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Rovereto e Vallagarina

Morte Roberto Fontana: sotto accusa il guard rail che diventa una ghigliottina

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Il tragico incidente nel quale ha perso la vita Roberto Fontana, rimarca ulteriormente la necessità di un “ Piano Sicurezza” che riduca al minimo i rischi mortali sulle strade per motociclisti e ciclisti.

Sotto accusa l’effetto ghigliottina proprio dei guard rail di vecchia generazione in caso di scivolata: la maggior parte di quelli che si trovano a bordo strada.

A lanciare l’appello è stato il presidente del Moto Club Trento Bruno Garzetti che in occasione dell’annuale appuntamento della “ Benedizione delle Moto” aveva riproposto una richiesta che ormai sta facendo da anni: “ Si deve fare di tutto per evitare l’effetto ghigliottina del guard rail. Molte curve delle strade della Provincia sono state messe in sicurezza, ma non tutte. Si tratta di chiudere lo spazio vuoto che si trova sotto la lamiera tagliente per evitare tragiche conseguenze ad un motociclista in scivolata, dopo la caduta. L’ideale sarebbe un piano provinciale in collaborazione con le amministrazioni comunali per risolvere nel suo insieme un problema che coinvolge anche i ciclisti in discesa. In più a inizio stagione è necessaria la pulizia delle strade sia per quanto riguarda le carreggiate, ma specialmente i bordi delle curve. Un’altra insidia è quella delle botole che spesso, specialmente nei centri abitati, non sono allo stesso livello dell’asfalto. a causa dei lavori sono sopraelevate e costituiscono un pericolo se prese frontalmente, ma è a rischio anche il zig-zag che motociclisti e ciclisti sono costretti a fare per evitarle”.

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Eliminare un rischio mortale non costerebbe nemmeno tanto.

Come detto sarebbe sufficiente chiudere lo spazio vuoto che si trova sotto le lamiere, un’operazione realizzabile senza nemmeno dover sostituire il guard rail. (foto)

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Nell’incidente dove ha trovato la morte lo sfortunato Roberto Fontana è necessario ricordare che solo per un caso fortuito il figlio 17 enne è riuscito a passare sotto il guard rail anziché sbatterci contro, per così andare a finire nel prato, e con ogni probabilità anche a salvarsi la vita.

Oggi il guar rail è uno dei nemici mortali dei motociclisti.

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Il guard-rail, barriera protettiva concepita per gli autoveicoli, è sempre stato temuto dai centauri per le nefaste conseguenze che può avere in caso di contatto dopo una caduta o un incidente con la moto.

Sull’argomento è intervenuto anche Lorenzo Galasso presidente del Club Ducati del Trentino, «Quello dei guardrail è da sempre un problema invisibile a chi non è un motociclista, anche se in molte curve critiche già sono inseriti delle protezioni, c’è ancora molto da fare. Associazioni come Motor Lab da anni lottano contro queste tagliole, che chiamiamo guardrail e che spesso non vengono cambiate solo per questioni economiche, ma perdere un arto o peggio la vita, come può essere messo sul piatto dei costi/benefici di un bilancio comunale?»

Nel 2017 il ministro dei trasporti italiano aveva dichiarato che la norma era all’esame della comunità Europea e che avrebbe dovuto diventare a breve operativa. Per ora però i centauri continuano a morire.

MotorLab porta avanti il progetto di solidarietà civile “ADOTTA un DR46” è una soluzione alternativa per sopperire alla mancanza di fondi pubblici volti alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e alla dotazione di protezioni adeguate.

Il progetto si rivolge alle PMI che aderendo e finanziando il nostro progetto “ADOTTA UN DR46” oltre ad intitolarselo tramite l’applicazione di una scritta adesiva sulla barriera DR46 (in rispetto del codice della strada non alterando peraltro le funzioni protettive della barriera stessa), potranno beneficiare dell’attività promo pubblicitaria fornita dall’associazione “MOTORLAB IDEE IN MOVIMENTO”.

La speranza è che l’emulazione dell’adesione da parte di tante realtà imprenditoriali e produttive, porti a diffondersi l’iniziativa sia nel contesto regionale sia nazionale con una reale partecipazione attiva alla messa in sicurezza per l’intera comunità.

 

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: mercoledì 20 la presentazione del progetto Lions “Invito alla Vita”

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Non è facile crescere: alle volte è una strada in salita, e ci sono degli ostacoli da affrontare che sembrano insormontabili.

Ci sono tanti piccoli segnali da non sottovalutare: depressione, irritabilità, apatia, disturbi alimentari, incomprensioni in famiglia, problemi con gli amici, bullismo, fino all’autolesionismo e alle tendenze suicide.

Ma ce n’è uno, che è il più pericoloso: la solitudine, e il senso di isolamento.

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Per questo nasce App To Young: per dare voce ai ragazzi che vivono un momento di malessere, di disagio, e hanno voglia di parlare con una voce amica.

L’incontro di presentazione  è previsto questo mercoledì 20 novembre alle ore 20.30 presso la Sala Filarmonica di Rovereto, in cui si darà riscontro di un importantissimo progetto denominato “Invito alla Vita”, che ha visto per la prima volta in campo tutti assieme i Clubs Service di Rovereto, ovvero: i tre Lions Club Host, San Marco e Fortunato Depero, i due Rotary Club Rovereto e Vallagarina, la Round Table, il Club 41 Italia, il Rataract di Rovereto e Riva del Garda, Together We Can e l’Associazione A.M.A. Auto Mutuo Aiuto.

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Più che convinto pure il Patrocinio del Comune di Rovereto e della Comunità di Valle della Vallagarina.

