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Trento

«Trentino Pedala», non perderti la IV° edizione: registrati!

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Dal 18 aprile al 13 ottobre torna il cicloconcorso con tanti vantaggi e premi. Dal 18 aprile prende avvio la quarta edizione del cicloconcorso ‘Trentino Pedala‘ promosso dall’Assessorato all’urbanistica, ambiente e cooperazione.

L’iniziativa, che negli scorsi anni ha registrato una buona adesione, mira quest’anno a coinvolgere molti più cittadini, istituzioni e organizzazioni. Il concorso è transfrontaliero e si svolge anche negli altri due territori dell’Euregio, Alto Adige e Tirolo.

C’è tempo fino al 13 ottobre per percorrere almeno i 100 chilometri previsti dal regolamento, condizione minima per partecipare all’estrazione di significativi premi.

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Trentino Pedala‘ è un progetto di ampio respiro e ha fra gli obiettivi la sensibilizzazione della popolazione che vive nel delicato ecosistema alpino – non a caso i territori coinvolti sono Trentino Alto Adige e Tirolo – rispetto alla necessità di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

Come? – Utilizzando per i trasferimenti quotidiani, per lavoro, per turismo e per qualsiasi altra necessità di spostamento, la bicicletta. L’obiettivo è quello di incoraggiare i cittadini ad utilizzare sempre più spesso questo mezzo di alta sostenibilità.

Perchè usare come mezzo di spostamento privilegiato la bicicletta? Molti i vantaggi personali – per esempio uno stile di vita più salutare, risparmio sull’acquisto di carburante… – e collettivi – un ambiente più pulito e vivibile per tutti – grazie alle minori emissioni  inquinanti e climalteranti oltre, e non è poco, al minor traffico.

Nel mese di luglio torna  ‘In bici al lavoro’  che per quest’anno mette in palio premi ancora più belli ed utili delle precedenti edizioni, insieme ad altre importanti novità. I vincitori dei premi, come per le scorse edizioni, saranno ad estrazione e tutti coloro che si registrano e usano la bicicletta come mezzo per recarsi al lavoro, sono potenziali vincitori.

Come funziona? – Chiunque abiti, lavori o studi in Trentino può partecipare. L’iscrizione è gratuita ed è possibile partecipare individualmente ma il regolamento privilegia chi sceglie di iscriversi con un organizzatore locale: il Comune di residenza, l’azienda per cui si lavora, l’associazione di appartenenza, un’area protetta, l’istituto scolastico che si frequenta…. La sfida è quella di percorrere in bici almeno 100 chilometri, registrando periodicamente sul sito www.trentinopedala.tn.it   o attraverso l’APP ‘Trentino pedala’ i chilometri percorsi, sia per gli spostamenti quotidiani per recarsi al lavoro, per il tempo libero, per vacanza e, comunque, per qualsiasi necessità di spostamento.

Coloro che avranno percorso e registrato almeno 100 chilometri e avranno scelto l’organizzatore locale, ad ottobre parteciperanno all’estrazione dei bellissimi premi messi in palio.

L’auspicio dell’assessorato all’ambiente, di tutta l’organizzazione, dei partner dell’iniziativa è quello di vedere registrati più cittadini trentini possibilie per raggiungere il traguardo più ambito, cioè quello di migliorare l’ambiente in cui viviamo pedalando, guadagnando in salute e risparmiando e, perché no, aumentare la competizione fra i territori per un obiettivo comune e di alto valore per tutte le comunità.

Per registrarti puoi cliccare qui.

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Trento

Feste a base di alcool e droga: i residenti della Clarina sono esasperati

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Nel video la registrazione degli schiamazzi effettuata durante la serata di ieri

La festa a base di alcool e probabilmente di qualche sostanza stupefacente si ripete ormai da molti sabati.

Almeno secondo i residenti che devono sopportare per due ore di fila le urla, le grida, i fischi, i turpiloquio, e gli schiamazzi di un gruppo di ragazzi molto giovani.

Siamo al Parco della Clarina, il giardino pubblico ubicato in via Anna Frank dove i residenti non ne possono più.

