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Giudicarie e Rendena

Giudicarie: due cervi investiti, gravi danni per le autovetture

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foto di repertorio

Gli incidenti sono avvenuti all’alba di ieri in zona Storo – Tione: il primo tra Condino e Storo ed il secondo lungo la parte bassa di Tione.

Fortunatamente, i conducenti di entrambe le vetture sono rimasti illesi, ma le auto hanno invece subito dei notevoli danni.

Per quanto riguarda i due animali, uno è sicuramente deceduto mentre l’altro ha riportato gravi danni.

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Le autorità della zona non si sono dimostrate sorprese davanti a questo tipo di incidenti: nella notte di ieri, infatti, c’è stato anche un terzo scontro tra un’auto ed un capriolo, ma in quel caso il capriolo è fuggito nel bosco nonostante le ferite riportate.

Sono molto diffusi gli attraversamenti notturni di animali quali cervi, caprioli e cinghiali lungo la statale 237 del Caffaro.

Di conseguenza, per quanto possa essere una triste notizia, non è raro che qualche animale venga investito.

Soprattutto nel caso in cui questi sbuchino in strada all’improvviso mentre sta transitando anche qualche autovettura.

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Giudicarie e Rendena

Escono di strada a Comano Terme, due feriti

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L’allerta è scattata alle 9.30 di questa mattina sulla Statale 237 del Caffaro.

Un’autovettura, probabilmente per il terreno reso viscido dalla pioggia, è uscita di strada rompendo il guard rail e finendo dentro il bosco adiacente alla carreggiata.

L’autovettura è uscita di strada in modo autonomo e l’incidente non ha coinvolto nessun altra vettura.

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Sul posto è arrivata l’ambulanza della croce Rossa e gli agenti della polizia delle Giudicarie.

Due le persone ricoverate all’ospedale di Tione. Si tratta di una ragazza di 26 anni, e un giovane di 23. 

Entrambi stanno bene nonostante qualche botta e lo spavento.

 

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Giudicarie e Rendena

Ieri grande festa a Fiavè per l’arrivo del nuovo parroco don Gianni Poli

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E’ stato accolto ieri con una grande festa che ha riunito a Fiavè tutte le comunità delle Giudicarie Esteriori, il nuovo parroco don Gianni Poli, scelto dall’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, per guidare una ventina di parrocchie fra Bleggio, Lomaso e Banale.

Fra i presenti vi erano gli amministratori dei Comuni coinvolti e il vicepresidente e assessore provinciale all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina.

“L’incarico che don Gianni Poli assume oggi, in questo tempo segnato da insicurezza e trasformazioni è davvero importante e di responsabilità – sono state le parole del vicepresidente Tonina -, ma conosciamo il valore di don Gianni che ha saputo operare da missionario nel difficile contesto dell’Amazzonia e sono sicuro che saprà assistere i fedeli di questa comunità pastorale molto ampia con amore, comprensione, sensibilità e grande attenzione. Siamo nella terra di don Guetti – ha proseguito Tonina, ricordando che a Fiavé don Guetti trascorse gli ultimi anni del suo sacerdozio – che attraverso la cooperazione, di cui è stato il fondatore, ha saputo dare una speranza di riscatto alle genti contadine, affermando i valori cristiani della solidarietà e dell’uguaglianza. Un seme, quello piantato da don Guetti, che ha saputo germogliare ed è ancora vivo in questa comunità. Il compito che l’aspetta è complesso, ma le assicuro, caro don Gianni, che lei non sarà solo. Sono certo che riusciremo a camminare insieme impegnandoci per il bene di tutti“.

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A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Fiavè Angelo Zambotti, che ha parlato anche a nome degli altri amministratori: Fabio Zambotti sindaco di Comano Terme, Davide Orlandi assessore di San Lorenzo Dorsino, Monica Mattevi sindaco di Stenico e l’assessore del Comune di Bleggio Superiore Erica Serafini.

Il sindaco Zambotti ha ripercorso alcuni dei compiti ai quali è stato chiamato don Gianni, nativo di Rovereto, che proprio il prossimo anno celebrerà i suoi 30 anni di sacerdozio. Don Gianni, infatti, ha trascorso oltre dieci anni missionario in Brasile, sul rio delle Amazzoni, e ha fatto esperienza anche nella pastorale carceraria.

