplosi l’animale risultava ancora agonizzante e cercava di rialzarsi visto lo stress causato.

Alla luce di questo avvenimento un ufficiale preposto al corretto controllo del maneggio dell’ arma, dovrebbe essere il primo promotore di un comportamento consono all’incolumità e alla sensibilità altrui.

Secondo il testimone quindi i colpi esplosi sarebbero 4 e non 2, questi visibili nella carcassa dell’animale. 

E allora dove sono finiti gli altri 2 ulteriori proiettili? 

A sostegno di  questa tesi ci sarebbe anche la testimonianza di un signore che abita poco lontano dal luogo dove sono stati esplosi i proiettili.

L’internauta pochi secondi dopo il fatto avrebbe riportato la notizia sul suo gruppo di facebook (foto) dicendo appunto di aver sentito 4 spari e non due.

Naturalmente tutte e due le ricostruzioni devono essere provate, e qualora quella giusta possa essere la seconda, quanto successo va subito approfondito attraverso una indagine.

Il giornale è sempre a disposizione per eventuali ulteriori testimonianze o smentite.

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