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Trento

Agenzia per la famiglia: servizi estivi per 16 mila bambini

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Anche quest’anno sono oltre 16.000 i bambini e i ragazzi da 3 a 18 anni che usufruiscono di servizi estivi, dai campeggi alle colonie fino ai soggiorni proposti da enti e associazioni.

Una conferma dell’importanza delle iniziative di conciliazione vita-lavoro, che aiutano e supportano le famiglie.

Ma una conferma anche della bontà dei percorsi proposti che, spesso, rappresentano un’opportunità interessante dal punto di vista formativo ed educativo.

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“Sappiamo bene quanto siano fondamentali i servizi di conciliazione vita-lavoro, ancor più nel periodo estivo quando i figli sono a casa nel periodo delle vacanze, soprattutto se entrambi i coniugi lavorano – sono le parole dell’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia -. Per questo ogni anno la Provincia, tramite l’Agenzia per la famiglia, mette in campo strumenti fondamentali rivolti a sostenere le famiglie, pensiamo ad esempio ai soggiorni estivi, un’offerta particolarmente apprezzata dalle famiglie trentine, che finanziamo anche quest’anno con oltre 700 mila euro, ai soggiorni nella Colonia di Cesenatico al completo anche quest’anno, oppure al fondamentale strumento dei Buoni di servizio cofinanziati tramite il Fondo Sociale Europeo, che consentono di acquistare servizi educativi per i propri figli. Non va poi dimenticato il progetto ‘Estate Family”, il portale che raccoglie tutte le iniziative di concliazione estive promosse dalle organizzazioni del territorio, uno strumento davvero fondamentale per tante famiglie trentine. Tutto questo a riprova che coesione sociale, familiare e natalità sono sfide che si possono vincere solo offrendo servizi rivolti al benessere familiare in senso ampio”.

Questi i progetti messi in campo dall‘Agenzia per la Famiglia nell’ambito della conciliazione famiglia/lavoro estiva:

Estate Family – www.estatefamily.it è il portale, promosso dalla Provincia autonoma di Trento attraverso l’Agenzia per la famiglia, che raccoglie le iniziative estive rivolte a bambini e ragazzi, organizzate da Organizzazioni pubbliche e private del territorio come Comuni, Parrocchie, Associazioni, Società sportive, Musei, Biblioteche, APT, Scuole, Fattorie didattiche, ecc.

Il servizio è partito nel 2007 e quest’anno ha raggiunto la tredicesima edizione. Le Organizzazioni che propongono servizi finalizzati a conciliare i tempi vita e lavoro delle famiglie durante il periodo estivo, accedendo all’area riservata del portale, possono registrarsi direttamente online ed inserire tutte le informazioni sulle attività offerte.

Per le famiglie l’accesso al portale è libero e gratuito: le famiglie possono effettuare la ricerca delle attività impostando diversi filtri (zona, età dei figli, periodo richiesto..); le attività inserite vengono puntualmente geolocalizzate sulla mappa, in modo da facilitare la ricerca.

L’anno scorso le Organizzazioni che hanno inserito le loro attività sono state 145, per un totale di 344 attività registrate. Di queste, circa il 33% aveva ottenuto il marchio Family in Trentino; di questa informazione viene data evidenza immediata sul portale per permettere alle famiglie di scegliere servizi di qualità attenti alle loro esigenze. L’anno scorso, in via sperimentale, il portale Estate family è stato messo a disposizione di alcuni Comuni italiani amici della famiglia per la promozione dei servizi estivi sui loro territori. L’esperienza verrà replicata anche quest’anno.

Soggiorni estivi 2019 – La Provincia sostiene, con specifici contributi, le organizzazioni senza scopo di lucro che avviano soggiorni estivi fra il 1° giugno e il 15 settembre di ogni anno, per bambini e ragazzi da 3 a 18 anni. Le organizzazioni – Associazioni sportive, ricreative, culturali, Parrocchie, Oratori, Cooperative, Bande musicali, Comuni, Scuole dell’Infanzia e Fondazioni – devono presentare domanda di contributo all’Agenzia per la famiglia dal 2 al 31 maggio 2019.

Il contributo è riconosciuto all’Organizzazione promotrice per ogni bambino/ragazzo partecipante al soggiorno e per giornata di presenza in misura differenziata per campeggi (euro 4,10/giorno) , colonie diurne (euro 2,70/giorno) e soggiorni permanenti (euro 6,30/giorno).

