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Val di Non – Sole – Paganella

Dimaro: presentati tutti gli interventi per la messa in sicurezza dell’area del Rotian

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“Una serata sui progetti degli interventi già fatti e su quelli che verranno portati avanti in futuro, con l’ascolto comprensibile e legittimo di chi vuole fare domande e portare in evidenza criticità o preoccupazioni, ma nella direzione di dare maggiore sicurezza al territorio” così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha definito l’incontro svoltosi ieri sera a Dimaro, in un affollato teatro comunale che ha visto sul tavolo dei relatori, oltre allo stesso presidente, l’assessore all’agricoltura e foreste, i sindaci di Dimaro e Commezzadura, il dirigente generale dell’Umst Grandi Opere e ricostruzione Raffaele De Col, i tecnici del servizio Bacini Montani Roberto Coali e Andrea Casonato.

“Il vostro territorio, così duramente colpito, ha mostrato fin da subito la forza di rialzarsi – ha sottolineato il governatore – la comunità ha mostrato una grande capacità di reagire, mettendo in campo tutta la propria coscienza civica. Anche da parte dell’amministrazione è stato fatto il possibile per avviare in tempi brevi la ricostruzione, investendo risorse e con l’apporto di tutti, tecnici e rappresentanti istituzionali di maggioranza e di opposizione”.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche dall’assessore all’agricoltura e foreste ai servizi provinciali Giulia Zanotelli, ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile.

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“Dimaro ha dato un grande esempio di comunità, affrontando una situazione drammatica. Adesso guardiamo al futuro, investendo in progetti di messa in sicurezza”, ha detto ancora l’assessore.

Come spiegato nel corso della serata, gli interventi per la messa in sicurezza del conoide del rio Rotian si suddividono in tre tranche: nella parte alta sono state trovate soluzioni per contrastare l’eventuale innesco di materiale, nella parte media per aumentare la capacità di laminazione dei detriti e nella parte bassa per l’adeguamento della deviazione del torrente, che si getta nel Noce proprio a fianco dell’abitato di Dimaro.

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Intanto, la buona notizia data agli sfollati è che potranno rientrare nelle loro case ragionevolmente nella prima estate prossima, a seguito di tutti i controlli necessari di sicurezza effettuati dalla Protezione civile.

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Nel corso dell’incontro non sono solo state mostrate planimetrie, illustrate sezioni e profili del progetto, ma si è anche voluto ricostruire le drammatiche fasi del disastro.

Nei giorni del 27 e 28 ottobre scorsi, quelli che precedono la terribile esondazione del Rotian, costata una giovane vittima e danni ingentissimi per la comunità di Dimaro, l’intensità delle piogge è stata tale da non essere mai stata registrata in precedenza, raggiungendo una media matematica che non si riscontrava da 150 anni.

Con il passare delle ore il contenuto d’acqua nei terreni ha raggiunto in breve tempo la saturazione e lo scroscio continuo della pioggia, associato a fortissimi venti, ha innescato una colata di detriti alimentata dalla morena glaciale laterale al corso del fiume, dove sono immersi grossi blocchi di roccia sostenuti da sabbie e ghiaie.

Le briglie degli anni ’70 hanno ceduto alle spinte e agli urti, liberando grandi quantità di materiale e anche il più recente sistema di controllo delle colate è riuscito a contrastare il fenomeno solo parzialmente.

A seguire questi eventi calamitosi, i primi interventi di sgombro e messa in sicurezza, fino alla progettazione di più consistenti lavori che interessano il conoide del Rotian.

L’intervento della parte alta, come è stato illustrato ieri, comprende le demolizioni e l’avvallamento di briglie residue, il deprezzamento dei massi presenti nell’alveo e sui versanti, il taglio della vegetazione instabile.

Nella parte media verranno invece costruiti nuovi contrafforti per il rallentamento e l’arresto dei blocchi rocciosi e un secondo sistema, oltre all’esistente, di laminazione del trasporto solido.

Nella parte bassa, che riguarda più direttamente l’abitato di Dimaro, si intende ricostruire e adeguare il canale deviatore, dimensionandolo dal punto di vista idraulico.

 

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Val di Non – Sole – Paganella

Il calendario di Vigo di Ton che racchiude foto, proverbi e dolci ricordi di tempi passati

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Gli "Amizi dala Vila" che hanno ideato e curato il calendario: da sinistra Silvano Webber, Ezio Turri, Giancarlo Rigotti, Christian Carli e Paolo Bertoluzza (foto Davide Buzzi)

Un racconto prezioso della Vigo di una volta attraverso immagini incredibili del passato, ma anche proverbi – rigorosamente in dialetto – che hanno fatto la storia del paese e che hanno accompagnato per decenni, se non addirittura per secoli, il passare dei mesi e delle stagioni. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Quattro incontri a Cles per parlare di sicurezza a 360 gradi

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Siamo noi i primi e i principali responsabili della nostra e altrui sicurezza, mediante la rigorosa osservanza delle norme positive e il rispetto delle regole di comportamento dettate dalla prudenza, dalla diligenza e dalla perizia. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Bracconaggio: in val di Sole denunciati padre e figlio

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Nell’ambito delle attività dirette alla repressione degli illeciti contro la fauna selvatica, il Corpo Forestale Trentino ha recentemente condotto in Val di Sole un’operazione antibracconaggio che ha portato alla contestazione di alcuni reati a carico di due persone.

La settimana scorsa, nel comune di Caldes, il personale forestale ha rinvenuto un cervo maschio palcuto, morto dopo una lunga agonia a causa di un laccio in acciaio posizionato da bracconieri, che lo ha intrappolato al basso ventre.

I forestali hanno subito attivato un sistema di controllo del sito mediante fototrappole, che ha consentito nei giorni successivi di riprendere due persone del luogo, padre e figlio, mentre smontavano e recuperavano il sistema di cattura, decapitavano il cervo prelevando la testa, e asportavano una delle fototrappole posizionate dai forestali per monitorare il sito.

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Grazie al riconoscimento dei responsabili da parte del personale forestale, l’Autorità giudiziaria ha immediatamente emesso un decreto di perquisizione e un sequestro a loro carico.

Il 22 gennaio il personale specializzato del Corpo forestale Trentino, con l’assistenza iniziale dei Carabinieri della locale stazione, ha quindi effettuato la perquisizione nelle abitazioni dei due responsabili, trovandovi lacci, il palco del cervo separato dal cranio, la roncola utilizzata per la decapitazione e la fototrappola.

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Sono stati rinvenuti e sequestrati anche altri palchi e altre mandibole di cervo, privi dei certificati di origine.

Proseguendo nella perquisizione sono state rinvenute anche munizioni irregolari e armi modificate.

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Tutto il materiale è stato sequestrato. I reati contestati sono molteplici e riguardano le armi (alterazione, silenziamento e irregolarità nella detenzione e custodia), il furto venatorio e patrimoniale, l’uccisione di animali con mezzi ed in periodi vietati e il maltrattamento degli stessi.

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