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«Ma la cosa che fa più impressione – scrive un residente – è che questi ragazzi si rimettono al volante delle loro macchine completamente ubriachi o peggio drogati senza nessun ritegno. Dico drogati perché le frasi senza senso pronunciate durante il party all’aperto fanno pensare che facciano uso di potenti allucinogeni. Non riusciamo nemmeno a sentire la televisione, ad ogni bicchiere di alcool ingurgitato seguono urla e grida, ieri un ragazzo è stato male e ha vomitato tutto dentro la fontanella del parco».

Ieri sera erano una decina, fra cui una ragazza molto giovane. I residenti hanno chiamato la polizia Municipale ma quando è arrivata i ragazzi se la sono data a gambe  salendo sulle macchine.

«Peccato fossero uno più ubriaco dell’altro, quindi chi ha guidato ha rischiato la sua vita e quella degli altri passeggeri»Ricordano i residenti

Come testimoniano i residenti sono almeno due anni che i «giovinastri» in cerca di sballo usano l’angolo seminascosto nel cortile della scuola elementare, che rimane aperto 24 ore da giugno a settembre.

Poi alla fine della «festa» rimangono i rifiuti e le siringhe. «Dopo le 19:00 le famiglie spariscono e arrivano i balordi. Un problema abbastanza comune, – sottolinea un altro residente – in questa nostra città, purtroppo…»

Secondo i residenti quel triangolo nascosto dalla vegetazione andrebbe chiuso, almeno la notte per essere riaperto per i bambini e le famiglie di giorno.

Purtroppo la zona è sovrappopolata e strapiena di condomini e possiede solo due giardini per le attività ludiche.

Per alcuni gruppi di giovani è questo il massimo divertimento del sabato sera. Trovarsi in un parco per bere fino allo sfinimento e impasticcarsi fino a vomitare.

Un fenomeno che sta diventando pericoloso anche a Trento.

Nessuno di questi sa che il protratto uso di alcol e droghe  produce devastazioni simili a quelli dell’Alzheimer e che a causa della droga sono in aumento anche i casi di ictus sotto i 40 anni.

Nel video, registrato ad oltre 50 metri di distanza, si possono comprendere le urla, le grida e le frasi scombinate dei ragazzi che durano dalle 21.00 fino alle 23.00

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Trento

Pedoni e biciclette in tangenziale a Trento. Un pericolo in più per gli automobilisti

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Sono sempre di più le segnalazioni di pedoni in gruppi e ciclisti in tangenziale  a Trento che scavalcano il guardrail.

Non fanno scalpore come il giovane africano sorpreso in bici in autostrada qualche tempo fa e scortato dalla polizia stradale ma il comportamento dei ciclisti e pedoni che intralciano la circolazione in tangenziale a Trento non solo è irrispettoso e pericoloso ma contro la legge.

È vietato infatti ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità; I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.  Cosi recita l’art 190 del nostro Codice della Strada se non bastasse per qualcuno il buon senso.

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Sono giunte varie segnalazioni da parte di automobilisti preoccupati che a Trento percorrendo la tangenziale hanno notato con frequenza la presenza di gruppi di pedoni e ciclisti in tangenziale, specie in ore notturne.

Persone che camminano invadendo la corsia destinata alle vetture e tentano anche l’attraversamento.

E’ stata notata perfino la presenza di mamme con neonati in braccio.

E’ vero quindi che la mamma è sempre la mamma ma le mamme cosi non sempre hanno ragione! in particolare se girano dove è vietato con neonati e di notte passeggiando sulla tangenziale o in bicicletta senza i previsti mezzi di visibilità luminosa.

Sono un pericolo per loro stessi e per gli automobilisti.

Anche in questi giorni la sera si sono potuti notare pedoni oltre che vicino al ponte di Ravina (probabilmente ospiti della Residenza Fersina) anche sulla tangenziale tra motorizzazione e uscita fronte centro raccolta – smaltimento rifiuti direzione sud.

Noncuranti delle segnalazioni acustiche e ” sfanalate” dei conducenti delle vetture ponevano in essere comportamenti pericolosi e gravi.

Alcuni di questi vestiti di nero e dalla carnagione scura di notte sono effettivamente meno visibili, anche in gruppi, a volte  con la presenza di minori e bambini in tenera età attraversavano addirittura la barriera anti traffico.

Altri muniti di velocipedi senza alcuna segnalazione luminosa in spregio del valore della vita e della salute percorrevano  la carreggiata invadendo la parte riservata alle autovetture.

Sempre più incoscienti i pedoni si dimenticano che  il codice della strada prevede che debbano stare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono procedere sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione.

Pedoni e ciclisti per abbreviare il proprio tragitto incuranti del rispetto della civile convivenza creano notevoli disagi e mettono a rischio la loro stessa ed altrui incolumità.

Tra il Guardrail  e la linea continua di delimitazione della corsia non vi è fisicamente lo spazio per un pedone, figuriamoci per gruppetti muniti di biciclette.

La sicurezza è un valore primario, a tutela della salute, ed è bene che tutti la rispettino, anche chi non ha la patente o viene da altri paesi non può esimersi dal rispetto della legge.

Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione.

Da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, e’ fatto obbligo di marciare su unica fila.

L’ amministrazione ha correttamente posizionato anche cartellonistica di divieto di transito per le biciclette a rimarcare la tipologia di strada ma per alcuni utenti la tangenziale è una passeggiata.

Se redarguiti a volte si sentono perfino offesi e diventano aggressivi, si può comprendere alcune difficoltà linguistiche e di inserimento nella nostra società ma non fino a questo punto.

Già in passato inoltre la Cassazione aveva affermato tre importanti principi  che regolano l’ investimento di pedoni:

«(a) il pedone può essere ritenuto responsabile esclusivo del sinistro soltanto quando si pari improvvisamente ed imprevedibilmente dinanzi a traiettoria del veicolo;

(b) la violazione di una regola di condotta da parte del pedone non è di per sé sufficiente a ritenere la colpa esclusiva di quest’ultimo;

(c) la violazione di una regola di condotta da parte del pedone è però sufficiente a ritenere un concorso di colpa del pedone stesso nel provocare il sinistro».

L’art. 182 C.d.S. prevede anche norme spesso sconosciuti ai ciclisti sulla circolazione dei velocipedi:

I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano, devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano e rispettare tutta la segnaletica verticale ed orizzontale. I ciclisti inoltre devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni.

Gli automobilisti non possono essere infatti gli unici ad essere costantemente discriminati o sempre essere i soli ad essere definiti pirati, anche i pedoni e ciclisti hanno degli obblighi. La pirateria stradale è una condotta che non valuta il solo mezzo. Sulle strade prestiamo tutti attenzione! non lo dimentichiamo.

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Trento

“La qualità sarà il vero fattore di sviluppo della montagna”

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La qualità globale – dai servizi ai prodotti, dal territorio all’organizzazione della cosa pubblica – sarà il vero motore della prossima stagione di sviluppo della montagna.

E’ questa la parola chiave che attraversa temi e discussioni agli Stati generali della montagna di Comano Terme.

Ieri il progetto partecipativo si è concluso con le sintesi finali, frutto di un’attività durata due mesi e che ha coinvolto oltre 300 tra stakeholder e portatori di interesse di 15 diversi territori.

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I protagonisti della giornata conclusiva sono stati i rappresentati dei gruppi di lavoro delle quattro macro aree – Governance, Accessibilità ai servizi Sviluppo economico e coesione sociale, Paesaggio ambiente e territorio – che hanno presentato la visione provinciale del Trentino futuro alla giunta provinciale, presente in sala, e ai delegati.

Di seguito, la sintesi dei quattro gruppi di lavoro.

GOVERNANCE – Il rappresentante di Fai della Paganella, Gabriele Tonidandel, ha ripercorso la sintesi del gruppo di lavoro sulla Governance che si è concentrato su quattro punti. Il presidio del futuro del Trentino passa attraverso l’identità, segnata dalla difficoltà dei Comuni a rispondere a bisogni e necessità dei cittadini.

“Serve un nuovo sistema di ridistribuzione delle risorse – ha esordito Tonidandel – che consenta ai Comuni di utilizzare gli strumenti indispensabili per generare visione e ruolo guida”.

Allo stesso tempo va valorizzata, anche in termini finanziari, la figura dell’amministratore chiamato a livelli sempre più alti di competenza.

Semplificare il presente significa ridurre il carico di burocrazia, problema che è frutto anche di un quadro normativo di regole voluto dalla stessa amministrazione pubblica:

“La sfida è semplificare, trovando l’equilibrio tra norme a garanzia della legalità e norme che finiscono per rallentare, se non bloccare, gli iter burocratici”.

