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Val di Non – Sole – Paganella

Genitori e insegnanti della Scuola dell’Infanzia di Mechel protagonisti del progetto “Educare efficacemente nell’era digitale”

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Si è concluso con una merenda educativa aperta alla comunità il progetto “Educare efficacemente nell’era digitale”, che ha visto protagonisti genitori e insegnanti della Scuola dell’Infanzia di Mechel-Cles.

Il progetto è nato dalla Comunità di Valle della Val di Non che, prendendo spunto dal pluriennale progetto “L’Albero delle Relazioni” e accogliendo le richieste che arrivavano dalla scuola, partner del distretto famiglia, ha offerto un percorso formativo a sostegno della genitorialità condotto da Lorenza Dallago, psicologa di Comunità.

I contatti diretti con il presidente della Scuola dell’infanzia Marino Deromedi e con la coordinatrice didattica Tatiana Filomeno hanno permesso di creare un percorso che rispondesse pienamente ai bisogni degli educatori coinvolti, ovvero genitori e insegnanti.

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Il percorso si è strutturato in un laboratorio di tre incontri rivolto ai genitori della scuola, in cui si sono affrontate in maniera informale e dialogata quelle che sono le principali sfide quotidiane che il genitore si ritrova a gestire e le maggiori difficoltà.

Tra queste sono emerse il tempo, l’abbondanza, il giudizio e l’abitudine. Una delle maggiori sfide riguarda l’organizzare del proprio tempo per rispondere ai bisogni dei figli, della famiglia e di se stessi. La mancanza di tempo appare una costante che non permette di godersi appieno la vita familiare e che crea sensi di colpa nei genitori.

L’abbondanza si riferisce invece alle informazioni, ad esempio sulla genitorialità, che creano confusione e senso di inadeguatezza, ma anche di oggetti, che invece di semplificare la vita e rispondere a bisogni reali, creano ulteriore confusione e contrasti (ad esempio i giocattoli dei bambini, che invece di arricchire l’offerta educativa, la impoveriscono – fanno tutto loro – o creano tensione in famiglia, come litigi tra fratelli o difficoltà nel riordino).

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I genitori temono inoltre il giudizio altrui, spesso vissuto come critica ed accusa rispetto alle proprie incompetenze, ma anche il giudizio dei figli: ci si sente sempre sotto la lente di ingrandimento, e questo non aiuta a vivere serenamente anche le difficoltà.

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Noi uomini siamo poi animali abitudinari e difficilmente lasciamo la strada nota per la nuova, ripetendo le stesse strategie, che ci risultano familiari, anche quando queste sono palesemente inefficaci. Spesso modificare le proprie percezioni rispetto a ciò che sta accadendo (per esempio leggere un capriccio non come un atto fastidioso, ma come un modo del bambino, ancora acerbo, di esprimere i propri desideri) e le proprie strategie educative, diventa utile nel percorso educativo e permette di sbloccare situazioni che sembrano essersi arrestate e da cui sembra difficile uscire. Modificare il proprio punto di vista e sperimentare strategie nuove può dare via a un cambiamento positivo.

L’incontro tra genitori ed esperto voleva far emergere, prima di tutto, la condivisione dei problemi e delle difficoltà, ma anche delle risorse e delle strategie efficaci utilizzate da altri, con la consapevolezza che la genitorialità è un legame unico e creativo, per cui non ci sono ricette predefinite.

La condivisione e lo scambio con altri genitori può far emergere nuove idee e ridare energia ai genitori che si trovano in un momento di difficoltà. Se non esistono ricette, l’incontro con l’esperta ha fatto emergere qualche “ingrediente” importante, che non dovrebbe mancare nell’educazione dei bambini. Proprio di questi “ingredienti” si è parlato insieme: dall’importanza del gioco alle strategie per sfruttare al meglio il tempo con i propri figli, da piccole tecniche di comunicazione efficace alla disciplina, dall’incoraggiamento ai limiti da imporre nei confronti della tecnologia.

Alla fine dei tre incontri con i genitori sono stati ascoltati anche gli insegnanti, che hanno elaborato, come corpo docenti con l’aiuto della coordinatrice, strategie efficaci con i bambini: dal proporre la strategia dei patti per regolamentare il comportamento in gruppo, al creare spesso attività all’aperto e di conoscenza/rispetto della natura. Strumenti e risorse che dovrebbero essere sempre di più condivisi con i genitori per creare un gioco di squadra a beneficio del bambino.

E proprio da questa riflessione è nata l’ultima fase del percorso: la merenda educativa. Grande la partecipazione da parte di madri, padri, insegnanti ma anche membri della popolazione della frazione.

Aspetto arricchente dell’intero progetto è stata la collaborazione della coop. La Coccinella – commenta Carmen Noldin, assessore della Comunità Val di Non che si occupa del distretto famiglia – e in particolar modo di Isa Nebl, che durante le attività con i genitori proponeva ai bambini giochi creativi, liberi e di scoperta per mettere in atto quello che teoricamente si affrontava con gli adulti: ritornare all’essenziale, al semplice per aiutare i bambini a stare bene e a crescere sereni. Un insieme di relazioni che ha permesso di offrire ai genitori e non l’opportunità di un confronto e un arricchimento nell’importante e impegnativo cammino relazionale ed educativo nella crescita dei nostri figli”.

 

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