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La Sfera e lo Spillo

Juventus: le vittorie in Italia e le sconfitte europee

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I bianconeri vincono l’ottavo tricolore consecutivo. La Vecchia Signora è leggenda: otto anni di trionfi in campo nazionale.

La Juventus nella 33esima giornata, a 5 gare prima dell’epilogo, supera la Fiorentina allo Stadium e si conferma Campione d’Italia.

Cinque scudetti vinti con Massimiliano Allegri alla cloche, che si aggiungono ai tre successi di Antonio Conte.

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Le vittorie del tecnico leccese sono il frutto della rabbia e del furore, quelle del coach livornese rappresentano la forza, il potere fisico e mentale.

In dettaglio, il conte Max, in panca dall’estate 2014, colleziona oltre ai 5 scudetti, 4 Coppe nazionali e 2 Super Coppe italiane.

La rinascita dei Sabaudi, dopo la discesa all’inferno della serie B, è frutto della programmazione societaria e dalle intuizioni di Andrea Agnelli.

Il progetto dello stadio di proprietà, la ricostruzione del management, le strategie e la rinnovata gestione riportano i bianconeri sul tetto del belpaese e nel club esclusivo e ristretto dell’aristocrazia europea.

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Affidare la ciurma ad Antonio Conte dopo le deludenti stagioni, confermare la BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini) e Gigi Buffon, ingaggiare Andrea Pirlo sono il susseguirsi di scelte primordiali e vincenti.

L’entourage della Continassa dimostra negli anni competenza e abilità attraverso campagne di rafforzamento mirate e in crescendo. Giuseppe Marotta e Fabio Paratici acquistano con parsimonia i “parametri zero”, sviluppando una struttura di scouting senza precedenti.

Il coronamento del disegno societario si compie nell’estate del 2018 con l’acquisto di Cristiano Ronaldo. La scommessa finanziaria e sportiva operata da Andrea Agnelli è il tentativo di colmare il gap con le grandi società d’oltreconfine.

Oggi il sogno proibito è di trionfare in Europa. La maledizione della Champions League, la sfortuna e l’incapacità di vincere le finali simboleggiano  il “tallone d’Achille” dei piemontesi.

Ai piedi della Mole vi è la consapevolezza del fatto che, per competere in ambito internazionale, è necessario un salto qualitativo, nella mentalità societaria e sul green.

La dimensione europea richiede una rosa di giocatori ampia e profonda. Gli infortuni e le assenze sono una variabile che può spostare gli equilibri negli scontri diretti.

Nel match contro i giovani dell’Ajax sono emerse lacune sul piano psicofisico, di tenuta atletica e di personalità.

L’impianto, l’impalcatura tattica e l’intensità sono condizioni essenziali nel panorama calcistico contemporaneo. Le squadre che primeggiano mostrano la velocità di pensiero, il possesso palla, il ritmo e l’organizzazione di gioco.

Le Zebre sul palcoscenico privilegiato smarriscono l’identità, il carattere distintivo che narrano le grandi squadre.

Nelle serate complicate, le qualità dei singoli, l’assetto della truppa e il vigore illustrano la “cartina di tornasole” dei trionfi e delle disfatte.

L’approccio passivo è passato di moda, l’esuberanza mentale e fisica dominano senza calcoli. Nel torneo nazionale i Campioni d’Italia dettano la loro legge, i competitors arrancano, distanti sul campo e nei bilanci finanziari.

Il divario e lo scarto del calcio nostrano con la ribalta internazionale è evidente. Dovrebbero cambiare la filosofia, il pensiero tattico e la preparazione fisica. Non si tratterebbe di una “tabula rasa”, ma di ripensare l’atteggiamento e l’ordine delle priorità.

Noi siamo la tradizione, i maestri datati del “catenaccio”, precursori del contropiede e delle ripartenze, amanti degli equilibri stabili.

