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Viaggi & Turismo

«Primavera in Val Canali», al via la quinta edizione

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L’iniziativa “Primavera in Val Canali”, giunta alla quinta edizione, si svolgerà quest’anno il 24 e 25 aprile.

La Val Canali è una splendida Valle Dolomitica dove il Parco, da alcuni anni, ha avviato una serie di azioni sostenibili nel campo dell’agricoltura e dall’allevamento, che fanno di questo contesto naturale una “Valle Bio-diversa”.

Un programma ricco e vario che permetterà di vivere intensamente due giornate in questa splendida valle dolomitica, nelle immediate vicinanze di Villa Welsperg, la “Casa del Parco”.

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Attività, prodotti locali, la filiera della lana e del latte, laboratori e dimostrazioni per fare esperienze di tutte quelle azioni che si stanno portando avanti in Val Canali all’insegna della biodiversità, con una forte attenzione agli aspetti dell’agricoltura e della sostenibilità.

Protagonisti della giornata, il Parco, gli allevatori e i ristoratori della Val Canali, gli artigiani e gli hobbisti locali che presenteranno, con grande passione, le diverse attività e i prodotti di questa terra.

Moltissimi saranno i laboratori, con dimostrazioni di tosatura a mano, filatura, cardatura, tessitura, feltro.

Altri momenti verranno dedicati alla conoscenza delle piante officinali, alla distribuzione di semi del “Campo Custode” del giardino di Villa Welsperg e alle dimostrazioni di innesto di antiche varietà di pero. Durante le due giornate si potrà inoltre assistere a dimostrazioni di mungitura a mano e caseificazione. Per gli spostamenti in Val Canali saranno disponibili carrozze a cavallo.

L’iniziativa, curata dal Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, si svolge in collaborazione con: Allevatori e Ristoratori della Val Canali, artigiani e hobbisti locali, il Caseificio Sociale di Primiero, la Strada dei Formaggi delle Dolomiti e l’Azienda locale di promozione turistica.

 

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Viaggi in Italia

I “cannoni”sull’Adamello a quasi 3000 metri.

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A quasi 3000 metri sull’Adamello ecco i cannoni della grande guerra.

E per arrivarci bastano 4-5 ore di camminata partendo dalla Val Rendena.

Arrivati a Borzago, si segue la strada fino al parcheggio Val delle Seghe a 1260 m di altezza.

Da lì inizia una bellissima escursione nel Parco Adamello Brenta, in un territorio selvaggio, con bellissime cascate e ricca vegetazione alpina. Si segue il sentiero n. 213.

Il primo obiettivo è il rifugio Carè Alto, un’emozione già vederlo un’ ora prima dell’arrivo, è li, lo vedi, ma non arrivi mai, questa l’impressione di molti. Il ristoro è gratificante, pensare solo che a 2500 metri c’è il Wi-fi, toglie ogni preoccupazione agli amanti dei social e in genere di internet, che possono dare sfogo alla loro voglia di condividere panorami ed emozioni uniche del paesaggio, e degli incontri tra escursionisti.

Vicino al rifugio troviamo la Chiesetta, e un primo residuato di cannone della prima guerra mondiale.

Il rifugio è il punto d’appoggio per le salite sull’Adamello, o le traversate fino al Presena, la Val di Genova, la val di San Valentino, un approdo sicuro in cui pernottare.

Salendo ancora, si arriva alla Bocchetta dei cannoni, ai “cannoni”, due bellissimi residui bellici incastonati sulla cresta che separa il ghiacciaio del Carè Alto. Un’ora di salita tra le pietre di granito, che mettono a prova gli scarponi. Ma alla fine, la visione è da cartolina.

Ma come avranno fatto a trasportare i cannoni fino li, ci chiediamo?

Non resta che sedersi, ammirare e pensare…..

Si rientra seguendo il sentiero dell’andata n.213, oppure dal rifugio Carè Alto inizia il sentiero sat 215 verso il Passo Altar che poi si ricongiunge con il sat 213. In questo caso si c’è un giro ad anello.

Camminare in questi luoghi, fa riflettere su due cose, la bellezza della natura e l’assurdità della guerra. Costringere persone a combattere a quelle altezze per cosa? E i tragici epiloghi di vite spezzate, famiglie distrutte, ricordi indelebili per le generazioni a venire.

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Viaggi Estero

Tanzania, il documentario a cielo aperto dove la natura diventa opera d’arte.

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La Tanzania è l’incredibile Paese dell‘Africa orientale dove il susseguirsi di meravigliosi paesaggi da cartolina si uniscono a suoni, colori e forti emozioni rendendolo il Paese perfetto da esplorare.

La Tanzania conta più di 20 territori tra riserve e parchi naturalistici, molti dei quali protetti dall’UNESCO.

Nonostante le sue ridotte dimensioni, il Lake Manyara National Park (o Parco Nazionale del Manyara) in gran parte occupato dalle acque del lago, è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità ed è lo spazio perfetto per un tipico Safari.

Trovandosi in una zona vulcanica, il lago Manyara si presenta come un grande specchio d’acqua di origine alcalina. Da qui, è possibile osservare anche la scarpata della grande Rift Valley.