Al suo arrivo, scortato dai Vigili del Fuoco, è stato accolto da una folla festante nella piazza di San Zeno, da qui la processione è proseguita verso la chiesa per la messa solenne e l’affidamento delle parrocchie.

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“Volevo dire con chiarezza che sono contento di essere qui”, ha detto il nuovo parroco commosso rivolgendosi ai tantissimi fedeli che hanno riempito la chiesa di Fiavè.

Don Gianni ha poi voluto ringraziare “la mia famiglia che è qui oggi, la mia comunità di origine e anche i fedeli che provengono dalle comunità di San Marco e della Val Rendena che vedo qui fra noi”, scusandosi anche per “la mia cantilena”, che deriva appunto dagli anni trascorsi in Brasile.

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Giudicarie e Rendena

Slackline intralcia l’elisoccorso sul Campanil Basso, denunciati 4 ragazzi. Rischiano fino a 5 anni di prigione

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I Carabinieri della Stazione di Madonna di Campiglio, dipendenti dalla Compagnia di Riva del Garda, unitamente al personale del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bolzano, stanno svolgendo indagini per far luce su un episodio avvenuto nel gruppo del Brenta.

I fatti risalgono al pomeriggio del 15.09.2019 quando, un elicottero di Trentino Emergenza, approssimandosi ad attraversare il gruppo del Brenta, diretto a Trento, giunto in prossimità del Campanil Basso (mt. 2883 slm) e del Campanil Alto (mt. 2937 slm) ha fortunatamente notato che vi era una Slackline tesa tra le due cime, con una persona sospesa nel vuoto, che la stava percorrendo.

Vista la presenza della fune, l’elicottero è stato costretto ad invertire la rotta e trovare un altro passaggio libero, per giungere a destinazione in sicurezza.

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Quanto accaduto, vista la pericolosità della presenza della SLACKLINE per il traffico aereo, in considerazione sia dell’altezza dell’installazione (circa 300 metri dalla base delle cime) che della scarsa visibilità del cavo, è stato subito comunicato al 3° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bolzano che, il 16 settembre successivo, ha effettuato una missione di volo, con elicottero AB412, unitamente ai Carabinieri della Squadra di Soccorso Alpino di Madonna di Campiglio, finalizzata a verificare la presenza e la pericolosità del cavo.

Proprio nel mentre i Carabinieri stavano procedendo al sorvolo dell’area, constatavano che alcune persone stavano rimuovendo la SLACKLINE ma, a causa dell’asperità dell’area, che non permetteva l’atterraggio dell’elicottero, non riuscivano ad identificarli.

I Carabinieri hanno già individuato un video, pubblicato su un Social Network, girato dalla sommità del Campanil Basso, che riprende proprio l’elicottero di Trentino Emergenza costretto a invertire la rotta.

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I responsabili della “bravata”, conclusasi a buon fine, sarebbero quattro giovani, slackliner.

L’esito conclusivo delle indagini sarà trasmesso alla Procura Della Repubblica presso il Tribunale di Trento, poiché una tale azione può configurare il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni.

Il fenomeno della SLACKLINE si sta diffondendo anche sulle montagne trentine e rappresenta un grosso rischio soprattutto per la sicurezza degli elicotteri del soccorso, ma anche per chi fa parapendio e deltaplano. La fettuccia tesa fra due cime risulta quasi invisibile agli occhi dell’equipaggio di un elicottero.

Già nel gennaio 2017 vi era stato un problema analogo nelle Dolomiti Bellunesi, che aveva impensierito non poco gli elicotteristi impegnati nel soccorso in montagna.

L’episodio accaduto nei giorni scorsi, solo grazie alla professionalità ed estrema attenzione degli elicotteristi di Trentino Emergenza e dei Carabinieri, si è concluso senza causare danni. Risulta necessario però sensibilizzare gli appassionati di tale disciplina ad evitare di procedere in futuro con comportamenti simili, adottare ogni possibile misura di prevenzione per evitare incidenti, in considerazione del potenziale pericolo cui possono incorrere gli elicotteri impegnati in attività di soccorso, nonché della possibilità di essere perseguiti penalmente.

Sotto Alexander Schulz uno dei più popolari personaggi che praticano questo sport estremo

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