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Piana Rotaliana

Piana Rotaliana: la situazione politica fra l’anno Mille e l’Ottocento

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L’anno Mille si aprì all’insegna del potere della chiesa.

Nel 1004 l’Imperatore Enrico II affidò il governo della provincia di Trento al vescovo Udalrico.

L’imperatore voleva avere via libera nel collegamento fra il Sacro Romano Impero e la Penisola Italica, senza doversi scontrare puntualmente con altre popolazioni. La forza e l’influenza della chiesa sul territorio facevano al caso suo.

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L’eccessivo impegno spirituale spinse la chiesa a cercare una figura che ricoprisse il potere temporale. La scelta cadde su Mainardo II.

In realtà Mainardo II ingannò la chiesa e cercò di cacciare via il vescovo per appropriarsi del territorio. Mainardo insieme ad alcuni suoi seguaci fondò la Contea del Tirolo e se ne pose a capo.

La chiesa, colta alla sprovvista, fu costretta a firmare la Pace di Bolzano (1268). Mainardo assoggettò Trento, Mezzolombardo, Mezzocorona e gran parte della provincia. Al principato vescovile non rimasero che le briciole.

Il figlio Enrico nel 1290 ridiede Mezzolombardo al principato vescovile. Questa scelta fu una svolta per il paese. Mezzolombardo divenne l’unico collegamento diretto fra Trento e le Valli del Noce senza sforare nel territorio tirolese. Venne inoltre scelto come centro doganale fra il Tirolo e Trento.

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Questo doppio ruolo permise al paese di diventare il fulcro della regione, e la crescita economica fu esponenziale. Tutto passava per Mezzolombardo. L’importanza strategica durò fino a tutto il ‘700 e l’800.

Quando i Conti del Tirolo si accorsero del forte sviluppo di Mezzolombardo rispetto ai vicini paesi rurali vollero a tutti i costi riprenderselo.

Le trattative con il vescovo Bartolomeo Querini furono lunghe, ma quest’ultimo non cedette. Mezzolombardo rimase sotto l’influsso del vescovo di Trento.

I rapporti erano molto tesi. Il principato vescovile esercitava sui paesi rimasti un potere vessatorio, mentre Mezzolombardo si sentiva del tutto autonomo e autosufficiente. Le diatribe furono numerose.

Nel 1487 Trento decise di imbastire una guerra con i Conti del Tirolo, ma Mezzolombardo insieme a Gardolo e Cognola si rifiutò di pagare le spese militari per guerre sostenute da altri.

Nel 1517 Trento pretendeva di utilizzare i pascoli di Mezzolombardo in quanto facenti parte del suo territorio. Il paese impedì a Trento di avvicinarsi.

Le tasse imposte dal principato, Mezzolombardo non le pagò mai. La lite si risolse addirittura nel 1750 quando il paese, ormai certi del fatto che non pagasse, venne estromesso da ogni obbligo verso Trento.

Fra ‘700 e ‘800 Trento è in balia delle dominazioni straniere. Si fa fatica a stare dietro ai dominatori: nel settembre 1796 i Francesi, a novembre gli Austriaci, nel gennaio 1797 i Francesi e nel 1801 nuovamente gli austriaci.

Si passò nuovamente dall’altra sponda, quando nel 1806 il Trentino, passato sotto il dominio bavarese, fu costretto a schierarsi dalla parte dei francesi contro l’Austria.

Con la vittoria di Napoleone e lo scioglimento del Sacro Romano Impero, il Trentino venne suddiviso in giudizi distrettuali.

Dalla sede di Trento dipendevano Cles, Mezzolombardo, Malè, Pergine e Cavalese. Nonostante la situazione burrascosa, Mezzolombardo non venne mai intaccato e il ruolo di primo piano nelle relazioni commerciali rimase immutato.

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Piana Rotaliana

FEM: in Trentino 56 nuovi imprenditori agricoli. A San Michele oggi la consegna degli attestati e la partenza del nuovo corso

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E’ partito oggi il corso di formazione per l’ottenimento del brevetto professionale per imprenditore agricolo. 2300 le persone formate ad oggi

In Trentino 56 nuovi imprenditori agricoli. A San Michele oggi la consegna degli attestati e la partenza del nuovo corso

Dal 1986, anno di attivazione, ad oggi, il corso per la qualificazione professionale dei giovani imprenditori agricoli ha registrato circa duemilatrecento partecipanti. Con una presenza femminile in costante crescita e ormai stabilizzata mediamente intorno al 30% delle adesioni.

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Oggi alla Fondazione Edmund Mach, sono stati consegnati i brevetti a 56 giovani che hanno concluso il percorso di formazione biennale 2017-2019 e ha aperto i battenti il nuovo corso di formazione per giovani imprenditori agricoli che si concluderà nell’ottobre 2021. All’evento hanno preso parte in apertura l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli, il direttore generale, Mario Del Grosso Destreri, il dirigente del Centro Istruzione e Formazione, Ivano Artuso, il responsabile della sezione qualificazione professionale agricola, Michele Covi, il coordinatore del corso Paolo Dalla Valle con il docente Carlo Micheli e i componenti della commissione di gestione.