Il tema più dibattuto è sicuramente quello del territorio e della Comunità di valle.

“Al nostro interno è condivisa la necessità di avere un ente intermedio ma va ripensato il suo ruolo politico, puntando sui servizi. Quanto alla gestioni associate va ragionato il vincolo della obbligatorietà all’interno di un quadro complessivo che valga per tutto il territorio. Non deve passare il messaggio ‘liberi tutti’”.

In tema di reti e relazioni, il gruppo della Governance chiede più connessione tra Provincia autonoma di Trento e territori:

“Questi ultimi devono poter condividere con la Provincia le decisioni strategiche ed avere maggiore peso nelle decisioni”.

ACCESSIBILITÀ AI SERVIZI – Il presidente della Comunità della val di Fiemme, Giovanni Zanon, ha insistito sul ruolo delle valli, confermando il momento di difficoltà dei Comuni.

“I territori devono essere riorganizzati e chiedono di essere coinvolti in decisioni strategiche quali la riorganizzazione dell’Azienda sanitaria. La grande sfida del futuro  – ha continuato Zanon – è l’assistenza agli anziani con i servizi di residenzialità che integrano ospedali e case di riposo”. Zanon ha invocato, infine, un’Alleanza delle Alpi:

“Non possiamo pensare di agire da soli perché è importante confrontarci con altre realtà simili alle nostre e condividere le esperienze”.

Ai giovani ha dato voce, Egidio Bertolini che ha parlato di formazione e mobilità:

“E’ fondamentale investire nei giovani per dare loro la dignità di sentirsi trentini e parte integrante del mondo della montagna, perché solo così sarà possibile acquisire un’identità culturale della propria terra con un’apertura al mondo”.

Mantenere i giovani nella vallate è possibile creando delle commodity, ad incominciare dai mezzi di trasporto, con tempi più brevi di percorrenza e infrastrutture adeguate.

Da giovane, Bertolini non poteva dimenticare la digitalizzazione delle vallate e la formazione:

“Fondamentale per allineare su standard qualitativi più alti giovani delle valli a quelli delle città. La flessibilità della programmazione scolastica è necessaria per rapportarci con le aziende del territorio mentre è necessario recuperare la qualità della scuole professionali, spesso sminuite”.

SVILUPPO ECONOMICO E COESIONE SOCIALE – Il gruppo di lavoro ha concluso cambiando il nome al macrotema in “Coesione territoriale è sviluppo economico”. Lo ha spiegato all’assemblea Giannina Montaruli: “Senza coesione sociale non è possibile alcun sviluppo economico del territorio”.

Due sono gli asset su cui basare coesione e sviluppo: patrimonio ambientale ed Autonomia. Le criticità sono invece individuabili in ricambio generazionale, cambiamento climatico, semplificazione fiscale e burocratica.

“La marginalità dei territori – ha osservato Montaruli – si può contrastare con l’innovazione che non deve dimenticare gli ambiti più piccoli e decentrati. Il processo virtuoso deve valorizzare le buone prassi e semplificare, andando a premiare modelli di impresa e lo sviluppo di reti di imprese. Mobilità, ambiente e fibra ottica sono fattori di sviluppo economico ma serve una regia forte tra pubblico e privati”.

Di obiettivi ha invece parlato Patrizia Ballardini:

“Raggiungere il benessere economico e sociale serve a contrastare lo spopolamento e limitare la marginalità delle valli. Così come serve garantire servizi per cittadini ed ospiti, e pari opportunità di accesso agli stessi”.

Altri due obiettivi portati all’attenzione della giunta e dell’assemblea sono stati la mobilità e la formazione.

“Riteniamo essenziale – ha proseguito – l’integrazione tra settori economici. La filiera del turismo deve integrare altre filiere quali sport, artigianato ed agricoltura, fino all’industria. La sfida che ci attende è di coniugare modelli di sviluppo diversi, ad esempio il turismo intensivo con i nuovi modelli contemporanei di turismo, in cui l’ospite cerca una vacanza con una molteplicità di esperienze”.

L’unicità del territorio trentino rimane – come sostenuto da altri relatori – la risorsa fondamentale.

