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Trento

Spin Accelerator Italy: selezionate a Rovereto le otto startup finaliste

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Calcio, tennis, basket, running ma anche sport minori e fitness, nel segno della passione per lo sport, che coinvolge milioni di persone nel mondo ogni giorno.

L’innovazione guarda alla pratica sportiva e lo fa attraverso la tecnologia, come dimostrano le otto proposte selezionate nell’ambito del programma di accelerazione Spin Accelerator Italy, promosso da Trentino Sviluppo in collaborazione con Università di Trento e Hype Sports Innovation, all’interno del più ampio progetto di sviluppo del cluster dello sport in Provincia di Trento.

Nel corso di una “due giorni” molto intensa a Progetto Manifattura, i concorrenti dell’edizione 2019 hanno presentato le proprie idee di impresa ad una giuria molto qualificata, hanno partecipato a sessioni formative e hanno incontrato la madrina di questa edizione: la campionessa paralimpica Martina Caironi.

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Le realtà che si sfideranno il 26 giugno a Milano in occasione del Demo Day, alla presenza di investitori italiani ed esteri, sono otto: la trentina Bitwear (Malè), Tennis Commander (Pisa), Golee (Milano), La La Sport (Inghilterra), Snapscreen (Austria), Speed4Lifts (Spagna), Sport Robotics (Italia) e Couch Coach (Serbia).

Otto diverse startup con altrettante idee per offrire allo sport una marcia in più, grazie alla tecnologia. Il programma Spin Accelerator Italy, giunto alla sua seconda edizione, prosegue la sua opera di promozione dell’innovazione in campo sportivo. Promosso a livello mondiale da Hype Sport Innovation, Spin Accelerator opera con partner territoriali selezionali tra cui, unico in Italia, c’è il Trentino con la collaborazione tra Trentino Sviluppo e l’Università di Trento.

Il programma gode di diversi patrocini, tra cui Coni, Comitato Italiano Paralimpico, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero per gli Affari Esteri e  della Cooperazione Internazionale, Italia Startup.

La settimana scorsa Progetto Manifattura, il polo greentech e sportech trentino, punto di riferimento di Spin Accelerator Italy, ha ospitato il bootcamp per selezionare le startup da ammettere al programma di accelerazione. I partecipanti hanno incontrato mentor e coach esperti, oltre alla testimonial del programma Martina Caironi, vincitrice dei 100 metri piani alle Paralimpiadi di Londra e argento nel salto in lungo a Rio.

I diversi team in concorso hanno esposto la propria idea di impresa di fronte alla giuria di esperti composta, tra gli altri, da: Matteo Vicentini, Department Manager di Decathlon Italia; Stefano Tamborini, Director di Wylab; Francesco Mantegazzini, Manager di Infront Lab-Infront Italy; Gianmaria Sbetta, Program Manager di Venturelab; Giuseppe Lira, Manager di Manifattura Valcismon; Fabio Lalli, CEO di IQII Digital Company e Riccardo Fisogni, business angel.

Le startup selezionate sono: Bitwear (Malè, Trentino), ideatrice di Vesteex, una t-shirt intelligente in grado di misurare e monitorare con precisione le prestazioni degli atleti e fornire supporto per gli allenamenti; Tennis Commander (Pisa), sistema che usa l’intelligenza artificiale di smartphone e smartwatch per trasformare un qualunque campo da tennis in un campo intelligente, rilevare dati sul gioco e trasformarli in informazioni utili per lo sportivo; Golee (Milano), partner digitale dei club sportivi con strumenti e servizi per semplificare le attività, anche amministrative, delle associazioni sportive; La La Sport (Inghilterra) un supporto per avvicinarsi allo sport che si preferisce, anche quelli minori, suggerendo attività, corsi, viaggi sportivi relativi anche alle discipline minori; Snapscreen (Austria), soluzione di riconoscimento delle immagini TV legate ad eventi sportivi che trasforma il telefonino in uno strumento di intrattenimento moderno e intuitivo; Speed4Lifts (Spagna), strumenti hardware e software in grado di misurare e migliorare l’allenamento di potenza con un alto livello di precisione; Sport Robotics (Italia) applicazioni meccatroniche e robotiche per l’allenamento nell’ambito del tennis e del calcio; Couch Coach (Serbia) App per gli appassionati di Basket per permettere alle società sportive di aumentare il livello di coinvolgimento dei fan anche attraverso il gaming.

