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Valsugana e Primiero

Lega Levico Terme: «Siamo pronti a rilanciare il nostro paese»

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Si è svolta stamane la conferenza stampa di presentazione della lista della Lega Salvini Trentino a sostegno del candidato Sindaco Tommaso Acler.

Alla conferenza stampa ha partecipato il Segretario Nazionale della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti, il Consigliere provinciale Devid Moranduzzo e il Presidente della Lega Salvini Trentino Alessandro Savoi.

Ad aprire gli interventi è stato il referente per la Lega Salvini Trentino a Levico Cristian Libardi che ha esordito dicendo: “Il gruppo di Levico è cresciuto partendo dal nucleo storico, fino a contare oltre 200 tesserati tanto che la lista è stata formata senza difficoltà. In futuro il gruppo dovrà fornire un indispensabile sostegno agli eletti”.

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Spazio anche al candidato per la Lega Salvini Trentino a Levico Aldo Chirico che ha presentato la lista dei 18 candidati che sosterranno il candidato Sindaco Tommaso Acler.

Una presenza – quella della Lega Salvini Trentino alle elezioni comunali di Levico Terme – che è importante per il Segretario Nazionale Mirko Bisesti che ha detto: “Siamo qui con la nostra lista e, con orgoglio, vogliamo supportare una coalizione che regge il candidato Acler che è un esempio di dedizione verso territorio e comunità. Levico merita molto di più di quanto fin ora fatto perché è una cittadina che ha peculiarità del tutto uniche che vanno dalla sua natura, al suo turismo e ai piccoli commercianti. Quella del 26 maggio sarà una sfida importante anche a livello nazionale ed europeo e i militanti di Levico avranno un ruolo importante per far si che si possa continuare con la politica del piccolo Buonsenso”

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Valsugana e Primiero

Civitas: quelli che dicono di essere ambientalisti

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Stasera presso l’azienda Boccher si parlerà di ambiente.

Ospite d’onore Martina Ferrai, candidata sindaco del centro sinistra di Borgo Valsugana celata sotto la «mascherata» di Civitas che alla fine come ripetuto nell’artico di ieri non è che il vecchio e stanco PD che cerca di risorgere dopo i molteplici flop elettoriali

Il punto è di che ambiente si parlerà stasera presso l’azienda Boccher che invitando la candidata Sindaca conferma quindi di sostenerla.

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Si, perché alcuni fatti vanno resi noti.

La Corte di Cassazione infatti ha confermato e reso definitiva la sentenza di condanna di Boccher Franco e Luciano, rei di aver effettuato in località Visle in Valsugana un ripristino ambientale (in parole correnti, una bonifica) utilizzando materiale di scarto dell’acciaieria di Borgo, gravemente inquinato (in particolare dal cromo in quantità superiore al 750% del massimo ammesso dalla legge), senza adeguate opere di salvaguardia, scaricando quindi gli inquinanti addirittura “a contatto con l’acqua di falda, che nell’area è affiorante” recita la sentenza.

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Chiariamo subito che dopo quanto successo, l’azienda è passata al figlio  che condivide a «manetta» sulla sua pagina facebook qualsiasi cosa scriva Martina Ferrai. (Pagina prontamente ripulita dopo l’uscita di questo articolo)

La famiglia Boccher – almeno secondo il tribunale di Trento – non sarebbe quindi così sensibile e attenta all’ambiente come invece chiede sul sito Civitas nel suo programma.

«Il Borgo che vorrei è un paese consapevole che sostenibilità vuol dire conciliare le attività umane con il rispetto dell’ambiente, e affronta la presenza di insedia – menti industriali o di aree inquinate in maniera matura, competente e seria. È un posto dove l’Amministrazione sa che può e deve esercitare un ruolo da protagonista nell’Accordo di Programma con l’Acciaieria, e trovare il modo per restituire a Borgo Ovest un aspetto meno desolante di quello attuale ma, anzi, farlo diventare il Chilometro verde-blu» – si legge infatti nel programma della Ferrai

La sentenza del Tribunale con i Boccher è particolarmente severa e li giudica anche “avvezzi ad ingannare” la pubblica amministrazione, attraverso “tecniche di aggiramento dei controlli” come “doppie bolle di consegna da usare in caso di controlli”, “miscelazioni non consentite di rifiuti” spacciati come terre residuate e “cedute ad ignari privati”(quindi con ulteriore diffusione degli inquinanti).

