Connect with us
Pubblicità

Fiemme, Fassa e Cembra

A Verla di Giovo un corvo finisce infilzato sul campanile

Pubblicato

-

Si potrebbe parlare di vera sfortuna per il povero corvo finito infilzato nel campanile della chiesa di santa Maria Assunta di Verla di Giovo.

Infatti nemmeno con tutto l’impegno possibile si poteva centrare meglio lo «spadino» della torre a pianta quadrangolare, situata a destra della terza campata della navata.

I testimoni hanno visto i due animali librarsi in aria come stessero litigando oppure giocando al corteggiamento, che però per uno dei è finito male. Non si era mai visto nulla di simile dal 1766, cioè da quando l’architetto Pietro Bianchi realizzò il nuovo progetto della chiesa.

Pubblicità
Pubblicità

 

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Fiemme, Fassa e Cembra

Rete di Riserve della Val di Cembra – Avisio, sottoscritto l’accordo di programma

Pubblicato

-

Si allarga la Rete di Riserve della Val di Cembra – Avisio, con l’obiettivo di promuovere l’ambiente quale elemento fondamentale per salvaguardare e promuovere il benessere dei cittadini.

La sottoscrizione dell’accordo di programma, che vede coinvolte realtà istituzionali di diversi territori, è avvenuta venerdì sera negli spazi del museo del porfido di Albiano.

La Provincia era rappresentata dal vicepresidente della Giunta e assessore all’ambiente, Mario Tonina, che prima di apporre la propria firma al documento programmatico ha evidenziato come l’accordo sia “il risultato di un lungo percorso di confronto, formazione e sensibilizzazione sui temi ambientali, avviato dagli amministratori della Val di Cembra oltre dieci anni fa e che nel corso del tempo ha visto l’organizzazione di numerosi incontri rivolti agli amministratori e ai portatori di interesse e incontri pubblici aperti alla popolazione.

Pubblicità
Pubblicità

L’importante presenza di tante persone questa sera è sintomo della larga condivisione dei valori e degli obiettivi della Rete di Riserve, quale strumento di conservazione attiva della natura e di sviluppo sostenibile del territorio”.

“L’accordo – ha aggiunto il vicepresidente, che ha portato il saluto della Giunta – va nella giusta direzione e dimostra una crescente sensibilità ambientale da parte degli enti locali e della cittadinanza e una decisa volontà a lavorare in un’ottica sovra territoriale a favore dell’ambiente e delle comunità locali”.

Pubblicità
Pubblicità

Un plauso è andato quindi ai primi protagonisti di questa iniziativa e ai diversi amministratori che hanno creduto nel progetto e si sono spesi per esso, come pure ai coordinatori Paolo Piffer ed Elisa Travaglia per la passione e l’energia che investono in progetti e iniziative per il bene della comunità locale.

La nuova rete di Riserve – guidata fino alle elezioni amministrative di maggio dal presidente Matteo Paolazzi – nasce dalla precedente Rete di Riserve Alta Val di Cembra – Avisio, che era sorta nel 2011 (una delle prime realtà di questo tipo in Trentino) per volontà di 5 Comuni (4 oggi fusi nella municipalità di Altavalle, ai quali si aggiunge Capriana) e che oggi triplica la sua estensione.

Pubblicità
Pubblicità

Entrano dunque ufficialmente a far parte della Rete i Comuni di Valfloriana, Lona Lases, Cembra Lisignago e Albiano; la Comunità territoriale della Val di Fiemme; la Magnifica Comunità di Fiemme; le Asuc di Lona e di Lases e l’Agenzia Provinciale per le Foreste Demaniali (Aprofod). In sala, accanto a tanti cittadini che nel corso degli anni hanno aderito a tante iniziative, spiccavano le fasce tricolori dei sindaci dei Comuni interessati, che con la loro presenza hanno testimoniato l’importanza di continuare a investire sulla conoscenza, sulla conservazione e sullo sviluppo del territorio.

L’allargamento della rete, secondo il presidente Paolazzi, è “una grande opportunità di crescita per le valli di Cembra e Fiemme. Gli aderenti sono consapevoli del grande valore dell’ambiente che grazie alle sue caratteristiche offre grandi opportunità di sviluppo”. Con la sottoscrizione dell’accordo – ha evidenziato il presidente della Comunità della Val di Cembra, Simone Santuari – si apre una nuova sfida:

“L’ambiente naturale favorisce lo sviluppo. Per questo è importante unire le forze ed essere coesi per cogliere questa opportunità fino in fondo”.

Tra gli altri, sono intervenuti anche il vicesindaco di Albiano Edj Ravanelli, il presidente del Consorzio dei Comuni Bim Adige Donato Preti, il presidente della vallata Avisio Bim Adige Armando Benedetti e il dirigente del Servizio aree protette e sviluppo sostenibile Romano Stanchina.

