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Alto Garda e Ledro

Riva del Garda: arrestato stalker dopo l’ennesimo atto persecutorio nei confronti dell’ex moglie

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Si è concluso con l’arresto in flagranza di reato, da parte di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del NORM CC di Riva del Garda, l’ennesimo atto persecutorio di un uomo di settant’anni residente a Mori ai della ex moglie, anch’essa residente nel medesimo comune, dalla quale era separato da diverso tempo e le cui vicende giudiziarie erano ben note all’Arma.

I fatti risalgono alla giornata di sabato quando la donna arrivata a Riva del Garda per andare al lavoro, è stata raggiunta dall’ex marito che, con fare persecutorio e minaccioso, pretendeva da lei un contatto nonostante i suoi pregressi giudiziari, legati ad innumerevoli precedenti denunce per maltrattamenti e percosse, che gli avevano comportato nel tempo anche l’irrogazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa.

La donna, spaventata dalla presenza dell’ex marito che l’aveva pedinata fino al posto di lavoro, temendo per la propria incolumità attesa la natura violenta dell’uomo e le gravi minacce ricevute fino a qualche giorno prima, richiedeva l’intervento di pattuglia dell’Arma che prontamente giungeva in Viale Trento di Riva del Garda individuando il settantenne che si stava dileguando, dopo avere intuito che la ex moglie aveva allertato le Forze dell’Ordine.

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Lo stalker, dopo essere stato condotto in caserma ed al termine dei dovuti approfondimenti, è stato dichiarato in stato di arresto per la sua condotta persecutoria nei confronti della ex consorte.

L’uomo, condotto ai domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Rovereto, in attesa dell’udienza di convalida, è stato sottoposto a perquisizione domiciliare trovando una pistola ad aria compressa con relativo munizionamento sottoposta a sequestro penale ai fini probatori in quanto ritenuta di attinenza alle minacce denunciate dalla donna.

Nel corso dell’udienza, il GIP del Tribunale di Rovereto ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti del settantenne la misura cautelare degli arresti domiciliari, impedendogli di fatto, una volta per tutte, di reiterare la condotta persecutoria dei confronti della ex consorte.

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Alto Garda e Ledro

Abita con i figli in un garage, continua l’emergenza abitativa di una famiglia Rivana

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CasaPound Riva continua ad essere al fianco di una famiglia italiana in difficoltà.

L’appello era stato lanciato il 6 maggio ma fino ad ora nessuno si è mosso.

Le istituzioni sono rimaste silenziose, ma confidiamo che tentino di risolvere il problema quanto prima.

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Questa volta il problema che i militanti rivani stanno affrontando, è decisamente molto impegnativo, sono infatti sempre al fianco di una madre e dei suoi due figli: una mamma rimasta sola e costretta per lungo tempo a vivere in un garage insieme ai due ragazzi.

“Insieme abbiamo analizzato la loro situazione, conosciuto la loro storia che abbiamo sottoposto all’attenzione della Comunità di Valle – dichiara Matteo Negri, responsabile locale di CasaPound – fiduciosi che da loro potrà arrivare una buona soluzione per questa famiglia rivana in grave emergenza abitativa. Per sopperire alla temporanea mancanza di un alloggio abbiamo provveduto a pagare l’affitto di un appartamento alla famiglia che rimane però in attesa di una soluzione definitiva. Lanciamo un appello a tutta la comunità rivana e trentina, fiduciosi che una rete di solidarietà si stringerà intorno a questa famiglia”.

Chi vorrà sostenere CasaPound Riva in questa battaglia a sostegno di una famiglia italiana in grave difficoltà potrà dare una mano sia segnalando eventuali case in affitto, oppure contribuire al sostentamento questa mamma con i suoi due figli prendendo contatto con i militanti di CasaPound presso la sede del “Faro”, in Via San Nazzaro 83 C e nei bar del centro, Bar Roma, Caffè Lac e Moby Dick.

Per ulteriori informazioni 348-6288268.

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Alto Garda e Ledro

Trattore si ribalta in val di Ledro. Illeso miracolosamente il conducente

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Foto di Angelo Gidiuli

L’incidente ha avuto luogo oggi alle 15.00 sulla curva dopo il bivio da Pre, verso Biacesa

Il conducente del trattore con attaccato un bilico carico di legna stava viaggiando in direzione Riva del Garda quando ha sbandato e si è ribaltato pericolosamente, probabilmente a causa dell’asfalto viscido.

Miracolosamente il conducente è rimasto illeso.

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Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la carreggiata.

La strada è rimasta chiusa per circa un’ora con i relativi disagi al traffico. 

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Alto Garda e Ledro

«Revenge Porn»: 23 enne della Busa condannato ad un anno e dieci mesi

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Ancora un caso di Revenge Porn in Trentino.

I numeri di questo fenomeno sono incredibilmente alti, con una media di più di 50.000 segnalazioni al mese in Italia. 

Nonostante in Italia il revenge porn abbia portato anche a casi di suicidio, bene ricordare Tiziana Cantone, incredibilmente questa pratica è stata considerata reato in Italia solo poche settimane fa a seguito della nuova legge (qui articolo)

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Oltre all’umiliazione derivante dall’intimità violata, per la vittima c’era quindi anche la beffa di non vedere riconosciuti i propri diritti in tribunale.

D’ora in avanti non sarà più così.

La sentenza, emessa ieri infatti, non perdona: un anno e dieci mesi per violenza sessuale e tentata violenza sessuale a un giovane della Busa nelle cui mani era malauguratamente finita una giovane trentina.

Se non avesse accettato di andare a letto con lui, l’altogardesano di 23 anni avrebbe infatti minacciato la ragazza di pubblicare messaggi e foto compromettenti inviati via social.

Il fatto risale a tempo fa.

Dopo un breve scambio di messaggi su Facebook e Whatsapp e un solo incontro dal vivo, lei aveva subito espresso l’intenzione di non continuare la frequentazione.

Ed è proprio questo che avrebbe scatenato l’aggressività del giovane che, rifattosi vivo dopo un periodo di silenzio, avrebbe cominciato a minacciare: “Vieni a letto con me, o pubblico tutto”.

Un comportamento che ha portato la giovane a cedere al ricatto, ad incontrare l’aguzzino e ad avere un rapporto sessuale.

Ma non sarebbe finita così perché dopo la prima volta il 23 enne ha preteso, sempre sotto minaccia, ulteriori “prestazioni”.

Sentitasi braccata, la giovane ha (fortunatamente) deciso di sporgere una denuncia dalla quale è scattato il divieto per lui di avvicinamento con il risarcimento alla vittima e la giusta condanna a quasi due anni.

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