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Trento

Scoperta in via Maccani una discarica abusiva. Sequestrate cento tonnellate di rifiuti e denunciato il responsabile

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I Finanzieri della Compagnia di Trento e gli agenti del Nucleo Operativo Ambientale della Polizia Locale di Trento-Monte Bondone, operando in collaborazione, hanno sequestrato alla periferia nord del capoluogo, un’area di circa 1000 metri quadri, pertinenza di una ditta di costruzioni, di fatto adibita a deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e generici, sparsi e accatastati in modo disordinato ed esposti alle intemperie (eternit, materie plastiche e gomma, materiali di risulta provenienti da demolizioni edilizie, barattoli contenenti olii di vario genere, contenitori di agenti chimici e componentistica meccanica ed elettronica di ogni tipo, tutti materiali classificati quali rifiuti speciali).

L’operazione di servizio è scaturita dall’attività di controllo del territorio quotidianamente svolta dai Finanzieri di Trento e dagli agenti di Polizia Locale del capoluogo i quali avevano individuato, nel corso delle attività di perlustrazione della zona industriale e dei sobborghi cittadini, un’area recintata nonché uno spazio privato con presenza di vegetazione, evidentemente divenuto un accumulo di rifiuti.

I successivi approfondimenti hanno consentito di appurare che l’area era regolarmente di proprietà e quindi nella disponibilità di una ditta operante nel settore edile.

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Nella giornata del 16 aprile i finanziari hanno organizzato l’intervento, con la ricognizione dei luoghi, anche immediatamente circostanti l’area occupata dal materiale di scarto; al termine delle operazioni, nell’area sono state inventariate circa cento tonnellate di materiale illecitamente stoccato, tra cui rifiuti pericolosi, il tutto sparso e accatastato in modo disordinato ed esposto alle intemperie, fatto questo che ha contribuito ad accelerare il deperimento dei materiali presenti e a creare potenziale pericolo ambientale.

Il rappresentante legale della società proprietaria del terreno adibito a discarica abusiva, un trentino di 59 anni, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria quale responsabile di gravi reati ambientali previsti e puniti dal Decreto Legislativo n. 152/2006 e l’intera area è stata sottoposta a sequestro.

Gli organi competenti ad effettuare le analisi chimiche dei terreni sequestrati valuteranno il livello di inquinamento e di tossicità raggiunto nonché il potenziale pericolo per i residenti della zona, mentre le Fiamme Gialle della Compagnia di Trento procederanno ad individuare le eventuali violazioni di natura tributaria correlate all’attività svolta sul sedime industriale attualmente sotto vincolo giudiziario.

Sono inoltre in corso gli accertamenti per il recupero delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dovuta in base alle leggi nazionali e provinciali anche da chi eserciti, come in questo caso, l’attività di deposito non autorizzato di rifiuti.

L’operazione di servizio delle Fiamme Gialle trentine e della Polizia Locale di Trento Monte Bondone conferma l’importanza della cooperazione in essere tra Forze dell’Ordine per l’esercizio di un capillare controllo del territorio, che ha condotto alla scoperta di una potenziale bomba ecologica ed alle possibili violazioni tributarie.

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Trento

Crisi di governo, Bisesti (Lega): «Ridiamo la parola agli italiani»

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«L’unica strada è il voto, ovvero ridare la parola a 60 milioni di italiani senza che il nostro Paese subisca “inciuci” di Palazzo tra M5S e PD. È dispiaciuto vedere oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio dimissionario, Giuseppe Conte, sferrare ripetuti e inequivocabili attacchi al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, quasi come se non avesse mai governato con lui» – Così il segretario della Lega Trentina Mirko Bisesti dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte e l’apertura della crisi di governo.

Per Bisesti le ragioni di un ritorno al voto esposte dal segretario della Lega rendono chiaro, tanto più alla luce di oggi, che l’unica strada percorribile sia quella verso le urne.

