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Val di Non – Sole – Paganella

Torna il Trenino dei Castelli: alla scoperta delle fiabe della Val di Non e della Val di Sole

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Ogni fiaba che si rispetti ha il suo castello. Luogo magico, intriso di fascino e mistero. Luogo in cui si respira aria di tempi passati, ma anche cultura, tradizioni, sogni.

La Val di Non e la Val di Sole hanno una fiaba tutta da raccontare lungo un percorso costellato di manieri suggestivi in cui è possibile assaporare prelibatezze locali, godersi panorami belli da mozzare il fiato e immergersi nell’arte e nella storia di questa antica fetta di territorio.

Lasciato il cavallo bianco dalla folta criniera ai viaggiatori di epoche lontane, per seguire l’itinerario si sale oggi a bordo di un trenino colorato che a ogni curva saluta la gente con un simpatico “ciuf ciuf!”.

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Il Trenino dei Castelli è un vero e proprio tour in 4 tappe che permette ai viaggiatori di vivere il territorio trentino in maniera originale e divertente.

Tutti i sabati dal 20 aprile al 14 settembre 2019 (esclusi il 27 aprile e il 15 giugno) in compagnia di guide esperte si entrerà in un affascinante viaggio nella storia e nell’arte, dal Castello San Michele e Castel Caldes in Val di Sole, alla residenza privata di Castel Valer, fino al maestoso Castel Thun in Val di Non.

Tra una visita e l’altra una colazione salutare proposta da Melinda e Latte Trento, un banchetto di prodotti locali realizzato dalla Strada della Mela, vini e bollicine della Cantina Rotari Mezzacorona e infine una tisana di erbe officinali da sorseggiare alle magiche luci del tramonto, nella cornice suggestiva di un antico maniero.

Ecco il programma: ore 8.10 ritrovo a Trento presso la stazione della Ferrovia Trento-Malè; ore 8.40 partenza del trenino; ore 10.25 arrivo in stazione a Mezzana e proseguo della giornata in pullman; dalle 11 visita dei castelli di Ossana, Caldes, Valer e Thun con pranzo curato dalla Strada della Mela; ore 19.15 rientro previsto a Trento.

Come per la scorsa edizione, anche quest’anno il Trenino dei Castelli strizza l’occhio ai più piccoli, che per quattro domeniche (2 giugno, 28 luglio, 25 agosto e 8 settembre) grazie allo Speciale famiglia potranno beneficiare di tariffe agevolate e soprattutto di alcune iniziative speciali, proposte nei singoli manieri: laboratori, racconti animati e una caccia al tesoro che coinvolgerà tutta la famiglia.

Per informazioni è possibile contattare l’APT Val di Non (Tel. 0463 830133 – info@visitvaldinon.it).

Prenotazioni obbligatorie e fino a esaurimento posti presso Agenzia Viaggi Guidavacanze – CLES
(Tel. 0463 423002 – luisa@guidavacanze.it).

CASTEL THUN – Imponente e austero, il castello fu la dimora di una delle più potenti famiglie feudali della regione.

Situato su una collina, in posizione panoramica rispetto all’intera Valle di Non, esso è circondato da un complesso sistema di fortificazioni costituito da torri, mura, bastioni, cammino di ronda e fossato e risalente al Cinquecento. Alla stessa epoca risale la potente Porta Spagnola, oltrepassata la quale si accede al ponte levatoio e al primo cortile. Qui si eleva l’imponente Palazzo Baronale.

Nei vasti spazi interni si susseguono numerose sale, che conservano i ricchi arredi originari e un’interessante quadreria di famiglia. L’ambiente più pregevole e interessante è la cinquecentesca Stanza del Vescovo, interamente rivestita di legno di cirmolo. Castel Thun è stato acquisito nel 1992 dalla Provincia autonoma di Trento.

CASTEL CALDES – La tipologia architettonica di Castel Caldes è il frutto dell’incontro delle diverse culture veneta, tedesca e lombarda, tipico di questa zona al confine del Principato vescovile di Trento.

La grande casa-torre duecentesca a cinque piani eretta dalla famiglia Cagnò nel 1464 venne donata alla famiglia Thun che inglobò la primitiva torre in un nuovo edificio a pianta quadrata che corrisponde nelle forme all’attuale castello.

Nel corso dell’Ottocento fu acquistato da una famiglia locale, mentre oggi è di proprietà della Provincia autonoma di Trento, che lo ha restaurato e trasformato nella prestigiosa sede di esposizioni temporanee ed avvenimenti culturali.

L’intervento di restauro e di recupero di Castel Caldes ha riguardato principalmente le opere di demolizione degli edifici novecenteschi e sistemazione delle aree esterne, la realizzazione di nuove scale per i collegamenti, il restauro e la realizzazione di nuovi pavimenti e serramenti e la manutenzione delle coperture.

L’interno è affascinante e presenta soffitti a volte, rivestimenti lignei e sale affrescate. Notevoli sono la stanza del conte ed il salone da ballo. Fa parte del gruppo monumentale del castello la piccola chiesetta dedicata alla Beata Vergine Maria, costruita alla fine del Cinquecento.

CASTEL VALER – Nelle vicinanze di Tassullo, in posizione panoramica circondato da colline ricoperte di frutteti sorge, contraddistinto da impeccabile eleganza, Castel Valer.

La sua torre, la più alta della Provincia con i suoi 40 metri d’altezza, caratterizzata dalla pianta ottagonale e costruita in parte di granito importato, primeggia per imponenza e particolarità su tutte le altre torri del Trentino. Il nome del maniero deriva con ogni probabilità, nonostante un’improbabile origine romana, dal culto per S. Valerio a cui è dedicata la cappella del castello.

Le prime notizie della storia di Castel Valer risalgono al 1211, quando, di proprietà dei conti Appiano, fungeva da guardia militare. Passato di proprietà della famiglia Coredo, fu ottenuto nel 1368 dagli Sporo che lo detengono tuttora.

Le serie successive di cinte murarie atte a contenere la crescita del perimetro del castello seguono il modello ottagonale imposto dalla torre antica e racchiudono le due serie di edifici da cui il complesso è formato: la più antica, risalente al XIV secolo, è denominata Castel di sotto, mentre la seconda, risalente al XVI secolo, Castel di sopra.

Nella porzione settentrionale del maniero, tra la cortina principale e quella esterna, si trova la cappella di S. Valerio interamente affrescata dai fratelli Giovanni e Battista Baschenis, pittori itineranti di origine bergamasca.

Gli affreschi, di grande vivacità cromatica, rappresentano San Valerio in trono affiancato dai Santi Fabiano e Sebastiano.

CASTELLO DI SAN MICHELE – Il Castello di S. Michele, chiamato così dal santo a cui era dedicata la cappella, o Castello di Ossana, sorge su uno sperone di roccia.

Era posto in posizione strategica tra la regione trentina e l’Alto Bresciano e godeva di una piena amministrazione civile e penale coperta dalla Curia Episcopale.

Molto probabilmente risale all’epoca dei Longobardi, ma le prime notizie scritte risalgono al 1191. Alla guida del castello si succedettero varie famiglie nobili: dai Principi Vescovi di Trento ai conti Tirolo-Gorizia, poi nel XV secolo l’investitura passò ai de Federici, quindi agli Heydorf ed ai Bertelli.

A cavallo fra Ottocento e Novecento fu comproprietaria del maniero Bertha von Suttner, Premio Nobel per la pace nel 1905.

Il Castello presenta nel suo possente mastio alto 25 metri, l’elemento architettonico più caratteristico e meglio conservato dell’intero complesso.

