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Trento

Anagrafe per migranti e richiedenti asilo: ecco la «finta» priorità della sinistra trentina

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Avete presente quello che per molti è l’irresistibile fascino dei vetri di Murano?

Appariscenti, ma totalmente inutili e lontano dalla vetrina veneziana, pure brutti e ci si ritrova quasi imbarazzati ad esporli?

Bene si tratta di una situazione del tutto simile a quella della prospettata anagrafe per migranti e richiedenti asilo: nei termini appariscente e roboante, ma di fatto assolutamente inutile.

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In sostanza sarebbe la definizione per riconoscere nell’ambito della banca dati dell’anagrafe i profughi a vario titolo.

Altro non sarebbe che un atto preliminare alla concessione della residenza.

E’ bene sapere anche che a Trento la sinistra veste vari abiti a seconda della necessità e quello dell’assemblea antirazzista è uno dei vestiti più radicali sotto il quale si nasconde la sinistra antagonista nel suo insieme, appoggiata da quella che vorrebbe essere più presentabile.

Di fatto dietro ad una definizione sulla cui utilità si potrebbe anche discutere, non si nasconde nulla di diverso rispetto ad un’altra diversa forma d’opposizione al governo giallo-verde.

Per la sinistra sarebbe davvero necessario “ un medico di quelli bravi” per spiegare che questa linea preferenziale nei confronti degli stranieri che in massima parte (circa il 90%) non hanno nessun titolo per essere in Italia, è una delle cause principali della continua sconfitta elettorale.

Insistere su questi temi, ha la stessa utilità di quel marito che si martellava gli attributi per fare dispetto alla moglie: ma evidentemente ai nostri sinistrati e una parte dei sindacati la cosa piace.

Dopo anni di propaganda e di porti spalancati una netta inversione di tendenza non sarebbe credibile, però accorgersi che nel mondo nel quale vivono è vincente la politica di “ prima gli italiani” rispetto a “ prima gli stranieri”, potrebbe essere utile.

Ma sulla tematica del business dell’immigrazione, la sinistra ricorda quei soldati giapponesi ritrovati nella giungla a distanza di anni dalla fine della guerra.

Con una differenza però. Quei soldati qualche dubbio lo palesavano chiedendo se era finita la guerra o se l’imperatore era ancora vivo.

La sinistra invece ha solo l’indisponente certezza e la sicurezza di essere l’unica portatrice della verità.

A riguardo è esplicito l’intervento del consigliere provinciale Paoli (Lega) che ieri pomeriggio ha spiegato chiaramente come l’anagrafe per i migranti e richiedenti asilo sia solo l’ennesima finta priorità della sinistra trentina. 

Il consigliere nell’apprendere l’iniziativa dei portavoce dell’Assemblea antirazzista di Trento, i quali nelle scorse ore hanno consegnato al sindaco di Trento una lettera per chiedere l’iscrizione al registro dell’anagrafe cittadina di migranti e richiedenti asilo, «rimango letteralmente senza parole – sottolinea Paoli – infatti mi chiedo come possano le realtà associative sedicenti antirazziste continuare con trovate simili e non comprendere che la vera categoria dimenticata, almeno fino al 21 ottobre 2018, non è stata quella degli stranieri bensì quella dei trentini, penalizzati dall’agenda politica di una sinistra innamorata delle minoranze, ma sistematicamente disattenta alle esigenze della popolazione».

E ancora: «Pur nel rispetto delle idee diverse, auspico quindi che la galassia politica progressista la smetta con simili provocazioni e ritorni ad occuparsi dei cittadini e dei loro problemi comuni, gli stessi ai quali la Lega intende dare quotidianamente voce. Come Lega siamo infatti convinti – lo abbiamo detto prima del 21 ottobre scorso e lo ripetiamo con orgoglio oggi – che «Prima i Trentini» non sia uno slogan, ma un imperativo morale da cui ripartire se si vuole davvero costruire un futuro per la nostra terra, che, anche senza bizzarre richieste all’anagrafe, ha sempre dato prova di saper accogliere chi versa in una condizione di bisogno»

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Trento

Provincia e Cooperazione Trentina: un’intesa per il futuro del territorio

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Un incontro all’insegna del reciproco riconoscimento e della condivisione dei valori che hanno portato nei 129 anni di storia della cooperazione trentina ad un modello di gestione dei beni collettivi che costituisce un unicum nel panorama nazionale: venerdì mattina la presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Marina Mattarei ha accolto assieme al consiglio di amministrazione la Giunta provinciale, che ha svolto la consueta seduta del venerdì nella sede di via Segantini.

