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Mamma & Donna

Cinemamme: al cinema ci vado con il neonato

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Non rinunciare al cinema durante l’allattamento.

Per quanto abbiamo desiderato avere un bambino, con il tempo, ci si rende conto di quanto ci mancano le abitudini che avevamo prima di restare incinta. Non solo a causa della mancanza di tempo ma anche perché tutte le priorità sono puntate sulla piccola creatura appena nata.

Tornare ad una vera e propria vita sociale non è semplice ma se si prova a ripensare il tutto con ritmi più calmi e più vicini al momento che si sta vivendo, inserendo i momenti di comunità alla vita da mamma, forse riprendere in mano la nostra vita sociale, potrebbe essere più facile.

Se si è stanche del solito giretto al parco con la carrozzina, andare al cinema con il neonato e l’amica conosciuta al corso preparto, non è più un’utopia.

Passeggini e carrozzine parcheggiati in sala, pannolini, salviette e fasciatoio a portata di mano, volume basso e pianto libero durante la proiezione del film preferito. Un sogno?

No. Questa è la formula vincente dei “Cinemamme”, i cinema a misura di bebè nati a Roma alcuni anni fa che adesso si stanno diffondendo in varie città italiane.

L’iniziativa, prevede un appuntamento al mese rivolto alle mamme, ma anche ai papà e a tutta la famiglia, incluse le babysitter: il biglietto costa 4 euro e comprende non solo pannolini e salviette ma anche la presenza in sala di ostetriche pronte a discutere temi legati all’esperienza della maternità e della genitorialità.

Un’iniziativa interessante che dà alle neomamme la possibilità di godersi un film anche con il proprio bambino. Un luogo di incontro speciale dove potersi confrontare con altre mamme e con un’ostetrica su varie temi come la contraccezione, il post partum, il sonno dei neonati o il rientro al lavoro dopo la maternità.

I Cinemamme sono presenti un tutta Italia.

Al cinema Politeama di Pavia, grazie all’associazione La Casa di PachaMama, ha preso il via la rassegna “Cinemamme”. Sostenuta dalla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo.

A Milano questa iniziativa esiste già dal 2013 al cinema Anteo e viene riproposta di anno in anno con grande successo.

A Brescia la proposta è stata lanciata dal Comune e dalla Fondazione Brescia Musei, promotori di “-6+6, al cinema con il bebè”.

A Sesto San Giovanni: il cinema Rondinella fa prime visioni per mamme, papà, nonni con bimbi da 0 a 18 mesi.

Cinemamme è anche a Monza presso lo spazio cinema Teodolinda, a Padova al cinema Porto Astra e a Modena al Cinema Raffaello.

Il format?

Volume più basso rispetto a una normale proiezione in modo da non creare problemi al fragile udito del neonato, luce soffusa in fondo alla sala, per evitare l’effetto “paura del buio”, un fasciatoio e uno scalda-biberon per garantire la possibilità di far partecipare anche i bambini allattati artificialmente o che sono accompagnati dai papà, dai nonni o dalle zie.

Durante la proiezione del film, le mamme possono allattare, passeggiare in sala cullando i bambini per addormentarli, senza che il pianto venga considerato di disturbo al resto del pubblico.

Se si hanno fratellini o bimbi non più neonati?

In sala viene proposto uno “spazio gioco” attrezzato che permette ai bambini più “grandi” di giocare durante la proiezione del film.

L’ingresso è vietato, invece, ai semplici appassionati di cinema. Che, tranne altre disposizioni, i film della rassegna “Cinemamme”, dovranno goderseli in altri orari.

L’obiettivo è quello di portare le neo-mamme a stare insieme, uscire di casa, informarsi, confrontarsi e confidarsi in un clima sereno e gioioso.

Un momento per rilassarsi in un ambiente attrezzato con tutti i confort necessari e poter vivere esperienze di socialità al di fuori dell’ambiente domestico.

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Adotta una mucca in Trentino: regalo alternativo per riavvicinarsi alla cultura della montagna

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Adotta una mucca” è una simpatica iniziativa proposta in varie malghe del trentino, nata per far conoscere la natura incontaminata delle montagne, per insegnare come si produce il formaggio secondo metodi antichi, per capire cosa significa vivere in una malga e portare le mucche all’alpeggio.

