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Trento

Istituto Zooprofilattico, 184 mila controlli all’anno in Trentino: un presidio per allevatori e consumatori

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La sua attività è ancora troppo poco conosciuta ma è un presidio importante del sistema di epidemiosorveglianza delle malattie degli animali sul territorio, funzione che si esplica svolgendo qualcosa come 184 mila controlli all’anno sul solo territorio provinciale.

Gli va però riconosciuto anche un altro importante ruolo: la valorizzazione delle produzioni alimentari tipiche del Trentino, ma soprattutto la funzione di garanzia che riveste per gli allevatori, per i veterinari e per gli stessi consumatori.

Molte sono le competenze scientifiche, i campi di attività e le ricadute sul sistema agroalimentare locale che fanno della sezione trentina dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie un indispensabile tassello per vincere le nuove più complesse sfide (ad iniziare dal benessere degli animali d’allevamento ma anche dalla salute della fauna in generale) che investono il settore della sanità e il comparto agroalimentare.

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Questa la cornice nella quale si inserisce la presentazione di ieri mattina in via Lavisotto, della nuova sede dell’IZSVe, un nuovo edificio costruito in un anno ed ora in attesa solo delle rifiniture.

Alla presentazione, accanto ai vertici dell’Istituto Zooprofilattico, i rappresentanti della Giunta provinciale, con il governatore e gli assessori alla salute, all’ambiente e all’agricoltura, caccia e pesca, il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari Paolo Bordon, rappresentanti dei Servizi veterinari e del mondo zootecnico.

Il nuovo edificio occupa una superficie di oltre 1.300 m2 e si sviluppa su 3 piani. Gli spazi per le attività prevedono spazi per l’accettazione, la necroscopia, laboratori per la batteriologia diagnostica e parassitologia, sierologia e immunologia, microbiologia e tecniche di biotecnologia per l’analisi degli alimenti, più una sala riunioni/biblioteca e uffici.

I lavori, costati 3,7 milioni di euro interamente finanziati con risorse proprie, termineranno a breve: a giugno, non appena ultimato il trasloco delle attrezzature dalla adiacente vecchia sede, ci sarà l’inaugurazione ufficiale ed entro l’inizio dell’autunno la piena operatività.

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A riassumere obiettivi, finalità e nuovi futuri sviluppi nell’attività dell’Istituto è stato Daniele Bernardini, il direttore generale dell’IZSVe (il direttore della sezione di Trento è Giovanni Farina), che ha definito l’ente “un punto di riferimento per il territorio”.

“Questa sede – ha affermato Bernardini – deve continuare a dare assistenza sul territorio, sia a livello zootecnico sia a livello alimentare. Molti non conoscono gli Istituti Zooprofilattici e non sanno cosa fanno, il loro ruolo emerge per lo più in occasione di qualche emergenza alimentare. Uno dei compiti della sezione di Trento sarà dunque quello di promuovere la propria attività, che comprende servizi di diagnostica delle malattie infettive degli animali, attività di sorveglianza, consulenza, assistenza e ricerca.”

Bernardini, che lascerà tra poco il proprio incarico per la pensione, ha poi assicurato che proseguirà il supporto tecnico scientifico alle imprese dell’intera filiera agroalimentare nell’ambito dell’autocontrollo aziendale e della valorizzazione delle produzioni locali, una attività che interessa circa 400 aziende trentine.

Nella nuova struttura oggi lavorano una trentina di persone tra veterinari, biologi, biotecnologi, tecnici di laboratorio e personale amministrativo (27 a tempo indeterminato) alle quali si affiancano 8 giovani borsisti.

Maggiore rilevanza ha assunto negli ultimi anni l’attività rivolta agli aspetti sanitari e zootecnici riferiti all’importante patrimonio ovi-caprino presente in Trentino, in particolare per gli aspetti legati alla trasformazione del latte in formaggi tipici, ma anche altri settori sono da poco entrati nel raggio d’azione della sezione trentina dell’IZSVe, quali l’apicoltura e l’acquacoltura, mentre nel prossimo futuro si svilupperà anche il settore delle analisi sui vegetali trasformati.

Al nuovo Istituto Zooprofilattico di Trento ha espresso il proprio apprezzamento anche la Giunta provinciale.