Stimato relatore dell’incontro sarà il dr. Stefano Alemanno, Educatore – Pedagogista – Ufficio Progetti Innovativi del Comune di Firenze.

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A Rovereto il progetto è stato presentato e attivato con apprezzamento in ben quattro Istituti superiori, ovvero: Liceo Rosmini, Istituto Tecnico Tecnologico Marconi, Istituto d’Arte Depero e l’Istituto Alberghiero.

Coinvolti ben qualche centinaio di ragazze e ragazzi.

Come funziona il progetto? È molto semplice. AppToYoung è una app creata per tablet e smartphone – gratuita, leggera e facile da scaricare – in cui i ragazzi possono scegliere se chattare con i propri coetanei (peer affiancati online da una psicoterapeuta, secondo la metodologia YOUNGLE), o telefonare al numero verde gestito da psicologhe dell’ ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Tutti i dati sensibili ed i contenuti delle conversazioni sviluppate in chat, come pure  l’intera app sono contenuti all’interno del server dell’ Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, che ne ha validato anche l’affidabilità in termini di sicurezza e protezione dei dati sensibili degli utenti.

Nell’incontro con i vari Istituti superiori verranno presentati i dati di 10 mesi di lavoro in chat, i diversi problemi presentati, con una dettagliata analisi qualitativa e quantitativa.

Un focus particolare nella presentazione sarà dedicato alla modalità di lavoro “online”.

Il progetto AppToYoung è stato presentato nelle scorse settimane a Roma presso l’Ufficio Prevenzione del MIUR, dopo che l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana ne ha validato l’efficacia in termini di prevenzione del disagio giovanile, contribuendo alla diffusione della app negli Istituti Scolastici Superiori del territorio regionale toscano.

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Rovereto e Vallagarina

Terminata la prima assemblea della Società multiservizi Rovereto

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Si è svolta giovedì la prima assemblea della Società multiservizi Rovereto (Smr).

Alla seduta era presente il Comune di Rovereto, in qualità di socio unico, rappresentato dal sindaco Francesco Valduga e dal direttore generale Mauro Amadori; per l’azienda c’erano i membri del consiglio di amministrazione col presidente Antonello Galli e i consiglieri Federico Masera ed Elisabetta Silvino, assieme al collegio sindacale con Alessandro Battocchi e Micol Marisa.

Assente giustificato il presidente del collegio sindacale Corrado Ravagni.

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L’assemblea ha discusso e votato i primi punti all’ordine del giorno, confermando l’attuale Cda e attribuendo le deleghe di gestione.

Sulla nascita della società, il consiglio comunale si era espresso favorevolmente il 24 luglio. Il 6 agosto, davanti al notaio Orazio Marco Poma di Rovereto, era stato sottoscritto l’atto di trasformazione da Amr in Smr.

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Sono seguiti l’iscrizione all’Ufficio del registro e alla Camera di commercio. Amr è rimasta attiva fino al 30 ottobre, dal primo novembre ha mutato nome e natura giudica. Oggi Smr Srl è una società in house sotto la direzione e il controllo del Comune di Rovereto, unico socio.

Il presidente Antonello Galli, che nei giorni scorsi ha informato tutti i collaboratori dell’avvenuto cambiamento, ha affermato: «Siamo nella posizione ottimale per cogliere una nuova opportunità di crescita. Siamo chiamati a migliorare le performance, sviluppare le competenze, innovare la nostra immagine. Lavoreremo in coerenza con la mission che il Comune ci affida. Individueremo anche percorsi di crescita per il personale. Saremo impegnati per portare l’azienda a un livello di efficienza ed efficacia che possa consentire al Comune di confermarci l’affidamento dei servizi attuali e di affidarcene di nuovi, anche a valenza sovracomunale, favorendo così l’ingresso di nuovi soci: i Comuni della nostra vallata».

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L’amministrazione comunale, ringraziando per il percorso fin qui svolto tutti gli attori che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato storico, ha ribadito gli obiettivi già formalizzati all’inizio del percorso: garantire alla città una leadership nella progettazione ed erogazione di servizi, con maggiore qualità e maggior risparmio, in un’area sovracomunale, dove si implementano le azioni volte a valorizzare l’innovazione e si favorisce la costruzione di politiche efficaci nell’ambito dello sviluppo economico e sociale del territorio.

Si promuove un assetto organizzativo e decisionale di tipo manageriale che assicura maggiore snellezza operativa.

Inoltre, il nuovo soggetto saprà adottare strategie efficaci per competere sul mercato. L’obiettivo è ampliare l’offerta dei servizi, consentendo quindi anche un ampliamento del personale. Il Comune non mancherà di indirizzare gli obiettivi strategici ed esercitare il controllo sui risultati.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: forte boato in via Magazol, ma è un falso allarme

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Nella giornata di ieri la CUE 112 sono arrivate diverse chiamate per un forte boato sentito vicino a dei palazzi tra via Magazol e via Graser. Pensando al peggio i vigili del fuoco volontari di Rovereto insieme alla macchina dei soccorsi si è immediatamente messa in moto.

La squadra di turno è stata allertata dalla centrale di Trento. Sul posto anche le Ambulanze di Trentino Emergenza, i Carabinieri e la Polizia Locale. Giunti sul luogo dell’evento e dopo le attente verifiche è stato dichiarato però un falso allarme, i vigili del fuoco infatti hanno trovato tutto nella norma. Non si spiega però il forte boato sentito da numerosi residenti.

Sul posto sono arrivati  una ventina di vigili del fuoco con 5 mezzi.

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