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Trento

In via Giusti un murales che parla di comunità e cooperazione

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Cambierà volto dal 18 al 22 aprile la facciata del condominio solidale che si affaccia su via Giusti, oggi deturpata da scritte e graffiti.

È stato infatti firmato nei giorni scorsi un patto di collaborazione nell’ambito del regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani che accoglie la proposta avanzata da Alan Vitti, in rappresentanza di un gruppo informale di cittadini, di realizzare sulla facciata del condominio un murales.

L’opera artistica avrà come tema la comunità e la cooperazione, proponendosi così come uno speciale biglietto da visita per la casa dove quattro famiglie, riunite nell’Associazione Comunità e famiglia – Trentino, vivono secondo logiche di condivisione e solidarietà.

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L’iniziativa rientra nelle attività che l’Amministrazione comunale ha messo in campo in questi anni per sostenere i cittadini che vogliono salvaguardare il decoro urbano, contrastando in particolare il vandalismo grafico che contribuisce in maniera sensibile ad aumentare il degrado urbano e il senso di insicurezza e a danneggiare il patrimonio culturale.

In questo ambito si muovono sia la valorizzazione della creatività giovanile attraverso l’attività del Tavolo Street art, sia la recente sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Comune e Soprintendenza per i beni culturali, che punta ad attuare azioni comuni, semplificando le procedure amministrative e individuando forme di controllo e metodologie di intervento e di protezione specifiche.

Nel valutare la proposta il servizio Beni comuni e gestione acquisti ha coinvolto il servizio Gestione strade e parchi, il servizio Cultura turismo e politiche giovanili e la Circoscrizione di San Giuseppe – Santa Chiara, ricevendo altrettante valutazioni positive.

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Trento

Conto alla rovescia per i vaccini antinfluenzali negli ambulatori Apss

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Ultimi giorni per vaccinarsi contro l’influenza negli ambulatori dell’Apss di Cles, Pergine Valsugana, Pozza di Fassa, Riva Del Garda, Tione e Trento.

Il Dipartimento di prevenzione dell’Apss ribadisce che la vaccinazione antinfluenzale è importante, salva vite umane ed è efficace per ridurre il rischio di malattia, di ospedalizzazione e di morte per influenza e invita le persone che non si sono ancora vaccinate a recarsi negli ambulatori Apss o dal proprio medico di famiglia per effettuarla.

L’influenza è una malattia infettiva seria che, in alcune categorie di persone, può avere conseguenze gravi per la salute.

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La maggior parte di coloro che sono colpiti guarisce spontaneamente ma, in una quota significativa di casi, l’influenza si contrae in forma grave o dà complicanze che comportano il ricovero in ospedale e talvolta la morte.

I dati del Sistema di sorveglianza nazionale dell’influenza (Influnet) ci mostrano che a livello nazionale la situazione è in linea con lo scorso anno. Durante la quarantottesima settimana di quest’anno, i 791 medici sentinella del sistema si sorveglianza Influnet hanno inviato dati sulla frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti.

Il valore dell’incidenza totale è pari a 2,52 casi per mille assistiti. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 5,54 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 2,30 nella fascia 15-64 anni a 2,52 e tra le persone con età pari o superiore ai 65 anni è di 1,27 casi per mille assistiti.

Per quanto riguarda il Trentino nella quarantanovesima settimana è stato registrato un aumento del numero dei casi di influenza soprattutto nei bambini come conseguenza di un’intensificazione della circolazione del virus influenzale.

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Le persone che intendono vaccinarsi contro l’influenza possono rivolgersi agli ambulatori vaccinali dell’Apss nei giorni e orari indicati nella tabella allegata.

 

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Trento

Ospedale di Cavalese, prime protesi ortopediche con l’ausilio del robot

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Operati nei giorni scorsi dai professionisti dell’Unità operativa di ortopedia di Cavalese i primi pazienti con l’ausilio di un robot chirurgico.

La nuova metodica è stata utilizzata per impiantare protesi d’anca e di ginocchio con un approccio mini-invasivo che permette tempi di recupero ridotti.

I pazienti stanno bene e sono stati dimessi il terzo giorno dopo l’intervento senza dolore grazie anche al programma riabilitativo Fast-track intrapreso nel pomeriggio del giorno dell’intervento.

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Quella utilizzata a Cavalese è una tecnologia utilizzata nelle più moderne sale operatorie che consente attraverso un approccio mini-invasivo, con ridotta perdita ematica, un veloce recupero funzionale e il ritorno alle attività quotidiane dei pazienti in tempi brevi.