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Val di Non – Sole – Paganella

La Pro Loco di Flavon compie 70 anni, è festa grande in Pineta

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Gli organizzatori della manifestazione: il presidente Luca Poda (al centro) insieme ai membri del direttivo della Pro Loco di Flavon

Un traguardo che ci riempie d’orgoglio”: il presidente Luca Poda ha presentato così 70 anni di attività della Pro Loco di Flavon, che saranno celebrati in grande stile il prossimo weekend. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Predaia nel mirino dei vandali, l’appello del sindaco Forno: «I cittadini ci aiutino a individuare questi incivili»

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Staccionate divelte, sassate sui vetri della chiesa, lattine, bottiglie, cartacce per terra, scalinate imbrattate. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

«Frank Borzage. Dalla Val di Non a Hollywood». Dal 13 luglio a Ronzone le celebrazioni del grande regista

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Frank Borzage, attore e regista con oltre 100 film realizzati a cavallo tra l’epoca del film muto e quella del sonoro, due Premi Oscar, è nato a Salt Like City negli Stati Uniti e quindi è cittadino americano a tutti gli effetti, però con un dettaglio.

Le sue origini sono trentine.

Infatti suo padre, Luigi Borzaga, era di Ronzone, un piccolo paese della Val di Non.

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Prendendo spunto da questa circostanza Stefano Endrizzi, sindaco del Comune di Ronzone, con la collaborazione dell’Associazione culturale Sguardi di Cles, presieduta dal dott. Michele Bellio, della Provincia autonoma di Trento, di Film Commission Trentino e di altri enti, prima ha intitolato prima una via del paese a Frank Borzage ed ora ha avviato una serie di eventi che si articoleranno su due anni, il 2019 e il 2020.

Lo scopo del Comune è di riscoprire le radici di questa famiglia ma anche di far conoscere il nome di Borzage al grande pubblico italiano e trentino.

Va detto, infatti, che il nome di Frank Borzage è molto conosciuto negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei, come la Francia e la Svizzera e non a caso Samuel Fuller, produttore di livello internazionale, lo definisce “uno dei più grandi registi americani di tutti i tempi“.

In Italia invece il nome è pressoché sconosciuto e l’iniziativa del Comune di Ronzone si propone di colmare questa lacuna.

Con il titolo «Frank Borzage. Dalla Val di Non a Hollywood» il programma delle celebrazioni prevede nel corso della prossima estate una mostra, che sarà allestita nella casa dei Musei di Ronzone dal 13 luglio al 13 ottobre.

La mostra con materiali dell’epoca, foto e giornali racconterà la storia e il lavoro di questo regista.

L’inaugurazione della mostra è fissata per il 12 luglio alle ore 17. Il giorno seguente, 13 luglio, alle ore 11 verrà invece battezzata la via dedicata a Frank Borzage. Il 2020 vedrà poi l’organizzazione di una retrospettiva dei film più significativi e la stampa di un robusto catalogo con biografia completa.

Ma chi è Frank Borzage? Luigi Borzaga, il padre, nasce a Ronzone nel 1859. Attorno ai vent’anni Luigi Borzaga emigra prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, dove si stabilisce a Salt Like City. Sposa una cittadina svizzera, Maria Ruegg, dalla quale ha 14 figli. Frank è il quintogenito e nasce il 24 aprile 1894. Grande appassionato di teatro Frank Borzage (il cognome Borzaga è stato modificato all’anagrafe americana) nel 1912 esordisce nel cinema muto come attore. Poi nel 1917 passa alla regia inaugurando uno stile nuovo, che fa perno sull’uso della luce e sulla mobilità della macchina da presa.

Dirige decine di film e ottiene due Premi Oscar: il primo nel 1928 con il film Settimo Cielo e il secondo nel 1932 con Bad Girl. Muore a Los Angeles nel 1962. Con Frank Borzage hanno lavorato molti famosi attori del cinema del secolo scorso, tra i quali Gary Cooper, Marlène Dietrich, Spencer Tracy, Luisa Raines e Victor Mature, quest’ultimo di origine trentina. Il padre di Victor, Gelindo Maturi, era nato infatti a Pinzolo in Val Rendena e poi emigrato in America.

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