Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

«Lavorare meno, lavorare tutti», ecco il piano Di Maio che fa discutere

Pubblicato

-

“Lavorare meno, lavorare tutti” era uno slogan dei cortei degli operai di fine anni sessanta, ma è un concetto che oggi il “Piano Di Maio”, ripropone con gli incentivi per diminuire l’orario di lavoro, assumendo utilizzando il Reddito di Cittadinanza.

Il Piano, ancor prima di diventare un disegno di legge, fa già discutere.

Esaminiamolo nel dettaglio.

Pubblicità
Pubblicità

In pratica si tratterebbe di una nuova assunzione ogni quattro dipendenti che a parità di salario, lavorerebbero un giorno in meno alla settimana.

Si tratterebbe di un’ipotesi che andrebbe ad integrare il reddito di cittadinanza secondo un progetto ideato da Giovanni Alleva professore giuslavorista consigliere informale sia presidente grillino dell’Inps Pasquale Tridico che dello stesso Di Maio.

I 780 euro mensili del sussidio andrebbero a coprire un bonus Irpef per la riduzione degli orari di lavoro.

In pratica il reddito di cittadinanza che andrebbe ad un disoccupato, verrebbe diviso tra i quattro lavoratori già occupati che volontariamente accetterebbero di ridurre la loro settimana lavorativa da cinque a quattro giorni, aprendo così uno spazio per l’assunzione di un disoccupato.

Il nuovo lavoratore verrebbe assunto con un contratto di apprendistato per un costo basso per l’impresa.

Nel caso in cui la compensazione fiscale non dovesse essere sufficiente come nel caso di retribuzioni mensili superiori ai 1300 euro, oppure l’assunzione dovesse riguardare un disoccupato che non ha diritto al Reddito di Cittadinanza; in questi casi a finanziare l’intera operazione sarebbe il welfare aziendale, sotto forma di buoni acquisto spendibili nei punti vendita convenzionati della Grande Distribuzione.

La soluzione Alleva non prevederebbe obblighi di legge per la riduzione dell’orario di lavoro quanto un sistema di incentivazioni concordato tra sindacati e imprese.

Sarebbe anche l’applicazione del contratto di solidarietà espansiva previsto da uno dei decreti attuativi del Jobs Act, ma di fatto mai applicato perché sindacati ed imprese non hanno interesse a renderlo operativo.

Alleva, oltre a essere consigliere economico dei grillini, lo è anche della Regione Emilia Romagna, quale esponente di “ L’Altra Emilia Romagna”, formazione di estrema sinistra e si dichiara comunista per nulla pentito.

A livello europeo, l’Italia con le sue 36 ore settimanali è con la Svezia lo Stato col maggior numero, mentre l’Olanda con 29 è la nazionale col minore monte ore settimanale.

Pubblicità
Pubblicità

Italia ed estero

Nigeriano stacca a morsi un pezzo di dito ad un poliziotto

Pubblicato

-

Ancora una violenta aggressione a un poliziotto a Torino.

Un nigeriano di 23 anni ha staccato a morsi il dito di un agente, perché non voleva farsi fotosegnalare.

L’immigrato fermato per un controllo dalla polizia e portato in questura per l’identificazione, ultimate le procedure ha aggredito a morsi l’agente strappandogli la prima falange dell’anulare della mano sinistra.

Pubblicità
Pubblicità

L’uomo era stato fermato dalla squadra volante in zona Mirafiori ed era stato trovato con droga in tasca.

Il poliziotto, dopo l’aggressione è stato soccorso e trasportato in ospedale per le cure del caso.

Sull’episodio è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini che sta seguendo personalmente la vicenda.

Il nigeriano, rileva il Viminale, “potrà essere espulso grazie al Decreto Sicurezza, che consente di allontanare i richiedenti asilo che delinquono e che non hanno diritto alla protezione”.

L’uomo è in stato di arresto: domani verrà convocato dalla commissione territoriale per l’esame accelerato della sua richiesta di asilo.

“Nessuna tolleranza per i delinquenti, sono felice che il Decreto sicurezza funzioni. Ora è urgente intervenire col Decreto Sicurezza Bis per garantire più poteri e protezioni alle Forze dell’Ordine e contrastare gli scafisti”, ha detto Salvini.

Sul grave episodio è intervenuto anche  Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato.

“Testimoniamo la nostra massima solidarietà al collega barbaramente aggredito a Torino, dove un immigrato ha reagito dopo il fotosegnalamento staccandogli un dito a morsi. Speriamo nella migliore riuscita dell’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto e che possa rimettersi più in fretta possibile. Questo è solo l’ultimo assurdo episodio di un’interminabile lista, in cui si annoverano aggressioni e reazioni assolutamente inimmaginabili per violenza, imprevedibilità, arroganza, da parte di chi manifesta totale lontananza dalle più comuni regole di civiltà a cui tutti siamo abituati. La gestione dei servizi connessi all’immigrazione, al netto di tutte le polemiche e le strumentalizzazioni politiche che non servono a nulla e nessuno, è fatta di queste cose, ogni giorno, in tanti luoghi. Resistenze e rifiuto di leggi e regole che si traducono in aggressioni che non possiamo descrivere, anche solo per rispetto della decenza, nei confronti di donne e uomini delle Forze di Polizia. Situazioni delicatissime e ad altissima tensione, che gli operatori devono gestire restando esposti a troppi rischi e senza le necessarie tutele. Salvo ovviamente pretendere da loro i consueti miracolosi risultati”.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Rogo nella sede della polizia di Mirandola, due morti. Fermato un ragazzo marocchino

Pubblicato

-

Due donne morte, un’anziana e la sua badante, due feriti gravi e 16 persone intossicate.