«Una strada, quella che conduce alle urne, di cui possono avere,  – aggiunge – anzi evidentemente hanno paura in molti: ma non certo la Lega, non certo Matteo Salvini. Nel ribadire questo concetto – e nel ringraziare per il suo operato di questi mesi il Ministro dell’Interno -, evidenzio la necessità di un ritorno al voto non soltanto come strada per legittimare un Parlamento altrimenti ostaggio di ben poco onorevoli accordi, ma anche come tentativo di dare la parola gli Italiani, che, meglio ricordarlo, sono i veri titolari della sovranità nazionale».

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Trento

Arriva il progetto: “1809, luoghi della memoria. Sulle tracce di Andreas Hofer”

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Si intitola “1809, luoghi della memoria. Sulle tracce di Andreas Hofer” ed è un progetto coordinato dal punto di vista scientifico ed organizzativo dalla Fondazione Museo storico del Trentino e dal Museum Passeier, con la collaborazione della Federazione Schützen del Trentino, per valorizzare alcuni dei luoghi legati alla figura di Andreas Hofer e all’insurrezione del 1809.

Oggi in Provincia autonoma, alla firma dell’accordo fra i due enti museali, sono intervenuti: il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il presidente e il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, rispettivamente Giorgio Postal e Giuseppe Ferrandi, il sindaco di San Leonardo in Passiria Konrad Pfitscher, il presidente del Museum Passeier di San Leonardo in Passiria Albin Pixner e il presidente della Federazione Schützen del Trentino Enzo Cestari.

“All’indomani del Forum Europeo di Alpbach presentiamo un progetto di ampio respiro – sono state le parole del presidente Fugatti – su alcuni temi comuni dell’Euregio, come l’identità, l’autonomia, la nostra storia di territorio di confine.”

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Un progetto che abbiamo intenzione di portare alla prossima assemblea del Gect.

“Proprio ieri ho avuto modo di confrontarmi con il Landeshauptmann del Tirolo, Günther Platter, che abbiamo invitato in Trentino in autunno, per iniziare a lavorare su alcuni progetti in comune”.

Ad entrare nel dettaglio è stato il direttore Ferrandi che ha illustrato come siano stati individuati una decina di luoghi legati alla vita di Andreas Hofer e all’insurrezione del 1809, nei quali intervenire con una targa che contestualizzi la zona dal punto di vista storico, dotata di QR Code per accedere ad approfondimenti, iconografia e materiale informativo in tre lingue, italiano, tedesco e inglese.

“Un progetto che vede quale partner fondamentale il Museum Passeier – ha proseguito Ferrandi – e che verrà portato all’assemblea del Gect per il coinvolgimento di Land Tirol e Alto Adige/Südtirol.”

“Vogliamo arrivare alla scadenza del febbraio 2020, quando Mantova inaugurerà il Museo dedicato ad Andreas Hofer – sono state le conclusioni di Ferrandi – con un progetto dell’Euregio dedicato a questa figura di cui ancora non c’è piena consapevolezza storica”.

Quindi il comandate degli Schützen trentini, Cestari, ha spiegato che nella figura di Hofer siano racchiusi secoli di storia, di tradizioni e di costumi delle genti tirolesi e che l’obiettivo di lungo termine è quello di “costruire un sentiero ideale che unisca Mantova, dove Hofer è stato fucilato, con Innsbruck, dove sono conservate le spoglie”.

“I nostri due territori sono legati dall’Autonomia che ha una base politica ma anche storica e Hofer fa parte di questa storia comune”, è stato il commento del sindaco Pfitscher, mentre il direttore Pixner ha spiegato come nel Museo non sia presente una celebrazione di Hofer, quando piuttosto un approfondimento della figura di questo condottiero che è vissuto 200 anni fa.

Il progetto, che prenderà corpo nel corso dell’autunno con la posa delle prime targhe: “Rientra pienamente dentro la nostra missione codificata dallo statuto – ha concluso il presidente della Fondazione Postal – e ci consentirà di approfondire ulteriormente la figura hoferiana che, in passato, è stata strumentalizzata dai nazionalismi, e di rafforzare la storia comune fra Trentino e Alto Adige”.

