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Cani Gatti & C

E se la sorpresa è un coniglietto?

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Premesso che i coniglietti sono degli esserini adorabili, affettuosi, leali e di grande compagnia anche se spesso vengono sottovalutati e considerati poco intelligenti e socievoli (e chi ne possiede uno lo sa molto bene), sono animali svegli e capaci di interagire con l’uomo: infatti, non è troppo difficile addestrarli e giocare con loro.

Si avvicina la Pasqua e, come spesso accade ogni anno, sono molti quelli che vengono regalati ai bambini per festeggiare questo giorno speciale.

Purtroppo, molti di questi piccoli roditori vengono poi abbandonati o riportati in negozio nelle settimane dopo la fine della vacanze pasquali. 

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I conigli, nani o normali, non sono animali autosufficienti e non possono restare in gabbietta tutto il giorno. 

Avere un coniglietto vuol dire creare un ambiente sicuro, senza cavi a rischio, senza oggetti che, rompendosi, possono ferirli. E’ inutile creare giustificazioni: avere un coniglio è davvero impegnativo.

Rosicchiano mobili e fili, sporcano ovunque, cercano rifugio negli angoli più impensabili della casa. Senza contare il loro carattere: possono essere incredibilmente dolci e fedeli al padrone, ma se lasciati soli giornate intere possono diventare molto dispettosi.

Sono anche animali molto delicati: le unghie vanno tagliate periodicamente, i denti devono essere controllati e vanno vaccinati una volta l’anno. La loro dieta deve essere soprattutto a base di fieno, erba fresca e verdure come sedano, finocchi, radicchio. Assolutamente vietati, invece, i cereali ed i cibi a base di farina.

Il loro pelo va spazzolato quotidianamente soprattutto se lungo: non sono rari i blocchi intestinali causati dal pelo che loro continuano a pulirsi e che possono risultare loro letali.

Inoltre, mordono. I coniglietti, quando spaventati o arrabbiati, mordono e possono fare male. Sono degli animali estremamente fragili e non possono essere lasciati in balia di bambini che tirano loro il codino, che li prendono per le orecchie o che li fanno cadere a terra. 

Quando si valuta se fare questo acquisto, ovvero accogliere in casa un coniglio come vero e proprio membro della famiglia (è così che lui si sentirà con voi) bisogna farsi alcune domande: avete circa 10 anni di tempo per prendervi cura di questo pelosetto? Sapete che molti conigli detestano essere presi in braccio? La persona a cui lo volete regalare, saprebbe accettarlo? Sapete che, in molti casi, va anche sterilizzato/castrato? Avete una casa o una stanza in cui lasciarlo libero? Siete sicuri che l’altra persona (o voi) non si stuferà dopo qualche mese?

Per quanto siano dei teneri animali, restano pur sempre degli esseri viventi che meritano rispetto e che non devono venire trattati come oggetti.

Per quello, esistono i peluches: meno impegnativi e sicuramente di meno disturbo.

Chi vive a Trento, soprattutto i residenti in zona “Le Albere” e lo stesso Comune, sono ben consapevoli di quanti problemi possono creare questi piccoli roditori se lasciati allo “stato brado” lungo le rive dell’Adige, nelle vicinanze del cimitero e nel parco della zona.

Da diversi anni, infatti, Trento si è trovata a dover cercare di risolvere in qualche modo questa situazione problematica: basta passare per il parco delle Albere dopo il tramonto per vedere scorrazzare liberamente una miriade (vista la loro grande proliferazione) di questi piccoli animaletti.

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La triste storia del cucciolo di san Bernardo Berny

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Questa è la storia di Berny, un cucciolo di San Bernardo di 2 mesi che è nato in una casa di montagna della Val di Non, da una mamma che veniva usata solo come fattrice in un allevamento amatoriale.

La triste vicissitudine di Berny inizia quando una signora visita l’allevamento e lo acquista.

Quel giorno Berny era spaventato, ma felice e i primi mesi sono stati fantastici; vita in famiglia, passeggiate a giocare nei campi e conoscenza con altri cani.

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Purtroppo un giorno i proprietari si sono accorti che il cucciolo di San Bernardo stava crescendo ben oltre le loro aspettative e al momento dell’acquisto, l’argomento crescita non era stato nemmeno preso in considerazione.

A quel punto Berny viene allontanato da casa e relegato in un recinto costruito in giardino.

Un isolamento rotto solo nel momento in cui gli portavano da mangiare per un pasto che spesso era solo pane vecchio.

Il tempo passa e il recinto diventa sempre più piccolo, tanto da rendere difficile la possibilità di girarsi e di muoversi

Ad un primo intervento dei volontari, segue la costruzione di una casetta in legno che però non cambia di molto la situazione di un cane che intanto aveva raggiunto gli 80 chili.

L’assenza di movimento ha creato a Berny problemi muscolari e a soli due anni, presentava difficoltà a stare in piedi.

In paese Berny comincia ad essere un caso.

La gente parla, ma nè un secondo intervento dei volontari e delle guardie zoofile, riescono a ridare la libertà al piccolo Berny il cui ultimo pensiero riteniamo possa essere stato più o meno questo: “Le mie gambe non reggono più e io sono ancora un cucciolone, non capisco perché nessuno riesca a convincere la mia “mamma” a farmi uscire da qui per farmi curare, per poi darmi l’affetto che merito. Io sono Berny e sono un gigante buono, ma con me il destino è stato cattivo. Lo sapete che di solitudine e isolamento si può anche morire? Ora io non ci sono più, la mia vita è stata breve e triste, sono volato sul ponte dell’arcobaleno, e ora vivo la bella vita che tutti gli animali meriterebbero. Nonostante tante persone abbiano provato ad aiutarmi la mia sofferenza finalmente è finita anche se nel peggiore dei modi”

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Cani Gatti & C

La foto del giorno

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Il canguro stanco: in questa particolarissima foto del National Geographic un canguro viene immortalato in una strana “posa relax”.

Non è infrequente nel mondo animale ritrovare comportamenti tipicamente umani e questo ne è un esempio.

Atteggiamenti che pensavamo solamente “nostri” si ritrovano anche nelle scimmie. Una gamma inaspettata di espressioni, reazioni, comportamenti e interazioni sociali: dall’uso di sex toys al valore consolatorio del cibo fino al riconoscimento di situazioni sleali o l’uso del bacio per esprimere affetto.

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Cani Gatti & C

La foto del giorno: l’aquila cattura un drone

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L’aquila cattura un drone – Cosa significa sognare un’aquila.

L‘aquila incarna il senso della luce, del calore, della altezza, dell’ illuminazione e quindi anche la spiritualità.

Simbolo del sole in molte culture, dagli aztechi che le offrivano il cuore dei sacrificati, agli indiani d’America che si adornavano con le sue piume considerandola messaggera del grande spirito, agli sciamani siberiani che ne invocavano il potere, rappresenta il “volare alto” sopra la materia, in un principio attivo di sapienza ed autorità regale.

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