Il direttore generale Mario Del Grosso Destreri ha sottolineato l’importante ruolo di FEM per l’agricoltura trentina e le necessarie ricadute sul territorio delle sue attività di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico. Ha evidenziato, altresì, l’unicità di questo ente augurando ogni successo sia a coloro che oggi iniziano il percorso di formazione sia a coloro che ricevono il brevetto di imprenditore agricolo. Con un appello ad entrambi: “contate su FEM nei momenti di sfida e difficoltà e affidatevi ai nostri docenti”.

L’assessore Giulia Zanotelli ha premiato i sette imprenditori più meritevoli, che hanno ricevuto una votazione superiore a 90/100. Ha evidenziato che “quello di oggi è un momento importante perché mette al centro la formazione, elemento che abbiamo trattato anche con i giovani nel Tavolo AgriYoung. L’auspicio è che i giovani si avvicinino al mondo dell’agricoltura non per seconda scelta, ma per passione, dedizione, preservazione della storia e della tradizione che contraddistinguono il nostro territorio”.

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L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attività di qualificazione professionale agricola programmata dal Centro Istruzione e formazione grazie al finanziamento del Programma di Sviluppo Rurale 2014-20 della Provincia Autonoma di Trento.

Il percorso formativo è rivolto ai giovani di età compresa tra 18 e 40 anni che intendono insediarsi in agricoltura, e quindi ottenere il premio di primo insediamento in azienda agricola, ma che non sono in possesso di un titolo di studio rilasciato da una scuola superiore o da un’università di carattere agrario. L’obiettivo è garantire l’acquisizione di una serie di competenze mirate alla corretta gestione di un’azienda agricola ed il conseguimento del brevetto professionale di imprenditore agricolo.

I 56 partecipanti, selezionati da un’apposita Commissione tra 75 richiedenti, hanno un‘età compresa fra 18 e 40 anni.

I numeri del corso BPIA: 40 % donne – 60 % uomini, 35% già insediati in azienda – 65% insediamento futuro, 40% età > 30 anni – 60% età < 30 anni, 14% Laurea – 50% Diploma superiori – 22% Qualifica professionale – 14% Licenza media, 35% allevamento vari – 20+20% melo+vite – 5% ortaggi+PF – 20% attività varie, 25% Val d’Adige/Cembra – 15+15+15% Valli Non/Sole+Valsugana+Sarca/Laghi e 11+11% Giudicarie+Fiemme/Primiero– 8% Vallagarina

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Piana Rotaliana

Le Olimpiadi vitienologiche aprono l’anno scolastico e accademico a San Michele

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E’ in programma martedì 19 novembre, alle ore 11, presso l’aula magna l’inaugurazione dei corsi di studio in campo vitienologico della Fondazione Edmund Mach e del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A) dell’Università di Trento, alla presenza del presidente FEM, Andrea Segrè, del rettore Paolo Collini e dell’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

Alle 11.30 interverrà Franco Marzatico, Soprintendente per i Beni Culturali presso la Provincia di Trento con la Lectio Magistralis “ La cultura del vino nel mondo antico”. Alle ore 12.15 è prevista la premiazione dei vincitori “Olimpiadi Viti Enologiche” e l’intervento di Ilaria Pertot, direttrice del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (UniTrento-FEM) e Ivano Artuso, dirigente del Centro Istruzione e Formazione FEM.

Quest’anno l’evento sarà preceduto da una iniziativa unica nel suo genere: le Olimpiadi vitienologiche che vedranno sfidarsi dalle ore 8 alle 10.45 presso il Palazzo della Ricerca e della Conoscenza gli studenti del Centro Istruzione e Formazione e del Corso di laurea in una serie di prove di conoscenza e abilità in ambito viti-enologico.

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I ragazzi dovranno risolvere sei quesiti. Le squadre, miste, sono composte da 8 studenti e studentesse del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia – C3A e corso enotecnico della Fondazione Mach.

Tutti i partecipanti avranno diritto ad un viaggio per conoscere le tecniche più avanzate in ambito viti-enologico. Ai vincitori una cassetta professionale di accessori per la degustazione del vino.

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Piana Rotaliana

Arrestati con 2,2 chili di eroina. Due cittadini albanesi condannati a 2 anni e 8 mesi di reclusione

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I due albanesi erano caduti nella rete della Guardia di Finanza l’undici maggio 2018 quando nel corso di un servizio di controllo del territorio su strada all’altezza di via Stenico, a Trento, le unità cinofile della Compagnia di Trento li avevano fermati trovando all’interno della loro macchina con targa italiana 1 chilo di eroina purissima. 

La susseguente perquisizione nelle rispettive abitazioni in via Stoppani nel capoluogo e in via Trento a Mezzolombardo  avevano permesso di scovare, ben occultate dietro un armadio della stanza da letto, altri due panetti per un totale di un altro chilo di eroina, simili a quelli rinvenuti nell’automobile.

Nel corso delle perquisizioni erano stati anche trovati 250,00 euro in contanti, della cui legittima provenienza entrambi gli occupanti dell’abitazione non hanno saputo fornire giustificazioni e che sono, pertanto, stati ritenuti provento di spaccio.

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T.E., 33 anni disoccupato residente nel capoluogo e T.R., 39 anni, residente a Mezzolombardo con regolare contratto di lavoro sono stati condannati a 2 anni e 8 mesi di carcere per possesso di droga.

Lo stupefacente sequestrato era pari a 2,2 chilogrammi ed aveva un valore sul mercato di oltre 100 mila euro.

 

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