“In questo luogo – ha affermato il presidente della Giunta – si concentra molto la nuova attenzione che i consumatori riservano alla sicurezza alimentare ed alla qualità dei prodotti, tema che oggi si collega anche al benessere degli animali e che investe vari aspetti, dall’etica alla sicurezza alimentare e all’uso dei medicinali. Voi – ha concluso il governatore del Trentino rivolgendosi al personale dell’IZSVe – garantite sicurezza al mondo produttivo ed ai consumatori, grazie per ciò che fate tutti i giorni”.

Parole di apprezzamento anche dal vicepresidente della Giunta provinciale: “I risultati del lavoro di squadra che svolge l’Istituto Zooprofilattico ci sono e si vedono, la nuova sede completa un impegno e un percorso che il personale dell’Istituto sta facendo da molti anni garantendo un servizio importante al Trentino ed a molte categorie professionali oltre che ai consumatori”.

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Trento

Per la prima volta il rione di san Martino addobba il suo albero di Natale. Mercoledì 18 l’inaugurazione

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Nella foto Claudio Geat e Martina Margoni

San Martino è sempre stato un quartiere un tantino a parte, rispetto al centro di Trento.

Fin dalle sue origini, mentre al Castello andavano e venivano signorotti da tutta Europa, da questa parte delle mura viveva per lo più “gente acquatica” – che Monsignor Weber chiamava gli zatterieri – e le attività si svolgevano attorno all’Ospedale Widoti, che accoglieva poveri viandanti, pellegrini ed infermi.

Ci piace pensare che l’anima di questo antico rione, più volte testata dalla Storia, sia sopravvissuta intatta nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri – passando attraverso la San Martino degli anni ‘80 (molti di noi ancora ricordano le domeniche pomeriggio all’oratorio di Don Ettore, a guardare i film di Bud Spencer!).

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Proprio ora di fatto, il quartiere sta dimostrando di aver superato forse la sua prova più dura, quella dell’indifferenza, dell’oblio.

Da anni, grazie all’instancabile lavoro delle molte associazioni e dei residenti, San Martino non è più un semplice passaggio, un “dormitorio”, ma si distingue a Trento per le sue offerte culturali e sociali, oltre che commerciali.

Quest’anno per la prima volta, la comunità del rione spesso invisibile di lavoratori e residenti, si è stretta attorno ad un simbolo tangibile.

Un simbolo dalle origini antiche, che va al di là delle festività religiose e che vuole celebrare soprattutto la vita, quel senso di appartenenza, di famiglia che al nostro ritorno a casa – a prescindere dalle differenze che chissà ci allontanano nel quotidiano – ci fa sentire parte di un qualcosa di più grande di noi, di prezioso.

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Complice una mancanza del Comune nella gestione delle luminarie natalizie, la Circoscrizione insieme ad associazioni, commercianti e residenti del quartiere, si è attivata per colmare un “silenzio” che, in una realtà come quella sammartinese, sarebbe stato assordante.

Grazie alla Circoscrizione dunque, che si è assicurata un maestoso albero tramite l’Azienda Forestale Trento-Sopramonte, ed al contributo dell’Ente San Martino e dei commercianti di via San Martino, che lo hanno illuminato e decorato, il quartiere saluta il suo primo albero di Natale!

Dopo che ieri i volontari lo hanno trasportato e issato, oggi l’imponente albero di Natale è stato addobbato direttamente dai due protagonisti che si sono maggiormente impegnati per averlo nel quartiere, cioè il presidente della circoscrizione 11 Claudio Geat e la vicepresidente Martina Margoni a cui viene riconosciuto il suo grande impegno per aver trasformato il quartiere.

Il giorno 18 dicembre alle ore 10:30 l’albero sarà inaugurato degnamente nella realtà in Via San Martino, insieme ai bambini delle Scuole Elementari Sanzio che intoneranno per tutti i presenti i migliori canti natalizi.

