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Trento

Sottrae 2,6 milioni al fisco, imprenditore trentino chiude la sua posizione versando 1,35 milioni

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Il G.I.P. del Tribunale di Trento ha dissequestrato pochi giorni fa un immobile e varie quote societarie del valore di circa seicentomila euro, già oggetto nel 2017 di sequestro preventivo “per equivalente”, nei confronti di Giuseppe Mazzola, 85 anni, imprenditore trentino di Ala rappresentante legale della Jollygarda s.r.l. previo pagamento integrale del debito tributario di più di 1,3 milioni di euro accertato a seguito di una verifica fiscale effettuata tempo fa dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento.

Tutto inizia da una verifica fiscale avviata nel 2016 dalle Fiamme Gialle del capoluogo nei confronti di una s.r.l. di Trento, operante nel settore della compravendita di immobili, al termine della quale G.M., il titolare, è stato denunciato per omessa dichiarazione dei redditi per svariati anni d’imposta, con una constatazione di elementi positivi di reddito sottratti al fisco per 2,6 milioni di euro e 550.000,00 euro di IVA evasa.

Gli approfondimenti investigativi hanno poi permesso di appurare che la società, a partire dal 2014, aveva avviato un progetto di sviluppo turistico di un’area prospiciente il Lago di Garda, di cui era stata realizzata solo una parte, consistente nel trasferimento di alcuni terreni ed immobili a una società ”schermo”, che faceva in realtà capo agli amministratori della verificata, che continuavano quindi a goderne; si tratta di un artifizio contabile in base al quale, solitamente, la società schermo si porta in deduzione i costi, abbattendo le imposte, mentre la società che “incamera” i ricavi omette di dichiararli.

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Proprio in conseguenza degli approfondimenti contabili le Fiamme Gialle, per assicurare alla collettività le risorse sottratte al Fisco, si sono avvalse del “sequestro per equivalente”, una misura cautelare che “congela” mediante sequestro, per la successiva confisca, i beni di cui dispongono gli autori di reati tributari in misura equivalente all’ammontare delle imposte evase, complessivamente ammontanti a 852.500,00 euro (302.500,00 euro di imposte dirette e 550.000,00 euro di IVA).

La richiesta, inoltrata al termine della verifica nei primi mesi del 2017, ha avuto esito nell’agosto dello stesso anno, quando il G.I.P. di Trento – dietro richiesta della locale Procura – ha disposto il sequestro dei patrimoni in possesso dei denunciati, fino alla massima entità raggiungibile che, tra valore dell’immobile oggetto della fittizia transazione e delle quote societarie disponibili, è arrivata a circa seicentomila euro.

In quest’anno e mezzo la Procura della Repubblica di Trento, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno lavorato in perfetta sinergia, giungendo a perfezionare una “transazione fiscale” nel marzo di quest’anno con il titolare della società verificata, nel frattempo entrata in crisi.

In buona sostanza, sfruttando una possibilità offerta dalla legge fallimentare circa la stipula di accordi per la ristrutturazione del debito con i propri creditori, tra cui figurava il Fisco, la società ha proposto il pagamento delle imposte dovute in base agli avvisi di accertamento spiccati dall’Agenzia delle Entrate per gli anni oggetto di verifica da parte della Guardia di Finanza in cambio del dissequestro delle quote societarie e dell’immobile, per il quale la società aveva nel frattempo trovato un compratore interessato e solvibile.

Il Tribunale di Trento, presso cui è stata depositata la domanda di transazione fiscale nell’ambito della procedura per evitare il fallimento, ha accettato la proposta e con sentenza del 14 marzo scorso ha disposto il dissequestro dell’immobile e delle quote, per un valore di circa seicentomila euro, previa estinzione del debito tributario e iscrizione a Libro Fondiario, a cura di un notaio rogante, dell’avvenuto pagamento del dovuto al Fisco.

Così, pochi giorni dopo, sono stati incassati dal Fisco trentino 1.350.000,00 euro di imposte e, in data 22 marzo scorso, un notaio roveretano, alla presenza delle parti interessate, ha asseverato la transazione.

