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Politica

Il flop di Futura 2018 e di Ghezzi «Essere umano»

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A pochi mesi dalla sua costituzione, Futura 2018 ha già dimostrato di essere una scatola vuota senza contenuti, una sorta di flop post elettorale.

Sarebbe dovuta essere la bussola che dettava la rotta alla sinistra trentina, invece si è scoperta non avere nessun punto cardinale di riferimento.

La conferma è arrivata con la nomina del candidato per le suppletive di maggio.

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Se Futura 2018 o meglio “ Paolo Ghezzi essere umano” avesse creduto nei mezzi del suo movimento ed avesse avuto una minima personale autostima, sarebbe stato lui il candidato ideale.

Il contesto è ottimale.

La sinistra trentina ha perennemente le porte spalancate in attesa di un leader in grado di dettarle la linea. “Ghezzi essere umano” ha la certezza di avere dalla sua parte la stampa cittadina: una testata che è ancora in grado di condizionare fin da quanto ne era direttore, e l’altra che non aspetta altro che mettersi a disposizione.

Le pagine disponibili per lui quindi ci sarebbero, numerose e senza nemmeno pagarle.

Poi la grande occasione di mettersi al comando di tutte le forze delle sinistra trentina, facendo leva su un fronte antileghista.

Insomma se “Ghezzi essere umano” avesse creduto in quello che sta facendo da fine agosto dello scorso anno, si sarebbe preso la scena e avrebbe puntato dritto su Roma.

Invece al termine della riunione di sabato pomeriggio dalla quale non è uscita una proposta che fosse una, ma nemmeno un’idea e si è parlato a lungo della solita aria fritta che tanto compiace la sinistra trentina, “ Ghezzi essere umano “ ha preferito accostare, spegnere il motore e lasciare andare avanti gli altri.

Al suo posto Giulia Merlo che è attesa da quella sconfitta che Ghezzi ha voluto evitare con (scarsa) abilità.

Se sarà bocciata, “ Ghezzi essere umano” potrà dire che Futura 2018 non aveva dato indicazione e che la responsabilità è del PD che l’ha appoggiata. 

La sua eventuale elezione sarebbe invece un merito di Futura 2018 che le ha dato la precedenza.

Insomma, nulla di nuova nella sinistra trentina.

Del resto Futura dalle stesse parole di Ghezzi, che ad agosto non era ancora “ essere umano”, era nata per vincere le elezioni e le ha perse.

E i pochi consensi sono arrivati dal quartiere della Bolghera, dove i radical chic trentini si sono radunati nel loro ultimo e traballante baluardo ormai espugnabile da chiunque.

Era nata per intercettare i voti di sinistra ed in particolar modo schiacciare il PD e non ce l’ha fatta.

Doveva essere la novità assoluta della politica trentina e come tale sbarrare la strada alla Lega e al centro destra ma ha fallito anche questo obiettivo.

E dire che tra i padrini di Ghezzi c’era anche il “ grande vecchio” della sinistra trentina Marco Boato e  molti intellettuali e Futura è finita anche per fare tendenza.

Tutto inutile perché il PD ha surclassato Futura con 35.518 voti contro 17.660 per il 13,92% dei voti contro 6.92%.

A quel punto Ghezzi invece di trasformarsi in “ essere umano” si sarebbe dovuto trasformare in “ dimissionario” e tornare a fare il pensionato di lusso.

Invece il PD viveva e vive una profonda crisi di leadership, crisi che ha fatto da stampella a Ghezzi che è sopravvissuto fino alla nomina Merlo.

Con questa mancanza di coraggio politico, con questa dimostrazione di non credere nemmeno nella potenzialità del partito che lui stesso ha fondato, farebbe decisamente meglio a uscire dalla scena politica trentina, lasciando liberi i pochi militanti di Futura di tornare da dove erano partiti: nel PD.

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Politica

Movimento 5 Stelle: Da Anticasta a Casta, la metamorfosi Grillina

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Il Movimento è in crisi.

Di fronte alla decisione di Salvini di smetterla con un governo nel quale i Grillini sembravano battere in pugni perché incapaci di comandare ha posto i Pentastellati davanti ad una dura evidenza: Se si vuole fare politica bisogna diventare dei Politici.

Da qui il gioco di forza con la Lega, il detto e non detto di un patto con il Pd.

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Il partito anticasta che diventa La Casta per sopravvivere e mantenere la poltrona.

La realtà di fatto è questa.

I Pentastellati sono offesi, adirati perché ora  “Il Capitano” vuole monetizzare l’elettorato che è dalla sua. Quel’ elettorato al quale se si aggiunge Fratelli d’Italia e Forza Italia potrebbe far giungere il centrodestra  ai due terzi utili per governare senza opposizione.

L’Italia è stufa dei giochi di potere, del buonismo fatto per accaparrare denaro statale o finanziamenti Europei.

Il Bel Paese vuole e chiede sicurezza, lavoro, investimenti e rispetto in Europa.

L’inesperienza, come in ogni ambito, si paga, e Di Maio e soci hanno semplicemente permesso che la Lega facesse da padrona.

Ad oggi poco hanno da criticare in quanto poco hanno ottenuto. Il reddito di cittadinanza si è dimostrato un’arma a doppio taglio per tutto quell’elettorato che si aspettava il classico assistenzialismo all’italiana.

Alla fine si è avuta la metamorfosi. Quella metamorfosi Kafkiana che costringe il Movimento a diventare quello che ha sempre criticato per poter sopravvivere.