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Trento

L’abbraccio di Papa Francesco ai trentini: inaugurato il presepio di Scurelle in piazza San Pietro

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“Rivolgo un incoraggiamento alle vostre popolazioni che un anno fa hanno subito una tremenda calamità naturale con la tempesta Vaia. Questi sono segnali di allarme del Creato, che ci invitano ad assumere subito decisioni efficaci per difendere la nostra casa comune. Il presepe e l’albero che ci avete donato per questo Santo Natale saranno ammirati nei prossimi giorni dai cittadini di tutto il mondo, per la loro bellezza ma soprattutto per la forza del loro messaggio. Il presepe, che contiene elementi architettonici propri del Trentino, ed tronchi di legno posti lungo il percorso di accesso, sottolineano la precarietà nella quale si trovò la Sacra Famiglia nella notte di Betlemme. Questi simboli universali, che ho ricordato nella mia Lettera sul valore del presepe, ci richiamano al nostro dovere di essere solidali, e di donarci gli uni agli altri. Il Papa vi è grato per quanto avete recato in dono”.

Questi alcuni passaggi del discorso pronunciato da Papa Francesco oggi in Sala Nervi, accogliendo in udienza privata i circa 700 trentini giunti a Roma, assieme a molte autorità, fra cui il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher e l’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi, per l’inaugurazione del presepio donato dalla comunità di Scurelle, che rimarrà in piazza San Pietro fino al 12 gennaio.

Presenti all’udienza anche le comunità del Veneto che hanno donato l’albero di Natale, proveniente dall’altopiano di Asiago.

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Un momento di grande emozione e di grande gioia per tutti i presenti, quello di oggi, sottolineato anche dalle parole con cui lmonsignor Tisi si è rivolto al Santo Padre: “Noi trentini abbiamo nel nostro codice genetico l’amore. Questo presepe rappresenta un inno alla gratuità e alla bellezza del ‘noi’. Che non ci accada mai di ritrovarci ad una tavola imbandica ma senza commensali. Santo Padre, benedica la nostra comunità e il nostro Trentino”.

“Il Trentino – ha detto a sua volta il presidente Fugatti – ringrazia Sua Santità per la sua recente Lettera evangelica sul presepe. Siamo orgogliosi di avere offerto una volta ancora il nostro contributo al Natale del Papa e di tutti i fedeli che in questi giorni guardano a Roma come al faro della come al faro della cristianità”.

E’ stato il giorno del Trentino a Roma, in Vaticano. Il Trentino delle istituzioni – il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, con gli assessori Segnana e Bisesti, il presidente del Consiglio provinciale Walter  Kaswalder, il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher il sindaco di Scurelle Fulvio Ropelato, i rappresentati della Comunità di valle e molti altri – ma anche il Trentino dei cittadini e del volontariato.

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Quasi 700 persone scese  dalla Valsugana nella Città Eterna per l’inaugurazione del presepe di Scurelle in piazza San Pietro, allestito dal Comitato Amici del Presepio, assieme a tutto il mondo del volontariato – fra cui gli alpini, i vigili del fuoco, la parrocchia e il gruppo missionario, la formazione professionale, e alcune ditte locali –  con la collaborazione della Protezione civile del Trentino.

Grande l’orgoglio  di tutti i presenti, per una giornata iniziata con la messa celebrata nella basilica di San Pietro dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, accompagnata dal coro Lagorai di Torcegno, e proseguita in Sala Nervi con l’emozione straordinaria dell’udienza privata con Papa Francesco in sala Nervi e culminata nel pomeriggio con l’inaugurazione del presepio in piazza San Pietro, dove rimarrà fino al 12 gennaio, all’ombra dell’albero che quest’anno arriva dall’Altopiano di Asiago.

Dopo l’albero di Natale donato al Vaticano dalla val Campelle nel 2016, quindi, di nuovo la Valsugana e in particolare la comunità di Scurelle è protagonista delle festività natalizie a Roma, nel cuore della cristianità, con il presepio allestito dal Comune, dal Comitato Amici del Presepio, e da almeno una settantina di  volontari che hanno dato il loro contributo all’iniziativa.

Un presepio bellissimo, che occupa uno spazio di quasi 200 metri quadrati, trasportato dal Trentino a Roma con tre autoarticolati  assieme a una ventina di Vigili del Fuoco, e poi riassemblato dai volontari del Comitato, presieduto dall’instancabile Ivo Tomaselli, con l’aiuto dell’architetto Lanfranco Fietta.