Non solo: i Boccher riporta la sentenza “‘addomesticavano’ le analisi” avendo “piena consapevolezza delle reali caratteristiche delle scorie” e quindi ponendo “in essere ogni stratagemma possibile per occultarle”. E per di più sono recidivi, essendo questa la seconda condanna per reati ambientali.

Ma la cosa incredibile deve ancora arrivare e la riporta Questotrentino con un articolo firmato da Ettore Paris. 

Si perché la Giunta di centro sinistra guidata da Rossi, che fa? Da’ una strigliata all’Appa, l’Agenzia di Protezione dell’Ambiente che non si era accorta di niente (o peggio, come vedremo)? Rivede in qualche maniera i meccanismi di controllo?

No, niente di tutto questo. Anzi – e questa è la seconda notizia – fa l’esatto contrario.

Premia i Boccher. Quelli “avvezzi ad ingannare” a “aggirare i controlli” ad “addomesticare le analisi”, che infilano una condanna dopo l’altra.

Possibile? Purtroppo sì. Con delibera 1297 del 2015 (quando, è vero, non c’era ancora la definitiva sentenza della Cassazione, ma già c’era stata la condanna del Tribunale) l’assessore Alessandro Olivi concede un contributo di oltre mezzo milione (524.830 euro, per la precisione) alla Boccher Luciano srl, rappresentata da Boccher Franco (sono padre e figlio, entrambi condannati) perché conduca un progetto di ricerca denominato “Recupero ed inertizzazione di rifiuti industriali con studio e messa a punto di nuovi prodotti ecocompatibili”.

Questo è il centro sinistra trentino, questo è il centro sinistra di Borgo.

Un campagna elettorale, quella di Borgo, dove Civitas alias PD sembra aver perso del tutto la bussola in termini di protezione ambientale: e attenzione, non parliamo di paesaggio, su cui magari le sensibilità possono essere diverse, ma di salute.

Per la Ferrai un altro clamoroso scivolone, perché andare a presentare le proprie idee sull’ambiente all’interno di un’azienda condannata due volte per reati ambientali è davvero il colmo. Anzi una follia.

Un campagna che sembra al veleno anche sui social. Pare infatti che dopo le elezioni siano in procinto di partire numerose denunce per diffamazione nei confronti di alcuni esponenti politici.

Indovinate contro di chi?

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Valsugana e Primiero

Civitas: quelli che praticamente copiano il programma del PD

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Martina Ferrai nei vari comizi ed incontri elettorali fa di tutto per smentire che la sua lista sia in tutto e per tutto il centro sinistra di Borgo Valsugana. 

Già, perché centro sinistra vuol dire PD, e di questi tempi viste le batoste elettorali c’è il serio pericolo di essere contagiati dal virus della sconfitta.

La Ferrai dice che la sua lista è una «civica», ma in realtà è il PD di Borgo Valsugana

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Nonostante, in modo alquanto furbesco, il suo programma elettorale sia volutamente molto generico e vago, e molte cose siano «interpretative», cioè vogliano dire tutto e nulla, ai molti non è sfuggito come nei comizi elettorali ed incontri di presentazione faccia riferimento solo ed esclusivamente al programma del PD Trentino redatto in occasione delle comunali borghesane del 2015 a sostegno del candidato sindaco Pompermaier e ne citi addirittura le parole pari passo.

