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Fiemme, Fassa e Cembra

Moena, truffa online: denunciato 33 enne veneziano

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Sono ormai all’ordine del giorno le denunce di truffa che pervengono ai vari organi di polizia per acquisti di oggetti posti in vendita su piattaforme on line poi non recapitati ai poveri acquirenti che, una volta corrisposto il pagamento (talvolta anche di importi considerevoli) attendono invano il bene “desiderato/acquistato” .

Stavolta però la musica cambia, i truffati non sono più gli acquirenti bensì i venditori che, una volta inserita l’inserzione dell’oggetto posto in vendita utilizzando i più comuni siti e-commerce, vengono “agganciati” da sedicenti compratori che con la tecnica del prelievo “guidato” al telefono, raggirano il povero venditore.

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In questi ultimi periodi sono varie le denunce presentate ai Reparti dipendenti dalla Compagnia Carabinieri di Cavalese riferite al fenomeno descritto che sta crescendo a livello esponenziale.

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Uno di questi casi è stato seguito dal Comando Stazione Carabinieri di Moena, al quale un giovane della zona si è rivolto verso la fine del mese di gennaio, dopo aver posto in vendita – sulla piattaforma subito.it – quattro pneumatici e relativi cerchi in lega, venendo poi truffato mediante la solita dinamica: ossia nel pomeriggio di sabato il venditore è stato contattato dal sedicente acquirente con il quale iniziava una trattativa conclusasi con l’accordo di vendita, il malcapitato giovane seguiva la procedura già descritta (sotto) dettata dal furbo acquirente, vedendosi però addebitato anzichè accreditato quello che avrebbe dovuto essere il suo ricavo.

Le immediate e minuziose indagini condotte dai militari di Moena, tese ad accertare gli intestatari delle carte prepagate beneficiarie delle ricariche nonché delle utenze telefoniche utilizzate per “agganciare” le povere vittime, hanno portato, in questo caso, al deferimento a piede libero, di un giovane 33enne veneziano che dovrà così rispondere alla competente autorità giudiziaria del reato di truffa.

Altre indagini sono ad oggi tuttora in corso per fatti analoghi a quello appena rappresentato.

La dinamica della truffa: 

Il truffatore/sedicente acquirente contatta al telefono la propria “preda” sempre e solo in orari serali, sabato e domenica ovvero quando gli Istituti di Credito sono chiusi e pertanto irraggiungibili per annullare ogni tipo di transazione avvenuta in tali momenti;

Il truffatore/sedicente acquirente riferisce di non disporre di un conto corrente bancario e pertanto impossibilitato ad effettuare un bonifico quale tipologia di pagamento dell’oggetto posto in vendita dal “povero” inserzionista”;

Il truffatore/sedicente acquirente raggira la propria vittima invitandolo a recarsi al più vicino sportello ATM “POSTE ITALIANE” ingannandolo sul fatto che il pagamento mediante POSTAMAT (definito vaglia online) è immediato e sicuro;

La vittima – ignara di quanto succederà – si reca presso il più vicino sportello POSTAMAT – POSTE ITALIANE ed avendo il truffatore/sedicente acquirente al telefono, segue le istruzioni di quest’ultimo ovvero:

inserisce la propria carta di debito/credito nel lettore di schede del POSTAMAT; digita il proprio codice PIN;
digita sul monitor “RICARICA POSTEPAY” come viene indicato dal truffatore/sedicente acquirente. Ed è qui il momento cruciale in cui si consuma la truffa ovvero la vittima è IGNARA che starà per effettuare una ricarica sulla carta prepagata in uso al truffatore anziché venire accreditato dell’equivalente importo dell’oggetto posto in vendita;

digita “il codice fornito dal truffatore/sedicente acquirente” che non è altro che il numero della carta prepagata in uso al truffatore che verrà ricaricata;

digita sul monitor il tasto “CONFERMA” e “le jeux son fait”;

il processo di ricarica sulla carta prepagata del truffatore è avvenuto con successo ma purtroppo è IRREVERSIBILE. La somma sottratta ovvero transitata dal venditore al truffatore corrisponde al limite massimo giornaliero di cui può disporre la carta di debito/credito della vittima.

Si invita a diffidare da metodologie di pagamento sospette proposte dal sedicente acquirente che, come ricordiamo, è solito contattare le vittime in orari serali, sabato e domenica, quando ogni possibilità di intervento tramite propri istituti di credito è pari a zero.

Di questa tipologia di truffa se ne è occupata recentemente anche la trasmissione televisiva “Striscia la Notizia” che ha apportato il proprio contributo in termini di prevenzione.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Scoperta officina abusiva a Soraga, denunciati padre e figlio che è un dipendente pubblico

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Personale del Distaccamento Polizia Stradale di Predazzo e della Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese, nell’ambito di mirati controlli sul territorio riguardanti l’adempimento alle normative di rispettiva competenza, è intervenuto lo scorso sabato 11 maggio, presso un’autorimessa privata ubicata nel comune di Soraga di Fassa, ove si stava svolgendo un’attività abusiva di riparazione di autovetture, gestita prevalentemente da padre e figlio, l’uno dipendente pubblico e l’altro dipendente di una società privata.

L’operazione svolta dagli operatori della polizia stradale, insospettiti dal transito di un furgone che scaricava pneumatici davanti ad un garage adiacente un edificio di civile abitazione, ha comportato il monitoraggio per diversi giorni dell’attività abusiva, che si svolgeva all’interno di un’autorimessa adiacente un’abitazione privata, documentata anche fotograficamente; contestualmente, la Guardia di Finanza aveva ipotizzato la possibilità che nell’edificio vi fosse un’officina “in nero”, priva della prescritta iscrizione nel registro delle imprese degli esercenti e dei titoli autorizzativi previsti per legge per l’esercizio dell’attività.

