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Trento

Spaccio a Trento: rotto il muro del silenzio, chi sa finalmente ha parlato

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Nella città in cui nessuno mai sembra dire nulla, in quella rispettabile Trento capoluogo di provincia che nessuno osa mai nominare in maniera negativa o contraddittoria, nella città dei buonisti a caccia dei fascisti che ormai si sono estinti da un pezzo, qualcuno comincia a parlare.

E allora sono guai, e un pochino per tutti.

Il nostro quotidiano dopo un lavoro di mesi è riuscito ad intervistare uno spacciatore trentino che ha confidato cose che mai nessuno vorrebbe leggere e tanto meno sapere.

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L’intervista video sarà pubblicata in due parti a breve. 

Cocaina ed eroina che scorre a fiumi, a Trento, consumata da professionisti trentini, minorenni che si prostituiscono solo per una sniffata, una ventina di locali trentini che servono di copertura per lo spaccio, giri pazzeschi di soldi che finiscono solo ed esclusivamente in un posto. Con la droga di Trento si aumenta il PIL, ma non quello italiano purtroppo e capirete tutti il perché.

Oltre un migliaio, e solo a Trento, gli spacciatori che lavorano giornalmente guadagnando anche 15 mila euro al mese. 

Una intervista in due puntate in uscita fra pochi giorni che contiene cose mai sentite e che testimonia la gravità della situazione a Trento.

100 volte peggio di quello che si pensava. 

Spacciatori che parlano di spaccio. In città e in provincia.

Non si era mai visto in Trentino. È una vera novità

Scandalo? NO, verità. In che zone? Ve lo diranno. Consumo di droga. Tanta. Tantissima. Ma si. Chiunque si droga, anche a Trento, pensano tutti.

E’ vero. Ma quanto?

Quanto Verona? Quanto Bologna? Quanto Milano? In relazione a quale città?

Trento si droga almeno quasi quanto Bologna signori. Ed è grande meno della metà. Fatevene una ragione.

Starebbe a significare che il grado di sofferenza emotivo della popolazione è almeno il doppio.

Quasi quanto è vero che il grado dei suicidi in regione è il più alto d’Europa.

Vi è chiaro il paragone nel silenzio della città dopo le sette di sera? Ottimo.

I motivi, in una provincia con un grado di consumo di alcol già molto sopra la media italiana , nonostante la nostra redazione pulluli di sociologi e psicologi competenti in materia, li lasciamo immaginare a voi.

Successivamente, vi forniremo dei risultati.

Sulle sere in cui molti vanno a cercare roba perché “Cavolo stasera non se ne trova, hanno fatto la retata, occhio ragazzi che nelle prossime settimane ne mancherà”.

Sulle stesse sere in cui piazza Dante, centro nevralgico dello spaccio trentino, sembra deserta perché “occhio ragazzi sono passati gli sbirri andate a cercarla a Gardolo”, ecco che arriva l’occhio vigile dell’inchiesta che racconta qualcosa che avete sentito a metà.

Perché è giusto che sia così.

Noi ne abbiamo visti a Roma, di locali, (permetterete l’esperienza capitolina della direzione) che nascondevano giri di spaccio dentro a finte gestioni. Con grande sorpresa, qui ci confermano che solo in città, a Trento, ce ne sarebbero ben più di 20.

Bene.

Per tutti coloro che non seguono il filone e anche per quelli che pur avendo l’orecchio apparentemente allenato per l’argomento, non ne hanno sentito abbastanza, noi ci siamo.

E anche per quelli che ne sanno a pacchi più di noi (pensano) e se la ridono. Noi raccontiamo. E siamo i primi. E in quel caso, cari amici, saremo tutto orecchi. Per raccontare ancora di più.

Abituatevi. Perché non sarà la prima volta, ve lo promettiamo.

E perché no, anche per quelli che dopo aver sentito quello che in esclusiva La Voce del Trentino ha da raccontare, diranno agli amiciio ne sapevo di più”, anche se non ne sapevano nulla. Vi perdoniamo. Sentite qua.

Eppure vi diciamo che raccontare ancora, dopo l’operazione più coraggiosa che un quotidiano locale possa aver fatto in decenni di informazione locale in Trentino Alto Adige, sarà facile per voi.

Solamente perché sarà più facile parlare solo dopo che il nostro giornale avrà avuto il coraggio di rompere il celeberrimo “ghiaccio”.

E allora avanti signori. Qui i “domini” dello spaccio rompono il muro del suono e lo fanno in maniera dirompente come nessuno ha mai osato nella storia di questa regione.

Buona visione fra pochi giorni in (due) puntate.

A cura di Elisabetta Cardinali 

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Trento

La trentina Energy fornisce al mercato ortofrutticolo di Bologna il sistema di accumulo e scambio sul posto industriale più grande d’Italia

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Il mercato ortofrutticolo di Bologna si fa green e si dota del più grande impianto di storage per autoconsumo industriale d’Italia.