L’operazione complessiva è un brillante esempio della collaborazione tra Procura e Amministrazione Fiscale e conferma l’impegno quotidiano delle Fiamme Gialle nell’attività di snidamento dell’evasione e di recupero delle imposte non pagate che, nell’ambito della Provincia Autonoma di Trento, va a tutto vantaggio dei suoi cittadini, poiché per legge il 90% delle imposte raccolte rimane sul territorio, al fine di garantire la consistenza del bilancio provinciale e il finanziamento delle politiche di sviluppo e di crescita locali.

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Trento

Scontro tra centauri a Lasino, due feriti

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Continuano gli incidenti motociclistici in Trentino. 

Oggi verso le 15.30 due moto si sono scontrate sulla strada che da Lasino porta alle Viote.

 Nello scontro ad avere la peggio è stato un centauro austriaco di 25 anni che è stato elitrasportato al pronto soccorso di santa Chiara in codice rosso.

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Ferito lieve invece il secondo motociclista.

Gravi ripercussioni sul traffico che è rimasto bloccato per molto tempo.

Ricordiamo che nell’ultimo mese in Trentino sono decedute nove persone per incidenti motociclistici.

Anche oggi il bollettino degli incidenti legati ai centauri fa segnare l’allarme rosso.

Si sono verificati infatti altri 5 incidenti in Trentino.

A Stramentizzo, poco dopo le 10.30 un giovane di 29 anni è caduto con la moto riportando delle fratture ed è stato ricoverato all’ospedale di Cavalese in codice rosso.

Ad Avio, dopo uno scontro con la moto, sono finiti all’ospedale di Rovereto due centauri.  Un 22 enne invece, poco prima delle 17.00, è caduto sui tornanti del lago di Cei ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso

Alle 18.00 nuovo incidente che ha visto coinvolto un centauro a San Martino di Castrozza. L’uomo, di 46 anni, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale.

Infine a Nago alle 19.30 un centauro è caduto ma ha rifiutato il trasporto in ospedale visto le lievi ferite riportate.

Numerosi in questa giornata anche i ricoveri che hanno riguardato incidenti con le biciclette.

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Trento

Approvata la variante PRG, centrodestra: «Il nostro è stato contributo decisivo, ma ci sono ancora molte criticità»

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Nella foto i consiglieri comunale di centrodestra

Si rischiava di andare alle «calende greche» per colpa dei quasi 800 emendamenti depositati dai consiglieri comunali del centro destra sulla variante del PRG.

Invece il maxi emendamento finale è stato approvato in tempi brevi raccogliendo circa 40 modifiche del piano.

Nel documento approvato sono stati inseriti degli interventi di ampio respiro per tutte le fasce di interesse.

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La battaglia condotta in aula, non ostruzionistica ma costruttiva, ha mostrato non solo l’elevata attenzione che il centro destra mostra da sempre per le istanze dei cittadini, ma anche l’esame attento dato alle modifiche urbanistiche proposte.

Infatti, come indicato anche dal Sindaco nell’intervento conclusivo, tutte le modifiche accolte sono state riconosciute come del tutto aderenti agli obiettivi indicati nella pianificazione vigente.

Alcuni esempi tra questi: l’inserimento nuovo bacino idrico sul Monte Bondone, la modifica di destinazione uso dell’immobile della CoFrut a Mattarello (cooperativa che conta 290 agricoltori), la possibilità per l’Università di estendere lo studentato nella zona di San Bartolomeo, l’introduzione sul lato nord del parco di Melta di un corridoio verde con la possibilità di realizzare nuova viabilità e posti auto ed una innovativa ipotesi di Co-Housing nel lato ovest del terreno.

Oltre a queste aree dove si prevede la possibilità di progettazione di ampio respiro, ve ne sono altrettante tra quelle approvate che contribuiranno a migliorare la visione urbanistica della città, anche sotto il punto di vista agricolo e paesaggistico, riconvertendo le zone collinari ad un uso più corretto.

Un altro punto che rafforza il lavoro eseguito in sintonia da tutto il centro destra porta alcune modifiche alle zone B (residenziali), consentendo la realizzazione di servizi al cittadino, come parcheggi in favore delle zone già edificate.

Ciò che non si è potuto vagliare in questa prima fase, e quindi inserire nel maxi emendamento, è stato scorporato in tre ordini del giorno di ampio respiro, comprendenti le oltre 600 richieste dei cittadini inevase degli ultimi 10 anni e più; questi verranno analizzati sia in forma amministrativa, sia nelle commissioni competenti, nei prossimi mesi.

