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Trento

Un primo maggio festeggiato dai centri sociali e dai profughi. A Rovereto per paura coperti anche i monumenti

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E’ tragicomico l’ostinato incaponirsi dei sindacati nel voler mettere la propria etichetta sulla festa del primo maggio.

Comico perché non si rendono contro di non riuscire più a portare in piazza i lavoratori, ma solo studenti e i pochi militanti dei partiti di sinistra.

A scendere in  piazza per il 1° di maggio proporzionalmente sono stati invece di più  quelli dei centri sociali e i profughi, e quindi in questo caso  tutte presenze ben lontane dallo spirito della festa.

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Anche a Trento e a Rovereto le presenze sono state scarse, e contrassegnate dalla presenza di profughi e ragazzi dei centri sociali.

Un brutto segnale che certifica ormai come la fiducia in alcuni sindacati sia arrivata ormai a livelli di guardia pericolosi.

Festa che oltretutto è utilizzata in chiave antigovernativa, in base al governo del momento: manifestazione in versione zerbino se governa la sinistra, contestatrice se governa il centro destra.

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Ma di certo il premio per la miglior battuta di giornata va al segretario della Cgil Landini che ha ipotizzato un sindacato unico.

Comicità assoluta perché altro non sarebbe che la riproposizione della Confederazione Nazionale delle Corporazioni Sindacali fondate nel 1922 dal Fascismo.

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Landini quindi preso dall’adrenalina dei festeggiamenti a ruota libera ha sbagliato qualcosa.

Non solo, ma questi sindacati che vorrebbero essere dalla parte dei lavoratori sono gli stessi che hanno approvato l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori; che hanno avallato contratti che creano falsa occupazione: a chiamata, a progetto o voucher.

Ma non si sono nemmeno opposti alla legge che ha permesso di creare Cooperative finalizzate a aggirare gli obblighi contrattuali e che pagano anche meno di 10 euro all’ora, ma non la malattia o le ferie.

Sì questi sono i sindacati che vorrebbero difendere i lavoratori, andando a braccetto con Confindustria ed il capitale.

Ed in queste contraddizioni c’è molto di tragicomico.

A Trento nel dubbio di fare una magra figura, piuttosto che i grandi parchi tipo quello delle Albere, hanno preferito un molto più discreto scenario come il cortile della Bookique, dove ovviamente si è parlato di Europa e per testimonianza è stata portata quella dei lavoratori disoccupati dopo che Fugatti ha tagliato i fondi provinciali al business dell’immigrazione ed ovviamente la festa dei lavoratori che non c’erano, si è trasformata in una contestazione ai tagli dei fondi dell’accoglienza.

Tragicomico anche l’appello all’unificazione dei diritti dei lavoratori, dopo che gli stessi sindacati hanno fatto di tutto sia per far perdere i diritti, ma anche per creare contrapposizione tra i lavoratori.

Insomma i sindacati a partire da Landini, hanno perso la bussola e più che festeggiare, farebbero meglio ad andare a cercare quei lavoratori e quel lavoro che si sono persi per strada.

A proposito delle manifestazioni del 1° di maggio.

Fa discutere la scelta del comune di Rovereto di coprire alcuni monumenti per paura delle devastazioni dei centri sociali e degli anarchici che ieri sono sfilati nella città della Quercia creando i soliti disagi grazie alle solite scene di violenza.(foto)

Una testimone che passava per caso riporta anche di aver ricevuto degli sputi in viso dai manifestanti ed è giunta notizia di un povero alpino gettato in una fontana dai «democratici» dei centri sociali.

I monumenti coperti dai teli neri sono stati quello intitolato agli alpini e il cannone.

Non sarebbe meglio vietare queste manifestazioni si chiedono gli stessi roveretani che si sentono sotto scacco di una decina di sovversivi? Poi ad un’altra domanda si dovrebbe rispondere: «Cosa centrano i centri sociali e i profughi con la festa del lavoro?» Come sempre ai lettori l’ardua sentenza.

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