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Piana Rotaliana

“Signori, in carrozza! Un viaggio sui binari del Trentino Alto Adige”

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E’ questo il titolo della serata organizzata dall’Associazione Ferramatori Trentino Alto Adige che si svolgerà il 9 maggio presso i locali dell’Ostello della Gioventù di via Noldin 20 a Salorno, con inizio alle ore 20.30.

Una proiezione di immagini di treni e linee ferroviarie della nostra regione permetterà di riscoprire e ricordare come si viaggiava negli Anni ’80 e ’90.

Una lunga carrellata di immagini commentate e spiegate dal loro autore, lo storico e divulgatore trentino Mario Forni – fotografo e ferroviere – permetterà al pubblico di viaggiare sui binari di ricordi non troppo lontani e perciò ancora vivi e tangibili.

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Lo spettatore potrà in tal modo rendersi conto di come sia cambiato nel tempo il territorio: paesi che si ingrandiscono, aziende che sorgono, altre che spariscono; stazioni che si riattivano, altre che si trasformano in fermate, più semplici e funzionali.

Non solo, sarà possibile anche percorrere l‘evoluzione tecnica dei mezzi ed il cambiamento della filosofia del trasporto su ferro di passeggeri e merci avvenuto negli ultimi 40 anni.

Ed è proprio questo uno degli scopi sociali dell’Associazione Ferramatori Trentino Alto Adige, cioè la divulgazione della storia e della tecnica di treni e ferrovie, sia attraverso il modellismo, sia mediante l’organizzazione di eventi come la serata in programma o esposizioni di oggettistica e documenti storici.

“Ricordo le passate edizioni di “Trenini sotto il Castello” e del “Natale di Salorno”, che hanno avuto un’ottima affluenza di pubblico e che ci hanno permesso – spiega il Presidente dell’associazione Diego Romanelli – di far conoscere a moltissime persone l’affascinante mondo delle ferrovie.

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E proprio per questo motivo – prosegue Romanelli – stiamo raccogliendo molto materiale storico documentale e non, grazie anche all’apporto di molti abitanti di Salorno.

Per il futuro, speriamo di poter organizzare tutto il materiale raccolto in una mostra didattica permanente (una sorta di museo), negli spazi che il comune speriamo vorrà metterci a disposizione.

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Piana Rotaliana

Oggi a Maso Alto di Pressano torna l’antica tradizione tirolese del Törggelen

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Oggi Maso Alto di Pressano si trasformerà in una Buschenschank (osteria contadina), secondo l’antica tradizione tirolese del Törggelen, saranno proposte le birre artigianali del Maso, abbinate a specialità in degustazione per tutta la giornata.

Un’occasione unica per visitare il birrificio, degustarne le produzioni e godere la suggestiva vista autunnale sulla valle dell’Adige, mangiando (anche) castagne.

E se si vuole rispettare del tutto la tradizione, si dovrebbe arrivare a piedi al Maso salendo con una passeggiata pittoresca dal borgo di Pressano, attraverso i tanti masi che si trovano sulla collina avisiana.

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Il programma della festa prevede il ritrovo ogni ora a partire dalle 11, per le visite guidate al birrificio.

Dalle 12 e 30 via alla degustazione delle specialità gastronomiche sulla panoramica terrazza di Maso Alto.

Non mancheranno specialità autunnali e castagne. Nel primo pomeriggio passeggiata guidata tra i vigneti della collina ed a seguire degustazione dei marroni di Castione di Brentonico a cura dell ‘Associazione tutela Marroni di Castione.

La passeggiata che parte alle ore 13.30 dal parcheggio del paese di Pressano sulla strada del vino si svolge su un terreno sterrato in salita per una durata di circa 30 minuti.

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Piana Rotaliana

L’azienda Villa de Varda di Mezzolombardo compie 170 anni. Luigi Dolzan apre le porte della sua produzione

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Per i 170 anni dell’Azienda Villa de Varda la famiglia Dolzan ha deciso di festeggiare in grande stile.

In concomitanza con la presentazione del libro “Dolzan. Distillatori da 170 anni” scritto da Luigi Dolzan, sabato la famiglia ha aperto le porte a giornalisti, amici e semplici curiosi.

È stato possibile entrare all’interno della loro villa, attraversare la parte della produzione e giungere al museo di famiglia “Cose di casa”.

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È stato un percorso che ha permesso di conoscere l’impronta della piccola azienda familiare sul territorio italiano e mondiale, osservare tutte le fasi della distillazione della grappa e ammirare nel loro museo una grande quantità di oggetti conservati e catalogati minuziosamente.

Non ci si è fermati alla sola e passiva osservazione, ma la loro spiegazione è stata così coinvolgente che ha proiettato i visitatori in un mondo fatto di aromi, sapori e vinacce fresche. È stato possibile anche degustare un’ottima grappa prodotta appositamente per l’evento.

Il padrone di casa Luigi Dolzan, classe 1947, ha condotto i partecipanti nella zona dove sono esposti e venduti tutti i tipi di grappa. Ha spiegato insieme ai figli Michele e Mauro la storia di questa distilleria e il suo continuo sviluppo.

Il primo documento che attesti l’esistenza di questa azienda è il 1865.

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In questo anno Romedio Dolzan lasciò in eredità al figlio Michele due alambicchi a fuoco diretto, alcune attrezzature, 3.500 corone, la casa e alcuni vigneti. Essendo sotto il dominio dell’Impero Austroungarico le fatture venivano scritte in tedesco e in italiano.

Nel 1903 Francesco Giovanni Maria Dolzan (nonno di Luigi Dolzan) decise di espandere la produzione e chiese un prestito di 200 Corone ad un privato per l’acquisto di nuovi terreni agricoli. Il prestito aveva una scadenza di cinque anni con un tasso del 5%.

Per l’azienda della famiglia l’evento più emblematico fu l’arrivo dell’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo insieme alla Principessa Sissi.

Nel 1905 arrivò a Mezzolombardo per inaugurare il nuovo tratto ferroviario fra Mezzolombardo e Mezzocorona. Per l’occasione Francesco Giovanni Maria Dolzan regalò all’Imperatore due bottiglie di grappa, al tempo chiamate acquavite di Teroldico.

Di vitale importante fu la scoperta da parte dello stesso Francesco Giovanni Maria Dolzan di una nuova ricetta per la grappa. Lui era anche un botanico e nel 1918 elencò dettagliatamente in un testo tutti gli ingredienti e le proporzioni per la produzione dei distillati. Questa ricetta viene utilizzata ancora oggi.

I problemi arrivarono con la Seconda Guerra Mondiale e in particolare con l’occupazione nazista del 1943. Villa de Varda venne utilizzata dai tedeschi come Comando di Piazza per il territorio a nord di Trento e il severo generale Helmut Keller era solito depredare i privati cittadini delle risorse che producevano.

In quell’anno Giovanni Dolzan (padre di Luigi Dolzan) incrementò in maniera esponenziale la produzione e il magazzino si riempì a dismisura. La sorella di Giovanni, Luigia, era “in confidenza” con un soldato tedesco che le confessò che all’indomani sarebbero arrivati a portare via tutta la grappa.

Durante la notte Giovanni Dolzan accatastò tutta la legna e smontò i pezzi di un auto per porli davanti al magazzino in modo tale che sembrasse pieno di sporcizia e di rottami.

Lasciò ai tedeschi sono una trentina di bottiglie. Sotto la minaccia dei mitra i tedeschi si accontentarono delle trenta bottiglie e andarono via. Giovanni Dolzan aveva rischiato la propria vita per salvare l’azienda.

Dopo il racconto di alcuni interessanti aneddoti della famiglia, l’anno scorso Luigi Dolzan decise di cedere la produzione ai figli Michele e Mauro. Entrambi ora possiedono il 50% dell’azienda.

In particolare Mauro Dolzan si occupa della produzione. Insieme ad uno staff di tecnici aziendali controlla giornalmente la qualità del prodotto ed è supportato nelle varie analisi dall’Istituto Agrario di San Michele.

Per quanto riguarda la produzione, la vinaccia trentina viene selezionata attraverso una spremitura e distillata in particolari alambicchi di rame. Dopo l’evaporazione e la condensazione viene fatta maturare per almeno sei mesi in degli appositi contenitori sterili.

Michele Dolzan si occupa invece del mercato nazionale e internazionale. La grappa Villa de Varda è consumata in 40 paesi in tutto il mondo. Le meticolose cure e la minuziosa attenzione lungo tutto il processo di elaborazione della grappa fanno sì che si crei un distillato elegante e per palati fini.

Non è una produzione su vasta scala, ma le poche bottiglie prodotte sono estremamente pregiate. Michele Dolzan ha stipulato contratti commerciali a Parigi, Nanchino, Berna, Stoccarda, Santo Domingo, Singapore, Mosca e Sydney.

La grappa Villa de Varda è presente in quasi tutti i ristoranti stellati di Tokyo, e viene servito come cocktail nei ristoranti Armani.

Nel ristorante di Joe Bastianich a New York è stata fatta una cena le cui pietanze venivano accompagnate e aromatizzate con grappe della famiglie Dolzan. Il successo straordinario di tale cena ha permesso alla famiglia di organizzare ogni anno 60 cene alla grappa in tutto il mondo.

 

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Piana Rotaliana

“A tavola! Storia sociale del cibo e dell’alimentazione in Trentino”: la rassegna “Incontri del Giovedì” scalda i motori

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“A tavola! Storia sociale del cibo e dell’alimentazione in Trentino” è il titolo della rassegna  promossa dall’Associazione Castelli del Trentino “Incontri del Giovedì”, che si terrà a Mezzolombardo il terzo giovedì del mese a partire da metà ottobre fino ad aprile 2020. (altro…)

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