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Arte e Cultura

Il professor Stefano Zecchi nuovo presidente del MUSE

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Dopo quella di Vittorio Sgarbi al Mart, la giunta provinciale di Trento si è occupata di un’altra nomina ai vertici di uno dei più importanti musei del Trentino.

Nella seduta di ieri infatti, su proposta del presidente d’intesa con l’assessore alla cultura, l’esecutivo ha designato il professor Stefano Zecchi alla presidenza del Muse.

Nato a Venezia nel 1945, Zecchi è stato professore di estetica all’università degli studi di Milano, unendo all’attività di accademico e filosofo quelle di scrittore, giornalista ed opinionista,  cosa che gli è valsa la notorietà presso il grande pubblico che lo ricorda anche per i suoi interventi in alcune popolari trasmissioni televisive. “Siamo certi che le caratteristiche del professor Zecchi – commentano il presidente della Provincia autonoma di Trento e l’assessore provinciale alla cultura – sapranno dare il giusto apporto alla mission del Muse che accanto al rigore scientifico unisce la vitalità di continue proposte capaci di mantenere alto il potenziale attrattivo di un museo che ha finora dato grandi soddisfazioni, e per questo ringraziamo il board uscente porgendo nel contempo i migliori auguri a chi ora dovrà portare avanti la continua sfida dell’eccellenza”.

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Come nel caso di Vittorio Sgarbi, anche il professor Zecchi non percepirà un compenso per svolgere il ruolo di presidente del Muse.

Accanto a Zecchi, indicato quale presidente, la Giunta provinciale ieri ha nominato anche il secondo componente del cda del Muse che – nel rispetto delle regole sull’equilibrio di genere – deve essere una donna.

Si tratta della giornalista Laura Strada, trentina, già responsabile della redazione RAI di Trento ed oggi inviata della TGR.

Siederà nel consiglio di amministrazione assieme all’ex sindaco ed ex vicepresidente della Provincia, Alberto Pacher designato dal Comune di Trento.

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fashion

Fashion sharing: esplode la moda del vestito a noleggio

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Fashion renting o fashion sharing sono i nuovi metodi mediante i quali non si acquista più un abito firmato, ma lo si noleggia o si scambia.

Molte volte il vestito serve solo per un’occasione e poi magari non si usa più ed allora al posto di spendere qualche centinaio di euro, con 50 si ha la possibilità di fare bella figura.

Negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina il fenomeno è esploso diventando un business che ha in internet un esclusivo canale di vendita e da una stima di settore, nel 2023 sarà un mercato del valore di 1,9 miliardi di dollari.

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Anche perché la prospettiva è quella di un allargamento dell’offerta non solo a capi di lusso, ma anche a quelli medi.

In più il noleggio o lo scambio risponde ai canoni voluti dal rispetto dell’ambiente e dall’ecosostenibilità ed è in linea con l’economia della condivisione.

A favorire questa scelta anche la minor qualità dei tessuti, tanto che in 15 anni la durata dei capi d’abbigliamento è diminuita del 36% e la vita media stimata dei vestiti, arriva ai 160 utilizzi, il che vuol dire una produzione di 16 milioni di rifiuti tessili nella sola Europa.

Secondo The Guardian da oggi al 2050 l’industria tessile sarà responsabile di un quarto del consumo del carbon budget, contribuendo all’aumento della temperatura globale di 2°C.

Insomma se si riesce a modificare questa tendenza, potrebbe davvero essere un’ottima cosa ed allora ben venga un noleggio di un abito che per quattro giorni ha un costo medio di 50 euro comprensivo dell’assicurazione per eventuali danni e servizio di lavanderia.

I siti a cui rivolgersi? Eccoli. Rent the Runway, Chic By Choice attivo in tutta Europa, Girl Meets Dress in Inghilterra.

Front Row Tribe in Italia.

Sul sito I Share My Bag è possibile condividere borse e accessori. Passando da un sito all’altro è possibile trovare abiti ricamati di Rochas a 50 euro per 4 giorni, oppure degli stilisti Giovanbattista Valli o Emilio Pucci, capi che in boutique hanno un costo che supera i 2 mila euro.

Il nuovo fronte dello shopping targato fashion renting o fashion sharing, è appena stato aperto.

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Arte e Cultura

Albere, il pensiero dei cittadini sul futuro del Palazzo

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Da palazzo principesco a luogo di incontro della comunità trentina.

L’assessorato all’istruzione, università e cultura guidato da Mirko Bisesti propone di aggiungere anche la voce dei cittadini sul futuro delle Albere.