La vera straordinarietà di questo posto però è l’eccezionale convivenza di ben 5 ecosistemi differenti tra loro. Una meta meravigliosa che vanta quindi la più alta biomassa dell’Africa orientale.

La fauna del Parco è molto varia, ed è facile imbattersi in animali come elefanti, babbuini e zebre o come i famosi leoni del Manyara che in questa zona hanno l’abitudine di arrampicarsi sugli alberi.

La presenza di cammini naturali e pontili in legno facilitano il percorso e riescono ad immergere il visitatore nella natura, riuscendo a farlo sentire completamente parte di essa.

A qualche km dal Lago Manyara, si raggiunge un altro capolavoro della natura: il Parco Naturale di Ngorongoro.

Questo è considerato come l’ottava meraviglia del mondo per la sua spettacolarità ambientale, cui protagonista è sicuramente il vecchio cratere che dà il nome alla riserva naturale che lo circonda.

Questo caldera con un diametro di 16 km, è la più grande cavità del mondo e grazie alla buona piovosità durante l’anno ospita affascinanti laghi e piccoli torrenti che alimentano la vita nel parco.

Occupando un’area di 265 chilometri quadrati, il parco è diventato un vero e proprio ecosistema naturale contando oltre 25.000 specie di animali di grossa taglia, dalle zebre e gnu, a quelle tipiche della savana come gli elefanti e i leoni, fino ad arrivare alle specie più rare come rinoceronti e leopardi.

Nella stessa area di Ngorongoro, attraversando strade selvagge tra piccoli e affascinanti villaggi Masai, si raggiunge il Parco Nazionale del Serengenti, il più grande della Tanzania

Vasto è un termine troppo restrittivo per descrivere il Serengenti. Le sue dimensioni sono incredibili, infatti Il parco situato a nord- est della Tanzania si estende per 14.000 chilometri quadrati.

Il popolo Masai gli diede il nome attuale, Serengeti che significa pianura interminabile ciò che in effetti appare.

Nel suo immenso territorio si trovano meraviglie dalle infinite forme e dimensioni ed è casa di innumerevoli specie di animali.

I laghi delle pianure aperte si colorano di rosa con le abbondanti colonie di fenicotteri che condividono il loro habitat con centinaia di specie di uccelli come struzzi e civette.

Uno degli animali più facile da localizzare in questo Parco è la zebra che si muove in branchi numerosi.

La possibilità di esplorare, cercare, provare emozioni e imbattersi in paesaggi sempre nuovi è altissima.

Inevitabile quindi, come un viaggio in Tanzania in questi Parchi e Riserve naturali, abbia bisogno obbligatoriamente non solo di una perfetta organizzazione ma anche di una guida che sappia dove accompagnarti e che riveli tutti i segreti e le magie di questo straordinario ambiente, facendo vivere il viaggiatore come protagonista di un documentario.

Per avere maggiori informazioni cliccate questo link

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Viaggi in Italia

Erdemolo: Il lago a forma di cuore

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A pochi km da Trento, in Val dei Mocheni, sulla catena del Lagorai, c’è un laghetto alpino che quasi tutti i trentini conoscono, ma forse non sanno che e’ conosciuto come il lago a forma di cuore.

Non è l’unico ci mancherebbe altro, ma è un esempio di come la natura si diverta a creare forme suggestive nelle superfici lacustri.

Per ammirare questa meraviglia posta a 2014 metri slm, bastano un paio di ore di facile cammino partendo da Palù del Fersina, l’ultimo paese della valle dei Mocheni, situato a 1350 m di altezza.

Il percorso selvaggio, si snoda tra boschi e vegetazione arborea ricca di fiori e piante alpine.

Quando si arriva in presenza del lago, si nota che è incavato in una conca circondato da una schiera di vette, i monti Pizzo Alto, Monte del Lago, Cima di Cave e Sopra Conella, che alimentano le sue acque con lo scioglimento dei ghiacci.

La via più bella è quella del percorso ad anello, per cui salendo dal parcheggio posto sopra Palù del Fersina, e arrivati al lago, si può tornare scendendo verso il rifugio Sette Selle, in un percorso di saliscendi molto piacevole immerso nella catena del Lagorai, con vista magnifica della valle del Mocheni.

Oppure al contrario, salendo prima al rifugio Sette Selle, e poi proseguendo verso il lago.

Vicino al Lago c’è un rifugio, che però è chiuso.

Nelle calde giornate estive, quando splende il sole in montagna, qualche ardito nuotatore si avventura in fresche nuotate a 2000 m, che tonificano il fisico, e rinfrescano la mente, grazie all’acqua cristallina e all’aria ossigenata tipica della montagna.

E’ questa un’idea per un escursione facile, adatta anche ai bambini accompagnati dai genitori, da affrontare con la dovuta prudenza e l’abbigliamento tipico di montagna.

Un’idea carina è quella di fare l’escursione da innamorati, e farsi un bel selfie con alle spalle il lago a forma di cuore, un ricordo bellissimo di un’estate d’amore in montagna che potrebbe diventare una moda dell’estate.

Non bisogna fare tanti km per godere dell’immensa bellezza che la Natura ci può offrire.

  

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