Il modello innovativo dell’Atalanta del maestro Gian Piero Gasperini è un’eccezione nel panorama italico, un approccio organizzato contraddistinto da vigore, rapidità e giusto tatticismo.

Riportare a Torino il trofeo più prestigioso è la sfida dei prossimi anni. Parafrasando come un mantra le parole di Giampiero Boniperti: “ Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.”

Juventus: le vittorie in Italia e le sconfitte europee.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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La Sfera e lo Spillo

Gaetano Scirea: uomo schivo, leader e leggenda

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“E’ inutile spendere parole su un uomo che si è illustrato da solo per tanti anni su tutti i campi del mondo, che ha conquistato un titolo mondiale con pieno merito e, soprattutto, era un campione non soltanto di sport, ma soprattutto di civiltà” citando il mitico Sandro Ciotti mentre annuncia la morte di Gaetano Scirea alla Domenica Sportiva.

Gaetano Scirea è coinvolto in un incidente stradale nei pressi di Babsk, frazione polacca del voivodato di Lodz. E’ un fosco pomeriggio domenicale del 3 settembre del 1989.

Per le tragiche pieghe del destino non è distante dallo spicchio di terra nel quale il compagno di squadra di mille battaglie Zbigniew Boniek (oggi presidente della Federcalcio polacca) muove i primi passi da calciatore.

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Gaetano Scirea è all’epoca il vice allenatore della Juventus, il secondo di Dino Zoff nella stagione 1988-1989.

Durante il viaggio di ritorno verso Varsavia, Scirea è in compagnia dell’autista locale, dell’interprete e del dirigente del Gornik. La vettura (con taniche di benzina a bordo in caso di necessità) è tamponata da un camion. Gli occupanti rimangono bloccati nelle lamiere in fiamme. Si salva solo il dirigente polacco, mentre, a seguito dell’incidente, Gaetano Scirea muore a soli 36 anni.

E’ un addio prematuro, doloroso e scioccante. Oggi “Gai”, com’era soprannominato nello spogliatoio, avrebbe 66 anni.

Gaetano Scirea nasce nell’hinterland milanese a Cernusco sul Naviglio il 25 maggio del 1953. Si forma calcisticamente nella Serenissima San Pio X, piccola squadra di Cinisello Balsamo.

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Il comune della Martesana è luogo di nascita di altri 2 ex giocatori di serie A, il paese dei “liberi” come Roberto Tricella e Roberto Galbiati, nonché dell’attuale terzino mancino dell’Inter Cristiano Biraghi.

Il numero 6 è da ritenersi un campione di sport, uno dei più grandi difensori della storia. Il suo stile di corsa è coordinato ed elegante, a tratti ricercato. Interpreta il ruolo di libero in chiave moderna sostenuto dal suo trascorso giovanile come interno della mediana.

Non è un difensore burbero, ma tempestivo, affidabile e sorretto da tecnica cristallina. Guida con maestria il reparto, con spiccato senso tattico e della posizione. E’ un uomo misurato, pacato, un leader silenzioso dello spogliatoio.

Simboleggia il regista difensivo a tutto tondo, con eccellente visione di gioco. Le sue movenze naturali in campo sono eseguite sempre a testa alta. Alle spalle dei difensori organizza con sapienza i movimenti del pacchetto arretrato.

Rappresenta l’icona, la personalità, il carisma e la forza del gruppo. E’ un personaggio schivo ed esemplare, corretto e leale. Non alza mai la voce, non impreca e non protesta (nella sua biografia non compare nemmeno un’espulsione sul green).

Gaetano Scirea narra appieno lo stile della Juventus, il contegno, la condotta, in altre parole la tradizione; con Virginio Rosetta e Giampiero Boniperti incarna l’appartenenza e l’integrità morale.

Indossa le maglie di Atalanta e Juventus collezionando più di 400 presenze e segnando 25 reti. Con la Vecchia Signora vince tutto ciò che un giocatore può ambire in carriera: 7 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Uefa, 1 Coppa dei Campioni/Champions League, 1 Coppa Intercontinentale.

Veste con onore la giubba della Nazionale Italiana 78 volte, dal 1975 al 1986, vincendo 1 Campionato del mondo (1982).

L’indimenticato Gaetano Scirea, insieme a Dino Zoff, forma la diga azzurra nel “Mundial” del 1982, entrando a pieno titolo nell’olimpo del calcio italiano.

Gaetano Scirea: uomo schivo, leader e leggenda.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

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La Sfera e lo Spillo

I sorteggi: Juventus pesca l’Atletico Madrid, l’Inter nel girone del Barcellona, Napoli con Liverpool, Atalanta e Manchester City

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Alle ore 18.00, al Grimaldi Forum di Montecarlo, si è svolto il sorteggio dei gironi di Champions League (stagione 2019-2020).

Presente, tra gli altri vip, Cristiano Ronaldo: candidato per il premio UEFA “men’s player of the year”; in lizza con CR7 vi sono Lionel Messi e Virgil van Dijk.

Podio a parte, i giocatori nominati dal quarto al decimo posto sono: Alisson Becker (57 punti), Sadio Mané (51 punti), Mohamed Salah (49 punti), Eden Hazard (38 punti), Matthijs de Ligt (27 punti), Frenkie de Jong (27 punti), Raheem Sterling (12 punti).

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Nella prima fase le 32 squadre che parteciperanno alla prossima edizione della Champions League sono suddivise in otto gironi da quattro.

La prima “pot” è composta dai campioni in carica (Liverpool), dalla squadra vincitrice dell’Europa League (Chelsea) e dai team vincitori nei diversi campionati europei con il ranking più alto: Barcellona, Manchester City, Juventus, Bayern Monaco, Psg e Zenit.

In seconda fascia vi sono il Real Madrid e il Napoli, mentre l’Inter è inserita nell’urna numero 3 e l’Atalanta in quarta fascia.

Il primo turno andrà in scena il 17 e 18 settembre. La fase a gironi si concluderà il 10 e 11 dicembre, mentre il sorteggio degli ottavi di finale è in programma il 16 dicembre. La finale si giocherà il 30 maggio del 2020 in Turchia, allo stadio Olimpico Atatürk di Istanbul.

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Ecco in dettaglio la composizione dei gironi:

GRUPPO A: Paris Saint Germain, Real Madrid, Bruges, Galatasaray

GRUPPO B: Bayern Monaco, Tottenham, Olympiakos, Stella Rossa

GRUPPO C: Manchester City, Shakhtar Donetsk, Dinamo Zagabria, ATALANTA

GRUPPO D: JUVENTUS, Atletico Madrid, Bayer Leverkusen, Lokomotiv Mosca

GRUPPO E: Liverpool, NAPOLI, Salisburgo, Genk

GRUPPO F: Barcellona, Borussia Dortmund, INTER, Slavia Praga

GRUPPO G: Zenit, Benfica, Lione, Lipsia

GRUPPO H: Chelsea, Ajax, Valencia, Lille

I sorteggi di Champions League in diretta.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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La Sfera e lo Spillo

Al via il campionato di Serie A: tutte le probabili formazioni

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In attesa degli ultimi colpi di mercato, questa sera comincia il campionato di serie A. Il calciomercato chiuderà ufficialmente il 2 settembre.

Allo stadio Tardini (ore 18.00) il debutto tra Parma e Juventus. I Campioni d’Italia senza Maurizio Sarri, alle prese con una polmonite, debutta ancora favorita per la vittoria finale nella stagione 2019-2020.

Alle 20.45 scenderà in campo Fiorentina e Napoli allo stadio Artemio Franchi.

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Domani si giocherà Udinese-Milan (ore 18.00); a seguire (ore 20.45) Roma-Genoa, Sampdoria-Lazio, Spal-Atalanta, Torino-Sassuolo, Cagliari-Brescia, e Verona-Bologna.