In conclusione la firma fra i referenti dei due enti museali, il Museum Passeier e la Fondazione museo storico del Trentino.

Questi gli 11 luoghi individuati sul territorio trentino: -Cles: presenza di Andreas Hofer dal 1783 al 1784, presso i de Miller, per apprendere l’italiano e il mestiere dell’oste-contadino.

-Ballino: presenza di Andreas Hofer dal 1785 al 1788, presso la locanda Armani al passo del Ballino, per apprendere l’italiano e il mestiere dell’oste-contadino.

-Predazzo: 20 marzo 1809, sollevazione popolare contro la coscrizione militare obbligatoria imposta dal governo bavarese; è il prodromo dell’insurrezione hoferiana.

-Vezzano: 21 aprile 1809, arrivo dei rivoltosi della valle di Non e sollevazione della popolazione nella Valle dei Laghi, scontro a fuoco con il presidio francese.

-Volano: 24 aprile 1809, battaglia nel paese tra l’esercito asburgico appoggiato dai sollevati tirolesi e quello francese.

-Mori: 24 aprile 1809, contrattacco dell’esercito francese all’arrivo

in paese dei sollevati tirolesi provenienti dall’Alto Garda.

-Revò: 6 luglio 1809, Andreas Hofer chiama a congresso i responsabili comandanti della zona, per organizzare la difesa territoriale.

-San Romedio: 7 luglio 1809, pellegrinaggio di Andreas Hofer al santuario, accompagnato da 600 Schützen.

-Lavis: 2 ottobre 1809, eccidio presso la chiesa di Loreto. 60 tirolesi fatti prigionieri sono fucilati dai francesi.

-Tione: 28 novembre 1809, i francesi soffocano l’ultimo nucleo di resistenza in Trentino.

-Ala: 2 febbraio 1810, ultima notte di Andreas Hofer in Tirolo nel suo viaggio da prigioniero verso Mantova.
Biografia.

Andreas Hofer nacque il 22 novembre 1767 presso il maso Sandhof in Val Passiria, figlio di Josef Hofer e di Maria Aigentler.

All’età di 3 anni rimase orfano di madre e a quella di 7, nel 1774, perse anche il padre.

Josef Griner, marito di Anna, sorella maggiore di Andreas, si prese carico della famiglia. Terminata la scuola elementare Andreas fu mandato nel Tirolo italiano, per imparare la lingua e apprendere il mestiere di oste e contadino.

Fu a Cles, presso la famiglia de Miller, dal 1780 al 1785 e poi a Ballino, presso la locanda Armani-Zanini, fino al 1788. Ritornato a gestire il maso di famiglia, si sposò nel 1789 con Anna Ladurner di Lagundo, dalla quale ebbe sette figli.

Nel 1790 fu eletto rappresentante della Val Passiria nel Landtag (Consiglio regionale) e nel corso della prima guerra di coalizione, nel 1796-97, fu impegnato al Passo del Tonale, al comando degli Schützen della Passiria.

Per il suo carisma e i numerosi contatti che aveva allacciato durante la sua permanenza nel Tirolo italiano e nella sua professione di oste, Andreas Hofer fu scelto tra le persone fidate che potessero fungere da tramite tra il governo austriaco e la popolazione tirolese, nei preparativi della sollevazione della popolazione della regione, che dovevano accompagnare l’apertura della guerra tra la Francia e l’Austria.

Fu impegnato sul finire di aprile del 1809, negli eventi che portarono alla cacciata dal Trentino delle truppe franco-bavaresi. Dopo la seconda battaglia del Bergisel, nel mese di maggio, Hofer diventò comandante supremo della regione e nel mese di agosto, dopo la terza battaglia del Bergisel, si insediò a Innsbruck come reggente del Tirolo.

All’inizio di novembre, con la soppressione da parte dei francesi della sollevazione popolare tirolese, Hofer si ritirò nella propria valle. Si rifugiò con la famiglia presso una malga sulle montagne della Passiria dove fu catturato dai francesi il 27 gennaio 1810.

