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economia e finanza

L’oscuro retroscena del D.E.F.: spese per 133 miliardi di euro

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Da ieri il DEF (Documento di Economia e Finanza) è ufficialmente pubblico e svelerebbe un retroscena piuttosto difficoltoso per il futuro dell’economia italiana.

In particolare per il triennio 2019-2021 si prospettano spese per circa 133 miliardi: di cui 94 a carico di pensioni, reddito di cittadinanza ed ammortizzatori sociali.

Il Ministro dell’economia, Giovanni Tria ha messo subito le mani avanti: “ il profilo delineato per l’indebitamento netto richiederà l’individuazione di coperture di notevole entità”.

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Al Ministero del Tesoro si parla già di 40 miliardi di euro.

Tria, comunica di aver già informalmente avvertito i due capolista di maggioranza per la definizione delle misure alternative.

La sforbiciata che ormai in molti attendono darebbe secondo il Ministero, una credibilità maggiore alle politiche di bilancio del nostro Paese.

Molto probabilmente una manovra di tale portata riuscirebbe ad allontanare la tentazione dell‘UE di aprire la procedura di infrazione sul debito italiano.

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Le strade possibili che il Governo potrebbe percorrere, per coprire i maggiori costi ipotizzati a partire dal 2020, sono diverse: abolire il bonus da 80 euro introdotto dal Governo Renzi, aumentare l’Iva per alcune fasce di prodotti o fare altro deficit rischiando lo scontro con la Commissione Europea.

Nonostante la sincerità del Ministro dell’economia, nello spiegare chiaramente i risultati futuri della “manovra del cambiamento”, la coalizione di maggioranza non la pensa alla stesso modo.

Alcuni esponenti del Governo infatti, addebitano la brusca frenata dell’economia italiana all’andamento della “locomotiva tedesca” che, nonostante il suo rallentamento,viaggia più veloce della nostra.

Le decisioni da prendere dipenderanno tutto o in parte dai risultati delle prossime elezioni europee e sopratutto da come ne uscirà il rapporto, già instabile Giallo – Verde.

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economia e finanza

Davos 2020: tutto pronto per il «Forum Economico Mondiale». Le foto esclusive della nuova cittadella

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Da martedì a venerdì 24 gennaio, l’élite mondiale si ritroverà a Davos – località montana della Svizzera per il raduno annuale di leader politici, dirigenti d’azienda, accademici ed esponenti della società civile.

Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario del Forum Economico Mondiale ( World Economic Forum) che è un’organizzazione non governativa della quale fanno parte mille delle più grandi aziende mondiali e quest’anno saranno almeno 600 i relatori pubblici.

Uno dei temi centrali sarà: Il divario economico di genere si colmerà nel 2277.

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La Voce del Trentino con alcune foto in esclusiva documenta la nascita della cittadella che ospiterà la sede della Fbi, Facebook, Google, Dow Jones e IBM, la Bank of America, solo per citare alcune delle maggiori realtà che per quattro giorni hanno investito cifre esorbitanti solo per avere una sede temporanea di rappresentanza.

Altro tema molto importante sarà quello dello sviluppo sostenibile e si discuterà delle risposte da dare al cambiamento climatico, della protezione delle biodiversità, dell’eliminazione del debito a lungo termine.

Al World Economic Forum non sono nemmeno mancati gli eventi di politica estera: nel 1988 Grecia e Turchia firmarono una dichiarazione per evitare la guerra.

Nel 1992 Nelson Mandela incontrò nella loro prima apparizione al di fuori dei confini del sud Africa, il presidente Frederik de Klerk.

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Atteso anche il presidente americano Donald Trump, ma al momento non è stata ancora confermata la presenza della delegazione americana.

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Aziende

Klimahouse 2020, Costruire bene. Vivere bene.

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Klimahouse, fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, compie 15 anni. E per l’importante occasione si rinnova. La manifestazione, in programma da mercoledì 22 a sabato 25 gennaio, quest’anno punta a svilupparsi ulteriormente da fiera classica a vero e proprio ecosistema del costruire bene.

Da qui il nuovo claim “Costruire bene. Vivere bene” che sottolinea non solo la profonda influenza degli spazi abitativi nella vita di tutti i giorni, ma anche la nuova centralità assunta dalluomo in rapporto all’ambiente abitativo e lavorativo che lo circonda. Nuovo anche il logo che evidenzia il fermento di una fiera in grande evoluzione e un programma di eventi estesi a tutta la città. Quest’anno i visitatori saranno attesi da una quattro giorni ricca di appuntamenti, oltre 150, che avranno appunto come filo conduttore la centralità dell’uomo negli spazi abitativi.

Un approccio inevitabilmente influenzato dal dibattito sul cambiamento climatico e dall’esigenza attuale dell’uomo di riappropriarsi degli spazi in cui vive e abita quotidianamente. Perciò i giovani e la cosiddetta “Generazione Z” saranno tra gli attori principali di questa quindicesima edizione. Proprio loro potranno infatti esprimere le proprie idee sul futuro del green building, attraverso “Onda Z@Klimahouse2020”, un hackathon sul cambiamento climatico della durata di due giorni che si terrà presso la Libera Università di Bolzano, con il coinvolgimento di numerosi studenti e studentesse (oltre 60) di età compresa tra i 14 e i 21 anni provenienti non solo dall’Alto Adige, ma tutta Italia.