Per queste startup si apre ora una intensa fase di formazione e crescita con oltre 130 ore di seminari e workshop e il coinvolgimento di docenti ed esponenti del mondo imprenditoriale e dello sport di caratura internazionale.

Il tutto in vista della finalissima in programma il 26 giugno a Milano: un Demo Day in cui i team presenteranno la propria idea d’impresa e cercheranno di conquistare, da un lato, gli investitori e, dall’altro, il premio di 10 mila euro e la possibilità di continuare la propria avventura in Trentino all’interno di Progetto Manifattura.

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Trento

Ermanno Grassi condannato a due anni per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti

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Ermanno Grassi l’ex direttore generale di Itas Assicurazione è stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti la sua segretaria che grazie alle sue rivelazioni fece scoppiare il clamoroso «scandalo Itas»

Grassi inoltre dovrà risarcire con 10 mila euro Alessandra Gnesetti.

L’indagine dei carabinieri del ROS, era iniziata all’inizio del 2016, all’indomani di un demansionamento di Alessandra Gnesetti che aveva raccontato agli investigatori l’uso di un fondo in modo stravagante ed indebito.

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Grassi aveva scaricato la colpa dell’uso del fondo sulla dipendente, poi licenziata.

La donna però, accusata ingiustamente, ha cominciato a vuotare il sacco ai carabinieri del ROS, confermando di essersi solo limitata ad eseguire gli ordini di Grassi, che a quanto pare usava il fondo per i suoi acquisti privati e non per le spese dell’assicurazione.

L’accusa che Grassi mosse proprio all’ex collaboratrice Gnesetti era quella di aver mentito sulla questione della badante della madre pagata da ITAS.

Come si ricorda Alessandra Gnesetti aveva dichiarato che Ermanno Grassi aveva dato disposizioni per la modifica di una fattura in modo da poter addebitare ad Itas la prestazione di assistenza a favore della madre.

E quanto dichiarato dalla allora segretaria poi risultò veritiero.

La Gnesetti è stata inoltre completamente assolta dall’accusa di falso per i punti della patente.

Lo stesso Grassi, con pochi punti sulla patente e dopo l’ennesima sanzione, aveva chiesto all’ex funzionaria di dichiarare che fosse stata lei alla guida dell’auto sanzionata per eccesso di velocità.

Dopo la calunnia c’erano altri due capi di imputazione per i quali la procura aveva chiesto la condanna di Grassi:  tentata estorsione e falso.

Non è stato condannato per la tentata estorsione, l’accusa più pesante e temuta, nei confronti del presidente Di Benedetto.

Grassi secondo l’accusa aveva fatto pedinare il suo presidente, e con le informazioni recuperate lo avrebbe ricattato per ottenere 390 mila euro di premi aziendali, destinati a lui e ad altri dipendenti la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’ex direttore di Itas era stato anche denunciato dalla compagnia per truffa. 

Denuncia che Itas aveva ritirato dopo un risarcimento di meno di 200 mila euro.

L’accordo aveva permesso alla compagnia di mettere una pietra tombale sulla vicenda che probabilmente avrebbe avuto gravi percussioni grazie alla sfilata di oltre 80 testi che avrebbero scoperchiato magari altre cose compromettenti di cui non andare fieri.

Fra le numerose «miserie» (molte) e «nobiltà» (poche) dello scandalo ITAS, aveva creato particolare attenzione e sconcerto nella comunità la conferma da parte dei carabinieri dei ROS dell’esistenza di un «cerchio magico» chiamato «I divini» condotto da «Zeus» l’ex direttore generale ITAS Ermanno Grassi.(qui articolo)

Al di là dell’ilarità, che fin dall’inizio della scoperta aveva creato momenti tragicomici e facili battute fra la comunità trentina, dalla ricostruzione in fase d’indagine fatta da numerosi testimoni che operavano all’interno della compagnia assicurativa ai carabinieri del Ros, era emerso che tutti «i divini» avrebbero saputo dei presunti illeciti, soprattutto per quanto riguardava il sistema di fatturazione.