Il contributo è maggiorato in favore delle organizzazioni in possesso della certificazione Family in Trentino e/o della certificazione Family Audit. Al fine di sostenere le famiglie con figli disabili il contributo giornaliero per bambino/ragazzo è aumentato rispettivamente a 40 euro per i campeggi, 50 euro per le colonie diurna e 60 euro per soggiorni permanenti. Possono accedere al servizio anche i beneficiari di buoni di servizio ma per costoro non è riconosciuto alcun contributo all’Organizzazione promotrice.

Il soggiorni estivi sono un’offerta particolarmente apprezzata dalle famiglie trentine: i dati dei bambini/ragazzi partecipanti sono tendenzialmente costanti nel corso degli anni e vedono coinvolte ogni anno, nella realizzazione, circa 250 organizzazioni.

Nell’anno 2018 sono state presentate 240 domande e finanziate 231, inoltre sono stati realizzati, anche su più turni, 110 campeggi, 118 colonie diurne e 3 soggiorni permanenti. Il contributo massimo concedibile in favore di ciascuna Organizzazione è pari a 14.000 euro oltre all’importo riconosciuto per i ragazzi disabili. I contributi non sono cumulabili con i contributi concessi dai Comuni o dalle Comunità di Valle per la medesima iniziativa.

Il costo a carico del bilancio provinciale è stato di 716.000 euro, di cui 92.000 euro a sostegno di circa 191 utenti con disabilità certificata. I ragazzi coinvolti sono stati circa 16.000, di cui 10.300 non hanno beneficiato dei buoni di servizio.

– tel. 0461 499458 / 494195, dal 2 al 31 maggio le organizzazioni possono presentare domanda di contributo

Compendio colonie marine di Cesenatico – Al completo la Colonia di Cesenatico che, anche quest’anno, vede una lista di attesa per eventuali ritiri dell’ultimo giorno. A gestire il compendio colonie marine, per concessione della Provincia autonoma di Trento, è la cooperativa Aerat – Attività, Educative, Ricreative, Assistenziali Trentine.

Lo scorso anno erano stati in totale 1235 gli iscritti fra i 7 e i 17 anni, distribuiti su 4 turni nei mesi di luglio ed agosto. Di essi, 693 erano le femmine e 542 i maschi, mentre ad utilizzare lo strumento del “buono di servizio” era stato una percentuale prossima al 42% di tutti gli ospiti, in linea rispetto al 2017. Per la provenienza scolastica degli iscritti, 519 dalle elementari, 573 dalle medie e 143 dalle superiori.

Gli iscritti alla colonia provengono da tutte le comunità di Valle della Provincia: a fare la parte del leone per il 2018 è stata la Val d’Adige con il 21,84% delle presenze, seguono le Giudicarie con il 12,54%, quindi l’Alta Valsugana con il 12,38%, ultimo gli altipiani Folgaria con lo 0,65%.

La colonia prevede un’organizzazione ben strutturata:  responsabile dell’area educativa, direttore, segreteria, responsabile sanitario, infiermiere, coordinatori/animatori e assistenti educatori. Complessivamente nell’estate 2018, per i ruoli di coordinatore e assistente, Aerat ha dato lavoro, con contratti a tempo determinato,  a circa 100 ragazze e ragazzi, selezionati e formati nel corso dei mesi precedenti l’avvio delle attività, secondo requisiti e programmi condivisi con l’agenzia per la Famiglia della PAT.

Il percorso formativo per il personale, così come le attività di colonia mirano a dare sviluppo al progetto educativo della cooperativa fondato su alcuni pilastri essenziali: stili di vita attivi orientati a valori positivi, qualità delle relazioni e della comunicazione, sviluppo della personalità e della responsabilità dei ragazzi, nessun utilizzo degli smartphone da parte degli ospiti durante il soggiorno.

Buoni di servizio Fse – La misura finanziaria complessiva è pari a circa 6 milioni di euro all’anno ed interessa 5.850 nuclei familiari e 7.984 minori. I servizi di cura e custodia, riconosciuti tramite i Buoni di Servizio, sono erogati da soggetti qualificati ed accreditati per l’accompagnamento e la cura di minori, con personale dedicato, formato appositamente, che propone specifici cammini educativi.

I buoni coprono la cura dei minori per tutta la durata dell’anno e coprono i costi dei servizi di conciliazione, quali i nidi, le tagesmutter, baby sitting, l’estate bambini e l’estate ragazzi, l’aiuto compiti.

La quota di co-partecipazione delle famiglie varia dal 15% al 20% in ragione dell’età del minore beneficiario del servizio conciliativo, i buoni sono riservati ai domiciliati in provincia di Trento.