Sulla scuola, nel programma ha copiato perfettamente quando aveva sostenuto il centro sinistra nel 2015 (vedi sotto)

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Le rotatorie di via Spagolla, dove non ci sono nemmeno le dimensioni per poterla costruire, per Olle, per la val di Sella, oppure la rotatoria davanti al centro intermodale non sono altro che i punti del programma del PD provinciale a sostegno di Pompermaier.

Ferrai continua a dichiarare che nel suo schieramento sono presenti varie sensibilità. Ma intanto il programma, le idee, e i valori sono quelli del PD.

L’estrazione insomma è quella, partendo anche dal marito della Ferrai che è simpatizzante di Niky Vendola, il parlamentare di centro sinistra baby-pensionato a 57 anni, che riscuote ogni mese un assegno di 5618 euro lordi a cui  vanno aggiunti i circa 5 mila euro al mese che percepisce come ex deputato (fino a eventuale rielezione in Parlamento).

In tutto, se si sommano i due vitalizi, fanno circa 10 mila euro al mese.

Giuseppe Guglielmi, il marito della Ferrai, a quanto pare si diverte anche a diffamare e insultare gli avversari politici con tanto di «mi piace» di assenso della moglie. (vedi foto )

Chissà se leggendo gli insulti il consigliere provinciale Alex Marini invece di chiedere attraverso un sondaggio alla base se denunciare o meno il malcapitato marito della Ferrai agirà nell’immediato.

C’è un’altro particolare che non è sfuggito.

La Ferrai non muove un passo senza Laura Froner, ex parlamentare del PD che la segue dovunque e con la quale ha dei colloqui frequenti.

Froner è stata anche ex sindaco di Borgo Valsugana fra le file del PD ed è il dirigente della scuola che non si vuole spostare. La corrente di pensiero quindi è quella.

In modo gattopardesco insomma, cambiare tutto per non cambiare nulla.

Mascherarsi abilmente da Civica, ma seguire sempre le ideologie dell’accoglienza assennata dei migranti che naturalmente pagano i contribuenti.

Continuare a sostenere le politiche della sussidiarietà e assistenzialistiche che hanno portato l’Italia negli ultimi 5 anni a guida PD sull’orlo del baratro.

Accentrare tutti i servizi per così lasciare da sole valli e periferie.

Ma alla fine sono sempre loro, quelli che hanno governato il Trentino e l’Italia negli ultimi 5 anni, e che nelle urne il 21 ottobre sono stati polverizzati dalla comunità.

Quelli di Civitas e Innova sono quelli che dal 40% sono passati al 18% in ambito nazionale, e dal 26% al 13% in Trentino.

Un vero bagno di sangue insomma, un flop dietro l’altro.

Ma c’è una cosa peggiore del perdere le elezioni, ed è non sapere perché si siano perse e continuare a voler prendere in giro i cittadini. 

 

 

 

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Valsugana e Primiero

Primiero: la guardia medica non si presenta, denunciato dai Carabinieri

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In una delle scorse serate, la Stazione Carabinieri di Primiero San Martino di Castrozza è stata allertata da una richiesta di intervento di alcuni cittadini bisognosi della Guardia medica.

I cittadini lamentavano di aver trovato le porte degli ambulatori chiuse.

Gli utenti, che per lungo tempo avevano suonato il campanello senza ottenere risposta, riuscivano ad attirare l’attenzione di alcune infermiere presenti all’interno della struttura che presa contezza della situazione, davano comunque assistenza ai pazienti bisognosi rispondendo alle immediate esigenze sotto il coordinamento della centrale operativa ed un medico di Trentino Emergenza.

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Una volta fornite le prestazioni, su direttiva della centrale operativa di Trentino emergenza veniva apposto un cartello che invitava i pazienti a rivolgersi alla guardia medica di San Martino di Castrozza oppure al 112.

La vicenda, che aveva lasciato un certo malumore tra i cittadini interessati, non veniva tralasciata dai Carabinieri di Primiero i quali, a seguito di immediati approfondimenti, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria Trentina la guardia medica che la sera dei fatti non si era presentata in servizio, ravvisando il reato di interruzione di pubblico servizio

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