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Valsugana e Primiero

Capannone degli orrori: indagata la Cooperativa «Linea Momenti» di Pergine

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Erano gli operatori della cooperativa «Linea momenti» di Pergine di Guido Beber, 65 anni, che aprivano le bare con il piccone, tra motori, pneumatici e bidoni di olii, per poi dividere le spoglie dalla bara in legno e zinco.

Suddividevano poi i poveri resti in sacchi di nylon e successivamente in scatole di cartone sigillate, mentre le casse funebri – provenienti dai cimiteri di Treviso, Venezia e da un po’ tutto il Veneto – venivano sezionate e separate in sacchi diversi per lo smaltimento del legname e la vendita dello zinco.

Secondo l’accusa, oltre a trarre guadagni dalla vendita dei materiali,  avrebbe tratto un vantaggio anche dai minori costi di cremazione dei soli corpi, stimato in circa 400 euro a salma.

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E se si pensa che negli ultimi 3-4 mesi di attività nel capannone dell’area artigianale ex Samatex di Scurelle, in Valsugana, dove sono state rinvenute 30 bare contenenti resti di persone esumate da numerosi cimiteri del Veneto (dalle province di Venezia, Padova, Treviso e Vicenza), sono transitate oltre 300 salme, si può calcolare un giro di affari di almeno 300 mila euro.

Un calcolo dedotto anche dal traffico di zinco: 6.000 chili secondo i documenti rinvenuti.

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La procura ha disposto il sequestro del capannone e aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere e gestione illecita di rifiuti iscrivendo nel registro degli indagati il titolare e responsabile amministrativo della cooperativa di Guido Beber.

Al vaglio le posizioni dei tre operai e della segretaria, tutti quanti trentini.

La cooperativa si era trasferita nel capannone di Scurelle solo 4 mesi fa.

Scurelle bare

Dopo il rinvenimento delle bare da parte dei carabinieri del Noe di Trento, intervenuti con i colleghi di Borgo Valsugana e della polizia locale della Valsugana e Tesino, cominciano ad emergere i macabri dettagli dell’operato della cooperativa, che ha lasciato basiti gli inquirenti.

A cominciare dal luogo dove venivano eseguitele traslazioni, la separazione da ciò che non è cremabile, la bara dalle spoglie, per mandare ai forni crematori: un costo con la bara di 800 euro, senza di 400. E qui ci sarebbe stato l’affare, secondo l’ipotesi della procura.

Rimangono molti dubbi sul fatto che nessuno abbia mai visto nulla. Infatti dal capannone negli ultimi mesi, come detto, sarebbero passate oltre 300 bare.

E viene da chiedersi anche il perché gli operai lavorassero la notte.

Un capannone, di proprietà di un bresciano, con attività promiscue, in parte officina pneumatici, auto smontate e carriole, e le bare con i resti delle povere salme in mezzo.

In un luogo, tra l’altro, non sacro. Come si trattasse di una normale attività di differenziazione e smaltimento rifiuti.

La scoperta dell’attività è stata fatta dalla polizia locale che ha allertato i carabinieri del Noe e della compagnia di Borgo per gli accertamenti. I carabinieri hanno così rinvenuto delle salme umane, mentre l’Ufficio di igiene ha accertato una condizione di generale degrado delle 24 bare accatastate contenenti le spoglie di defunti veneti, mentre altre tre casse in zinco si trovavano ancora aperte sul pavimento. Una scena raccapricciante da film dell’orrore.

Singolare la scritta che appare sul sito della cooperativa del menù «Dicono di noi»: «Linea Momenti mette competenza e affidabilità al vostro servizio. L’esclusività della tipologia dell’attività e le competenze maturate nella gestione delle pratiche amministrative fanno della Linea Momenti il partner ideale da un lato per interagire con le amministrazioni pubbliche e dall’altro con le imprese funebri per il committente privato».

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Valsugana e Primiero

Civitas: quelli che praticamente copiano il programma del PD

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Martina Ferrai nei vari comizi ed incontri elettorali fa di tutto per smentire che la sua lista sia in tutto e per tutto il centro sinistra di Borgo Valsugana. 

Già, perché centro sinistra vuol dire PD, e di questi tempi viste le batoste elettorali c’è il serio pericolo di essere contagiati dal virus della sconfitta.

La Ferrai dice che la sua lista è una «civica», ma in realtà è il PD di Borgo Valsugana

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Nonostante, in modo alquanto furbesco, il suo programma elettorale sia volutamente molto generico e vago, e molte cose siano «interpretative», cioè vogliano dire tutto e nulla, ai molti non è sfuggito come nei comizi elettorali ed incontri di presentazione faccia riferimento solo ed esclusivamente al programma del PD Trentino redatto in occasione delle comunali borghesane del 2015 a sostegno del candidato sindaco Pompermaier e ne citi addirittura le parole pari passo.