Fu condotto a Mantova e qui fucilato il 20 febbraio 1810.

Intervista presidente Maurizio Fugatti:

Riprese, immagini e interviste a cura dell’Ufficio Stampa.

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Trento

Ospedale di Cavalese: dal 1°settembre verrà ripristinata la sala operatoria

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“Quella sull’ospedale di Cavalese è stata la prima importante delibera di questa Giunta a seguito del lavoro svolto dall’allora sottosegretario alla sanità Maurizio Fugatti. Ricordo inoltre che la domanda di riapertura era stata avviata dalla Giunta precedente. “La chiusura aveva rappresentato a suo tempo per le partorienti della valle e delle zone limitrofe delle oggettive difficoltà e da parte nostra si è sempre sostenuta la necessità di adoperarsi per garantire i servizi sanitari nelle valli.” – Così l’assessore alla salute Stefania Segnana a commento delle interrogazioni e degli articoli circa il punto nascita di Cavalese pubblicati da un giornale on line in questi giorni.

E ancora:Il punto nascita a Cavalese rappresenta la risposta concreta ad una specifica esigenza avanzata non solo dalla comunità e dai comitati dei cittadini ma anche dalle istituzioni locali e dai rappresentanti politici del territorio. “Siamo orgogliosi del risultato ottenuto anche grazie alla passione dei professionisti che quotidianamente lavorano per garantire la sicurezza di mamme e nascituri”.

L’ospedale di Cavalese, per ottemperare alle disposizioni previste dal Comitato Percorso Nascita Nazionale, che ha dato l’autorizzazione alla riapertura a prescindere dal numero dei nati, è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione che hanno consentito di allestire una sala operatoria dedicata alle emergenze ostetriche, requisito fondamentale per effettuare l’apertura del punto nascita avvenuta il 1° dicembre del 2018.

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I lavori, seguiti direttamente dall‘Azienda Sanitaria provinciale, si sono conclusi nei giorni scorsi, anticipando i tempi rispetto alla tabella di marcia prevista e – al netto di eventuali aspetti organizzativi – dal 1° settembre prossimo è confermata la piena disponibilità della sala chirurgica dedicata all’ostetricia e quindi il ripristino della sala chirurgica destinata all’ortopedia e alla chirurgia generale.

“Un risultato importante che ha rispettato la cronologia degli interventi e che permette di affrontare la prossima stagione sciistica con la tranquillità di avere a disposizione un’eccellenza per la traumatologia direttamente in valle, in prossimità degli impianti sottolinea l’assessore Segnana.

Dal servizio infrastrutture dell’Azienda confermano che a fine luglio sono stati eseguite le verifiche e il collaudo degli impianti e completato l’arredo e la messa in funzione di tutte le attrezzature e le tecnologie sanitarie per l’emergenza ostetrica e pertanto dal punto di vista  tecnico per il 1° settembre l’intero blocco travaglio parto risulterà fruibile consentendo di ripristinare la sala operatoria al suo utilizzo originario.

“Siamo consapevoli che nascere a Cavalese sia più oneroso rispetto a Trento o Rovereto, ma a guidarci non possono essere solo mere valutazioni economiche. Ribadiamo pertanto la nostra intenzione di lavorare per garantire servizi ai cittadini che vivono in periferia e allo stesso tempo auspichiamo che contestualmente al ripristino della chirurgia traumatologica si spengano definitivamente le polemiche. Ai medici e a tutti i professionisti di ortopedia e di chirurgia rinnoviamo il nostro grazie per la pazienza avuta in questi mesi in cui era attiva un’unica sala chirurgica.”

“A tutti i medici e operatori dell’ospedale di Cavalese e del Punto Nascita rinnoviamo la piena collaborazione e fiducia nel loro operato, consapevoli che il clima venutosi a creare e fomentato ad arte, non abbia facilitato il loro prezioso lavoro in questi ultimi mesi” conclude l’assessore Segnana.

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