È il bilancio di un incendio che è stato appiccato la notte scorsa nella sede della polizia locale di Mirandola, nel Modenese.

Individuato il presunto responsabile del gesto, un ragazzo di origine marocchina che in queste ore viene sentito dai carabinieri a Carpi.

PubblicitàPubblicità

“Preso straniero, altro che porti aperti”, così il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta la notizia sui social.

Secondo quanto appreso finora, l’incendio è scoppiato intorno alle 2.40 nella sede di via Roma della polizia municipale di Mirandola e sarebbe di origine dolosa.

Partito dal piano terra, il rogo e l’esplosione avrebbero coinvolto un appartamento al primo piano, dove sono morte un’anziana di 84 anni e la sua badante di 74 anni.

Le donne sono decedute per il fumo inalato.

Altre due persone, tra cui il marito dell’anziana vittima, sono in gravi condizioni sempre a causa del fumo. Sedici sono invece gli intossicati.

L’edificio ospita almeno nove abitazioni.

Il presunto responsabile del gesto è un giovane, già individuato dagli inquirenti, che avrebbe prima forzato la porta di ingresso e poi appiccato il fuoco.

Ancora non è chiaro se con della benzina o della carta. Non avrebbe utilizzato alcun ordigno incendiario ma alle fiamme è seguita un’esplosione di natura ancora da chiarire.

Il ragazzo, originario del Marocco, viene sentito dai carabinieri di Carpi e non è ancora chiaro se si tratti di un minorenne e pare conosca poco o nulla la lingua italiana.

Non è chiara la motivazione alla base del gesto ma non si esclude la pista di una vendetta per un provvedimento della stessa municipale nei suoi confronti.

“Altro che aprire i porti, come vuole la sinistra, io lavoro per fermare e mandare tutti a casa questi delinquenti. E se minorenne non mi interessa, deve pagare fino in fondo per la sua bestialità. Azzerare l’immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: a casa tutti, con la Lega si può”. Lo dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commentando quanto successo la scorsa notte a Mirandola.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Italia ed estero

Gravi scontri fra polizia e centri sociali a Bologna. Il video

Pubblicato

-

Gravi disordini nel pomeriggio al comizio di Roberto Fiore di Forza Nuova a Bologna.

Gli antifascisti e antagonisti in via dell’Archiginnasio avevano organizzato una contro manifestazione per protesta per impedire al leader di Forza Nuova di portare a termine il suo comizio

Le forze dell’ordine hanno respinto con una carica, in piazza Maggiore, il corteo dei collettivi che ha tentato di sfondare il cordone di polizia posto a presidio di piazza Galvani, luogo del raduno.

Pubblicità
Pubblicità

Dopo il lancio di fumogeni, petardi e bottiglie di vetro, gli agenti hanno risposto con delle cariche.

Una persona sarebbe stata fermata dalla polizia.

Paura per i numerosi turisti presenti nella città in questo periodo che stavano passeggiando.

Arrivano anche delle notizie di un bar sotto i portici devastato dagli antagonisti e dei danni provocati ad alcuni negozi.

Una giornata di tensione, che già non aveva mancato di suscitare polemiche alla vigilia.

La manifestazione dei giovani, composta da circa 1.500 persone, si è radunata in piazza Maggiore separata dalla piazza di Forza Nuova da una grata di protezione montata dalla forze dell’ordine.

Fra gli striscioni, richiami all’antifascismo e alla strage della stazione del 2 agosto 1980.

A un certo punto il corteo si è mosso e ha cominciato a colpire la grata con mani e bastoni.

Dopo qualche istante la polizia in tenuta antisommossa è uscita dal portico e ha cominciato a respingere i giovani con una violenta carica di manganellate. Il corteo è arretrato in piazza Maggiore, poi è ripartito verso i viali.

Alcuni manifestanti hanno riportato contusioni, una persona è stata fermata dalla polizia, poi rilasciata con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.

Il corteo è poi ripartito, arrivando fino ai viali di Bologna, ma non ci sono stati ulteriori momenti di contatto, né con i militanti di estrema destra, né con i poliziotti. L’unico momento di tensione è stato quando due ordigni rudimentali sono stati fatti scoppiare davanti alla caserma dei carabinieri di viale Panzacchi e nel cortile. Le esplosioni non hanno provocato né danni né feriti.

Forza Nuova ha tenuto il suo comizio.

Il leader Roberto Fiore ha parlato davanti a qualche decina di militanti, ma senza salire sul palco: il Comune di Bologna, infatti, gli ha negato la possibilità di montarlo perché, nel modulo di richiesta di occupazione del suolo pubblico, Forza Nuova ha cancellato con un tratto di penna la frase, prevista dal Comune, che impegna a non richiamarsi all’ideologia fascista. Un provvedimento assunto anche dopo gli scontri avvenuti, in circostanze simili, durante la campagna elettorale per le politiche del 2018, sempre in occasione di un’iniziativa politica di Forza Nuova.

“Le piazze – ha detto Fiore – non sono più proibite per Forza Nuova, è cambiato il clima politico. Quando ero giovanissimo l’antifascismo raccoglieva il 90% del Paese, oggi forse il 7-8%. Molte delle idee che circolano a livello governativo nascono da Forza nuova: Salvini da politico intelligente dice quello che la gente vuole sentire e conferma che le nostre idee stanno vincendo”.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza