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Voce - Alto Garda e Ledro

Riva del Garda: un successo per la prima festa territoriale dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose

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Si è svolta nel pomeriggio di lunedì 22 aprile a Riva del Garda la prima festa territoriale dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, per incontrare le famiglie della zona ed avviare il nuovo progetto sperimentale di divisione del territorio, seguendo lo schema delle Comunità di Valle.

Per essere più vicini agli associati e potersi confrontare con gli enti locali, l’associazione ha scelto la prima famiglia delegata per l’Alto Garda e Ledro, Alice e Filippo Civettini.

Poi, questo progetto sperimentale verrà esteso a tutto il territorio provinciale, contando sulla disponibilità delle famiglie associate, e magari potrà anche essere replicato a livello nazionale.

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Alla presenza dei segretari nazionali (famiglia Magistri) e dei coordinatori provinciali (Federica Betta e Massimo Sebastiani), è stato organizzato un pomeriggio di festa ed anche di confronto, cui hanno preso parte anche il Vicesindaco Mario Caproni ed il Consigliere Giuseppe Giuliani, in rappresentanza del Comune di Riva del Garda, che ha patrocinato l’iniziativa.

Sono usciti molti spunti, che verranno poi portati avanti a livello locale dalla famiglia Civettini ed a livello provinciale grazie alla famiglia Sebastiani, oltre ad un pomeriggio di festa e tanto divertimento per tutti i bambini presenti.

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Voce - Alto Garda e Ledro

Paesaggi storici, la Val di Gresta si candida

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L’adesione al registro nazionale dei paesaggi storici è l’obiettivo verso il quale si stanno organizzando molte energie in Val di Gresta.

L’idea è creare una strategia di sviluppo condivisa per promuovere questo luogo, coi suoi caratteri paesaggistici distintivi e testimoni di una storia agricola locale e dei valori di una comunità.

Una serata di approfondimento è stata organizzata per mercoledì 10 aprile alle 20.30 alla sala conferenze del Centro anziani a Ronzo-Chienis, in via Don Chiettini.

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Dall’assessorato comunale al turismo e all’agricoltura di Mori viene spiegato che questa è un’occasione per partecipare attivamente a un importante progetto di sviluppo locale: ognuno potrà apportare il proprio pensiero.

L’amministrazione di Ronzo – Chienis auspica che questo progetto possa andare a buon fine non solo per la sua valenza sovracomunale, ma anche per il suo rilievo economico. L’entrata in questo registro potrebbe aprire il percorso per iscriversi poi a quello della Fao, con ulteriore visibilità e rilievo internazionale.

L’auspicio è che il territorio, e non solo il tessuto imprenditoriale, risponda positivamente a quella che è un’iniziativa partita dal basso, grazie alla spinta di alcune aziende.

La Val di Gresta è un paesaggio unico, fragile e complesso.

Coi suoi terrazzamenti, realizzati nel corso dei secoli, è oggi un importante elemento di memoria collettiva. Il Registro nazionale dei paesaggi rurali storici è un’istituzione ministeriale che punta a riconoscere e catalogare i paesaggi agricoli tradizionali o di interesse storico, le pratiche e le conoscenze tradizionali.

Nel progetto sono coinvolte le amministrazioni comunali di Mori e di Ronzo-Chienis, il Bio-distretto, la Famiglia cooperativa di Ronzo-Chienis, imprenditori locali, associazioni, consorzi agricoli e altri soggetti.

Il coordinamento tecnico-scientifico è dell’architetto paesaggista Francesca Bertamini, dello studio di progettazione Paesaggisti per Caso. Il primo obiettivo del gruppo di lavoro è l’elaborazione del dossier di candidatura.

Parlare del paesaggio rurale della Valle di Gresta significa più descrivere un sistema di governo del territorio che si è tramandato nei secoli, piuttosto che specifiche pratiche, colture e tecniche.

Con una nota di settembre 2018, il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo ha comunicato l’esito positivo del processo di preselezione e quindi candidato ufficialmente “Il sistema agricolo terrazzato della Val di Gresta” all’iscrizione al “Rnps”. È ora in fase di elaborazione il dossier di candidatura definitiva, che dovrebbe essere concluso entro la fine dell’estate 2019.

Lo studio è portato avanti da un gruppo interdisciplinare costituito da diverse professionalità (architetto paesaggista, geologo, forestale, agronomo, storico del paesaggio, esperto in elaborazione dati Gis e analisi Vasa).

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Alto Garda e Ledro

Progetto Punta Lido, l’unica soluzione è interpellare la cittadinanza mediante il voto – di Andres Eduardo Perrone

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Egregio direttore, vorrei sottoporre a lei e ai lettori la tematica che in questi giorni sta animando la città di Riva del Garda: il progetto Punta Lido. Premetto di non avere una profonda conoscenza in materia di architettura; premetto anche di ritenere che il patrimonio della città vada valorizzato, mantenendo però quelli che sono il decoro del paesaggio e le caratteristiche tradizionali della città.