Un presepio con 23 statue a grandezza naturale, molte nuove rispetto a quelle che da 20 anni – da tanto dura l’impegno degli Amici del Presepio – vengono allestite in paese, pensato apposta per Papa Francesco, e che contiene anche il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia lo scorso anno. Come a  testimoniare che dalla morte può nascere nuova vita, che la natura sa essere generosa persino nelle calamità. Anche se alla fine a fare la differenza sono l’ingegno e la fede degli uomini.

Molto toccante quindi la cerimonia di accensione delle luci del presepio e dell’albero, officiata dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Dopo gli interventi di monsignor Tisi e del presidente Fugatti ha preso la parola fra gli altri il sindaco di Scurelle, che ha ricordato come “in questo presepio abbiamo trasfuso le tecniche e i materiali delle nostre montagne ma abbiamo anche proposto un piccolo spaccato della vita delle nsotre valli, in un passato non lontano. per questo la presenza di pastori, boscaioli, e di donne intente alle attività che la società dell’epoca richiedeva loro. Era una società povera, se vista con gli occhi dell’oggi. Ma anche una società ricca di valiri, come la solidarietà e il volontariato. Valori che vivono ancora oggi”

Questi alcuni numeri: 23 statue in legno i cui volto sono stati scolpiti dall’artigiano Felix Deflorian, con il prezioso aiuto dei figli Tiziano e Maria Rosa, e 2 case in legno, la stalla della Natività e una caséra, anche  per sottolineare il radicamento locale di un’opera che ha, naturalmente, valore universale, e che nelle prossime settimane sarà ammirata da genti di tutti il mondo. Il tutto all’ombra dell’abete rosso donato quest’anno dall’altopiano di Asiago, altra zona colpita lo scorso anno dalla tempesta Vaia. Presenti alla cerimonia anche una delegazione da Kennelbach (cittadina austriaca gemellata con Scurelle), da Pontremoli (che da anni organizza soggiorni estivi in val Campelle) e di una delegazione dei vigili del fuoco della val Rendena.

 

Due statue a grandezza naturale nel Presepe di Scurelle

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Trento

Nati per Leggere, l’alleanza fra bibliotecari e pediatri compie vent’anni

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Sono passati vent’anni da quando un gruppo di professionisti si è ritrovato ad Assisi e ha gettato le basi di una grande avventura nel campo della promozione della lettura. 1999-2019 ora, Nati per Leggere è il programma italiano più rilevante di promozione della lettura in età precoce con il valore aggiunto di mettere in sinergia competenze di pediatri, bibliotecari e tutti coloro che in ambito sanitario si occupano di infanzia 0-6 anni.

Per questo, anche il Trentino, le biblioteche e l’Ufficio per il Sistema bibliotecario trentino festeggiano questo importante traguardo.

Dal 6 all’8 dicembre, infatti, Biblioè X LEGGERE propone nella sala conferenze della Fondazione Caritro di Trento tre giorni di letture, incontri con autori, approfondimenti e un convegno con autorevoli esperti.

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Sarà un’occasione imperdibile per fare il punto sulla promozione del libro e sull’importanza della lettura fin dalla più tenera età. Si inizia venerdì 6 dicembre alle 9.30 nella sala conferenze della Fondazione Caritro con il convegno “Crescere con i libri” dove professionisti del settore incroceranno sguardi differenti.

Si prosegue nel pomeriggio alle 14 con una tavola rotonda dal titolo NpL (Nati per leggere): buon pratiche e criticità in Trentino. Poco dopo, alle 16.30 un seminario dal titolo “Dalle storie si può giungere a tutto. Breve viaggio tra gli albi illustrati

Contemporaneamente, già a partire dalle 16, letture animate e, a seguire, letture animate con musica.

Il giorno successivo, sabato 7 dicembre, si comincia con un seminario “Pagine silenti Albi illustrati senza parole”. Alle 10 e per tutta la mattinata “Nati per la Musica Musica per piccolissimi” da 0 a 12 mesi e “Giochiamo insieme con la musica?” (dai 12 ai 36 mesi).

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Nel pomeriggio alle 17.30 avrà inizio il seminario “Nutrimento ed emozione libraria” mentre già a partire dalle 15.30 saranno riproposte letture animate con musica.

Il giorno successivo, domenica 8 dicembre, a partire dalle 10 letture animate e spettacoli.

 

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