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Trento

Beni di uso pubblico, approvati i criteri per la concessione di contributi

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Strade, anche forestali, sentieri, opere di difesa idraulica, acquedotti, opere di messa in sicurezza dei versanti: per questi ambiti di intervento, a seguito della calamità che ha colpito il Trentino lo scorso autunno, la Giunta provinciale ha approvato i criteri e le modalità per la concessione dei contributi, che potranno arrivare al 100 per cento della spesa ammissibile.

Possono beneficiare del contributo le amministrazioni separate dei beni frazionali di uso civico Asuc, le Regole di Spinale e Manez, la Magnifica Comunità di Fiemme e le aziende pubbliche di servizi alla persona, le società cooperative ed altri enti, associazioni e comitati aventi finalità di pubblica utilità che posseggono il requisito della personalità giuridica.

Dopo che nel mese di ottobre eventi meteorologici eccezionali hanno interessato anche il territorio Trentino, era stato dichiarato lo stato di emergenza, con decreto del presidente della Provincia.

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Tenuto conto degli effetti prodotti da quella calamità, anche sotto il profilo forestale, boschivo e idrogeologico, si è deciso di intervenire, con questo provvedimento, esclusivamente per quanto concerne le opere danneggiate o distrutte che riguardano le infrastrutture, viabilità e acquedotti, e le opere connesse agli interventi necessari a mitigare il rischio idrogeologico e a ripristinare e tutelare risorse ambientali, viabilità forestale, sentieri, opere di difesa idraulica e di messa in sicurezza dei versanti, al fine di consentire una rapida ed efficace realizzazione di interventi di ricostruzione e di riparazione.

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Trento

Centra un agente con la bicicletta nel tentativo di fuga, arrestato e condannato nord africano

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Piccolo parapiglia con inseguimento nello scorso week end tra le vie del centro storico a Trento.

Un nord africano finito nel mirino degli agenti della polizia ha tentato di fuggire a bordo della «sua» bicicletta.

Purtroppo nel tentativo di sfuggire ai controlli tra via del Suffragio e via San marco ha centrato con la sua in bici un agente che tentava di fermarlo

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Dopo essere caduto, ha continuato la sua corsa a piedi tentando di disfarsi di un involucro.

Operazione che però non è sfuggita agli agenti che dopo averlo bloccato sono andati a recuperare l’involucro.

Si trattata di alcune barrette di hashish, dal peso complessivo di poco meno di quaranta grammi.

Dopo essere stato trasferito negli uffici della Questura di viale Verona, il giovane è stato arrestato con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Lunedì  mattina il nordafricano, già noto alle forze dell’ordine per altri episodi simili, è stato condotto in Tribunale e giudicato per direttissima.

E’ stato condannato ad una pena di otto mesi, sospesa visti i benefici della condizionale.

Il nord africano quindi è stato liberato.

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Trento

Rifugio Campel nell’assestamento di bilancio provinciale: Claudio Cia (AGIRE) chiede alla Provincia di sostenere il recupero della struttura

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Il consigliere provinciale Claudio Cia (AGIRE per il Trentino) chiede alla Provincia di “sostenere l’attività di recupero del rifugio Campel”, e lo fa con una proposta di ordine del giorno collegato all’assestamento del bilancio 2019-2021 in discussione in questi giorni in Consiglio provinciale.

Cia ricostruisce nella sua premessa la storia recente del rifugio.

Dal 2012, a causa della mancata adeguazione dei locali alla normativa igienico-sanitaria e alla forte necessità di una ristrutturazione della struttura, il rifugio è chiuso.

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Nel 2013 veniva costituita l’ASUC di Villamontagna, per rappresentare gli interessi della comunità, tra i quali vi era proprio quello di una maggiore valorizzazione della struttura del rifugio Campel.

L’ASUC di Villamontagna, fin dalla sua costituzione, si è fortemente impegnata presso la Provincia autonoma di Trento e il Comune per recuperare un contributo idoneo alla ristrutturazione della struttura e poter riconsegnare alla città di Trento un punto di incontro.

Claudio Cia segue la vicenda del rifugio Campel ormai dal 2013 quando si era visto bocciare dalla maggioranza cittadina del centrosinistra, quando era consigliere comunale della città di Trento, una proposta per arrivare alla sistemazione dell’edificio.

Nel suo ordine del giorno Cia ricorda che il rifugio è stato costruito su un terreno ad uso civico nei primi anni ’70 dal Gruppo Alpini di Villamontagna “che hanno sempre donato alla Comunità il ricavato dall’affitto (peraltro molto esiguo), permettendo – tra le altre cose – la ristrutturazione della casa parrocchiale e della scuola materna”.

“Nel caso in cui la Provincia autonoma di Trento decidesse di sostenere la Comunità di Villamontagna nella ristrutturazione del rifugio Campel – scrive il consigliere di AGIRE per il Trentino – non solo si permetterebbe l’apertura di una nuova attività con ricadute positive in termini fiscali e di occupazione ma si scongiurerebbe anche lo scioglimento del Comitato ASUC locale. Infatti, i soldi derivanti dall’affitto del ristorante garantirebbero un minimo di entrate all’ASUC di Villamontagna (la quale non dispone di altre voci di entrata), permettendo quindi di gestire al meglio i centodieci ettari di boschi e strade forestali che ricadono sotto le proprietà collettive di Villamontagna”.

