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Trento

SAT, Federazione Cooperative e Gruppo Montagna per Tutti: illustratoil progetto “Esperienze al rifugio”

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Si svolto ieri l’incontro tra SAT, la Federazione Cooperativee il Gruppo Montagna per Tutti per l’illustrazione del progetto “Esperienze al rifugio”.

Nel mese di settembre 2018 è stato avviato un progetto-pilota denominato “Esperienze al rifugio”che ha attivato presso alcuni rifugi SAT degli stage formativo/lavorativirivolti a persone portatrici di disagio mentale e assistiti dalle cooperative, o associazioni trentine operanti nell’ambito del sociale.

La prima parte del progetto ha visto una fase sperimentale che ha coinvolto sette rifugi (Rifugio Val d’Amola “G. Segantini”, Mandron “Città di Trento”, Val di Fumo, “N. Pernici” alla Bocca di Trat, Stivo “P. Marchetti”, Alpe Pozza “V. Lancia”, Altissimo “D. Chiesa”) per un totale di otto stage formativi.

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Il positivo riscontro del progetto-pilota ha motivato la SAT nel riproporre questa esperienza per l’intera stagione estiva 2019, aumentando significativamente sia il numero degli stage proposti, che il numero dei rifugi SAT coinvolti, quest’anno infatti sono tredici le strutture aderenti all’iniziativa (ai precedenti si aggiungono: il rifugio Peller, lo Stavel- Denza, il Cevedale – G. Larcher, Casarota “L. Ciola”, Erterle “Cinquevalli”, Monzoni “T. Taramelli”).

Una SAT poco conosciuta quella che opera con le cooperative sociali– ha dichiarato la presidente Anna Facchinima che svolge una attività intensa, che a noi sta molto a cuore. Inoltre il fatto che una realtà come la Federazione delle Cooperative abbia creduto in questo nostro impegno tanto da sostenerlo finanziariamente, ci offre la conferma di essere sul sentiero giusto, un percorso luminoso che porterà beneficio non solo ai protagonisti degli stage, ma a tutti coloro che avranno modo di vivere e di testare l’instaurarsi di relazioni positive ed  i progressi, peraltro già visibili dall’esperienza 2018”.

Tale progetto, che ha come obiettivo la realizzazione di circa 25 stage formativo/lavorativi, si è concretizzato grazie al sostegno della Federazione delle Cooperative Trentine, che ha concesso il proprio patrocinio, finanziando totalmente l’iniziativa.

La Federazione ha accettato con entusiasmo la proposta di SAT e finanziato questo percorso, perché sposa la visione cooperativa di montagna come luogo inclusivo, dove tutte le persone possano trovare benessere e migliorare la propria salutespiega Alessandro Ceschi, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione, che stamane ha portato i saluti della presidente Marina Mattarei all’incontro con le cooperative–. Siamo convinti che questa iniziativa produca un doppio beneficio: alle persone coinvolte, che con l’accompagnamento della propria cooperativa di riferimento potranno intraprendere questi percorsi formativi di riabilitazione terapeutica, o soci educativa e di avvicinamento al lavoro. Ma farà bene anche al sistema turistico trentino in generale, che lancia così un messaggio di apertura e di valorizzazione anche delle persone più fragili”.

Nel corso della riunione Claudio Colpo dirigente SAT ha illustrato tutte le fasi di realizzazione del progetto, lo svolgimento dei quattro giorni di stage, con un volontario cooperatore sociale che ha il compito di  interfacciarsi con i gestori per un adeguato inserimento degli stagisti.   Sara Foradori del gruppo Montagna per Tutti  ha invece presentato un resoconto dell’esperienza 2018, mentre in chiusura è stato proiettato un filmato curato da Punto di Incontro, con una testimonianza diretta.

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Trento

Ermanno Grassi condannato a due anni per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti

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Ermanno Grassi l’ex direttore generale di Itas Assicurazione è stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti la sua segretaria che grazie alle sue rivelazioni fece scoppiare il clamoroso «scandalo Itas»

Grassi inoltre dovrà risarcire con 10 mila euro Alessandra Gnesetti.

L’indagine dei carabinieri del ROS, era iniziata all’inizio del 2016, all’indomani di un demansionamento di Alessandra Gnesetti che aveva raccontato agli investigatori l’uso di un fondo in modo stravagante ed indebito.

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Grassi aveva scaricato la colpa dell’uso del fondo sulla dipendente, poi licenziata.

La donna però, accusata ingiustamente, ha cominciato a vuotare il sacco ai carabinieri del ROS, confermando di essersi solo limitata ad eseguire gli ordini di Grassi, che a quanto pare usava il fondo per i suoi acquisti privati e non per le spese dell’assicurazione.

L’accusa che Grassi mosse proprio all’ex collaboratrice Gnesetti era quella di aver mentito sulla questione della badante della madre pagata da ITAS.

Come si ricorda Alessandra Gnesetti aveva dichiarato che Ermanno Grassi aveva dato disposizioni per la modifica di una fattura in modo da poter addebitare ad Itas la prestazione di assistenza a favore della madre.

E quanto dichiarato dalla allora segretaria poi risultò veritiero.

La Gnesetti è stata inoltre completamente assolta dall’accusa di falso per i punti della patente.

Lo stesso Grassi, con pochi punti sulla patente e dopo l’ennesima sanzione, aveva chiesto all’ex funzionaria di dichiarare che fosse stata lei alla guida dell’auto sanzionata per eccesso di velocità.

Dopo la calunnia c’erano altri due capi di imputazione per i quali la procura aveva chiesto la condanna di Grassi:  tentata estorsione e falso.

