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Trento

Con la Giunta Fugatti crollo dei richiedenti asilo in Trentino

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Con il blocco dei porti e il decreto sicurezza voluti dal ministro dell‘interno Salvini crolla la presenza dei richiedenti asilo sul territorio trentino.

Ad inizio aprile i profughi inseriti nel programma d’accoglienza sono diventati 1.257, mentre a dicembre erano 1.385.

Numeri ben lontani dai 1.850 accolti durante il governo del centro sinistra guidato da Ugo Rossi.

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Le nazionalità più rappresentate sono la Nigeria (29%), il Pakistan (19%) e il Mali (9%).

Ad osservare il flusso di arrivi e presenze è il Cinformi (Centro informatico per l’immigrazione della Provincia).

Secondo le proiezioni diffuse dall’organismo di molto ridimensionato dalla giunta Fugatti, il fenomeno dell’immigrazione subirà un ulteriore calo: il prossimo 31 dicembre i migranti non supereranno quota mille.

Nei dati pesa l'”alleggerimento” delle strutture presenti sul territorio.

Il caso più emblematico è quello della chiusura del campo di Marco, dove dei 234 migranti non è rimasto più nessuno.

Con il governo di centrosinistra la progressione degli investimenti per l’accoglienza era stata a dir poco stupefacente, da un milione e mezzo di euro a più di 17 in pochi anni.

Inoltre, ci sono state storture e sprechi evidenti, come, ad esempio, i 60 mila euro per cibi esotici, o i soldi per mettere a disposizione il fotografo.

Erano tutti volontari quelli che lavoravano per accogliere i migranti. Almeno così diceva il Centrosinistra.

Poi però dopo il giro di vite della Giunta Fugatti si è scoperto che non era proprio così.

Chiedere ai sindacati per chi non ci crede

Ma di spese pazze la nostra provincia autonoma guidata dal centrosinistra ne aveva fatte anche nel 2014 e 2015.

Spesa che ogni anno si è quintuplicata ed è passata dai 1.345.967,03 euro del 2014 ai 5.408.693,51 del 2015 e poi agli oltre 11 milioni di euro nel 2016.

Lo stesso Zeni, quando era assessore della sanità,  (interrogazione 4492) aveva ammesso candidamente che solo 111 su oltre 1.900 avevano ricevuto lo status di profugo e che nel 2016 la spesa sostenuta per le tessere elettroniche prepagate dalla provincia di Trento è stata di 791.327,25. euro.

La spesa totale rendicontata al Commissariato del Governo per l’accoglienza straordinaria anno 2016 è stata di € 11.120.101,08. 

L’invito è di leggere con attenzione la rendicontazione pubblicata dallo stesso ex assessore. Alcune voci sfiorano la comicità. (clicca qui)

Nella lista si va dai 22 mila euro per i noleggiatori che portano in giro i migranti, ai 28 mila euro per un edicolante per i giornali per i profughi, ai 35 mila euro alla protezione civile per lavori di controllo, ai 79 mila euro per una rivendita di tabacchi, (senza sigarette i profughi non possono rimanere) ai 10 mila euro a Cisalfa per l’acquisto di materiale sportivo, più innumerevoli spese che fanno riflettere sulla gestione dell’immigrazione in Trentino.

Non mancano fotografi, agenzie di viaggi, hotel, alberghi, aziende per il servizio alle persone, il servizio della croce rossa (50 mila euro) numerose farmacie, supermercati con i conti aperti, gelaterie, aziende di fast food, rivendite tabacchi e una miriade di aziende che offrono servizi non meno precisati. Nella lista sono presenti anche gli affitti pagati ad Itea e ai cittadini privati che hanno messo a disposizione i propri appartamenti ai richiedenti asilo

C’è persino una parrocchia che ha preteso 15 mila euro per servizi non precisati, alla faccia della carità. Ma quando a pagare sono i cittadini anche quella sparisce come d’incanto.

Insomma, un vero business per tutti, finanziato dagli ignari e ingenui cittadini trentini, alcuni dei quali, che magari, faticano anche ad arrivare alla fine del mese. Altro che 35 euro al giorno, come spiegato dalla corte dei conti ogni «pseudo» richiedente asilo è costato al contribuente italiano 203,00 al giorno (leggete qui se non ci credete)

Infine parliamo dei costi delle strutture dove alloggiano i richiedenti asilo che sono tutti assorbiti dalla nostra provincia.

A Marco di Rovereto si sono spesi quasi 500 mila euro per ristrutturare la sede della protezione civile che ora dopo la chiusura dovrà essere nuovamente ristrutturata per far spazio nuovamente agli operatori della protezione civile. 

A Trento per la residenza Fersina sono stati oltre 800 mila gli euro spesi per nulla,  infatti scaduti i termini per il riconoscimento dello status di profugo la struttura rimarrò vuota. 

Un fiume di soldi dei contribuenti trentini spesi nel modo più inutile possibile, cioè per mantenere delle persone che non potranno avere nessun futuro in Italia perché senza status di profugo.

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Trento

Reddito di cittadinanza: le richieste sono 946.569, Campania al primo posto Trentino al penultimo

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L’Inps nella mattinata ha diffusi i dati  delle domande di richiesta di reddito di cittadinanza presentate fino ad oggi.

In totale sono 946.569.

Al primo posto nelle presentazioni c’è la Campania che ha fatto registrare il maggior numero di richieste, 160.333.

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Al secondo posto la Sicilia, con 150.590 domande.

Superiori alle 80 mila le richieste in Lazio, Puglia e Lombardia (rispettivamente 87.500, 83.190 e 82.696).