Secondo il progetto di ristrutturazione, all’interno del rifugio verrebbe ricavata una sala usufruibile da tutta la Comunità di Villamontagna, composta da quasi 1.400 persone, che attualmente non dispone di un punto di incontro e di aggregazione. E’ inoltre importante ricordare che il rifugio Campel sarebbe l’unica struttura sul Monte Calisio in grado di fornire un servizio agli escursionisti e ai turisti che lo frequentano.

Da qui la proposta del consigliere di AGIRE di impegnare la Giunta provinciale a “ valutare quali eventuali modalità possono essere attivate per sostenere l’attività di recupero del rifugio Campel, finalizzato alla valorizzazione della Comunità di Villamontagna, del lavoro del suo Gruppo Alpini e a conferire un luogo d’incontro e di aggregazione per la stessa che – al momento – purtroppo manca.”.

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Trento

Sicurezza sul lavoro, subito operativo il Comitato provinciale di coordinamento

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A pochi giorni del rinnovo da parte della giunta provinciale, gli assessori provinciali Stefania Segnana (Salute e politiche sociali) e Achille Spinelli (Sviluppo economico e lavoro) hanno convocato stamani, presso il Palazzo della Provincia autonoma di Trento, i sindacati confederali per avviare formalmente i lavori del Comitato provinciale di coordinamento in materiale di Salute e Sicurezza sul lavoro.

“I temi della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro – hanno dichiarato gli assessori aprendo la riunione – sono prioritari per il nuovo esecutivo. Da qui la volontà di affrontare in maniera strutturata nuove misure e nuove politiche a contrasto degli incidenti ma anche sulla qualità del lavoro nelle aziende in Trentino”.

La nostra provincia conferma, in termini generali, degli indici migliori alla media nazionale anche se negli ultimi tempi sono stati registrati nuovi casi di morti sul luogo di lavoro.

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“Contrariamente alle legislature passate – hanno sottolineato gli assessori – abbiamo convocato i sindacati dopo pochi giorni dalla delibera di giunta per formalizzare l’avvio delle attività perché intendiamo affrontare senza indugi una tematica, quella della sicurezza sul posto di lavoro, che è trasversale ed interessa aziende, lavoratori ma anche, in ottica di prevenzione, il mondo della scuola e della formazione”.

Al termine dell’incontro, che si è svolto in un clima costruttivo, è stata fissata la data della prima riunione del Comitato per la salute e sicurezza sul lavoro, il prossimo martedì 30 luglio.

La giunta provinciale, anche alla luce degli ultimi recenti fatti di cronaca, decide di accelerare sulla prevenzione e il contratto degli incidenti sul lavoro. A pochi giorni dalla ricostituzione, l’assessore provinciale alla salute e alla politiche sociali, Stefania Segnana, ha convocato i sindacati Cgil, Cisl e Uil per comunicare in maniera formale la volontà di avviare da subito le attività del Comitato provinciale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

A conferma dell’interesse dell’esecutivo ad affiancare la responsabile alla sanità trentina, c’era anche il collega Achille Spinelli, assessore allo sviluppo economico e lavoro.

I due rappresentanti della giunta erano accompagnati dal dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti, e dai funzionari del Dipartimento salute e politiche sociali.

Il mondo sindacale era invece rappresentato dai segretari provinciali Walter Alotti (Uil), Franco Ianeselli (Cgil) e Lorenzo Pomini (Cisl), con i relativi responsabili in tema di sicurezza sul lavoro.

Nella riunione, l’assessore Segnana e il suo staff hanno ricordato i gruppi di lavoro istituiti in passato sulle principali aree di attenzione per quanto riguarda la sicurezza: agricoltura, dove si registra il più alto tasso di incidenti; invecchiamento età lavorativa, per le problematiche legate al lavoro dei dipendenti senior; e malattie professionali.

I sindacati, dal canto loro, hanno evidenziato la crescita degli infortuni nei settori dell’industria e terziario, nonostante l’attività svolta negli scorsi anni e che ha portato il Trentino ad essere tra le Regioni più attente alla tematica.

Anche secondo i sindacati, il tema della sicurezza è un tema trasversale che tocca aspetti di cultura del lavoro.

Da qui la richiesta (condivisa) di iniziare la prevenzione già nelle scuole, soprattutto quelle professionali, e nei percorsi di alternanza scuola lavoro.

Un altro elemento di attenzione è stato indicato nei mutamenti climatici, con l’aumento della temperatura soprattuto estiva in determinati ambienti lavorativi.

Rappresentanti sindacali e Provincia hanno rilevato anche la difficoltà ad individuare rappresentanti dei lavoratori in materiale di sicurezza (sindacati) ed ispettori (Provincia), una professione – per usare le parole dell’assessore Spinelli – che richiede, oltre che competenza, anche una naturale “vocazione”.

Un altro tema su cui il comitato concentrerà in futuro i propri sforzi è quello del mercato del lavoro che negli ultimi anni, soprattutto in agricoltura ed edilizia, ha visto crescere i contratti stagionali o a termine.

Da Provincia e sindacati arriva quindi un messaggio comune: la sicurezza sui luoghi di lavoro è patrimonio comune e come tale va difeso, investendo sia sulle norme ma soprattutto sulla prevenzione dove la scuola e una nuova cultura della sicurezza possono giocare un ruolo importante.

L’appuntamento, per l’avvio dei lavori, è per il prossimo 30 luglio, quando il Comitato, composto da circa una trentina di componenti, sarà chiamato ad iniziare un programma di lavoro per la legislatura in corso.

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