Non è stato condannato per la tentata estorsione, l’accusa più pesante e temuta, nei confronti del presidente Di Benedetto.

Grassi secondo l’accusa aveva fatto pedinare il suo presidente, e con le informazioni recuperate lo avrebbe ricattato per ottenere 390 mila euro di premi aziendali, destinati a lui e ad altri dipendenti la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’ex direttore di Itas era stato anche denunciato dalla compagnia per truffa. 

Denuncia che Itas aveva ritirato dopo un risarcimento di meno di 200 mila euro.

L’accordo aveva permesso alla compagnia di mettere una pietra tombale sulla vicenda che probabilmente avrebbe avuto gravi percussioni grazie alla sfilata di oltre 80 testi che avrebbero scoperchiato magari altre cose compromettenti di cui non andare fieri.

Fra le numerose «miserie» (molte) e «nobiltà» (poche) dello scandalo ITAS, aveva creato particolare attenzione e sconcerto nella comunità la conferma da parte dei carabinieri dei ROS dell’esistenza di un «cerchio magico» chiamato «I divini» condotto da «Zeus» l’ex direttore generale ITAS Ermanno Grassi.(qui articolo)

Al di là dell’ilarità, che fin dall’inizio della scoperta aveva creato momenti tragicomici e facili battute fra la comunità trentina, dalla ricostruzione in fase d’indagine fatta da numerosi testimoni che operavano all’interno della compagnia assicurativa ai carabinieri del Ros, era emerso che tutti «i divini» avrebbero saputo dei presunti illeciti, soprattutto per quanto riguardava il sistema di fatturazione.

Uno stesso dipendente di ITAS attraverso alcune intercettazioni confermate negli interrogatori avrebbe infatti dichiarato « Se arriva qui la Finanza andiamo tutti in galera».

Ed in questo caso il dipendente è stato buon profeta.

 

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Trento

Convenzione difensore civico: firma anche Michele Bortoli sindaco di Madruzzo

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Ha firmato anche il Comune di Madruzzo.

Stamane il sindaco Michele Bortoli è stato ricevuto dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e le due autorità – affiancate dal difensore civico provinciale in carica, Daniela Longo – hanno sottoscritto il protocollo di convenzione tra l’amministrazione comunale e il servizio di difesa civica, che è gratuito per tutti i cittadini.

Madruzzo è il risultato della fusione tra Lasino e Calavino, municipi che in precedenza erano entrambi già convenzionati.

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Si rinnova quindi l’apertura a questa funzione di controllo e di assistenza ai cittadini: Bortoli ne ha riconosciuto l’importanza e l’utilità, spiegando che in assenza di un ufficio legale comunale, l’intervento dell’ombudsman risulta prezioso anche per l’amministrazione comunale. Indiscussa è poi la sua funzione in favore della trasparenza, così come certa è l’efficacia conciliativa dei suoi interventi in controversie talora annose, come quella che a Madruzzo si trascina dal 1956 – e forse si risolverà presto – per una questione di demanializzazione d’un accesso stradale.

Kaswalder ha detto che il difensore sente entrambe le parti e garantisce una terzietà molto gradita al cittadino.

Attualmente risultano convenzionati 140 Comuni trentini su 175.

Restano ancora impermeabili a questo strumento di tutela della cittadinanza in particolare due ampie zone montane come la Paganella e la valle dei Mocheni.

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Trento

Enti locali: la Regione studia come ottimizzare l’utilizzo delle graduatorie da parte dei Comuni.

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E’ di questi giorni la notizia del concorso organizzato dal Consorzio dei Comuni trentini, per la selezione e la formazione di nuovo personale.

L’obiettivo è quello di reclutare 43 persone da inserire nell’ambito degli enti locali del Trentino in grado di essere subito idonee al lavoro nella pubblica amministrazione, per questo il corso-concorso prevede anche un percorso di 10 giornate formative.

Le graduatorie formate a conclusione del percorso avranno una validità di tre anni.

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E’ in questo contesto che si inserisce la proposta dell’Assessorato regionale agli Enti locali, guidato dall’Assessore Claudio Cia, che vorrebbe introdurre nell’assestamento di bilancio, in discussione a fine mese, delle modifiche normative in grado di agevolare l’utilizzo di simili graduatorie in tutto il territorio regionale.

In particolare la modifica proposta, ripresa da analoghe disposizioni statali, vuole integrare la normativa sull’accesso all’impiego prevista dal Codice degli Enti locali, prevedendo che possa avvenire anche mediante utilizzo delle graduatorie di concorso pubblico approvate dalla provincia territorialmente competente e dagli Enti locali della stessa provincia, previo accordo tra le amministrazioni interessate e secondo criteri prestabiliti dall’amministrazione con deliberazione dell’organo esecutivo.

In sintesi, se un Comune lo vorrà, potrà attingere dalle graduatorie di altri comuni nella ricerca del personale, evitando quindi di dover organizzare autonomamente delle procedure di concorso. Inoltre la proposta, che dovrà essere approvata in Consiglio regionale con la discussione dell’assestamento di bilancio, consentirà l’utilizzo delle graduatorie di concorso formate a conclusione anche dei corsi-concorsi effettuati dal Consorzio dei Comuni trentini, proprio come quello annunciato in questi giorni, e dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano.

Un’opportunità in più voluta dall’Assessorato regionale, che consentirà agli enti locali un possibile risparmio in termini di tempi e risorse organizzative, a garanzia di una maggior efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, ottimizzando l’utilizzo delle graduatorie formate in esito a procedimenti di concorso pubblico espletati da altri Comuni e dagli enti intermedi della medesima provincia, nonché dalla stessa Provincia autonoma.

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