L’Europa ha sempre sostenuto finanziariamente questa intervento, assieme alla Provincia e allo Stato a partire dall’anno 2005. La madre lavoratrice può richiedere nell’anno solare fino a 5 Buoni di Servizio con un valore compreso tra i 900 e i 1.500 euro in base all’indicatore ICEF (sotto soglia 0,40) e la fascia di interesse è dai 3 mesi ai 14 anni.

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Trento

Fugatti: “Appalti pubblici strategici per lo sviluppo del Trentino”

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“Il Trentino ha bisogno di liberare risorse ed energia per esprimere tutto il potenziale economico e imprenditoriale per una nuova stagione di sviluppo. In questo contesto gli appalti rappresentano un passaggio strategico e l’obiettivo della nuova giunta è di accelerare, semplificando le procedure nel rispetto della legge e della tutela della sicurezza dei lavoratori”.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha aperto ieri mattina il convegno organizzato dal Tavolo appalti e dedicato alla legge provinciale su semplificazione e competitività, e alla legge “sblocca cantieri”.

“In questi mesi – ha ribadito il presidente – abbiamo avviato un percorso che deve mettere le parti, dalle imprese ai tecnici e alle amministrazioni pubbliche, nelle condizioni di operare al meglio e garantire una spinta forte all’economia. Complessivamente – ha concluso il presidente – abbiamo a disposizione risorse per 1,60 miliardi di euro”.

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Nel suo intervento, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha ribadito l’importanza del con segno organizzato dal Tavolo appalti perché consente di spiegare il percorso e il metodo adottati per la formulazione della nuova legge provinciale in tema di appalti e le opportunità future:

“Abbiamo scelto di discutere e di condividere gli elementi cardini della nuova normativa all’interno del Tavolo appalti perché crediamo, e così è successo, nel contributo costruttivo delle parti alla realizzazione di un nuovo contesto per quanto riguarda gli appalti. L’obiettivo è di semplificare e di accelerare nella realizzazione di opere importanti, tenendo ben presente le regole. Il percorso – ha aggiunto – non finisce qui ma stiamo lavorando per dare una prospettiva  al settore, in attesa della legge quadro, che definirà i principi comuni all’interno di un testo unico”.

Il presidente Fugatti ha insistito sul principio della semplificazione, fattore in grado di imprimere una nuova spinta a beneficio l’economia trentina:

“Vogliamo accelerare sull’utilizzo delle risorse destinate ai lavori pubblici. Riaprire i cantieri significa non solo garantire occupazione ma concorrere al rilancio della nostra economia”.

I lavori pubblici possono contare – lo ha confermato il presidente Fugatti – di risorse per complessivi 1,60 miliardi di euro.

“Semplificare ed accelerare non significa – ha aggiunto Fugatti -dimenticare principi fondamentali, quali la sicurezza di lavoratori, e su questo non faremo mancare il nostro supporto”.

Un altro tema toccato dall’intervento del presidente è il coinvolgimento:

“Il nostro percorso ha bisogno delle osservazioni e degli stimoli fondamentali delle categorie economiche, dei sindacati, del personale delle diverse pubbliche amministrazioni e della cooperazione. Vogliamo liberare le potenzialità delle forze economiche e produttive del Trentino. Il vostro compito è anche quello di supportare l’amministrazione provinciale”.

Il convegno di oggi è stato organizzato dal Tavolo appalti della Provincia autonoma di Trento presso la Sala della Cooperazione in via Segantini a Trento. Come spiegato dagli organizzatori, l’incontro rappresenta l’occasione per fare il punto della situazione sugli appalti e raccogliere ulteriori indicazioni dagli stakeholder.

Dagli interventi è arrivata la conferma del ruolo importante della formazione, elemento strategico per dare concretezza ad un settore complesso qual è quello degli appalti.

Tra le novità annunciate c’è l’introduzione della piattaforma “l’esperto risponde” dell’Agenzia provinciale per gli appalti e contratti (Apac), a cui potranno rivolgersi i tecnici di imprese e enti, oltre agli imprenditori, per ottenere informazioni e chiarimenti sui diversi aspetti della nuova normativa.

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Trento

Rinnovo contratto sanità: nuova fumata nera tra Apran e i sindacati

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La Provincia intende soddisfare le legittime aspettative dell’intero comparto della sanità, e non solo quelle di alcune professionalità.

Un principio sulla base del quale l’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale – che agisce su mandato della Giunta provinciale – si è seduta al tavolo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del personale del comparto sanità (infermieri, altri operatori sanitari, oss, tecnici ed amministrativi).