Un’importante occasione di confronto e di aggiornamento reciproco, che ha consentito alla Federazione di presentare al governatore e agli assessori i dati complessivi del sistema cooperativo trentino, le cui imprese stanno concludendo proprio in questi giorni le assemblee di bilancio, e di offrire alla Giunta una panoramica sia economica sia sociale del ruolo e delle attività.

“La Cooperazione Trentina cresce, sia nel numero di persone che la abitano – +10.653 soci e socie nell’ultimo quinquennio, + 2.939 collaboratori e collaboratrici – sia nei risultati economici, confermandosi un distretto vivace e innovativo, un esempio di sviluppo, solidarietà ed autonomia” ha detto Mattarei.

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Il presidente della Provincia, ringraziando per l’invito, ha voluto evidenziare come sia stato “un onore e anche un’emozione essere presenti in questa sede dove i valori fondanti del Trentino hanno portato il nostro territorio ad essere quello che è oggi”.

Nell’occasione è stata firmata un’intesa per il rafforzamento della collaborazione tra Federazione e Provincia, confermando la volontà di condividere obiettivi ed interventi per i prossimi anni. “I temi e le problematiche più rilevanti che provengono dal mondo della cooperazione non possono essere esclusi dall’agenda della Giunta” ha commentato il governatore.

“In un momento in cui i temi centrali per il nostro territorio sono il rapporto fra centro e valli, lo spopolamento e la fatica di rimanere in montagna, la cooperazione può dare una risposta concreta e rappresenta una garanzia e un’opportunità che dobbiamo riuscire a mantenere” ha detto ancora il presidente, ricordando l’importante contributo della Cooperazione Trentina agli Stati Generali della Montagna, nei quali viene condivisa e trasmessa una visione che disegnerà il Trentino per i prossimi 10-15 anni.

Anche il vicepresidente della Provincia e assessore alla cooperazione ha sottolineato l’importanza di condividere un percorso comune: “Siamo consci che attraverso il vostro apporto possano essere date risposte a nuove esigenze e nuove necessità che stanno emergendo.” Ha detto rivolgendosi al consiglio di amministrazione della Federazione.

“Credo di interpretare il pensiero anche degli altri colleghi di Giunta dicendo che ci sentiamo tutti partecipi di questo modello che ha garantito e sostenuto chi è più debole e chi ha dei bisogni, un ruolo che la cooperazione ha dimostrato di saper rivestire.”

Ha aggiunto il vicepresidente, evidenziando che: “Assieme possiamo rendere tutto più facile, anche nella gestione di problematiche che riguardano l’ambiente e la promozione del territorio nella sua globalità, partendo soprattutto dalla formazione di giovani e dall’investire sulle nuove generazioni“.

“Iniziamo la legislatura nel segno della sinergia” ha commentato nel suo intervento l’assessore all’istruzione e cultura: “In gioco c’è il futuro del Trentino. Abbiamo appena visto una bella esperienza condotta scuola elementare.” Ha detto, riferendosi ad un progetto educativo che è stato mostrato sul finire dell’incontro.

“Educare fin da piccoli è fondamentale, in questo intento ci deve unire la prospettiva del Trentino che vogliamo. Il nostro territorio sicuramente ha vissuto momenti difficili dai quali è uscito più forte. Sappiamo tutti che le sfide economiche e sociali non sono da poco, per questo abbiamo bisogno di un impegno corale”.

Anche l’assessore all’agricoltura e foreste ha voluto rilanciare il tema dei giovani.

“Anche nell’agricoltura questa Giunta guarda con attenzione le proposte, come il tavolo Agriyoung. Proprio nel Ddl semplificazione è stato previsto un apposito spazio per i giovanissimi, per l’accesso al credito in particolare. Penso anche alla banca della terra e alla possibilità dell’affiancamento di un esperto al giovane che inizia un’attività”.

Quindi un riferimento alla ricerca e al fiore all’occhiello per il nostro territorio che è la Fondazione Mach, non dimenticando il tema degli investimenti, con progetti che sappiano restituire ricadute positive sul territorio.

In allegato slide e memorandum dell’incontro

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Trento

Fallimento Mercatone Uno: preoccupazione da parte dell’assessore Spinelli

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La notizia improvvisa del fallimento di Mercatone Uno viene appresa con preoccupazione anche dalla Provincia autonoma di Trento.

