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Assemblea dei delegati SAT: un successo per la prima edizione

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Assemblea dei delegati SAT: corposa e impegnativa per i numerosi argomenti in votazione, ma il corpo sociale si dimostra ancora una volta coeso, partecipe e consapevole di un intenso lavoro innovativo in corso.

Decisamente partecipata la prima Assemblea dei delegati SAT della presidenza Facchini, erano infatti presenti 213 persone stamane al teatro Rosmini di Rovereto, con in mano 72 deleghe per un totale di 285 votanti (il totale dei delegati aventi diritto al voto è di 349), in corrispondenza di 74 sezioni (il numero complessivo delle sezioni è pari a 87).

Dopo l’Assemblea straordinaria che ha messo in votazione le modifiche statutarie richieste dalla riforma del terzo settore, peraltro approvate quasi tutte all’unanimità, prima di passare allo svolgimento dell’Assemblea Ordinaria, si vota sull’articolo 32 dello Statuto dove viene chiesto di tenere congressi almeno con cadenza biennale (che sta a significare non oltre il biennio) ed anche in questo caso l’assemblea si esprime favorevolmente a larghissima maggioranza.

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A seguire la fase assembleare di carattere ordinario che prevedeva ben 12 punti all’ordine del giorno. Applaudite e votate all’unanimità, sia la relazione morale della presidente Anna Facchini che il bilancio, per quanto concerne il conto economico e la previsione finanziaria per il 2019. Facchini ha ricordato che all’indomani della data del suo insediamento è iniziata una impegnativa fase di ascolto, dell’organico della SAT, delle Commissioni e delle sezioni, con numerosi incontri a porte aperte su temi rilevanti quali la TransLagorai ed il progetto del rifugio Tonini.

Per la prima volta nella storia del sodalizio – ricorda la presidente –viene redatto e approvato dal Consiglio centrale un Documento Programmatico che contiene alcuni obbiettivi strategici pluriennali, all’interno dei quali si colloca anche il nuovo progetto interdisciplinare che ha come tema “la frequentazione della montagna” e che rappresenterà il tema di fondo del Congresso 2019.”.

Approvato all’unanimità anche il bilancio 2018 che si attesta sui 2 milioni di euro con un patrimonio di circa 8 milioni di euro e una perdita d’esercizio di 95 mila euro, imputabile in via prevalente alla rettifica nell’attivo patrimoniale di un credito inesigibile pari a 75.000 euro verso il CAI che aveva revocato un contributo straordinario.

La vicepresidente Elena Guella curatrice del percorso di partecipazione sul tema della “frequentazione della montagna” spiega le modalità con le quali viene attuato questo percorso attraverso incontri in varie sedi territoriali che raggruppano un certo numero di sezioni, le quali si confrontano su tre macro temi: valori, infrastrutture e frequentatori.

Dopo la votazione su alcune modifiche molto tecniche del regolamento interno, illustrate da Carlo Ancona (approvate all’unanimità) l’Assemblea deve votare sull’aumento di posti a sedere nel nuovo rifugio Tonini(da 40 a 62 mentre rimangono invariati i 24 posti letto) illustrato dal vicepresidente Roberto Bertoldi. “Una mozione votata nel 2000 infatti – spiegava Bertoldi – impegnava la SAT a non aumentare posti nei rifugi, pertanto è stato necessario derogare rispetto a quella decisione”. Dopo un breve dibattito sul progetto del rifugio, frutto di un percorso molto partecipato da parte di enti e associazioni, ma che, come è noto, non a tutti è piaciuto, si vota. Sono 263 i voti favorevoli su 285 e quindi approvazione a larghissima maggioranza.

A seguire l’Assemblea delega il Consiglio a nominare i rappresentanti SAT in seno al CAI che saranno il giudice Carlo Ancona per il Trentino e Alberto Ghedina per il CAI Alto Adige. I ringraziamenti dell’Assemblea al consigliere Riccardo Giuliani per 6 anni rappresentante SAT in seno al CAI.

La votazione più dibattuta è stata la mozione in 5 punti sulla TransLagorai proposta dalle sezioni di Civezzano, Sopramonte e Caré Alto, mozione che peraltro non è stata subito compresa dai delegati. In particolare era controverso il punto 4 della mozione che chiedeva  al Consiglio della SAT di “non sostenere più il progetto nel caso non si riuscisse a mantenere la destinazione d’uso di Malga Lagorai, prevedendo un bivacco gestito come proposto da SAT.

Sostanzialmente la mozione chiedeva di abbandonare i due tavoli provinciali aperti sul progetto se la Provincia e i proprietari della malga non volessero recepire le proposte di SAT.

La presidente ed alcuni interventi dei delegati, hanno spiegato  a tal proposito che all’interno del progetto non c’è solo la questione Malga Lagorai, ma ci sono anche  i sentieri ed altre realizzazioni delle quali è opportuno che SAT si occupi e che altrimenti verrebbero lasciati a totale discrezione degli altri soggetti partecipanti ai  tavoli decisionali.

