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Trento

Palazzo Assessorile a Cles affollatissimo per l’inaugurazione della mostra “La montagna di Eugenio Dalla Fior. Dialogo con l’arte di Mauro Larcher e Gianluigi Rocca”

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E’ stata inaugurata sabato 13 “La montagna di Eugenio Dalla Fior. Dialogo con l’arte di Mauro Larcher e Gianluigi Rocca” a Palazzo Assessorile di Cles davanti ad un pubblico numerosissimo, dopo la presentazione avvenuta il 5 aprile scorso (qui l’articolo Presentata a Cles la mostra “La montagna di Eugenio Dalla Fior”)

Aprono la serata gli “Armonici Cantori Solandri” con la rivisitazione di ‘El Notambulo’, canzone ironica del grande cantautore clesiano Carlo Piz, e a seguire un tipico brano di montagna ‘La Pastora’, “Il primo per omaggiare un personaggio molto caro a Cles, ed il secondo in tema con la mostra riguardante la montagna” commenta il capo coro.

Ad accogliere i presenti l’Assessore alla Cultura Avv. Vito Apuzzo, che anticipa un progetto importante riguardante la mostra su Cles che si terrà l’anno prossimo, e ricorda le precedenti mostre a Palazzo Assessorile. Per non dimenticarsi del territorio, la mostra in oggetto, fortemente voluta dal Sindaco di Cles Arch. Ruggero Mucchi, nonchè da tutto l’Assessorato alla Cultura, è rivolta alla montagna, ed al suo cittadino Eugenio Dalla Fior, alla quale venne dedicata la ‘via che va dalla nuova stazione fino a Maiano’ come scritto nel documento recuperato proprio da Vito Apuzzo, che illustra:Dalla Fior visse a Cles dal 1920 fino al 1950 circa, in un’epoca in cui la gente non aveva la pretesa di sapere tutto, come oggi, ma si rivolgeva a figure di riferimento, come il medico, appunto Dalla Fior. Oltre che medico fu una figura importante per l’alpinismo e per l’urbanistica, ed attraverso la sua documentazione fotografica riteniamo sia compito dei giovani portare avanti il ricordo di questo personaggio”.

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Lucia Barison, curatrice della mostra, aiutata dalla collaboratrice Laura Paternoster dell’Ufficio Cultura del Comune di Cles, ricorda che Dalla Fior fu anche uno dei fondatori della Susat, la sezione universitaria della Sat, nonchè uno dei primi fotoreporter della montagna. “La mostra è stata allestita come una passeggiata in montagna con vari dislivelli; al pianterreno ad introduzione alcune foto di Dalla Fior, che proseguono al 1° piano con oggetti e documenti dell’epoca; al 2° piano le opere di Mauro Larcher e Gianluigi Rocca, che danno un’interpretazione della montagna materica e personale. Al 3° piano la sessione predisposta da Marcello Nebl, con quadri che vanno da metà dell’ottocento fino agli anni ’50, insieme alle foto di Dalla Fior, dove si possono comparare in particolare alcune vedute di Cles e il loro cambiamento nel corso del tempo” questo il suo commento.

Presente anche Mauro Grazioli, autore, insieme a Cesarino Mutti, del catalogo della mostra e del libro ‘Alpinismo. La montagna di Eugenio Dalla Fior’, il quale spiega il lavoro di collaborazione con la Sat Trentino e la Sat di Riva del Garda, dove Dalla Fior si trasferì per motivi di salute, e dove venne creato e custodito l’archivio dal quale sono estrapolate le foto esposte.

Ricorda ai presenti di come la mostra sia un modo per apprezzare il territorio, la splendide Valli di Non e Sole e le montagne del Trentino, ma soprattutto per valorizzare la figura di Dalla Fior.

Breve intervento di Stella Fava, dell’Associazione ‘Il Sommolago’ di Arco, portavoce del Presidente Prof. Romano Turrini, che sottolinea l’importanza di condividere, fare rete, che significa ‘fare cultura’, come avvenuto in questo caso con la condivisione della documentazione inerente Dalla Fior.

Anche il Dott. Silvio Mucchi, Presidente della Cassa Rurale Val di Non, che ha cortesemente prestato alla mostra il quadro di Gsur, apprezza come il Comune di Cles organizzi sempre eventi di alta qualità, quali la mostra di Dalla Fior, Larcher e Rocca e le loro opere.

Incisive le parole del Sindaco Ruggero Mucchi: “Da tempo il Comune di Cles prova ad investire nella cultura, e le migliaia di presenze collezionate in anni di eventi, dimostra che è stata la scelta giusta. La mostra su Dalla Fior era doverosa. Abbiamo trovato alcune persone che lo hanno conosciuto, e ne sono scaturiti racconti di umanità. Lui ha fatto del bene, ed era amato da tutti. Essere medico allora significava soprattutto tempestività, disponibilità, giorno e notte, in special modo con i bambini, spesso malnutriti, e lui ne era a conoscenza, perciò quando andava a visitarne qualcuno, portava con sè sempre qualcosa da mangiare, e spesso voleva dire salvargli la vita. Ha lasciato un buon ricordo anche per la sua passione per le montagne di tutto il Trentino, ed ha dimostrato questa passione attraverso le fotografie, che oggi ci consentono di vedere quello che lui stava guardando in quel momento. Questa mostra più che commemorazione è l’esempio di amore per la montagna e per i suoi artisti”.

L’artista Gianluigi Rocca esprime il suo apprezzamento verso Palazzo Assessorile: “Adesso, in particolare ai giovani artisti, servono spazi, e questo luogo è speciale, una forte realtà espositiva“.

L’opinione del pittore Mauro Larcher: “Solitamente una mostra personale è quella che più conta per un artista, ma stavolta è diverso, questa per me è una mostra molto speciale. E’ davvero un grande onore esporre i propri lavori a fianco delle opere di Rocca, delle foto di Dalla Fior, ai quadri di Nebl, Bezzi, Perghem Gelmi, Bonacina, Cappello, Wacyk, Gsur”.

Mauro Larcher, Ruggero Mucchi e Gianluigi Rocca

Osserva il coordinatore Marcello Nebl: “All’ultimo piano abbiamo installato opere di proprietà del Comune e di privati che ritraggono Cles, insieme alle foto di Dalla Fior, scatti importanti che dimostrano il cambiamento del paese nel tempo. Con le sue immagini ha documentato cose che non esistono più, come ad esempio il ponte di legno sul Noce che collegava Cles alla Terza Sponda. Castel Cles era preposto a difendere questo attraversamento, ma ha perso il ruolo che aveva legato al ponte. Ecco quindi le immagini di Castel Cles, come i panorami e gli squarci del paese. Cose perse e cambiate, come nei quadri degli artisti bellici della grande guerra Wacyk e Gsur e le fotografie di Dalla Fior che immortalano gli stessi luoghi, ma a distanza di due/tre anni”.

Conclude il Sindaco Mucchi: “Per le esposizioni a Palazzo Assessorile occorre strategia, ma anche ovvietà, come il cercare collaborazioni, tipo per la mostra precedente, ‘Intrecci di seta’, con il Museo Diocesano di Trento, o con il Museo Antropologico dell’Università di Padova per ‘Imago Animi’; ora per la prima volta abbiamo collaborato con la Sat, e la Presidente Anna Facchini ci ha dato subito il suo benestare. Il quadro di Bartolomeo Bezzi è stata una recente acquisizione del Comune, ed è esposto per la prima volta al terzo piano, nell’ambito di questa mostra. La famiglia che lo ha ceduto, sicuramente poteva ricavare molto di più vendendo questo dipinto, ma ha voluto che l’opera fosse del comune, e quindi anche della cittadinanza, ed ora è patrimonio dei clesiani. In merito al pezzo ‘Signore delle Cime’, cantato dagli Armonici Cantori Solandi, è stato composto da Bepi de Marzi, cittadino onorario di Cles, del quale conserviamo lo spartito con dedica che ci ha donato l’anno scorso per il 50° anniversario della creazione del brano. Tornando a Dalla Fior, voglio ricordare che, anche se passò i suoi ultimi anni di vita a Riva del Garda, è sepolto a Cles. Anche Luigi de Campi, altro illustre cittadino, si trasferì a Riva, e anticipo che prossimamente ci sarà una mostra a lui dedicata“.

Tra i presenti ci sono alcuni discendenti del Dott. Dalla Fior, ed il pronipote Giancarlo Dalla Fior (Eugenio, che non aveva avuto figli, era il prozio, cioè fratello del nonno), ringrazia tutti gli organizzatori della mostra per averlo omaggiato con questa mostra.

 

Si ricordano due eventi collaterali a Palazzo Assessorile:

Giovedì 2 maggio ad ore 20,30 presentazione del libro ‘Luciano Debiasi – Il camoscio del Peller: storie e aneddoti della carriera di un nostro campione sportivo’ a cura di Walter Corradini – Serata condotta da Massimiliano Debiasi

Venerdì 31 maggio ad ore 20,30 incontro con Mauro Grazioli, Lucia Barison e Marcello Nebl.

Orari della mostra ed informazioni sul sito del Comune di Cles

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Trento

Reddito di cittadinanza: le richieste sono 946.569, Campania al primo posto Trentino al penultimo

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L’Inps nella mattinata ha diffusi i dati  delle domande di richiesta di reddito di cittadinanza presentate fino ad oggi.

In totale sono 946.569.

Al primo posto nelle presentazioni c’è la Campania che ha fatto registrare il maggior numero di richieste, 160.333.

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Al secondo posto la Sicilia, con 150.590 domande.

Superiori alle 80 mila le richieste in Lazio, Puglia e Lombardia (rispettivamente 87.500, 83.190 e 82.696).

Le regioni con il minor numero di domande sono Valle D’Aosta (1.259), il Trentino Alto Adige (3.355) e il Molise (5.952)

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Trento

«Calcio: Un gioco da ragazze»: al via il progetto di UISP e Trento Clarentia finanziato dalla provincia di Trento

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Ai nastri di partenza il nuovo ed ambizioso progetto targato Trento Clarentia, che si avvale della preziosa collaborazione con UISP Comitato del Trentino per sensibilizzare e avvicinare le ragazze al mondo del calcio femminile. “Calcio: Un gioco da ragazze”, questo il nome del progetto finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento che prevede due fasi ben distinte.

La prima, appena avviata, include l’intervento delle giocatrici del Trento Clarentia che hanno tenuto e terranno un allenamento ad alcune classi delle scuole medie durante l’ora di educazione fisica.

Ovviamente, non vengono fatte distinzioni tra maschi e femmine che partecipano all’intervento divertendosi insieme, prima ponendo domande e abbattendo i pregiudizi che ruotano attorno al calcio femminile e poi dando spazio all’attività motoria.

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La scuola media Manzoni è stata la prima tappa di questo “tour” di sensibilizzazione iniziato venerdì 19 Aprile e vedrà coinvolte, nelle prossime settimane, anche le scuole medie di Aldeno e di Gardolo.

La seconda fase del progetto è invece pensata per tutte le ragazze che amano il calcio, che già giocano o che semplicemente sono curiose di provare questo sport e prevede 4 pomeriggi di open day all’aria aperta.

  • domenica 5 maggio dalle 16.00 alle 18.30 presso il Parco di Clarina;

  • domenica 9 giugno dalle 10.00 alle 12.30 presso il parco di Melta;

  • domenica 20 luglio dalle 16.00 alle 18.30 presso la sede dell’ACF Trento calcio femminile in Via Bettini 13;

  • domenica 3 agosto dalle 16.00 alle 18.30 Via Bettini 13;

Queste le date destinate alle ragazze interessate ad avvicinarsi a questo fantastico mondo e alla realtà Trento Clarentia, società leader del calcio femminile trentino.

Il primo incontro alle medie Manzoni è già stato un successo, come raccontano alcune giocatrici della prima squadra che hanno diretto le attività.

Linda Tonelli:È stato bello vedere come i ragazzi e le ragazze hanno seguito questa attività senza pregiudizi e cercando di mettersi in gioco. Alla presentazione dell’attività quando si è parlato di calcio femminile è stato soddisfacente sentire dire ad un ragazzo che non ci sono differenze”.

Matilde Fuganti: “Sono rimasta sorpresa dal grande interesse che le ragazze hanno dimostrato verso il calcio femminile. La stragrande maggioranza era entusiasta e interessata ad imparare”.

Alessandra Tonelli: “Mi piace molto lavorare con i giovani e in occasione del progetto con UISP è stata una bella emozione rappresentare, insieme alle mie compagne, lo sport che amiamo. Mi piacerebbe aver trasmesso agli alunni/e le emozioni, il divertimento e le piccole soddisfazioni che il calcio può regalare, praticato a livello agonistico ma anche non agonistico. Inoltre, è importante che le bambine sappiano e vedano che ci siamo ma è altrettanto significativo che anche i bambini possano ascoltare e incontrare concretamente noi calciatrici, nel tentativo di crescere generazioni consapevoli ed aperte”.

Silvia Maurina:Nessuna delle ragazze sapeva nulla a proposito del calcio femminile e all’inizio sono state un po’ timorose nell’approcciarsi a questo sport ma, dopo un breve periodo di ambientamento, si sono scatenate divertendosi molto. Alcune ragazze si sono dimostrate interessate anche a proseguire al di fuori della scuola e ci hanno chiesto informazioni a riguardo”.

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Trento

Anche anarchici trentini nelle devastazioni di Modena, Salvini: «Gli italiani perbene provano schifo per voi»

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Durante il corteo di ieri pomeriggio, 25 aprile, organizzato per festeggiare la liberazione, a Modena era presente anche un gruppo di anarchici giunto da Trento.

La protesta riguardava l’apertura nel centro emiliano di un Cpr, centro di permanenza per rimpatri.

Il corteo è ben presto degenerato in atti di vandalismo e danneggiamento.

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Alcuni dei partecipanti hanno imbrattato le vetrine dei negozi e hanno gettato vernice contro muri di una scuola, monumenti, sportelli bancomat e videocamere di videosorveglianza. Il corteo ha compiuto vandalismi di ogni genere.

Danneggiato anche il monumento ai carabinieri di Porta Bologna. (foto)

Commercianti della città infuriati e ormai al limite della sopportazione per quanto successo

Al corteo erano presenti circa trecento persone, con anarchici provenienti anche da Bologna, Roma, Torino, Salerno e Firenze.

A vigilare sulla manifestazione numerosi agenti in tenuta antisommossa, ma non sono stati registrati scontri.

Ma era comunque un copione già scritto.

La manifestazione era stata convocata in nome del contrasto all’apertura del Centro Rimpatri di Modena, ma poi è stata anche una rivendicazione di antifascismo “militante“, in opposizione a quello delle cerimonie istituzionali della Festa della Liberazione.

La notizia è stata anche approfondita dal ministro dell’intero Matteo Salvini che sul suo profilo facebook ha replicato: «Delinquenti oggi a Modena, città devastata al grido di “10, 100, 1000 Nassiriya”. Gli italiani perbene provano schifo e vergogna per voi».

 

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