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Trento

Crollo vendite l’Adige e Trentino: quando si diventa ufficio stampa di Ghezzi e della sinistra

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«Questo vuol dire che quelli di sinistra non leggono, e quelli di destra si sono rotti. Troppa INDIPENDENZA 😂 » è questo il sarcastico commento di un nostro lettore che meglio rispecchia il contesto nel quale è maturato il crollo delle vendite dei quotidiani Trentino e Adige.

Una perdita netta del 43% delle vendite che ha portato rispettivamente a 8.551 copie vendute e 10.825 giornaliere a fine novembre dello scorso anno, ma sarebbe interessante conoscere il solo dato delle vendite in edicola.

Il nostro giornale in proposito aveva pubblicato ieri un articolo (leggi qui)

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Evidentemente essere schierati, garantire raramente il contraddittorio, e dare un “taglio “ agli articoli sempre a favore della sinistra anche antagonista non paga.

Sembrano anni luce lontani i tempi in cui di fronte ad un fatto di cronaca di rilievo, si compravano entrambi i giornali e dalla sintesi degli articoli, il lettore si faceva un’idea di quanto era accaduto.

Succedeva perché l’Adige era la testata di riferimento del mondo cattolico e della Democrazia Cristiana, aveva una capillare diffusione sul territorio grazie alle parrocchie e a molti maestri elementari e professori.

Mentre l’allora Alto Adige, oggi Trentino, era l’espressione del mondo laico e della sinistra trentina.

Posizioni che si riflettevano anche sugli articoli.

Oggi i servizi di Trentino e Adige sono praticamente identici, come i direttori che passano da un giornale all’altro.

Oggi purtroppo i due media provinciali prediligono pagine di politica alla cronaca e sono entrambi schierati.

L’Adige è diventato l’ufficio stampa di Ghezzi “essere umano” e della sua Futura 2018; il Trentino è invece il megafono della sinistra.

Entrambi hanno come scopo quotidiano quello di trovare il modo per attaccare la giunta di centro destra e hanno finito per stufare i lettori che semplicemente hanno smesso di acquistarli.

Evidentemente però nemmeno a sinistra si ricambia questa ossequiosa disponibilità se le copie vendute sono in continuo calo.

Per provare ad invertire la rotta i giornali dovrebbero anche risultare simpatici al lettore.

Oggi entrambe le testate che erano già in crisi acuta, sono state acquistate dallo stesso editore e sono state rivoluzionate solo con uno scambio di direttori.

La nuova linea ha portato l’Adige a marcare stretto anche con più di un giornalista, i nuovi consiglieri e della Lega in modo particolare.

Il Trentino ha aperto le pagine a collaborazioni esterne ovviamente tutte di sinistra e tutte antigovernative e gli interventi sono senza replica.

Un punto comune è quello di dare un inedito spazio all’opposizione, come mai era successo quando al posto della sinistra c’era il centro destra.

Il gioco è semplice: maxi foto e intervista, affiancata dall’intervento di un consigliere dell’opposizione o ex assessore per un articolo senza foto o con una molto piccola, quindi l’intervento ha disposizione uno spazio maggiore.

In pratica l’intervistato risponde a delle domande fini a se stesse e non è a conoscenza delle critiche (ovvie) che gli saranno fatte sulla base delle sue risposte, ovviamente senza diritto di replica.

E poi ci si dovrebbe meravigliare se il lettore di è stufato di acquistare questa carta stampata?

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Trento

Trentino Digitale: entro l’inizio del 2020 il nuovo piano industriale

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“Se pensiamo che solamente il 2% dei processi della pubblica amministrazione trentina sono digitalizzati, capiamo quanto lavoro ci sia da fare”.

Così l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, che questo pomeriggio ha incontrato i rappresentati sindacali, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, di Trentino Digitale, di cui recentemente la Giunta provinciale ha rinnovato il consiglio di amministrazione, nominando come nuovo presidente Roberto Soj.

“Dentro la società – ha ribadito l’assessore – c’è qualità e competenza, ma dobbiamo fare in modo che queste competenze possano essere utilizzate al meglio.”

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“Il nostro obiettivo – ha chiarito – è quello di consentire all’azienda di poter esprimere tutte le sue potenzialità, secondo un nuovo piano industriale ed una conseguente nuova organizzazione che siano più aderenti ai mutamenti avvenuti negli ultimi anni e alle esigenze della pubblica amministrazione, intesa nel suo complesso e non solo come Provincia.”