Uno stesso dipendente di ITAS attraverso alcune intercettazioni confermate negli interrogatori avrebbe infatti dichiarato « Se arriva qui la Finanza andiamo tutti in galera».

Ed in questo caso il dipendente è stato buon profeta.

 

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Trento

Convenzione difensore civico: firma anche Michele Bortoli sindaco di Madruzzo

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Ha firmato anche il Comune di Madruzzo.

Stamane il sindaco Michele Bortoli è stato ricevuto dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e le due autorità – affiancate dal difensore civico provinciale in carica, Daniela Longo – hanno sottoscritto il protocollo di convenzione tra l’amministrazione comunale e il servizio di difesa civica, che è gratuito per tutti i cittadini.

Madruzzo è il risultato della fusione tra Lasino e Calavino, municipi che in precedenza erano entrambi già convenzionati.

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Si rinnova quindi l’apertura a questa funzione di controllo e di assistenza ai cittadini: Bortoli ne ha riconosciuto l’importanza e l’utilità, spiegando che in assenza di un ufficio legale comunale, l’intervento dell’ombudsman risulta prezioso anche per l’amministrazione comunale. Indiscussa è poi la sua funzione in favore della trasparenza, così come certa è l’efficacia conciliativa dei suoi interventi in controversie talora annose, come quella che a Madruzzo si trascina dal 1956 – e forse si risolverà presto – per una questione di demanializzazione d’un accesso stradale.

Kaswalder ha detto che il difensore sente entrambe le parti e garantisce una terzietà molto gradita al cittadino.

Attualmente risultano convenzionati 140 Comuni trentini su 175.

Restano ancora impermeabili a questo strumento di tutela della cittadinanza in particolare due ampie zone montane come la Paganella e la valle dei Mocheni.

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Trento

Enti locali: la Regione studia come ottimizzare l’utilizzo delle graduatorie da parte dei Comuni.

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E’ di questi giorni la notizia del concorso organizzato dal Consorzio dei Comuni trentini, per la selezione e la formazione di nuovo personale.

L’obiettivo è quello di reclutare 43 persone da inserire nell’ambito degli enti locali del Trentino in grado di essere subito idonee al lavoro nella pubblica amministrazione, per questo il corso-concorso prevede anche un percorso di 10 giornate formative.

Le graduatorie formate a conclusione del percorso avranno una validità di tre anni.

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E’ in questo contesto che si inserisce la proposta dell’Assessorato regionale agli Enti locali, guidato dall’Assessore Claudio Cia, che vorrebbe introdurre nell’assestamento di bilancio, in discussione a fine mese, delle modifiche normative in grado di agevolare l’utilizzo di simili graduatorie in tutto il territorio regionale.

In particolare la modifica proposta, ripresa da analoghe disposizioni statali, vuole integrare la normativa sull’accesso all’impiego prevista dal Codice degli Enti locali, prevedendo che possa avvenire anche mediante utilizzo delle graduatorie di concorso pubblico approvate dalla provincia territorialmente competente e dagli Enti locali della stessa provincia, previo accordo tra le amministrazioni interessate e secondo criteri prestabiliti dall’amministrazione con deliberazione dell’organo esecutivo.

In sintesi, se un Comune lo vorrà, potrà attingere dalle graduatorie di altri comuni nella ricerca del personale, evitando quindi di dover organizzare autonomamente delle procedure di concorso. Inoltre la proposta, che dovrà essere approvata in Consiglio regionale con la discussione dell’assestamento di bilancio, consentirà l’utilizzo delle graduatorie di concorso formate a conclusione anche dei corsi-concorsi effettuati dal Consorzio dei Comuni trentini, proprio come quello annunciato in questi giorni, e dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano.

Un’opportunità in più voluta dall’Assessorato regionale, che consentirà agli enti locali un possibile risparmio in termini di tempi e risorse organizzative, a garanzia di una maggior efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, ottimizzando l’utilizzo delle graduatorie formate in esito a procedimenti di concorso pubblico espletati da altri Comuni e dagli enti intermedi della medesima provincia, nonché dalla stessa Provincia autonoma.

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