A mio parere, la struttura presentata sabato 25 novembre dall’amministrazione comunale, è a sé stante rispetto a quelle che sono le peculiarità paesaggistiche della città. Una struttura così, andrebbe bene in città come New York o Los Angeles, non in una città come Riva del Garda, che presenta caratteristiche diverse da quest’ultime.

Il consiglio all’amministrazione comunale è quello di tornare indietro su questo progetto, evitando lo spreco di denaro pubblico o quantomeno di interpellare la cittadinanza a questo proposito tramite il voto, per comprendere se questa sia o meno d’accordo con il progetto in questione, evitando di prendere la classica decisione “in solitaria”.

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L’eventuale quesito da porre, comunque, dovrà fornire alla cittadinanza tutte le informazioni necessarie e dettagliate sul progetto, di modo che si possa assumere una posizione consapevole sull’argomento.

Concludo, esprimendo anche l’idea che la Lido Immobiliare spa e la Lido srl debbano essere un unico ente, pubblico al 100%.

Andres Eduardo Perrone

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Alto Garda e Ledro

«Kaos balletto» porta a Riva del Garda un’ironica «Cenerentola»

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Martedì 5 dicembre i riflettori del Palacongressi di Riva del Garda si accenderanno alle ore 21.00 per ospitare il secondo appuntamento stagionale proposto dal Centro Servizi Culturali S. Chiara in collaborazione con il Comune di Riva del Garda nell’ambito del Circuito regionale della Danza 2017/2018.

Attesa in scena la compagnia ‘KAOS balletto’ di Firenze con un’ironica «CENERENTOLA», una coreografia ‘a quattro mani’ di Roberto Sartori e Christian Fara. Danzeranno Alessia Fancelli, Christian Fara, Chiara Prina, Claudia Landone, Federica Capozzoli, Valentina Messieri, Annarita Diprizio e Stefano Ledda.

I due coreografi mettono in scena, in chiave contemporanea, una Cenerentola inusuale, che esce dai consueti canoni principeschi di bellezza e mostra la protagonista in una veste diversa, quasi disagiata rispetto al resto della società.

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L’interessante scelta di affrontare l’opera ‘a quattro mani’ deriva dall’intento di dare punti di vista allineati nello scopo, ma allo stesso tempo diversi nell’approccio. La stessa preferenza viene espressa anche a livello musicale, dove le splendide musiche di Sergej Prokof’ev e Gioacchino Rossini vengono unite alternando due diverse partiture: da una parte quella di Rossini e il suo melodramma giocoso e ironico e dall’altra quella più poetica di Prokof’ev.

Tra le oltre trecento varianti di questa fiaba, gli autori hanno scelto la più famosa e popolare, quella di Charles Perrault, in cui Cenerentola è una bellissima giovane, orfana di entrambi i genitori, schiavizzata dalla matrigna e dalle sue sorellastre e che, giunta la notizia che a corte si terrà un ballo organizzato dal re per trovare moglie al principe, con l’aiuto magico della fata madrina riuscirà a parteciparvi e ad avverare il sogno.

Tuttavia Cenerentola, secondo il punto di vista dei coreografi Sartori e Fara, non è la bella fanciulla che risponde all’ideale di perfezione fisica, ma un personaggio del tutto nuovo. Annoverabile tra gli emarginati dalla società per i suoi modi, aspetto ed amicizie, svantaggiata, i suoi valori non sono evidenti, ma visibili solo a chi ha la pazienza di conoscerla, di approfondire la sua storia, scoprirla. In una società grottesca come quella descritta, con le sue bruttezze e carente di sensibilità, lei è esclusa perché diversa e la sua bellezza nascosta richiede grandi sforzi per essere apprezzata.

Luci e ombre, quindi, su un personaggio che non è così semplice come ci è stato sempre dipinto. Eppure,    le questioni trattate non sono mai gravi, ma sempre ricche di una ironia scherzosa. I coreografi, infatti, hanno voluto che questo spettacolo fosse pervaso proprio da profonda ironia e poesia spostandosi tra descrizioni caratteriali più delicate e umori più leggeri e giocosi. Ciò che si ottiene è uno spettacolo adatto a tutti, inserito in un luogo e un tempo indefinito che potrebbe benissimo coincidere con il ‘qui e ora’.

Un tema che si presta quindi ad essere accolto da un vasto pubblico: gli adulti è probabile che vi intravedano uno spettacolo catartico, i più piccoli invece avranno l’occasione di guardare la storia da un punto di vista diverso, anche se di estrema attualità, e su cui potranno lavorare anche a livello didattico ed educativo.

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