Ora che va di moda il concetto del «chilometro zero» e la qualità è sempre più ricercata, adottare una mucca per poi assaggiarne i prodotti ricavati dal suo latte, è un regalo davvero alternativo da fare non solo ai bambini ma anche agli adulti iperconnessi che si stanno dimenticando l’importanza del vivere la natura.

Come si adotta una mucca?

Per adottare una mucca basta accedere ai siti proposti online, entrare sulla pagine dedicate al progetto, scegliere la mucca, cliccare sulla foto dell’animale preferito, stampare la carta d’identità e scegliere tra i pacchetti proposti.

Quanto costa adottare una mucca? Il costo di adozione dipende dalla malga o dall’agriturismo che mette a disposizione questa opportunità.

Per adottare una mucca è sufficiente un bonifico bancario: certe malghe chiedono un importo di 75€ di cui 50€ sono destinati alla malga per il mantenimento estivo in quota della mucca scelta, mentre 10€ vanno in beneficenza per progetti dedicati ai bambini.

Il prezzo include un quarto di forma di formaggio, una bottiglia di vino, mezzo chilo di miele e una scatola di tisane del consorzio di zona.

Altre malghe chiedono 60€ con il diritto di ricevere prodotti caseari di malga per un importo pari a 50€, all’unica condizione di andare a trovare la mucca di persona.

L’adozione è annuale e rinnovabile e permette di salutare la propria mucca in estate.

Quando posso conoscere la mia mucca? Durante il periodo dell’alpeggio, indicativamente da metà giugno a metà settembre, si può andare in malga a far visita alla mucca.

Il ritiro deve essere effettuato dal 15 giugno al 15 settembre. Il mancato ritiro andrà a beneficio dei progetti di beneficenza individuati.

Un’esperienza indimenticabile che permette di portare a casa i sapori e i profumi della montagna trentina, scegliendo tra formaggi freschi e stagionati, gustosissime ricotte, burro, tosella e latte fresco.

Pc alla mano e via, andiamo a cercare queste simpatiche proposte, ricordando che non esiste solo questa realtà! Alcune aziende agricole propongono di adottare ad esempio un tralcio di vite, oppure una pecora!

Lo scopo di queste iniziative? Avvicinare chi vive in città alla montagna.

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Cucinare di più, ma meno spesso. Il nuovo trend è il Batch cooking

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Quando si torna a casa esauste dopo una giornata in ufficio o dopo aver rincorso i figli al parco, l’unica cosa che non si vuole fare la sera, è mettersi dietro ai fornelli.

E così, dopo aver preparato tortellini per due sere di fila, dopo aver consumato la tessera delle pizze d’asporto, kebap e lasagna, ci si rende conto di quanto stiamo esagerando e di quanto il nostro stile di vita è diverso da quello della generazione precedente la nostra.

Per sentirci in pace con noi stessi, dovremmo imparare dagli anglosassoni, iniziando a seguire le regole del “Batch Cooking” (tradotto letteralmente “cucina in serie”), il trend del momento che ci potrebbe portare numerosi vantaggi: mangiare sano e fare la spesa senza ansia, cucinando in anticipo, in un solo momento, tutti i pasti della settimana.

Come funziona il Batch cooking?

Quando cucinare dipende dai nostri impegni: chi lavora può scegliere, ad esempio, di prendersi un giorno nel weekend, il sabato o la domenica, oppure preferire una sera in settimana, o ancora approfittare di una giornata di pioggia.

L’importante è trovare un momento da dedicare interamente ai fornelli, senza distrazioni e senza fretta.

Tutto programmato per tempo: si inizia acquistando dei contenitori di vetro che serviranno per contenere carne e pesce e contenitori di plastica che serviranno per gli alimenti che vanno sistemati nel freezer. Per restare in linea anche con le regole salva ambiente, basta cercare di evitare l’utilizzo di pellicole, privilegiando l’utilizzo di coperchi fatti in casa usando piatti o tessuti.

Seguendo il Batch cooking non ci si deve preoccupare ogni giorno di cosa cucinare e nello stesso tempo, non si corre il rischio di sprecare cibo.

Per una settimana di programmazione, basta acquistare “4-5 contenitori da 300ml, 4-5 contenitori da 750 ml, 4- 5 contenitori da 1,5 l, qualche vasetto o scatola che può essere tranquillamente riciclato, andando a riutilizzare quelli di marmellate e conserve“. Poi con l’ausilio di qualche sacchetto di plastica riutilizzabile di un alimento, il gioco è fatto.

Cosa serve per partire con il Batch cooking?

 – Preparare un menù per tutta la settimana;
– fare la spesa acquistando solo ciò che abbiamo scritto nella lista;
– ritagliarsi almeno due/tre ore di tempo;
– avere a disposizione pentole per grandi quantità di cibo e pentole per monoporzioni;
– avere pronti molti contenitori per la conservazione;
– creare spazio in frigorifero;
– organizzare bene il contenuto del freezer

Dal dolce al salato le ricette sono tutte semplicissime e non serve essere chef professionisti per prepararle e nei prossimi giorni ne pubblicheremo qualcuna.

Un consiglio?

Se il piatto che avete preparato prevede una salsa di accompagnamento congelatela a parte per evitare una contaminazione di sapori e unitela alla ricetta solo al momento del consumo.

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Endometriosi: quando il ciclo fa male. In Italia ne soffrono tre milioni di donne.

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In Italia ne soffrono tre milioni di donne.

Capita spesso di avere un ciclo mestruale molto abbondante e doloroso.

Se però le mestruazioni sono accompagnate da gonfiore addominale insolito e il male ci impedisce di portare a termine le normali attività quotidiane, è opportuno prenotare una visita dal ginecologo, per escludere che si tratti di endometriosi.

Cos’è l’endometrio?

E’ la mucosa che riveste le pareti interne dell’utero.

Può capitare che questo tessuto si diffonda al di fuori dell’organo formando noduli e cisti che intaccano gli organi vicini, provocando dolore e portando, con il tempo, anche all’infertilità.

L’endometriosi è una malattia cronica e spesso invalidante. Si stima ne soffra una donna su 10.

Tante di noi hanno combattuto e ancora affrontano un male che può compromettere la possibilità di concepire un bambino.

Quali sono i sintomi:

  • Ciclo mestruale doloroso (dismenorrea).
  • Dolore durante i rapporti sessuali.
  • Dolore associato a movimenti intestinali o minzione.
  • Ciclo pesante (menorragia) o sanguinamento in mezzo a cicli (menometrorragia).
  • Altri sintomi: specialmente durante il periodo mestruale, si può avvertire stanchezza, diarrea, stitichezza, gonfiore, nausea.

Esami per una diagnosi corretta. L’endometriosi colpisce le donne in età riproduttiva e la prima diagnosi arriva tra i 15 e i 35 anni.

Un’accurata visita e un’ecografia pelvica o interna, con un esperto, permettono un’alta attendibilità diagnostica. Di solito viene richiesto anche un esame di laboratorio specifico.

La malattia progredisce con gli estrogeni prodotti durante l’ovulazione, perciò la cura si basa sulla terapia ormonale. Quando questa fallisce, si interviene con la chirurgia per le forme complicate o per i casi di sterilità.

Complicazioni dell’endometriosi – La complicazione principale dell’endometriosi è la possibile infertilità e circa un terzo delle donne con l’endometriosi, hanno difficolta a rimanere incinte.  L’endometriosi può ostruire una tuba e non permettere a uovo e spermatozoo di unirsi, oppure può creare danni agli spermatozoi o agli ovuli.

Per questo, molte donne con lieve o moderata endometriosi possono concepire e portare a termine una gravidanza.

I medici consigliano a volte alle donne con endometriosi di non tardare ad avere figli perché la condizione può peggiorare con il tempo

Il primo passo? Non vergognarsi e trovare il coraggio di parlarne.

Anche i Vip hanno deciso di fare outing: Lena Dunham, (nella foto) protagonista della serie tv Girls, ha raccontato le difficoltà nel riconoscere questa malattia, quando ha denunciato i medici che non l’hanno capita e che hanno scambiato la sua endometriosi per colite. Anche Rossella Brescia, ex prima ballerina di Amici, ha raccontato la sua esperienza riguardo.

Se anche voi soffrite di endometriosi e ve la sentite di condividere la vostra storia con altre mamme e donne, fatelo nei commenti.

Il contenuto che hai letto è a carattere informativo e non sostituisce in nessun modo il parere del medico.

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