Ora il Pd non fa cosi’ tanto schifo. Non sono cosi tanto Mafiosi come molti sostenevano. No, ora no, perché la poltrona potrebbe saltare e tutti loro hanno una famiglia da mantenere.

Il destino dei Grillini sarà quello di ritrovarsi fagocitati da quel sistema che tanto hanno contestato. Contestazione che fù il cavallo di battaglia fino ad oggi ma che oggi li ingloba gioco forza.

Non ci resta che aspettare l’evoluzione e le decisioni di Mattarella. Sicuramente risulterebbe paradossale se a resuscitare Renzi e il Pd fossero coloro che lo hanno sempre combattuto e disprezzato.

Modificando un aforisma di Kafka si potrebbe cosi concludere: “Luigi Di Maio, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo

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Politica

Crisi Governo, Biancofiore (Fi): «Salvini si faccia dare incarico premier, con Berlusconi e Meloni ha già i numeri per governare»

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Nelle ultime ore sulla crisi di governo arrivano ricette, idee e mille soluzioni, ma tutte dovranno passare comunque dal capo dello Stato Mattarella. 

Alle tante soluzioni se ne aggiunge un’altra che potrebbe anche essere attuata e reale.

Secondo la coordinatrice di Forza Italia infatti molti esponenti del movimento cinque stelle piuttosto che andare a casa sosterrebbero un governo targato Lega – Fratelli d’Italia e Forza Italia senza bisogno quindi di tornare dentro le urne.

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Questo potrebbe garantire un governo stabile per i prossimi 4 anni tenuto conto anche che dentro il movimento cinque stelle è presente un’anima di centro destra.

«E’ evidente che l’inciucio e le manovre di palazzo – spiega Biancofiore – nascono dalla sola paura della stragrande maggioranza dei parlamentari di tutti i gruppi, di perdere lo scranno parlamentare. Ergo per disinnescare il ribaltone, Salvini  ha un’unica strada certa , quella di farsi dare l’incarico ora dal Presidente Mattarella, dopo l’eventuale sfiducia a Conte ma annunciandolo prima per rassicurare tutti . Mercati e forza spread compresi».

Biancofiore non ha problemi ad eleggere Matteo Salvini come presidente del consiglio in pectore visto il consenso degli italiani.

«Ora lui può dar vita ad un governo forte già da ferragosto, lo hanno certificato le europee e tutte le elezioni nelle principali regioni italiane e i numeri oggi per fare il Premier, salvare l’Italia e governare i prossimi quattro anni in parlamento ci sono già senza passare dal voto che è  sempre un’incognita vista la volubilità dell’elettorato. Oggi invece una certezza c’è : Salvini  ha una maggioranza nettissima :  l’appoggio di tutto il centro destra unito, delle autonomie, della maggioranza del gruppo misto e anche di gran parte del movimento 5 stelle».

«Si prepari a fare il Premier subito, – termina l’esponente di Forza Italia – cogliendo il sogno degli italiani di vederlo governare insieme a Berlusconi  e Meloni». 

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Politica

Salvini oggi incontra Meloni e Berlusconi: «Andiamo oltre il vecchio centro destra»

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Matteo Salvini è pronto a riunire la destra in vista di future elezioni.

“Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole – spiega infatti il leader della Lega -. Parleremo sia di elezioni regionali sia di elezioni politiche: proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no“.

Insieme alle elezioni come centrodestra?Le vecchie classificazioni non mi appassionano. Mettiamola così, oltre il vecchio centrodestra”

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Oltre, spiega il vicepremier in un’intervista a “Il Giornale”, “c’è Forza Italia, c’è Fratelli d’Italia e poi ci sono nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori”.

“Non tutti i grillini sono come Fico e Di Battista” – Una “coalizione” ampia quella pensata da Salvini: “Io non escludo nessuno, questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile. Penso anche ai governatori e ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i Cinque stelle sono come Fico o Di Battista”. Sicuramente, spiega però il vicepremier, nel suo piano non c’è posto per “chi è disponibile ad andare anche con Renzi, chi mi ha insultato per mesi. Per il resto stendiamo un programma e presentiamoci uniti agli elettori“.

“Le dico un segreto – aggiunge quindi -. So per certo che molti deputati e senatori grillini sono assolutamente contrari all’ipotesi di una alleanza con Renzi e al momento giusto lo dimostreranno”.

“Un governo Pd-M5s? Servirebbe solo a salvare Renzi” – Un governo in Parlamento per evitare le elezioni? “Facciano una roba simile e vediamo chi viene messo all’angolo nelle tante elezioni regionali che stanno per arrivare, dall’Umbria alla Calabria, dalla Toscana all’Emilia-Romagna. Andrebbero tutti a schiantarsi sull’altare di Renzi”, afferma Salvini. “Sa perché nasce questo ipotetico asse Pd-Cinque Stelle? Per salvare il culo a Matteo Renzi”. E’ “la sua mossa della disperazione, se si va a votare dubito che rientri in Parlamento”.

 “Governo tecnico? Sarebbe tradimento della democrazia” – Quanto al Presidente della Repubblica, “Mattarella non è Scalfaro”, che dette l’incarico a Lamberto Dini mettendo da parte Silvio Berlusconi, “e poi non siamo più nel ’94. Il Paese è profondamente cambiato, la gente ha preso coscienza, sarebbe la prima a opporsi a un simile tradimento della democrazia”.

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