Ma questa è solo una delle molte novità al centro di Klimahouse 2020. All’interno dello spazio espositivo da 25 mila m² che in questa edizione ospiterà più di 450 stand ed espositori, si terrà, nell’arco di tre giorni il Klimahouse Congress 2020, convegno internazionale sull’edilizia sostenibile, organizzato dall’Agenzia CasaClima. Per tre giorni 15 speaker di fama internazionale si alterneranno sul palco per affrontare temi quali le immense potenzialità del legno come materiale costruttivo, le opportunità offerte dalla digitalizzazione, la costruzione e il risanamento sostenibili.

Spazio poi a idee e progetti per un’edilizia innovativa con le 15 startup e scaleup del Klimahouse Future Hub durante il quale si potrà anche assistere alla presentazione online del Klimahouse Future Report 2019 sulle tecnologie più rivoluzionarie nel settore green building.

Novità di punta dell’edizione 2020 sarà Klimahouse x Bolzano, con il coinvolgimento di importanti partner privati e istituzionali, quali il Comune di Bolzano, la Libera Università di Bolzano, le Associazioni di categoria hds, hgv, Confesercenti, BZHEARTBEAT, nonché l’Azienda di Soggiorno. I negozi, ristoranti e bar del centro cittadino aderenti all’iniziativa, proporranno prodotti a km 0, o di filiera corta e condivideranno il proposito di non utilizzare posate, bottiglie o sacchetti in materiale plastico.

Klimahouse è diventata un successo di pubblico anche grazie ai suoi momenti di formazione e informazione unici nel loro genere: il programma prevede infatti grande attenzione anche ai consumatori finali che intendono costruire o risanare la propria casa o il proprio appartamento.

Tutti i giorni, presso lo stand dell’Agenzia CasaClima, consulenti specializzati saranno a disposizione per rispondere ancora una volta – gratuitamente – a tutte le domande sull’efficienza energetica degli edifici e sulle ristrutturazioni.

Immancabile infine il focus sulla mobilità sostenibile con il convegno Klimamobility, appuntamento che intende stimolare un dialogo aperto sulla progettazione urbana e un costruttivo scambio di idee tra i principali attori del settore. L’edizione di quest’anno, dal titolo “Mobilità sostenibile. Elettrizzante?”, sarà incentrata prevalentemente sulla mobilità elettrica e sul MaaS (Mobility as a Service), un nuovo modello di business per l’erogazione di servizi di trasporto che alcuni Paesi europei, come la Finlandia e la Svizzera, stanno sperimentando da qualche anno.

Klimahouse 2020

mercoledì 22 – sabato 25 gennaio | 9:00 – 18:00

450 espositori | 150 eventi | 15 startup

Acquistando il ticket online viaggi gratis da e per la fiera con tutti i mezzi pubblici dell’Alto Adige

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economia e finanza

In calo i fallimenti in Trentino, Bort: «Confortante segnale di capacità di tenuta del nostro tessuto economico»

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Nella foto il presidente della camera del Commercio di Trento Giovanni Bort

Nel corso dell’anno che si è appena concluso, le aperture di fallimento rilevate presso i tribunali di Trento e Rovereto e monitorate dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio sono risultate essere 61.

Questo valore testimonia la progressiva riduzione del numero di fallimenti, registrato annualmente, che si riscontra ormai da un triennio.

Rispetto al dato record di 145 aperture di fallimento in corso d’anno, rilevato nel 2016, i valori sono progressivamente diminuiti fino a riportarsi, allo stato attuale, sui livelli precedenti la crisi economica del 2008-2009.

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Considerando le forme giuridiche delle imprese interessate da procedura concorsuale, risulta che 3 sono ditte individuali, 11 società di persone e 47 società di capitale.

La loro distribuzione sul territorio riguarda 24 comuni della provincia di Trento. Un’ampia maggioranza si trova nel comune di Trento (26), che raggruppa oltre il 40% delle procedure, e sette nel comune di Rovereto.

Altri sei comuni del Trentino sono stati interessati da 2 fallimenti ciascuno e 16 comuni da un solo fallimento.

Considerando i singoli settori economici, anche nel 2019 l’edilizia rappresenta il comparto maggiormente interessato dai fallimenti seppure in misura minore, in termini assoluti, rispetto agli anni immediatamente precedenti: le imprese di costruzione, gli impiantisti e le società immobiliari dichiarate fallite sono state 20, pari al 33% del totale delle procedure concorsuali considerate.

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Seguono il commercio con 10 fallimenti, “bar-alberghi-ristoranti” e “servizi alle imprese- terziario avanzato” entrambi con 8 procedure fallimentari aperte in corso d’anno.

Altri settori sono stati colpiti più marginalmente, come il manifatturiero (6 fallimenti), i servizi alla persona (4), l’estrattivo (3) e i trasporti (2).

Rispetto agli anni precedenti si riscontra quindi un leggero aumento, in termini relativi, dei fallimenti che hanno interessato i servizi e il comparto ricettivo-ristorazione-bar, mentre diminuiscono proporzionalmente quelli rilevati nell’edilizia e, soprattutto, nel comparto manifatturiero.

“La positiva tendenza che dal 2016 vede in costante calo il numero delle imprese trentine colpite da fallimento – ha commentato Giovanni Bort, (foto)Presidente della Camera di Commercio di Trento – è un confortante segnale di capacità di tenuta del nostro tessuto economico che dimostra di sapere operare e affermare la propria competitività, contenendo progressivamente il numero di nuove procedure fallimentari”.

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