Sulla scuola, nel programma ha copiato perfettamente quando aveva sostenuto il centro sinistra nel 2015 (vedi sotto)

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Le rotatorie di via Spagolla, dove non ci sono nemmeno le dimensioni per poterla costruire, per Olle, per la val di Sella, oppure la rotatoria davanti al centro intermodale non sono altro che i punti del programma del PD provinciale a sostegno di Pompermaier.

Ferrai continua a dichiarare che nel suo schieramento sono presenti varie sensibilità. Ma intanto il programma, le idee, e i valori sono quelli del PD.

L’estrazione insomma è quella, partendo anche dal marito della Ferrai che è simpatizzante di Niky Vendola, il parlamentare di centro sinistra baby-pensionato a 57 anni, che riscuote ogni mese un assegno di 5618 euro lordi a cui  vanno aggiunti i circa 5 mila euro al mese che percepisce come ex deputato (fino a eventuale rielezione in Parlamento).

In tutto, se si sommano i due vitalizi, fanno circa 10 mila euro al mese.

Giuseppe Guglielmi, il marito della Ferrai, a quanto pare si diverte anche a diffamare e insultare gli avversari politici con tanto di «mi piace» di assenso della moglie. (vedi foto )

Chissà se leggendo gli insulti il consigliere provinciale Alex Marini invece di chiedere attraverso un sondaggio alla base se denunciare o meno il malcapitato marito della Ferrai agirà nell’immediato.

C’è un’altro particolare che non è sfuggito.

La Ferrai non muove un passo senza Laura Froner, ex parlamentare del PD che la segue dovunque e con la quale ha dei colloqui frequenti.

Froner è stata anche ex sindaco di Borgo Valsugana fra le file del PD ed è il dirigente della scuola che non si vuole spostare. La corrente di pensiero quindi è quella.

In modo gattopardesco insomma, cambiare tutto per non cambiare nulla.

Mascherarsi abilmente da Civica, ma seguire sempre le ideologie dell’accoglienza assennata dei migranti che naturalmente pagano i contribuenti.

Continuare a sostenere le politiche della sussidiarietà e assistenzialistiche che hanno portato l’Italia negli ultimi 5 anni a guida PD sull’orlo del baratro.

Accentrare tutti i servizi per così lasciare da sole valli e periferie.

Ma alla fine sono sempre loro, quelli che hanno governato il Trentino e l’Italia negli ultimi 5 anni, e che nelle urne il 21 ottobre sono stati polverizzati dalla comunità.

Quelli di Civitas e Innova sono quelli che dal 40% sono passati al 18% in ambito nazionale, e dal 26% al 13% in Trentino.

Un vero bagno di sangue insomma, un flop dietro l’altro.

Ma c’è una cosa peggiore del perdere le elezioni, ed è non sapere perché si siano perse e continuare a voler prendere in giro i cittadini. 

 

 

 

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Valsugana e Primiero

Primiero: la guardia medica non si presenta, denunciato dai Carabinieri

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In una delle scorse serate, la Stazione Carabinieri di Primiero San Martino di Castrozza è stata allertata da una richiesta di intervento di alcuni cittadini bisognosi della Guardia medica.

I cittadini lamentavano di aver trovato le porte degli ambulatori chiuse.

Gli utenti, che per lungo tempo avevano suonato il campanello senza ottenere risposta, riuscivano ad attirare l’attenzione di alcune infermiere presenti all’interno della struttura che presa contezza della situazione, davano comunque assistenza ai pazienti bisognosi rispondendo alle immediate esigenze sotto il coordinamento della centrale operativa ed un medico di Trentino Emergenza.

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Una volta fornite le prestazioni, su direttiva della centrale operativa di Trentino emergenza veniva apposto un cartello che invitava i pazienti a rivolgersi alla guardia medica di San Martino di Castrozza oppure al 112.

La vicenda, che aveva lasciato un certo malumore tra i cittadini interessati, non veniva tralasciata dai Carabinieri di Primiero i quali, a seguito di immediati approfondimenti, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria Trentina la guardia medica che la sera dei fatti non si era presentata in servizio, ravvisando il reato di interruzione di pubblico servizio

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Valsugana e Primiero

Ritrovata annegata nel lago di Caldonazzo. La donna era scomparsa da giorni

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Si sono concluse drammaticamente le ricerche di donna di quarant’anni scomparsa in Valsugana.

E’ stata ritrovata annegata nel lago di Caldonazzo, nella zona di Calceranica e all’altezza della ferrovia.

Nel primo pomeriggio alcuni frequentatori del lago hanno notato qualcosa di strano in acqua e hanno avvertito le forze dell’ordine e i soccorritori.

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Sul posto è giunta anche l’ambulanza, ma non c’è stato nulla da fare.

La donna viveva da molti anni in Valsugana, dove lavorava come badante.

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Della donna si erano perse le tracce da giorni, e vista la dinamica tutto farebbe pensare ad gesto disperato.

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