La nuova metodica operatoria si arricchisce non solo di strumenti di misura e pianificazione avanzati ma anche di strumenti di taglio controllati dal robot, specifici per ogni tipologia di intervento, che hanno una accuratezza migliore rispetto al passato.

In particolare il robot utilizzato all’ospedale di Cavalese permette, attraverso la creazione di modelli 3D realizzati negli Stati Uniti su immagini Tac, di creare un’immagine virtuale personalizzata della procedura chirurgica in modo da verificare gli effetti di correzioni millimetriche sui movimenti del ginocchio o dell’anca.

L’esecuzione dell’intervento viene effettuata da un braccio robotico che, lavorando su più assi motorizzati, controlla uno strumento di taglio di precisione che permette all’ortopedico di operare con tagli meno invasivi e più precisi. Inoltre il sistema permette di considerare lo spessore della cartilagine e valutare il bilanciamento dei legamenti garantendo il miglior accoppiamento della protesi e di conseguenza una sua maggiore durata e funzionalità.

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Grazie all’accuratezza del sistema robotico alcuni precedenti limiti della chirurgia protesica si sono ridimensionati, sia nelle indicazioni cliniche sia nella fascia di età a tutto vantaggio del paziente.

Da una parte si raggiunge una precisione pressoché assoluta nel posizionamento della protesi (scarto di 0.5 mm.) mentre allo stesso tempo si risparmia tessuto osseo sano e, elemento fondamentale, si rispettano i tessuti molli circostanti (capsula, legamenti, muscoli) grazie al minimo traumatismo prodotto dalla fresa di cui è dotato il braccio robotico.

La tecnologia robotica permette una personalizzazione degli impianti senza la necessità di protesi fatte su misura con evidenti benefici per i pazienti: l’assenza di strumenti di taglio riduce la dolorosità dell’intervento e il conseguente utilizzo di farmaci oltre ad annullare nella quasi totalità dei casi il ricorso a trasfusioni di sangue. Ulteriore vantaggio è la possibilità di conservare una notevole quantità di osso, aspetto chiave nel poter garantire al paziente maggiori opzioni chirurgiche nel caso in cui fosse necessario.

L’introduzione delle protesi ha rivoluzionato il campo ortopedico e ha permesso di affrontare e superare problemi clinici, prima non controllabili, a carico di articolazioni interessate da patologie degenerative, infiammatorie o negli esiti di traumi. L’affinamento della tecnologia dei materiali e il miglioramento delle tecniche chirurgiche garantisce oggi il trattamento di ogni articolazione. La chirurgia protesica ha avuto negli ultimi anni un rapido e costante aumento in tutto il mondo.

Il report (Riap – Registro italiano artroprotesi) più aggiornato per l’Italia, certifica oltre 180mila impianti all’anno con una distribuzione pari a 56,3% anca, 38,6% ginocchio, 3,9% spalla, 0,3% caviglia e 0,9% altre articolazioni.

In particolare l’anca, nell’ultimo decennio, ha visto un aumento di impianti del 141% (in questo favorita dai crescenti casi di fratture del collo del femore trattati con protesi) e il ginocchio addirittura del 226%, percentuali che, nella fascia di popolazione più giovane sono ancora più marcate.

Le ragioni di questi significativi numeri sono da individuarsi nell’invecchiamento della popolazione, nei traumi diffusi (ad esempio stradali), nella pratica di sport ad alto impatto e comunque a forte sollecitazione che richiedono una sostenuta efficienza articolare e nell’atteggiamento culturale di mantenimento di un buon stato fisico anche nelle persone non più giovani.

 

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Trento

«Fiori in fabbrica». Piantati 22 mila bulbi di tulipani bianchi

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Ieri è stata conclusa la piantagione dei 22 mila bulbi di tulipani bianchi che andranno a formare la lettera “M” della Michelin per “Fiori dalla fabbrica (Trento, Michelin 1927-1999)”.

L’idea, arrivata al secondo anno consecutivo, è stata sviluppata da Anna Scalfi Eghenter.

Il progetto ha coinvolto i ragazzi della sezione edile del Cfp Enaip di Villazzano, dell’indirizzo costruzioni ambiente territorio dell’Itt Buonarroti e di alcune scuole materne.

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I bulbi sono stati coperti con dei teli oscuranti per evitare che i conigli ne facciano razzia.

A piantare i bulbi ieri sono arrivati anche l’indimenticato campione del mondo Francesco Moser e la vice presidente del centro culturale santa Chiara Sandra Mattuella in versione «singing in the rain» in attesa delle piogge e nevicate previste per oggi, come si vede nella foto

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