Lo conferma l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli che dichiara la massima attenzione e celerità prima di tutto per attivare le tutele previste per i lavoratori ed in secondo luogo per dare mandato a Trentino Sviluppo di verifica delle ipotesi di insediamento alternative che è possibile proporre alla curatela o di individuazione delle imprese già presenti che possano assorbire almeno parte della forza lavoro trentina.

La Shernon Holding (proprietaria del marchio) aveva alzato bandiera bianca nel mese di aprile 2019 (qui articolo) chiedendo il concordato e per i dipendenti del Mercatone Uno (una trentina) si era aperto lo scenario peggiore degli ultimi anni.

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Solo ad agosto dello scorso anno la Shernon aveva acquisito i 55 punti vendita della nota azienda di Imola finita in gestione ai commissari straordinari.

Nelle intenzioni della holding, il concordato voleva salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale e prova ad azzerare tutti gli equilibri e assetti aziendali per ridare competitività alla catena di punti vendita di Mercatone Uno.

Poi il 23 maggio la dichiarazione di fallimento.

Nelle ultime settimane però i magazzini erano vuoti, i fornitori non consegnavano o ritiravano la loro merce in quanto non pagata e i clienti venivano rimborsati per la mancata consegna di quanto ordinato a singhiozzo.

Ora sono molti i clienti che hanno dato la caparra e che non potranno più ritirare la merce. In poche parole ci rimetteranno soldi e merce. In molti punti vendita sono infatti già stati messi i sigilli.

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Trento

Oltreconomia festival, dietro c’è il centro sociale Bruno

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Forse non tutti sanno ed allora è bene ricordarlo, che dietro ad Oltreconomia Festival che si terrà dal dal 29 maggio al 2 giugno al Parco Santa Chiara, c’è il centro sociale Bruno e di riflesso la sinistra antagonista con derive anarchiche.

Il festival nasce nel 2013 per iniziativa dell’associazione Yaku, del centro sociale Bruno e dei Richiedenti Terra per il reinvestimento dei rimborsi riconosciuti alla conduzione della campagna politica in vista del referendum sull’acqua bene comune.

Ufficialmente Oltreconomia Festival si autofinanzia tramite le associazioni organizzatrici e il lavoro volontario.

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Sarebbe però interessante avere la certezza che un festival che in particolar modo nell’edizione di quest’anno sarà marcatamente ideologizzato, che ha esponenti del Bruno (l’ex Stefano Bleggi e Filippo Rigotti) nel ruolo di “ moderatori” ed il trasferimento di attività del centro sociale al parco Santa Chiara, non riceva direttamente o indirettamente dei finanziamenti da parte della Provincia, contributi ovviamente concessi dalla passata amministrazione di centro sinistra.

Nel programma è inserito il laboratorio “ Libera la parola” che sono i corsi di italiano normalmente organizzati al Bruno.

Un incontro del quale sarà protagonista il coordinamento No A31. Valdastico Nord.

Ma anche “ Diritto di emigrare e criminalizzazione della solidarietà nel tempo dei populismi” al quale tra gli altri, prenderà parte Pia Klemp ex comandante Iuventa e Sea Watch.

Non mancherà la presentazione del libro: “ Canapa. Una storia incredibile” che sarà l’occasione per parlare della “ cultura della canapa” con la partecipazione dei referenti dei negozi di prodotti di canapa – più noti come cannabis shop – regionali.

Interessante specialmente a sempre meno giorni dalla fatidica data dello sgombero del centro sociale Bruno, il dibattito sul tema “ Occupa e rigenera. Ogni spazio maltrattato funziona meglio come spazio occupato” dal titolo di una canzone della band “ Assalti Frontali” al quale prenderanno parte “ titolati “ esponenti della sinistra antagonista: Luca Federici di Rimaflow, Margherita Grazioli dei Blocchi Precari Metropolitani di Roma, Luca Saccomandi del Lume di Milano e Genuino Amantino.

Insomma clima antifascista, posizioni politiche antagoniste e di certo ampi spazi per il confronto democratico, sono garantiti.

Ma anche tutte tematiche che stranamente e guarda caso si contrappongono ai programmi del governo locale e centrale.

A questo punto non ci si trova più di fronte ad un festival alternativo a quello dell’Economia che tanto per capirne il taglio, lo scorso anno ospitò il faccendiere Soros, ma ad un’allegra scampagnata dei centri sociali ai quali il sindaco Andreatta ha regalato in concessione gratuita il parco Santa Chiara.

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