«È nostra intenzione quindi mantenere alta l’attenzione per questa nuova valutazione, al fine di verificare la possibilità che più particelle possibili vengano inserite nella fase di seconda adozione, all’interno della variante» Spiegano i consiglieri di centrodestra

Il centro destra unito, Lega, Civica Trentina e Forza Italia esprimono soddisfazione per aver modificato in modo significativo la variante al piano regolatore del Comune di Trento.

«Il nostro contributo ha caricato di un valore positivo un piano inizialmente scarso di risposte alla volontà dei cittadini e su questo dal canto nostro permangono ancora delle forti critiche per la non sufficiente attenzione prestata alle istanze dei privati. Infatti, non vi è traccia di un piano sulla viabilità, né della semplificazione cartografica e della zonizzazione, nonché della promessa e tanto attesa sistemazione delle zone boschive ed agricole. Abbiamo ancora una volta dimostrato come il centro destra sia in grado di dimostrarsi non solo compatto, ma anche capace di creare azioni propositive nell’ottica del futuro governo della città di Trento» – Così Gianni Festini, Andrea Merler, Cristian Zanetti, Martina Loss, Antonio Coradello e Fabrizio Guastamacchia dopo l’approvazione del piano regolatore

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Trento

Vigolo Vattaro: rimangono due gli imputati dell’incidente del carro «Scooby Doo»

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Mattia Giacomelli 27enne dell’Altopiano della Vigolana che era alla guida del trattore che trainava il carro allegorico esce dal processo per l’incidente del carro Scooby Doo avvenuto il 25 febbraio 2017 a Vigolo Vattaro nel corso del carnevale. (qui articolo)

Il giovane alla guida del trattore ha infatti ottenuto la messa alla prova.

Restano due quindi gli imputati nel processo per lesioni colpose gravissime. 

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Daniele Corsini che è il legale rappresentante del Consorzio Turistico Vigolana, l’ente che ha chiesto l’autorizzazione al Comune per la manifestazione e Claudio Leonardelli il funzionario che ha redatto la relazione tecnica che aveva attestato che il carro rispettava le condizioni di sicurezza.

I due imputati hanno scelto di non chiedere riti alternativi, convinti nella loro assoluzione in giudizio

Secondo la procura di Trento le condotte degli imputati,  sommate all’errato calcolo sullo sforzo di vincolo, avrebbero portato all’incidente.

Come si ricorda erano le 18.30 del 25 febbraio 2017 quando un carro allegorico di ritorno dalla sfilata della Vigolana si era ribaltato sulla rotonda di Vigolo Vattaro che porta a Bosentino.

Il terribile incidente era avvenuto quando il carro stava girando sulla rotatoria quando e i cavi di acciaio che tenevano ancorata al rimorchio la struttura di legno si erano spezzati.

La costruzione è quindi scivolata indietro appoggiandosi dapprima sul rimorchio per poi ribaltarsi su un lato, sulla carreggiata.

Alcuni ragazzi erano finiti sull’asfalto, altri sul cofano di una macchina che passava in quel momento, altri ancora sono volati da tre metri di altezza.

Sul carro, dedicato al cartone animato «Scooby doo» erano presenti 26 ragazzi quasi tutti minorenni.

I feriti erano stati una decina con 40 giorni di prognosi.

Il più grave con 60 giorni di prognosi, e una ragazza in particolare aveva subito delle lesioni che poi si sono rivelate permanenti.

Ma poteva andare davvero peggio vista la dinamica dell’incidente.

Nel procedimento figurano come responsabili anche le compagnie di assicurazione del mezzo agricolo e dell’organizzazione, oltre al proprietario del rimorchio.

Nella scorsa udienza l’avvocato Claudio Tasin aveva depositato il programma che prevedeva un periodo di lavori socialmente utili.

La difesa ha inoltre versato alle due parti civili 29 mila euro.

La prossima udienza è fissata a febbraio (saranno sentiti solo i testi di pubblico ministero e parte civile). Non è escluso che in questi mesi le due parti possano trovare un accordo sul piano risarcitorio.

 

 

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