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Val di Non – Sole – Paganella

Iniziato e rinviato il processo ai responsabili del caseificio di Coredo

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Iniziato e subito rinviato all’udienza del prossimo 14 giugno il processo che vede imputati Lorenzo Biasi, presidente del caseificio sociale di Coredo e Gianluca Fornasari, casaro e responsabile del piano di autocontrollo.

I reati contestati dal pubblico ministero dottoressa Maria Colpani sono «produzione e immissione in commercio prodotti caseari con cariche microbiche superiori ai limiti di legge (STEC ed Escherichia coli)».

In particolare all’imputato Fornasari l’omissione di «richiedere adeguati controlli» e «di richiedere a Trentingrana Concast di effettuare delle ispezioni sul campo al fine di verificare le condizioni igieniche delle stalle dei conferitori».

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Per entrambi, il p.m. ha individuato anche il reato di cui all’art. 650 del c.p. in «relazione alla omessa ottemperanza alla disposizione impartita dall’U.O Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria di Cles» (a piè pagina copia del decreto di citazione a giudizio).

Legata al processo è la dolorosissima vicenda, di cui ci siamo occupati numerose volte, del piccolo Maestri, il bambino di Coredo (all’epoca di soli quattro anni) che si era sentito male dopo aver mangiato il formaggio “Due Laghi” (con latte crudo) prodotto e commercializzato proprio dal caseificio di Coredo con conseguenze gravissime per la sua salute.

All’udienza di stamane era presente Giovanni Battista Maestri, padre del bimbo, assistito dall’avvocato Paolo Chiariello, per la costituzione di parte civile, mentre assenti erano gli imputati, il cui difensore avvocato Gaetano Forte del foro di Ferrara, ha sollevato eccezioni procedurali, alle quali si sono opposti tanto il p.m. d’udienza quanto l’avvocato di parte civile Paolo Chiariello.

Sull’eccezione, si pronuncerà, quindi, il Tribunale nell’udienza del prossimo 14 giugno.

 

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Val di Non – Sole – Paganella

La 10ma edizione del Trofeo Sportivo per persone con disabilità apre la Festa dello Sport Clesiano

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Il Trofeo Sportivo Gsh come occasione per fare nuove esperienze e stringere nuove amicizie in un clima di divertimento. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Il Gruppo Alpini di Don festeggia il 35esimo anniversario di fondazione

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Il Gruppo Alpini di Don si prepara a festeggiare il 35esimo anniversario di fondazione

Traguardo da ricordare e da festeggiare per il Gruppo Alpini di Don, che domenica prossima, 25 agosto, celebra il 35esimo anniversario di fondazione con il 31esimo Raduno Mandamentale dell’Alta Val di Non. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Ruba oro al suo datore di lavoro: denunciato un cuoco in val di Sole

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Ha lasciato in anticipo il lavoro stagionale che gli era stato offerto e con sé ha portato via qualche “ricordo” della sua esperienza, ricordi di famiglia che i Carabinieri hanno in parte rinvenuto presso il negozio “compro oro” al quale li aveva subito venduti.

I protagonisti della vicenda, sulla quale hanno fatto luce i militari della Stazione di Vermiglio, sono la proprietaria di un albergo sito presso il Passo del Tonale ed un cuoco abruzzese di 40 anni.

L’albergatrice, questa estate, ha assunto l’uomo con un contratto stagionale offrendogli alloggio presso un’abitazione attigua alla sua.

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I rapporti tra i due si sono però presto incrinati, principalmente in ragione della scarsa puntualità del dipendente, il quale, poco propenso a rispettare gli orari di lavoro, creava spesso disservizio.

Sta di fatto che, nei primi giorni di luglio, i due si sono “salutati”.

Prima di lasciare casa, però, il cuoco ha voluto incassare la sua buonuscita impossessandosi, con destrezza, di quattro oggetti in oro che la donna custodiva all’interno del proprio appartamento. La derubata si è accorta di quanto accaduto solo dopo alcuni giorni ed ha denunciato il fatto, ed i suoi dubbi, presso la Stazione di Vermiglio

Fin da subito il sospetto che l’autore del furto potesse essere individuato nel cuoco da parte dei Carabinieri è stato forte.

Gli infissi della casa non presentavano segni di scasso e mai la vittima aveva trovato disordine tra le sue cose.

Chi aveva agito, insomma, lo aveva fatto in maniera indisturbata, prendendosi tutto il tempo necessario per frugare e poi rimettere a posto, oppure sapendo dove andare a mettere le mani. Il ladro, in buona sostanza, non aveva improvvisato ma si era mosso in maniera chirurgica.

Far luce su quanto supposto, in questi casi, non è mai facile. Spesso, infatti, degli oggetti trafugati viene data una sommaria descrizione e così, in assenza di altri riscontri (il consiglio è quello di fotografare monili e beni di valore per poter fornire, in caso di furto, una loro esatta descrizione), non diventa semplice sostenere un’accusa.

Il caso in questione, però, si è risolto nel migliore dei modi.

I carabinieri sono infatti riusciti a stabilire che a commettere il furto sia stato proprio il cuoco.

Conducendo i possibili accertamenti sono infatti arrivati a scoprire “il passo falso” dell’uomo, il quale, a distanza di qualche giorno dal licenziamento, si è infatti rivolto ad un “compro oro” della zona (sono i registri del negozio, insomma, ad incastrarlo) per piazzare parte della refurtiva ovvero un paio di orecchini ed una medaglietta in oro che, recuperati prima di essere venduti o fusi, sono stati restituiti al legittimo proprietario.

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