Ci sarà quindi la possibilità di esprimersi in merito al destino della storica struttura del capoluogo.

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Un tema sul quale nelle ultime settimane si è aperto un vivace dibattito. L’operazione ascolto è rivolta a tutti i trentini e alle associazioni culturali del territorio.

L’appuntamento è per il 30 luglio alle 20.30 al piano terra di Palazzo delle Albere.

Accanto all’assessore Bisesti interverrà il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato; modererà la serata il responsabile dell’ ufficio stampa della Provincia, Giampaolo Pedrotti.

“Tutti sono invitati a partecipare a questo incontro – spiega l’assessore Bisesti – che nasce con l’obiettivo di allargare il confronto per ascoltare, discutere e approfondire le diverse idee che scaturiranno. L’obiettivo è quello di favorire la più ampia condivisione possibile attorno al progetto finale su cui l’esecutivo provinciale sarà chiamato ad esprimersi“.

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Musica

Val di Fassa, «I Suoni delle Dolomiti»: all’alba voci e musiche per una promessa di pace

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Torna uno degli eventi simbolo de I Suoni delle Dolomiti per un mix di natura, arte e atmosfera davvero irripetibile.

Si tratta de L’Alba de “I Suoni delle Dolomiti” che per l’appuntamento di sabato 20 luglio (alle ore 6) si ammanterà di significati molto speciali grazie al progetto “E intanto si suona”.

I primi raggi di sole che toccheranno il Col Margherita in val di Fassa – da qualche anno palcoscenico ideale per salutare il passaggio dalla notte al giorno dai suoi 2560 metri di quota –  permetteranno al pubblico di guardare con animo diverso le tante cime che si levano attorno, portando con sé anche le memorie e i segni di quello che fu un durissimo  teatro di scontri, luogo di fortificazioni e per anni casa e trincea per moltissimi soldati durante la Prima Guerra mondiale.

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Il tutto grazie a un progetto espressamente ideato per I Suoni delle Dolomitie che riunisce attorno a un’idea di Mario Brunello e Alessandro Baricco, l’apporto di numerosi artisti come Neri Marcorè, Marco Rizzi, Regis Bringolf, Danilo Rossi, Mario Brunello, Florian Berner, Gabriele Ragghianti, Ivano Battiston, Signum Saxophone Quartet.

Saranno loro a interpretare le parole del soldato Alessandro Silvestri e le musiche di Giovanni Sollima – tra cui “Diaspora” composta appositamente per questa occasione –, Malek Jandali e Arisha Samsamina che sono il cuore di “E intanto si suona”.

“E intanto si suona” è una sorta di racconto corale e orchestrale che affronta il tema della musica, della guerra e della pace, e che narra come la musica sia stata e sia ancora una forma di resistenza e una promessa di pace.

Lo spunto per quello che si presenta come un vero e proprio viaggio nel Secolo breve dall’inizio del Novecento fino ai giorni nostri sono – come accennato sopra – le parole che il soldato Alessandro Silvestri ha affidato ormai 100 anni fa ai propri diari, cinque in tutto, segnati da una calligrafia fitta, scritti a matita che aveva spedito a casa mentre era al fronte, tutti eccetto il quinto, riportato con sé tornando dal campo di prigionia di Belgrado.

La musica è per lui ancora di salvezza nella bestialità della guerra e qui diventa occasione per seguire vicende personali e collettive, per muoversi tra parole e suoni e per tornare, o meglio andare, là dove la parola guerra non è un semplice ricordo ma è ancora drammatica realtà dove le note si confondono con il rumore assordante di spari ed esplosioni.

Come si raggiunge il luogo del concerto – Il luogo del concerto è raggiungibile dal Passo San Pellegrino con la funivia Col Margherita aperta per l’occasione dalle ore 3 alle 6 (portata oraria 1.300 persone) e quindi a piedi per 20 minuti (dislivello 100 metri in discesa, difficoltà E).

Il parcheggio alla partenza degli impianti verrà aperto alle 2.45 del mattino.

I biglietti della funivia (venduti per l’occasione a € 10 A/R) possono essere acquistati in prevendita dall’ 11 luglio presso la cassa dell’impianto e gli Uffici Turistici di Moena.

Escursioni con le Guide Alpine – È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino al termine dell’evento con itinerario che dal luogo del concerto segue il segnavia nr. 628 e attraverso forcella della Vallazza, forcella Juribrutto e Col dalle Palue riporta a Passo San Pellegrino. Durata ore 3 di cammino, dislivello in discesa 650 metri in discesa, difficoltà E.

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