“La nascita della nuova Rete – ha aggiunto il l’assessore provinciale all’ambiente – dimostra che i territori, soprattutto quelli che non hanno avuto un intenso sviluppo turistico, ritengono che il patrimonio naturalistico possa essere un’opportunità di sviluppo sostenibile, come peraltro testimonia l’impegno finanziario messo in campo dagli attori coinvolti (il progetto prevede infatti un finanziamento provinciale del 30%). L’ambiente, come emerso in maniera chiara nell’ambito degli Stati generali della montagna, è non solo un biglietto da visita importante, ma un elemento identitario e motore dello sviluppo dei territori più lontani rispetto ai centri più popolosi”.

L’Accordo di programma che dà vita alla Rete di Riserve è corredato da un documento tecnico, uno strumento di analisi del territorio che programma le azioni da attuare nel triennio di durata dell’accordo, e da un Programma finanziario, che stabilisce le risorse a disposizione per le azioni individuate.

Le risorse saranno destinate a numerose azioni di conservazione attiva della natura e di sviluppo sostenibile del territorio, tra cui, a titolo di esempio: interventi ambientali in Aree Rete Natura 2000, interventi di recupero e manutenzione di prati, castagneti e lariceti, azioni a favore dell’apicoltura e dell’agricoltura biologica, progetti per il mantenimento del paesaggio agricolo tradizionale e della biodiversità, proposte di turismo lento e sostenibile, formazione, educazione e sensibilizzazione ambientale.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Fiemme, Fassa e Cembra

Lo sprint finale della Marcialonga sarà imbiancato utilizzando neve “green”

Pubblicato

-

Se fosse una ricetta di cucina diremmo “Solo ingredienti naturali. Acqua, aria, nessun additivo”.

Invece si tratta di neve, fiocchi “green” e rispettosi dell’ambiente con i quali gli organizzatori della 47ª Marcialonga prepareranno in modo certosino gli ultimi 300 metri sui quali domenica 26 gennaio gli atleti si sfideranno nello sprint finale della gara “regina” delle Granfondo italiane. Protagonista la startup Neve XN (Neve Perenne).

Insediata in Polo Meccatronica a Rovereto, l’incubatore hi-tech di Trentino Sviluppo, ha messo a punto una tecnologia in grado di produrre veri fiocchi bianchi, asciutti al tatto e a “chilometro zero”, anche quando le temperature esterne salgono sopra gli zero gradi, utilizzando energia termica, ovvero calore, recuperato in questo caso dai vapori rilasciati dall’impianto a biomassa di Cavalese: circa 300 metri cubi di neve prodotta grazie all’energia rinnovabile della Centrale di teleriscaldamento copriranno l’ultimo tratto del percorso, per uno spessore di 20 centimetri ed una larghezza di 5 metri.

Pubblicità
Pubblicità

Dopo otto anni di progettazione e sperimentazioni, a fine 2019 la startup trentina guidata dall’ingegnere di origine bergamasca Francesco Besana, 42 anni e dal collega Fabiano Maturi, 37 anni, ingegnere di Pinzolo, ha prodotto le prime sei macchine Snow4ever, frutto del progetto europeo SnowRESolution, che vengono commercializzate e distribuite da Demaclenko, azienda del gruppo altoatesino Leitner.

La macchina Snow4ever viene progettata, assemblata e collaudata negli spazi produttivi di Polo Meccatronica a Rovereto. Si tratta di un container capace di produrre, con energia da motore termico o elettrico, neve dai cristalli perfetti e asciutti a temperature comprese tra i -3° e i +16° C.

Pubblicità
Pubblicità

Una di queste macchine è stata collocata presso la Centrale di BioEnergia Fiemme a Cavalese, per produrre neve green sfruttando l’energia termica derivata dal cippato, da scarti della lavorazione del legno, segatura, trucioli, legname di recupero schiantato al suolo, come le tonnellate di tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia dell’autunno 2018.

L’unico refrigerante utilizzato è l’acqua: non si ricorre né a freon né ad ammoniaca.

Pubblicità
Pubblicità

Le elevate temperature dei fumi di scarto provenienti dalla combustione della biomassa legnosa, grazie a uno scambiatore di calore, convogliano l’energia termica in un vaporodotto, per poi arrivare al generatore di neve.

Il cilindro della macchina funge da separatore e contiene acqua e neve: la neve galleggia nel serbatoio e sale, come un iceberg, per essere espulsa all’esterno.

BioEnergia Fiemme, sposando la sperimentazione di NeveXN, oltre a produrre energia termica ed elettrica per alimentare la rete di Cavalese, con la produzione di energia frigorifera per la neve della Marcialonga ha completato la filiera.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Fiemme, Fassa e Cembra

Furti Predazzo: arrestata una delle responsabili

Pubblicato

-

I Carabinieri di Laives hanno rintracciato una donna di 36 anni residente in zona, nota e con precedenti, condannata dal Tribunale di Trento a 1 anno e 5 mesi, nonché a 370 Euro di multa da scontare in carcere.

In seguito ad indagini svolte dai Carabinieri di Predazzo e Cavalese, la donna è stata ritenuta responsabile di numerosi furti in abitazione realizzati con altre persone, nel corso del 2016, nel Comune di Predazzo.

Trovata nei pressi della sua abitazione di Laives, dopo le formalità di rito è stata accompagnata in carcere a Trento. 

PubblicitàPubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza