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Trento

Gli obiettivi della sanità trentina: assistenza territoriale e integrazione ospedale/territorio

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Qualità complessiva dell’offerta assistenziale assicurata dall’Azienda sanitaria e contenimento dei tempi massimi di attesa delle prestazione sanitarie, nonché conseguimento di una serie di obiettivi specifici: dipenderanno da questo i criteri di valutazione del direttore generale dell’Apss.

Venerdì la Giunta provinciale ha stabilito modalità e criteri di valutazione: “Gli obiettivi 2019 vanno nella direzione di una maggiore efficacia delle azioni di promozione della salute e di prevenzione, nonché del miglioramento e di una maggiore appropriatezza delle modalità di presa in carico dei bisogni di salute, con una particolare attenzione all’assistenza territoriale e all’integrazione fra ospedali e territorio, proprio per favorire l’equità di tutti i cittadini nell’accesso ai servizi sanitari”, ha evidenziato l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia.

Nel dettaglio, nove sono gli obiettivi specifici individuati, suddivisi in due aree di intervento:

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1. Qualificazione dei livelli di assistenza e organizzazione:

Integrazione fra ospedale e territorio, assistenza territoriale, cure primarie: particolare attenzione sarà dedicata ai malati cronici in provincia di Trento, anche attraverso la definizione di specifici percorsi diagnostici terapeutici assistenziali; attenzione alla medicina territoriale, ovvero ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta; valorizzazione delle cure intermedie con l’avvio di ulteriori sperimentazioni oltre a quella presso l’Apsp Beato de Tschiderer; potenziamento poi del supporto assistenziale nelle dimissioni protette a domicilio; infine attenzione all’equità nell’accesso alle cure, partendo da una complessiva ricognizione dei consumi pro-capite di prestazioni sanitarie rispetto alla distribuzione dell’utenza nelle diverse aree della provincia.

Miglioramento dei percorsi clinico-assistenziali dei pazienti: in ambito ortopedico e urologico (protesi di anca, ginocchio, spalla, tumore maligno di rene e della vescica)  andrà in particolare migliorato, anche in un’ottica di recupero della mobilità passiva, il processo di presa in carico del paziente chirurgico, riducendo i tempi di attesa dell’iter diagnostico e del successivo intervento, nonché attraverso l’incremento degli interventi di prostatectomia robot assistita; andrà poi implementato in tutti gli ambiti provinciali il percorso fast track che prevede la dimissione precoce del paziente operato per protesi d’anca o ginocchio e migliorata; miglioramento della presa in carico dei pazienti oncologici, attraverso sia la valorizzazione dell’Unità di oncologia medica che la previsione del referente medico unico per la totalità dei pazienti oncologici.

Rete riabilitativa provinciale: l’Apss dovrà sviluppare percorsi riabilitativi in diversi ambiti assistenziali e proseguire nell’iter per l’avvio di una sperimentazione gestionale presso l’Ospedale Villa Rosa di Pergine.

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Assistenza sanitaria nell’età evolutiva: fra le priorità vi sono l’acquisizione di competenze professionali per Smac, il Servizio multidisciplinare adolescenze complesse, nonché lavorare al progetto di avvio per una Comunità provinciale ad alta intensità per minori che presentino condizioni di grave compromissione funzionale psicopatologica.

Miglioramento degli indicatori di performance del Servizio sanitario provinciale: alla luce degli ultimi dati disponibili, ovvero quelli del Programma nazionale esiti e del Laboratorio della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l’Apss dovrà svolgere attività di analisi e di audit sugli indicatori che evidenziano l’opportunità di avviare azioni di miglioramento.

Protonterapia: andrà incrementato il numero di pazienti presi in carico e trattati dal Centro, fino a raggiungere, nel corso del 2019, il target di almeno 350 pazienti trattati.

2. Prevenzione, promozione della salute e strategie per il miglioramento continuo:

Promozione di sani stili di vita, contrasto ai fattori di rischio per la salute e counselling a portatori di patologie sensibili a modifiche negli stili di vita: lo scorso anno è stato predisposto un protocollo per il counselling specifico su alimentazione, attività fisica, fumo di sigaretta e consumo di alcol, rivolto a persone ricoverate per carcinoma della mammella e carcinoma del colon-retto, nel 2019 questa attività dovrà essere progressivamente estesa anche agli altri pazienti oncologici; inoltre l’Apss dovrà ottimizzare le misure di riduzione e controllo del rischio legionellosi in particolare nelle strutture turistico-ricettive.

Promozione della salute materno infantile: nel corso dell’anno l’Azienda dovrà proseguire tutte le attività dirette a favorire il reclutamento del percorso nascita al fine di assicurare l’omogeneità del servizio su tutto il territorio provinciale; altro passaggio riguarda il programma di certificazione “Ospedali e Comunità Amici dei bambini” (BFHC – Unicef Baby Friendly Hospital and Community), nel dettaglio l’Apss dovrà garantire la conformità agli standard operativi per le strutture ospedaliere di Rovereto, Cles, Cavalese e servizi socio-sanitari, nonché per il Santa Chiara andrà garantito il mantenimento della conformità agli standard BFHC.

Sviluppo della sanità digitale: l’Azienda dovrà mettere a regime e a servizio il nuovo modello tecnologico organizzativo per la gestione dei pazienti con diabete di Tipo 1, supportato dalla piattaforma TreC_diabete, sviluppare il telemonitoraggio dei dispositivi impiantabili nei pazienti affetti da patologie aritmiche, supportato dalla piattaforma TreC_cardio, mettere a servizio l’evoluzione dell’App mobile TreC_Fse e garantire l’adeguamento del Fascicolo sanitario elettronico trentino alle prescrizioni nazionali.

Per superare le criticità riscontrate in alcuni ambiti assistenziali, sono assegnati specifici obiettivi di miglioramento per il contenimento dei tempi di attesa; potenziamento, infine, del sistema di monitoraggio dei tempi di attesa, con una particolare attenzione alle zone periferiche.

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Trento

Giorno della memoria: il presidente Fugatti a Bolzano sui luoghi delle deportazioni naziste

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Dal lager nazista di via Resia, a Bolzano – un campo di smistamento, o durchgangslager – transitarono molti prigionieri poi inviati nei campi di sterminio Oltrebrennero. Ma anche il campo di Bolzano, come noto, fu teatro di violenze e di uccisioni.

Per questo, ogni anno, quel luogo è diventato un punto di riferimento imprescindibile per le manifestazioni del Giorno della memoria che si tengono in regione.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, ieri mattina, ha partecipato assieme al presidente altoatesino Arno Kompatscher, al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, e alle rappresentanze delle autorità e associazioni civili e militari, Anpi in testa, alle cerimonie nel capoluogo altoatesino, che oltre al lager di via Resia hanno toccato il monumento di Manlio Longon presso il cimitero maggiore, il cimitero ebraico e quel che resta dei binari di via Pacinotti da dove partirono le tradotte verso i campi di sterminio di Auschwitz, Mauthausen e altri.

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“Questi luoghi che conservano la memoria dell’Olocausto sono carichi di significati. – spiega il presidente Fugatti – Hanno certamente un valore generale, perché testimoniano di una violenza che ha colpito milioni di persone, fra cui tanti italiani, ma ne hanno uno particolare anche per noi trentini perché di qui sono passati nostri concittadini, per essere poi deportati nei lager nazisti. Dobbiamo conservare la memoria di tutto questo e trasmetterla alle nuove generazioni. Per questo lo scorso anno ho partecipato al Viaggio della memoria ad Auschwitz, assieme ad un gruppo di studenti trentini. E per questo a febbraio abbiamo invitato a Trento uno degli ultimi testimoni diretti dell’Olocausto, Oleg Mandic, conosciuto anche come ‘l’ultimo bambino di Auschwitz’, che racconterà la sia vicenda alla cittadinanza e agli studenti”.

Il Giorno della memoria è una celebrazione internazionale istituita nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto. La data simbolica per questa celebrazione, scelta dall’Onu, è quella della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

Il Trentino ha sempre aderito alla manifestazione e quest’anno, oltre a partecipare alle cerimonie di Bolzano, dove sorgeva un importante campo di smistamento per il quale sono transitati molti prigionieri politici, ebrei, rom e altre vittime dell’Olocausto nazista, ha invitato uno degli ultimi testimoni diretti di Auschwitz.

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Infatti, su iniziativa delle Associazioni Treno della Memoria e Terra del Fuoco Trentino e con il patrocinio e il sostegno della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Museo storico del Trentino, giovedì 13 e venerdì 14 febbraio sarà ospite a Trento Oleg Mandic, sopravvissuto ai lager nazisti e conosciuto come “l’ultimo bambino di Auschwitz”.

Racconterà la sua straordinaria storia  in un momento pubblico nella serata di giovedì 13 nella mattinata del 14 quando incontrerà gli studenti e le studentesse delle scuole trentine.

La cerimonia di oggi a Bolzano, oltre ai discorsi delle autorità, ha visto anche la toccante presenza di alcuni studenti delle scuole di Bolzano, che hanno ricordato sia vicende legate al Durchgangslager di via Resia e più in generale all’Olocausto nazista, sia anche i campi di concentramento dei giorni, nostri, dove le minoranze “sgradite”  (etniche, religiose, politiche) vengono rinchiuse e perseguitate.

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Trento

Oltre 314 mila visitatori nei castelli provinciali

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Ha chiuso con il segno positivo la stagione 2019 per i cinque castelli provinciali con l’ 1,15% in più di visitatori rispetto all’anno precedente. Al Buonconsiglio proseguono i lavori di restyling di spazi e collezioni.

La stagione 2019 per i castelli provinciali trentini si è conclusa positivamente con un dato complessivo finale di 314.850 visitatori registrati dal Castello del Buonconsiglio e dalle sedi distaccate di Castel Stenico, Castel Thun, Castel Beseno e Castel Caldes, ovvero l’1,15% in più rispetto al 2018.

In crescita il numero registrato al Castello del Buonconsiglio, che è stato visitato da 161 mila persone con un incremento dell’1,23 %, Castel Beseno con il 2,9% in più e Castel Thun che ha registrato 72mila visitatori ovvero il 2,8% in più rispetto al 2018. Castel Stenico (-4,7%) e Castel Caldes (- 2,5%) sono in leggero calo, va rimarcato però che nel 2019 l’ingresso a Caldes non era più gratuito come negli anni precedenti bensì a pagamento, quindi il risultato di quasi 18mila ingressi ottenuto, grazie anche alla mostra della “Collezione Cavallini Sgarbi“, è da ritenersi più che positivo.

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Il buon risultato del Castello del Buonconsiglio è dovuto anche al successo della mostra estiva dedicata ai tessuti antichi “Fili d’oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento”. La rassegna ha riscosso un ottimo successo di pubblico con 62.294 visitatori e una media giornaliera di 587 persone. Il giorno con più ingressi è stato l’ultimo, che coincideva con la prima domenica del mese di novembre a entrata gratuita (2545 presenze), il mese con più turisti è stato invece agosto (24mila presenze).

Nel 2019 sono proseguiti i lavori dedicati al riallestimento e al restyling museale del Castello del Buonconsiglio completando diversi progetti iniziati due anni fa. A luglio 2019 è stato inaugurato il nuovo book shop, molto luminoso, essenziale, elegante e collocato a fine percorso di visita nel Revolto soto la loza. Progettato dallo Studio di architettura Raro, sta conquistando il favore del pubblico, che ne sta apprezzando anche la nuova offerta commerciale.

In pochi mesi ha visto la luce in un punto strategico del percorso museale.

Dopo la conclusione a marzo della campagna di restauro degli affreschi del Romanino, questo nuovo spazio museale risalta grazie alla leggera ed elegante vetrata che ne delimita lo spazio. La Sala Marangonerie, chiamata ora Sala del BUONconsiglio, è il nuovo punto “Info” del museo: filmati, una ricostruzione in 3d delle fasi evolutive del Castello del Buonconsiglio, cartine geografiche e un plastico interattivo sulla storia della città e del castello, forniscono al pubblico preziose notizie sulla città e sul ruolo avuto dal castello nel corso dei secoli all’interno del tessuto urbano.

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Trento

Lutto nel mondo della Pallavolo trentina, è morto Silvano Mattivi. Il suo addio commosso dalla sua pagina social

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Si è spento nella notte all’età di 68 anni Silvano Mattivi.

Era affetto da un male incurabile contro il quale ha lottato con forza e coraggio fino all’ultimo istante.

Mattivi, personaggio molto conosciuto nel mondo sportivo trentino, era stato la bandiera dell’ Aquila calcio e pallavolo.

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Era stato ottimo calciatore negli anni 60/70 raggiungendo anche la convocazione nella rappresentativa regionale più volte.

Era anche nipote del famoso arbitro di calcio Leonardelli.

Nel rione di san Giuseppe era diventato una vera istituzione, ma era apprezzato e stimato in tutto il Trentino.

Prima della meritata pensione aveva lavorato come ferroviere, lascia nel dolore la moglie Claudia, la figlia Sara e il fratello molto noto nel mondo del sindacato

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L’ultimo messaggio «postato» sulla sua pagina facebook  alcuni giorni fa non lasciava presagire nulla di buono.

Ma anche in quelle poche righe che riportiamo sotto si legge la consapevolezza di aver perso la madre di tutte le battaglie, ma di essere stato apprezzato e amato per la sua umiltà e altruismo.

«Ciao a tutti, sono Silvano sono molto stanco e affaticato oggi ho realizzato che la mia permanenza qui con voi sarà breve. Fortunatamente sono circondato dall’affetto e dall’amore di mia moglie e di mia figlia e questo mi da tanta serenità nonostante tutto. Ho apprezzato molto il vostro interesse nei miei confronti e vi ringrazio tutti per essermi stato vicino in questa dura lotta dalla quale ne esco sconfitto. So che porterete con voi il mio ricordo. Vi abbraccio tutti con affetto»

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