Per il posticipo del lunedì (ore 20.45) si sfideranno a San Siro, Inter e Lecce.

Ecco le probabili formazioni:

allo stadio Ennio Tardini:

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PARMA (4-3-3): Sepe; Laurini, Iacoponi, Alves, Gagliolo; Hernani, Brugman, Barillà; Kulusevski, Inglese, Gervinho. (Allenatore D’Aversa).

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo. (Allenatore Martusciello) -in sostituzione di Sarri-

Allo stadio Franchi:

FIORENTINA (4-3-3): Dragowski, Lirola, Milenkovic, Pezzella, Venuti; Castrovilli, Badelj, Pulgar; Chiesa, Vlahovic, Sottil. (Allenatore Montella).

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Zielinski; Callejon, Fabian Ruiz, Insigne; Mertens. (Allenatore Ancelotti).

A Udine:

UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, Ekong, Samir; Stryger Larsen, Fofana, Jajalo, Mandragora, Pezzella; De Paul, Lasagna. Allenatore Tudor.

MILAN (4-3-1-2): G. Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Borini, Calhanoglu, Paquetà; Suso; Piatek, Castillejo. (Allenatore Giampaolo).

Allo stadio Olimpico:

ROMA (4-2-3-1): Lopez; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Pellegrini, Cristante; Under, Zaniolo, Perotti; Dzeko. Allenatore Fonseca.

GENOA (3-5-2): Radu; Zapata, Romero, Criscito; Ghiglione, Lerager, Radovanovic, Schone, Barreca; Kouame, Pinamonti. (Allenatore Andreazzoli).

Allo stadio Luigi Ferraris:

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Murillo, Colley, Murru; Linetty, Ekdal, Jankto; Ramirez; Quagliarella, Caprari. (Allenatore Di Francesco).

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Vavro, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Parolo, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile. (Allenatore Simone Inzaghi).

Al Paolo Mazza:

SPAL (3-5-2): Berisha; Cionek, Vicari, Felipe; Di Francesco, Murgia, Missiroli, Kurtic, D’Alessandro; Petagna, Floccari. (Allenatore Semplici).

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Gomez; Muriel, Zapata. (Allenatore Gasperini).

Allo stadio Olimpico Grande Torino:

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri, Meité, Baselli, Berenguer, Ansaldi; Belotti, Zaza. (Allenatore Mazzarri).

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Toljan, Gravillon, Ferrari, Rogerio; Traoré, Obiang, Locatelli; Djuricic, Caputo, Boga. (Allenatore De Zerbi).

Alla Sardegna Arena:

CAGLIARI (4-3-1-2): Rafael; Pinna, Ceppitelli, Klavan, Pellegrini; Ionita, Nainggolan, Birsa; Castro; Joao Pedro, Pavoletti. (Allenatore Maran).

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Chancellor, Cistana, Martella; Bisoli, Tonali, Zhmral; Spalek; Donnarumma, Morosini. (Allenatore Corini).

Al Bentegodi:

VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kubulla, Empereur; Faraoni, Henderson, Veloso, Lazovic; Zaccagni, Verre; Pazzini. (Allenatore Juric).

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Denswil, Dijks; Poli, Kingsley; Orsolini, Soriano, Sansone; Palacio. (Allenatore Tanjga) -in sostituzione di Mihajlovic-

Allo stadio Giuseppe Meazza:

INTER (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar; Candreva, Vecino, Brozovic, Sensi, Asamoah; Lukaku, Martinez. (Allenatore Conte).

LECCE (4-3-1-2): Gabriel; Rispoli, Rossettini, Lucioni, Calderoni; Petriccione, Tachtsidis, Majer; Shakov; Falco, Lapadula. (Allenatore Liverani).

Al via il campionato di Serie A: tutte le probabili formazioni.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

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