In occasione dell’incontro di mercoledì, alle organizzazioni sindacali è stata presentata una proposta che tiene conto ovviamente anche delle risorse ancora a disposizione per la chiusura del triennio contrattuale 2016/2018 (si tratta di circa 11 milioni di euro, compreso lo stanziamento previsto nella manovra di assestamento 2019).

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La Provincia propone un incremento del 75% per l’indennità su tre turni; un incremento del 44% per l’indennità di coordinamento; lo stanziamento delle risorse necessarie per dare avvio al processo di armonizzazione del trattamento economico-normativo dei dipendenti della sanità con quello delle autonomie locali, attenendosi alle direttive della giunta provinciale che lo circoscrivono al solo personale tecnico e amministrativo.

La riqualificazione del personale inquadrato in categoria A in possesso dell’abilitazione alle funzioni di oss, che risulta assegnato ai servizi di assistenza al malato.

Oltre a queste iniziative, l’Agenzia ha proposto una molteplicità di misure, le principali delle quali sono volte a: valorizzare il ruolo degli esperti nelle professioni sanitarie con la costituzione di un apposito fondo che incentiva le funzioni; stabilire o incrementare le indennità per alcune categorie di personale, ossia gli addetti al servizio di alcologia, il personale che opera presso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) e presso la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), gli addetti alle attività di front office in via continuativa e il personale inquadrato nel profilo professionale di operatore tecnico specializzato.

E ancora: attribuire una retribuzione aggiuntiva al personale oss inquadrato in categoria B con livello economico Bs; riconoscere contrattualmente il tempo di vestizione e svestizione, recependo quanto statuito dai recenti pronunciamenti della Cassazione; recepire e migliorare il trattamento previsto a tutela della maternità in armonia con quanto previsto dalla legislazione nazionale e dal Contratto collettivo provinciale di lavoro delle autonomie locali; riconoscere il diritto anche alla trasformazione in part time definitivo per i soggetti deboli (disabili, persone affette da gravi patologie o che si trovano in particolari condizioni psico-fisiche e over 55enni).

Per il restante personale la trasformazione definitiva del contratto a tempo pieno in contratto a tempo parziale può essere esclusa soltanto se comporta pregiudizio alla funzionalità del servizio.

Nel rispetto di quanto previsto dalla legge, è stato inoltre proposto che il riposo settimanale possa essere fruito entro un lasso di tempo di 14 giorni solo in caso di comprovate esigenze organizzative.

Già all’inizio dell’incontro, le sigle sindacali Uil Fpl sanità e Nursing up – che rappresentano la maggioranza dei lavoratori del comparto – hanno rigettato la proposta dell’Apran e presentato formalmente e in maniera dichiaratamente ultimativa le seguenti richieste: il raddoppio dell’indennità su tre turni; il raddoppio dell’indennità di coordinamento; l’estensione del processo di armonizzazione anche al personale delle professioni sanitarie e il passaggio di categoria per tutti gli operatori socio sanitari (oss).

Esaminata questa controproposta, l’Apran ha dichiarato che le richieste economiche non possono essere accolte, poiché le risorse contrattuali ancora disponibili devono soddisfare le legittime aspettative di tutto il personale del comparto e non solo di alcune professionalità.

L’Apran si è resa peraltro disponibile ad apportare le modifiche condivise alla parte normativa. Uil Fpl sanità e Nursing up hanno quindi abbandonato il tavolo negoziale allontanandosi dal luogo dell’incontro.

L’Apran ha proseguito brevemente la riunione con le altre sigle sindacali per fornire alcune delucidazioni sul testo proposto, per poi chiudere la riunione essendo venuta a mancare la maggioranza di parte sindacale.

Apran ritiene di aver formulato una proposta equilibrata, nel rispetto e in considerazione delle molteplici professionalità del comparto, dei rapporti di forza che caratterizzano il tavolo negoziale nonché delle esigenze organizzative dell’Azienda sanitaria.

Per queste ragioni, auspica che le organizzazioni sindacali aderiscano alla proposta presentata e ribadisce al contempo la disponibilità ad apportare al testo le “precisazioni” condivise che dovessero rendersi necessarie.

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Trento

L’orso piomba sulla strada di notte a Vermiglio. Il Video

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Avvistamento con rischio di investimento pochi giorni fa sulla strada che porta al Passo Tonale.

L’orso è piombato sulla carreggiata rischiando di essere investito dall’automobilista che accortosi dell’animale ha subito rallentato. 

Il plantigrado adulto ed in piena forma ha continuato la sua corsa sull’asfalto per un centinaio di metri per poi sparite nuovamente nel bosco.

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