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Le forze dell’ordine hanno pertanto predisposto e coordinato dai due Uffici un intervento congiunto, grazie al quale all’interno dell’autorimessa privata è stata rinvenuta la presenza delle attrezzature tecniche necessarie per le riparazioni di autovetture.

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Al responsabile dell’attività, non iscritto alla Camera di Commercio così come prescritto dalla Legge nr. 122 del 1992, è stata notificata la violazione dell’articolo 10 della Legge 122 del 5/02/1992, la cui sanzione amministrativa prevede un minimo di  5.164 euro ed un massimo di 15.493 euro nonché la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita.

La polizia stradale di Predazzo procederà inoltre alla contestazione degli illeciti amministrativi nei confronti dei proprietari dei veicoli che si sono avvalsi del lavoro svolto abusivamente dai due soggetti, la cui sanzione prevede da un minimo di  51 euro ad un massimo di 258 euro

Per quanto riguarda l’attività prettamente fiscale derivante dall’esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione, la Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese sta procedendo alla ricostruzione dell’attività svolta nel corso degli ultimi anni e del volume d’affari conseguito.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Blitz dei Nas in val di Fiemme: sequestrati farmaci dopanti

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Il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Cavalese in collaborazione con personale specializzato del N.A.S. di Trento, nei scorsi giorni ha dato esecuzione a diverse perquisizioni domiciliari sul territorio Provinciale, finalizzate alla ricerca di farmaci dopanti.

Le ricerche, che hanno avuto esito positivo, sono scattate a seguito dello spropositato irrobustimento di alcuni giovani non giustificabile come frutto del solo “lavoro“ in palestra e dal preoccupante fatto che vi siano diversi ragazzi discepoli di queste tendenze.

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«A tal merito – sottolineano i Carabinieri – si evidenzia che l’azione sia preventiva che repressiva dei Carabinieri intende ottenere anche un effetto preventivo, in considerazione della percezione di come numerosi giovani gravitanti nei circuiti competitivi di body building, non abbiano ben chiari gli effetti collaterali dovuti all’utilizzo di farmaci dopanti».

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In tal senso, nel corso delle operazioni i carabinieri hanno potuto apprendere come gli assuntori si ritengano immuni dagli effetti causati, fidandosi ciecamente di scellerati preparatori e medici, che mettono irresponsabilmente a repentaglio l’integrità fisica degli atleti “seguiti”.

Di contro, i militari hanno anche  registrato come anche i giovani recettori di farmaci, siano cinicamente disposti a tutto, al fine di ottenere risultati estetici massimali, non rendendosi contro del reale pericolo.

A tal merito gli ispettori antidoping del Nucleo Antisofisticazioni Trentino, fanno presente come l’uso di farmaci dopanti possa causare danni irreversibili agli organi interni, in particolare reni, fegato ed apparato genitale che sono i primi ad essere intaccati in esito all’uso di quei prodotti.

Le operazioni di perquisizione condotte dagli operatori del Nucleo Operativo di Cavalese nella mattinata del 7 maggio, supportate dalle alte competenze settoriali degli specialisti del N.A.S., hanno consentito la non facile individuazione di un importante quantitativo di farmaci dopanti, posti sono sotto sequestro.

Nel dettaglio sono stati rinvenuti farmaci contenenti principi attivi dopanti quali: anabolizzanti, ormoni della crescita e diuretici, alcuni di essi di provenienza estera non commercializzati in Italia.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Vandali danneggiano la scuola primaria “Don Milani” di Lases

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E’ stato un lunedì da dimenticare per personale e scolari della scuola primaria “don Milani” di Lases che, all’arrivo per la ripresa delle lezioni, hanno dovuto fare i conti con i danni fatti da alcuni vandali.

Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Cavalese, ma si hanno pochi dubbi sul fatto che siano stati dei ragazzi.

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Ieri mattina docente e personale hanno trovato una delle porte forzate, e scritte sulle lavagne e sui muri con slogan volgari e bestemmie.

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Dopo aver allertato la dirigente scolastica e le forze dell’ordine, quest’ultimi hanno fotografato il tutto, e le scritte sono state prontamente rimosse per permettere il regolare svolgimento delle lezioni.

Dopo aver perlustrato tutti i locali, si è notato che dall’aula di informatica sono spariti due computer.

Il paese è sconcertato per l’accaduto. Il sindaco Roberto Dalmonego ha spiegato come mai in passato si fossero verificati episodi del genere. La realizzazione di un impianto di videosorveglianza è in programma nei prossimi mesi.

Il caso in Trentino non è comunque isolato.

Solo alcuni giorni a infatti nelle scuole di Tenno  sono stati individuati 11 ragazzini colpevoli di aver provocato  gravi atti vandalici alla palestra.

La questione per fortuna non è arrivata sul tavolo delle forze dell’ordine perché i colpevoli hanno ammesso le proprie colpe in modo volontario al preside della scuola.

I ragazzi, hanno ripagato i danni alla scuola e per tutta l’estate ogni settimana a turno puliranno i vicoli di Frapporta, in particolare la via che dall’arco a sesto acuto, accesso del borgo, raggiunge la chiesa di San Lorenzo, il capolavoro romanico tennese.

 

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