“Abbiamo bisogno di analisi dei processi, di sviluppatori e di diffondere la rete su tutto il territorio trentino. Il rinnovato board – ha annunciato Spinelli – lavorerà nei prossimi mesi, in discontinuità con il passato, per predisporre il nuovo piano industriale, pronto ad inizio 2020, nel quale verrà ridefinita la vision di Trentino Digitale. Come detto in altre occasioni – ha spiegato Spinelli – la Provincia non intende disperdere un patrimonio di conoscenze tecniche e di professionalità costruito nel tempo e difficilmente reperibile sul mercato locale”.

Sulla questione dei premi di produttività, attualmente non omogenei rispetto ai dipendenti delle due società, Informatica Trentina e Trentino Network che fondendosi hanno dato vita a Trentino Digitale.

L’assessore ha evidenziato la volontà della Giunta, nel rispetto delle normative vigenti, di arrivare ad una loro armonizzazione che possa evitare penalizzazioni e conflittualità interna.

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Trento

Abbandono rifiuti: Canova e Gardolo prese di mira dagli incivili

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Torniamo a parlare di Canova e Gardolo, due importanti e popolose frazioni di Trento Nord che nell’ultimi anni sono state prese di mira da vandali, maleducati ed incivili.

Da questi due luoghi continuano ad arrivare segnalazioni legate all’abbandono dei rifiuti non differenziati in aree non idonee al conferimento.

Ieri Daniele Demattè è stato chiamato da alcuni residenti di Canova che hanno scoperto in fondo all’abitato del paese una vera e propria discarica abusiva (foto) dove alcuni residenti arrivano con i sacchi di rifiuti in mano e li buttano nella boscaglia.

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Uno di questi residenti l’altro giorno si è trovato davanti una donna (di origine africana o sud Americana riferisce il testimone) che stava buttando il solito sacco fra gli alberi che vistasi osservata ha cominciato ad inveire e minacciare contro il «povero» malcapitato.

Fra le immondizie anche un carrello della spesa.

Non è andata meglio in via corso IV novembre, dove davanti alla fermata dell’autobus qualche incivile ha pensato bene di abbandonare delle immondizie domestiche. (foto)

Uno dei sacchetti abbandonati contiene degli alimenti non scaduti con scritte in idioma straniero (pare dell’est Europa).

Ora passiamo a Via Bolzano dove alla fermata dell’autobus di fronte al bazar Cinese è stato abbandonato un sacchetto azzurro pieno di rifiuti non differenziati.

Nelle immondizie c’è di tutto, compreso un flacone di plastica con un liquido dentro.

L’abbandono dei rifiuti nel centro urbano è diventata una piaga della vita cittadina.

Le ultime dotazioni fornite da Dolomiti Ambiente hanno un codice identificativo che riconduce inequivocabilmente al proprietario.

Se questi sacchi azzurri appartengono alle serie più recenti, a qualcuno arriverà una multa abbastanza impegnativa.

Se non lo sono, i furbetti la faranno ancora una volta franca, a danno però di tutta la comunità.

Canova

 

Via IV novembre – Gardolo

Via Bolzano

 

 

 

 

 

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Trento

Morte Sofia Zago per malaria: ci sono 3 nuovi indagati

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Una tragica vicenda che sembra non avere mai fine.

Stiamo parlando della morte della Piccola Sofia Zago, avvenuta il 4 settembre 2017 presso l‘ospedale di Brescia a causa della malaria contratta all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un’infermiera del reparto risulta già indagata ed ora ci sono altre tre persone indagate per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

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Il gip Marco La Ganga infatti aveva respinto la richiesta di archiviazione

I due nuovi indagati sono due infermiere ed un medico pediatrico non più in servizio.

La procura nell’ottobre del 2018 aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip ora  ha ordinato di verificare i protocolli seguiti e per quanto tempo il sangue di un paziente con la malaria conservi la propria capacità di contagio batterico.

Il pm ha chiesto quindi un incidente probatorio, al quale potranno partecipare anche gli indagati con i rispettivi consulenti.

Tutti e quattro gli indagati erano in servizio nel reparto nei giorni in cui la piccola contrasse la malattia nell’ospedale.

È questa ad ora l’unica certezza in una vicenda con ancora troppi misteri ancora lontana dalla sua conclusione.

 

 

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