A fornirlo, in cordata con altre imprese del settore, la trentina Energy, nata e cresciuta in Progetto Manifattura a Rovereto, l’hub della green economy di Trentino Sviluppo.

Nello specifico Energy ha progettato e installato la tecnologia di accumulo che permetterà di consumare durante le ore di buio l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici durante il giorno.

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Ciò è particolarmente funzionale alle esigenze del mercato ortofrutticolo, il cui fabbisogno energetico notturno è particolarmente elevato a causa degli orari di carico-scarico della merce. Significativo, oltre al positivo impatto sull’ambiente, anche il risparmio in bolletta, circa 23 mila euro, per il consorzio ortofrutticolo.

C’è anche la trentina Energy nella cordata di aziende green-tech che hanno da poco ultimato la realizzazione del più grande impianto di storage per autoconsumo d’Italia presso il Centro Agroalimentare di Bologna, in sigla CAAB.

L’impresa, nata nel 2013 in Progetto Manifattura, l’hub della green economy di Trentino Sviluppo a Rovereto, si è occupata nello specifico di progettare ed installare il sistema di accumulo, ovvero un serbatoio interconnesso dove immagazzinare l’energia generata dai pannelli stessi, per poterla poi riutilizzare quando il sole non c’è.

“La necessità di dotare l’impianto di un sistema di storage – spiega Davide Tinazzi, fondatore di Energy – emerge dalle caratteristiche stesse delle attività tipiche di un mercato di tali dimensioni, che prevedono una forte concentrazione dei consumi elettrici nelle ore notturne per l’illuminazione durante le operazioni di carico-scarico di frutta e ortaggi”.

Il progetto di efficientamento energetico del Centro Agroalimentare, di cui fa parte anche FICO- Eataly World, è stato coordinato da REA-Reliable Energy Advisors ed ha portato all’installazione di una copertura fotovoltaica con una potenza di 450 kWp, abbinata a un innovativo impianto di accumulo dell’energia che permetterà attraverso l’applicazione del time shift di auto consumare nelle ore di buio una parte significativa dell’energia prodotta in quelle di luce.

L’impianto alimenta inoltre due colonnine per la ricarica di veicoli elettrici in grado di servire fino a tre auto contemporaneamente.

In questo modo, d’ora in poi, tutte le utenze del mercato ortofrutticolo saranno servite in regime di autoconsumo con scambio sul posto, con importanti benefici per l’ambiente ed un notevole risparmio in bolletta per il CAAB, stimato in circa 23 mila euro l’anno.

Nello specifico, Energy ha fornito al progetto la tecnologia di storage, che si compone di inverter ibridi in grado di integrare al proprio interno sia le funzioni di inverter che quelle di accumulo.

Gli inverter dell’impresa trentina sono inoltre dotati di un innovativo software di “inseguimento” della curva di carico, che permette di ottimizzare l’utilizzo dell’energia accumulata all’interno delle batterie dei pannelli fotovoltaici.

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Trento

Camion e autovettura bloccati dentro la galleria dei crozi

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Si sono improvvisamente fermati nella galleria dei Crozi, pochi minuti uno dall’altro.

Stavano procedendo in direzione Bassano quando il camion di è fermato sulla destra della carreggiata e la Panda sulla sinistra. La presenza dei due mezzi fermi in galleria rende la percorribilità molto pericolosa

La manovra ha provocato subito gravi rallentamenti in una giornata funesta per la viabilità del capoluogo e zone limitrofe.

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Trento

Roberto Dei Giudici starebbe andando in Francia

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Roberto dei Giudici, il 35 enne trentino scomparso da stamane alle 5.30 sarebbe vicino al confine Francese. 

Le forze dell’ordine l’avevano individuato stamane dopo le 8.00 alla stazione di Verona, ma non sapevano ancora della sua scomparsa.

Alcune ore più tardi saputo che era la persona cercata sono tornati alla stazione per verificare la destinazione del suo biglietto.

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Roberto sarebbe quindi in viaggio verso la Francia.

Non è ben chiaro il perché di questa scelta, visto che in Francia non ha ne parenti ne amici.

Ma c’è un ipotesi: nei giorni scorsi sul suo cellulare avrebbe cercato più volte notizie sulla legione straniera francese.

Ricordiamo che insieme a quella spagnola, la legione francese è l’unica rimasta

Roberto era  uscito da casa alle 5.30 del mattino e dopo mezz’ora ha lasciato la macchina nel piazzale di via Rienza a Gardolo dove risiede la ex moglie insieme ai figli.

Dentro la sua macchina era stato trovato il suo cellulare.

Roberto aveva messo la chiave dell’autovettura nella bussola delle lettere della sua ex moglie lasciando anche due lettere, una per la sua ex moglie ed una per i figli. 

Da quel momento Roberto è scomparso nel nulla. 

Se qualcuno ha delle informazioni telefoni a questo numero 3459964354

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