Dopo gli interventi di favorevoli e contrari si passa alla votazione: la mozione viene rigettata con 225 voti contrari, 39 favorevoli e 21 astenuti. Un attestato di fiducia nei confronti della Giunta e del Consiglio centrale.

A seguire altre due informative sui temi che prossimamente andranno alla trattazione del Consiglio, ossia la possibile offerta di acquisto del rifugio Ciampedié ormai vetusto e difficile da gestire, le informazioni sul tema delle assicurazioni, sempre molto sentito per le sezioni che organizzano gite e iniziative varie e da ultimo gli aggiornamenti sui rapporti con il CAI, oggetto di una prossima assemblea dei delegati (54 quelli SAT) in programma a Milano del 25-26 maggio.

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Cuccioli di capriolo, solo apparentemente abbandonati: “Non vanno toccati e disturbati”

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Cosa fare con i cuccioli di capriolo apparentemente abbandonati?

Negli ultimi giorni molti cittadini preoccupati si sono posti questa domanda segnalando la presenza di molti piccoli di capriolo abbandonati dalla loro madre.

Non c’è motivo di preoccupazione – avverte il direttore dell’Ufficio caccia e pesca, Luigi Spagnolli – può capitare che la madre “parcheggi” il cucciolo in mezzo all’erba, nel bosco o nelle fasce alberate e che non resti costantemente accanto alla prole. È sufficiente infatti recarsi dal proprio piccolo a intervalli regolari per allattarlo“.

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Questi cuccioli in apparenza indifesi non hanno dunque bisogno dell’aiuto dell’uomo, e proprio per questo motivo gli esperti della Ripartizione foreste lanciano un appello: “Chi avvista un piccolo di capriolo non dovrebbe avvicinarsi all’animale e soprattutto non dovrebbe toccarlo. Quando l’ambiente circostante sarà tranquillo la madre tornerà dal suo piccolo“.

piccoli di capriolo non emettono odori, e questo a protezione di eventuali predatori che cercano le loro prede guidati dall’olfatto.

Si tratta di un meccanismo di difesa di questi animali – conclude Spagnolli – così come lo sono il mantello maculato, che consente una buona mimetizzazione, e l’istinto di accovacciarsi immobili sul terreno, per non far notare la propria presenza“.

Foto tratte dalla pagina facebook «Sei di Civezzano Se….»

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Ambiente Abitare

Presentata la quarta edizione della «Bondone Day»

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Si riapre il sipario sulla bella stagione, e la Pro Loco Monte Bondone porta in scena il suo primo evento dell’anno: Bondone Day.

Giunta alla sua quarta edizione, la fortunata iniziativa intende coinvolgere la comunità e renderla più attiva nei confronti del proprio territorio, così da ripulirlo in vista dell’inizio dell’estate.

Come ogni anno, soggetti pubblici e privati si dimostrano sensibili a questa tematica ed infatti sono in molti quelli che, insieme al considerevole contributo di Dolomiti Ambiente, collaborano attivamente per la buona riuscita dell’evento.

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L’importanza di questa passeggiata ecologica è dimostrata anche dall’encomio, ricevuto nel 2017 dal Comune di Trento, che ha premiato l’iniziativa con l’attestato di Cittadinanza attiva.

Obiettivo primario di Bondone Day è quello di coinvolgere le famiglie: ai ragazzi in particolare ma anche agli adulti si rivolge infatti l’iniziativa, dalla forte valenza educativa in tema di rispetto dell’ambiente e di creazione di consapevolezza del contributo del singolo per la propria comunità.

L’evento è stato presentato alla stampa questa mattina presso la sede della Federazione Pro Loco, dove il presidente della Pro Loco Sergio Costa, dopo aver ringraziato Comune di Trento, Dolomiti Ambiente, l’ApT di Trento, la Federazione Pro Loco e gli sponsor, ha inviato tutta la cittadinanza ad intervenire, “soprattutto agli studenti universitari, in linea con il clima di attivismo legato a tematiche ambientali”, chiarendo anche l’obiettivo di questa iniziativa, “con la quale la Pro Loco vuole contribuire a sviluppare rispetto per l’ambiente ed educazione civica”.

E’ poi intervenuto Dario Maestranzi, delegato per il Comune di Trento allo sviluppo del Monte Bondone, che fa notare come “il rilancio del Monte Bondone è fatto da un insieme di iniziative, che non sono solo pubbliche ma anche private. In questo la Pro Loco dà un ottimo esempio di compartecipazione e cooperazione tra ente pubblico e privato. Encomio quindi alla Pro Loco, che sopperisce a quello che amministrazione non riesce a fare: il contributo dei cittadini è infatti fondamentale per arrivare lì dove la pubblica amministrazione non arriva.”