Le regioni con il minor numero di domande sono Valle D’Aosta (1.259), il Trentino Alto Adige (3.355) e il Molise (5.952)

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Trento

«Calcio: Un gioco da ragazze»: al via il progetto di UISP e Trento Clarentia finanziato dalla provincia di Trento

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Ai nastri di partenza il nuovo ed ambizioso progetto targato Trento Clarentia, che si avvale della preziosa collaborazione con UISP Comitato del Trentino per sensibilizzare e avvicinare le ragazze al mondo del calcio femminile. “Calcio: Un gioco da ragazze”, questo il nome del progetto finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento che prevede due fasi ben distinte.

La prima, appena avviata, include l’intervento delle giocatrici del Trento Clarentia che hanno tenuto e terranno un allenamento ad alcune classi delle scuole medie durante l’ora di educazione fisica.

Ovviamente, non vengono fatte distinzioni tra maschi e femmine che partecipano all’intervento divertendosi insieme, prima ponendo domande e abbattendo i pregiudizi che ruotano attorno al calcio femminile e poi dando spazio all’attività motoria.

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La scuola media Manzoni è stata la prima tappa di questo “tour” di sensibilizzazione iniziato venerdì 19 Aprile e vedrà coinvolte, nelle prossime settimane, anche le scuole medie di Aldeno e di Gardolo.

La seconda fase del progetto è invece pensata per tutte le ragazze che amano il calcio, che già giocano o che semplicemente sono curiose di provare questo sport e prevede 4 pomeriggi di open day all’aria aperta.

  • domenica 5 maggio dalle 16.00 alle 18.30 presso il Parco di Clarina;

  • domenica 9 giugno dalle 10.00 alle 12.30 presso il parco di Melta;

  • domenica 20 luglio dalle 16.00 alle 18.30 presso la sede dell’ACF Trento calcio femminile in Via Bettini 13;

  • domenica 3 agosto dalle 16.00 alle 18.30 Via Bettini 13;

Queste le date destinate alle ragazze interessate ad avvicinarsi a questo fantastico mondo e alla realtà Trento Clarentia, società leader del calcio femminile trentino.

Il primo incontro alle medie Manzoni è già stato un successo, come raccontano alcune giocatrici della prima squadra che hanno diretto le attività.

Linda Tonelli:È stato bello vedere come i ragazzi e le ragazze hanno seguito questa attività senza pregiudizi e cercando di mettersi in gioco. Alla presentazione dell’attività quando si è parlato di calcio femminile è stato soddisfacente sentire dire ad un ragazzo che non ci sono differenze”.

Matilde Fuganti: “Sono rimasta sorpresa dal grande interesse che le ragazze hanno dimostrato verso il calcio femminile. La stragrande maggioranza era entusiasta e interessata ad imparare”.

Alessandra Tonelli: “Mi piace molto lavorare con i giovani e in occasione del progetto con UISP è stata una bella emozione rappresentare, insieme alle mie compagne, lo sport che amiamo. Mi piacerebbe aver trasmesso agli alunni/e le emozioni, il divertimento e le piccole soddisfazioni che il calcio può regalare, praticato a livello agonistico ma anche non agonistico. Inoltre, è importante che le bambine sappiano e vedano che ci siamo ma è altrettanto significativo che anche i bambini possano ascoltare e incontrare concretamente noi calciatrici, nel tentativo di crescere generazioni consapevoli ed aperte”.

Silvia Maurina:Nessuna delle ragazze sapeva nulla a proposito del calcio femminile e all’inizio sono state un po’ timorose nell’approcciarsi a questo sport ma, dopo un breve periodo di ambientamento, si sono scatenate divertendosi molto. Alcune ragazze si sono dimostrate interessate anche a proseguire al di fuori della scuola e ci hanno chiesto informazioni a riguardo”.

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Trento

Anche anarchici trentini nelle devastazioni di Modena, Salvini: «Gli italiani perbene provano schifo per voi»

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Durante il corteo di ieri pomeriggio, 25 aprile, organizzato per festeggiare la liberazione, a Modena era presente anche un gruppo di anarchici giunto da Trento.

La protesta riguardava l’apertura nel centro emiliano di un Cpr, centro di permanenza per rimpatri.

Il corteo è ben presto degenerato in atti di vandalismo e danneggiamento.

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Alcuni dei partecipanti hanno imbrattato le vetrine dei negozi e hanno gettato vernice contro muri di una scuola, monumenti, sportelli bancomat e videocamere di videosorveglianza. Il corteo ha compiuto vandalismi di ogni genere.

Danneggiato anche il monumento ai carabinieri di Porta Bologna. (foto)

Commercianti della città infuriati e ormai al limite della sopportazione per quanto successo

Al corteo erano presenti circa trecento persone, con anarchici provenienti anche da Bologna, Roma, Torino, Salerno e Firenze.

A vigilare sulla manifestazione numerosi agenti in tenuta antisommossa, ma non sono stati registrati scontri.

Ma era comunque un copione già scritto.

La manifestazione era stata convocata in nome del contrasto all’apertura del Centro Rimpatri di Modena, ma poi è stata anche una rivendicazione di antifascismo “militante“, in opposizione a quello delle cerimonie istituzionali della Festa della Liberazione.

La notizia è stata anche approfondita dal ministro dell’intero Matteo Salvini che sul suo profilo facebook ha replicato: «Delinquenti oggi a Modena, città devastata al grido di “10, 100, 1000 Nassiriya”. Gli italiani perbene provano schifo e vergogna per voi».

 

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