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Quando la malattia uccide l’amore. Il 25% delle donne ammalate lascia il proprio partner

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Quando una malattia grave irrompe in una coppia cosa succede?

E’ più facile che distrugga o cementifichi l’amore? In questi giorni fa discutere il post “ torno a ballare da sola” col quale la Iena Nadia Toffa su Instagram, ha annunciato di aver lasciato il suo fidanzato che si sarebbe dimenticato di starle vicino nei controlli e nelle sedute di chemioterapia lasciandola quindi da sola.

Una ricerca su Cancer ha evidenziato come il rischio di separazione o divorzio sia 7 volte più alto se la ammalata è la donna (21%), rispetto a quando viene diagnosticato un tumore a uomo ( 2%).

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Il 25 %delle donne ammalate ha lasciato il proprio partner perché inadeguato alla nuova situazione.

85% gli uomini che non si tirano indietro e supportano la propria compagna.

Il 12% dei divorzi è riferito a coppie che si separano dopo che a uno dei due è stata diagnosticata una malattia grave.

Il 20% degli ammalati gravi ha una maggiore aspettativa di vita se la coppia resta unita.

Ovviamente le statistiche escludono quelle coppie che apparentemente restano unite, ma uno dei due partner allaccia relazioni extraconiugali che alle volte compensano le carenze affettive del rapporto con una persona ammalata.

Paura, rabbia, timore di non essere compresi sono situazioni spesso alla base dell’inizio della crisi del rapporto.

Di certo per affrontare la sofferenza, serve maturità ed il rischio della rottura è più alto nelle coppie giovani.

Nella gestione della malattia i social hanno un ruolo delicato.

Sarebbe opportuno non utilizzarli per cercare di saperne di più sulla propria patologia e sulle possibili cure perché il rischio di incappare in fake news è elevato.

Come essere intercettati da persone senza scrupoli che provano a sfruttare lo stato di debolezza a proprio favore.

Come sarebbe meglio limitare l’esternazione dei propri sentimenti che possono essere male interpretati.

Nei casi in cui sono le donne a lasciare è diffusa la trasformazione della malattia come pretesto per chiudere una relazione che non sopportavano più da tempo.

Di certo è una situazione emotiva esplosiva, nella quale si può solo farsi guidare dai propri sentimenti.

Accanto ai casi d’abbandono, ci sono le situazioni nelle quali il rapporto si è rafforzato.

Cesare Prandelli nel 2004 smise di allenare la Roma compromettendo la propria carriera, per poter stare vicino alla moglie ammalata.

L’attrice Laura Chiatti ha raccontato il calvario del marito Marco Bocci quando un herpes gli è arrivato al cervello.

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Lavis, al via «nessuno escluso»: la nuova associazione contro ogni forma di disagio sociale

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È nata la nuova associazione “Nessuno escluso” grazie alla grande forza, tenacia e intraprendenza di Giorgio Varignani e Mauro Baldo, rispettivamente presidente e vice presidente.

Durante l’inaugurazione di sabato scorso 26 Ottobre presso la sede di Lavis, via della Roggia, 38 Varignani e Baldo hanno esposto ai numerosi invitati gli obiettivi dell’Associazione.

Uno dei primi obiettivi sarà la formazione di gruppi di auto aiuto per persone coinvolte nel tragico tunnel delle dipendenze e/o altre forme di disagio. Al centro dei contenuti della nuova associazione soprattutto la sensibilizzazione, la progettazione e il sostegno in caso di disabilità ed ogni forma di violenza ed emarginazione.

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Con “Nessuno escluso” collaborano diversi professionisti come avvocati e psicologi proprio per migliorare le condizioni di chi soffre senza trovare via d’uscita.

Varignani ha sottolineato l’importanza dell’ascolto verso chi si trova in difficoltà invitando chi ne avesse bisogno ogni martedì alle 20,30 al gruppo di auto aiuto presso la sede di “Nessuno escluso”.

Sono stati ringraziati per la loro preziosa presenza gli Assessori Isabella Caracristi e Graziano Tomasin ed infine è stato ricordato l’evento del 29 Novembre che si svolgerà nella sala di Don Bosco a Zambana e che vedrà protagonista Raphaella Algeri scrittrice del pluripremiato libro “Una bambina da salvare” tratto da una storia vera di una bambina di soli 7 anni trascinata nell’orrore della pedofilia

«Giornata storica per la nostra associazione – dichiarano Varignani e Baldo – dopo la consegna delle chiavi della nuova e prima sede in quel Lavis presso la casa della solidarietà. Ringraziamo Vanessa Valtorta, Enrico Afilani e tutte quelle persone che già sono socie e quelle che arriveranno a sostenerci. Un grazie particolare all’amministrazione del comune di Lavis»

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Caregiver familiari, un’emergenza dimenticata

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Cambiano i governi ma l’emergenza dei caregiver familiari rimane. (altro…)

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Caregivers familiari: ancora lontani da un aiuto concreto

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I caregivers familiari sono ancora lontani dal ricevere un aiuto concreto nonostante l’approvazione della legge che ne ha riconosciuto la figura e l’impegno, ciò è quanto dichiara il CONFAD (coordinamento nazionale famiglie con disabilità) in un comunicato a firma del presidente Alessandro Chiarini. (altro…)

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