“La qualità – ha sottolineato Ballardini – è la nostra migliore opportunità. Un territorio di qualità garantisce il benessere delle persone, così come un’economia di qualità si riflette con prodotti di qualità da immettere sul mercato. La qualità del Trentino deve essere vera e autentica, senza compromessi. La qualità è l’elemento sostanziale per affermare il prodotto sul mercato”.

PAESAGGIO AMBIENTE E TERRITORIO – Tra gli interventi più attesi c’era quello del professor Annibale Salsa, antropologo e docente universitario che si è occupato di rappresentare in sintesi i tre temi, la cornice generale: Qualità (“Fondamentale, elementale primario a scapito della quantità”), Vivibilità (“Si pone in contrasto con la sopravvivenza, anticamera dello spopolamento”), e Cultura (“La comunità è protettrice di cultura quando ha consapevolezza del proprio territorio”).

Secondo Salsa, le risorse naturali – acqua, aria e terra – sono il cuore del Trentino:

“Usciamo dal dualismo di chi intende le aree protette come zone chiuse e chi ne chiede l’apertura. Si deve agire ma il problema è sul come. Si può fare quasi tutto, purché bene”.

Parlando di urbanistica e architettura, Salsa ha chiesto lo stop alle seconde case (“Danneggiano l’attrattività e generano solo nuovi costi”), mentre si è detto favorevole alla riqualificazione dei centri storici.

Agricoltura e allevamento devono invece essere tarati al territorio:

“Il Trentino non ha bisogno di modelli intensivi di tipo padano, bensì di qualità”. Se l’artigianato non deve perdere la cultura del prodotto “fatto a mano”, il turismo deve basarsi su una filiera corta (“Gli alberghi devono essere i veicoli verso gli ospiti dei prodotti locali”).

In tema di vivibilità, Salsa ha evocato un maggior senso identitario dell’appartenenza al territorio:

“Rialfabetizziamo i giovani alla territorialità, bloccando l’analfabetismo di ritorno”. E a questo proposito Salsa ha chiesto alla Provincia e alla politica di tornare ad avere il controllo della scuola e dei programmi:

“Autonomia e autogoverno non si difendono se non si conoscono”.

In chiusura della prima parte sono intervenuti anche Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle Autonomie locali che ha trattato i temi della responsabilità della politica e dell’Autonomia (“Strumento e traguardo della stessa politica”), seguito da Luigi Casanova in rappresentanza delle associazioni ambientaliste del Trentino:

“La tempesta Vaia ci ha insegnato quanto siano importanti l’ecosistema e la biodiversità. Mi chiedo inoltre se Dolomiti Patrimonio dell’Unesco sia un patrimonio da gestire oppure un’operazione di mero marketing”.

Il lavoro è stato al centro dell’intervento di Walter Alotti (Uil Trentino) che ha parlato a nome di tutti i sindacati confederati:

“La qualità del lavoro è i problema del Trentino dove non abbiamo un problema di quantità”.

Da Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento e coordinatore del Tavolo provinciale degli imprenditori, è arrivata la visione di un mondo economico, compatto a chiedere alla politica concretezza ed azione:

“Sono d’accordo con il professor Salsa, fare delle scelte è compito della politica e noi siamo a vostra disposizione”.

Secondo Manzana, ad esempio, il turismo deve rilanciare con un’offerta di qualità mentre gli enti locali devono trovare un’omogeneità nell’interpretazione delle norme e maggiore efficienza:

“Si è perso l’orgoglio di servire i nostri cittadini e le nostre imprese”.

Il rischio intravisto da Manzana è di “scollegarci dall’Europa che funziona e che ci piace, per avvicinarsi ad un’Italia che non funziona”.

Anche secondo Manzana va prestata “massima attenzione” agli anziani, area dove è “determinante il contributo delle cooperative sociali”.

Ritornando ai temi economici, il rappresentante di Confindustria Trento, ha insistito sulla formazione e la creazione di lavoro:

“L’accesso al credito – ha aggiunto – è necessaria per far evolvere le imprese e le nostre infrastrutture. Imprese industriali e artigiane hanno in larga parte gli stessi problemi. Il credito è lievito per far crescere i progetti”.

La qualità è ,anche per Manzana, un fattore distintivo, ma serve uno scatto in avanti:

“Condivido la cultura del sì ma la vera sfida è come. Solo così riusciremo a premiare il nostro futuro. Da imprenditore, sono ottimista”.

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