La vicepresidente della Pro Loco Giorgia Todesca mette in risalto il contributo dell’evento “nella creazione di cittadinanza attiva. Nel contesto del Monte Bondone, questa iniziativa serve infatti anche per sviluppare nelle persone un senso di comunità, assente in Bondone per la mancanza di un grosso centro abitato. L’idea per il futuro è quella di ampliare l’area di intervento dell’iniziativa, andando a toccare anche la zona di Sopramonte, Sardagna, Candriai ed altre ancora prendendo i dovuti contatti con le varie associazione deli luoghi e rispettive Circoscrizioni.”.

PROGRAMMA

  • Ore 10,00 partenza dall’Hotel Monte Bondone, dove verranno distribuiti gli attrezzi necessari per raccogliere i rifiuti. Verranno formate le squadre e stabiliti i percorsi da ripulire e dove metteremo i sacchi della raccolta.
  • Ore 13,00 ritorno all’Hotel Monte Bondone, dove la vostra Pro Loco offrirà un ottimo brunch con una gustosa e ricca grigliata.
  • Ore 14,30 si terrà l’Assemblea straordinaria per adeguare il nostro Statuto ai parametri della riforma del Terzo Settore che riguarda tutto il mondo del NO PROFIT.  Il nuovo regime fiscale consentirà che le elargizioni possano essere detratte dalla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche o dedotte come costi da parte delle imprese.
  • Ore 15,30 un esperto parlerà della presenza dell’orso sul Monte Bondone e delle precauzioni che sono necessarie adottare quando si percorrono i sentieri della nostra montagna.
  • Ore 16,30 chiusura

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Ritornano le Giornate trentine della Biodiversità

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Prosegue in Trentino il percorso per la promozione, tutela e valorizzazione della biodiversità naturale e di interesse agrario.

Le varie iniziative in programma perseguono gli obiettivi indicati dalle istituzioni internazionali e nazionali che hanno definito il 20 maggio come Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare (Legge 194/2015) ed il 22 maggio quale Giornata mondiale della biodiversità (ONU).

La salvaguardia della diversità e della funzionalità degli ecosistemi si coniuga con la diversità delle specie e la diversità genetica entro di esse, sia nel contesto naturale sia in quello produttivo agricolo ed alimentare.

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Anche quest’anno enti, istituzioni, associazioni, operatori si sono messi in rete per divulgare e celebrare i valori universali della biodiversità. L’appuntamento della quarta edizione di “Il Trentino per la Biodiversità” è a Trento, dal 18 al 20 maggio, e in varie località delle aree protette del Trentino dai primi di maggio ai primi di giugno.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Comune di Trento, MUSE, CREA di Villazzano, Servizio sviluppo sostenibile ed Aree Protette, APPA, Fondazione Edmund Mach, Biodistretto di Trento, Azienda per il Turismo Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, Federazione provinciale Allevatori, Rete degli Ecomusei del Trentino, associazioni F.T.bio e Pimpinella.

Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare la popolazione sullo stato della biodiversità che è anche alla base dei nostro sistema alimentare. Il recente rapporto della FAO evidenzia un impoverimento della biodiversità a livello mondiale che interessa anche le specie che supportano i nostri sistemi alimentari.

Con il termine biodiversità si intende la varietà degli ecosistemi, delle specie e del patrimonio genetico degli organismi viventi presenti sulla Terra. Per biodiversità di interesse agrario ed alimentare si intende il sottoinsieme della biodiversità che, in vario modo, interessa l’agricoltura e la produzione alimentare.

Essa comprende le piante coltivate, gli animali allevati, i sistemi forestali, l’acquacoltura, i prodotti spontanei raccolti nei vari ambienti per scopo alimentare ed artigianale, i progenitori selvatici delle specie addomesticate ed inoltre tutto ciò che è noto come “biodiversità associata” ossia la vasta gamma di organismi che vivono all’interno e nelle vicinanze dei sistemi di produzione agricola ed alimentare e che contribuiscono alla formazione del prodotto.

La biodiversità è oggi minacciata: il tasso di estinzione delle specie è molto elevato e solo una modesta percentuale delle specie e degli ecosistemi è oggi in buone condizioni. ù

E’ lei che ci fornisce quotidianamente cibo, mangimi, legname, fibre, ma anche farmaci e principi attivi ed una serie di servizi eco sistemici che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano l’acqua e l’aria, mantengono le risorse ittiche e forestali in buona salute, aiutano a combattere i parassiti e le malattie delle coltivazioni e del bestiame.

In tema di alimentazione il Comune e l’Università di Trento, a seguito della stipula di un protocollo d’intesa, hanno avviato il progetto “Nutrire Trento” che si propone di promuovere nel contesto urbano e peri-urbano metodi di produzione e stili di consumo consapevoli del valore ambientale e sociale delle nostre scelte alimentari.

Il progetto si propone di  migliorare la qualità del cibo con cui si nutre la città, promuovere il consumo di prodotti sani e salutari che assicurino un’adeguata remunerazione per tutti gli attori della filiera alimentare, lavorare per valorizzare un’economia locale basata su nuove relazioni fra città e campagna e tra agricoltori e consumatori.

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